Messaggi e commenti per Maurizio Landini

Messaggi presenti: 23

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Martedì 21 gennaio 2020 16:21:31

Buongiorno segretario
come al solito i pensionati sono sempre esclusi dai miglioramenti economici che altre categorie usufruiscono; hanno bloccato perfino l'aumento che in parte ci tutelava dall'inflazione. Il costo della vita e' raddoppiato. Chi soffre di questa situazione in particolare sono le famiglie monoreddito nella quale piu'' persone devono vivere con 1200 euro.
Quando farete la battaglia per il quoziente familiare? distinti saluti

Lunedì 20 gennaio 2020 16:39:56

Lo schifo di elargire dal 2014, il bonus Renzi di 80 euro mese in rapporto al reddito, ai lavoratori dipendenti e non ai pensionati. A parità di reddito dei lavoratori dipendenti, i pensionati pagano 1000 euro in più di irpef l'anno. E questo succede da ben 5 anni e con le nuove leggi aumenta il divario. Quando si pensa di uniformare i pensionati ai lavoratori dipendenti? Intanto per il momento i pensionati hanno perso oltre al potere di acquisto anche questi bei soldoni...

Domenica 19 gennaio 2020 12:35:35

Bonus per i lavoratori ma i pensionati sono stati dimenticati come sempre. I pensionati non vivono di aria e devono avere gli stessi diritti degli altri. La vita come costa per i lavoratori costa pure per i pensionati che tra l'altro sono anziani ed hanno maggiori bisogni.

Sabato 18 gennaio 2020 07:40:22

Sono un iscritto alla cgil e le scrivo per chiederle di prendere in considerazione la mia proposta di aumentare dagli attuali 30 giorni di malattia del bambino totalmente retribuiti fino al terzo anno di età del bimbo a perlomeno 9 o 10 anni sempre di età del bimbo, in quanto ci sono tantissime famiglie dove entrambi i genitori lavorano e che non hanno più i nonni o parenti a cui lasciare il proprio figlio nel caso dovesse essere malato (febbre, tosse o altro). Spero vivamente che lei faccia qualcosa a favore di tutte quelle famiglie che come me si trovano in questa situazione.
Aspetto al più presto sue notizie.

saluti

p. s.: prenda in considerazione anche l'ipotesi di aumentare i giorni da 30 a 40, 45.

Giovedì 16 gennaio 2020 19:59:22

Buonasera Signor Landini, non riesco comprendere come mai nessuno si mette nei panni dei giovani, titolari di partita IVA. che si trovano veramente in situazioni precarie. Dovrebbero esercitare (mi riferisco ai professionisti) attività di lavoro autonomo, e fatturare a clienti diversi. Sono invece, alle dipendenze di un datore di lavoro (vedi Rai) a tempo pieno. E paradossalmente questi lavoratori ai fini fiscali, emettono fatture e contestualmente gli stessi emolumenti fatturati, vengono indicati sul mod. Cud... !!!
Il datore di lavoro che assume lavoratori a tempo determinato e con con partita IVA; sfrutta i suoi collaboratori. Questi non hanno diritto a festività retribuite, ferie, tredicesima, malattia ecc.
A ciò si aggiunge che se percepiscono es. 18. 000. 000 € annui lordi, devono pagare Gestione separata 27% imposta sostitutiva; 5% fino a 35 anni; poi 15%. (cosiddetti minimi) Aggiungo ancora che, non scontano l'Irpef, non possono utilizzare le detrazioni fiscali; a loro non spetta nessun aiuto, tipo bonus, naspi ecc. Vive meglio chi percepisce, senza fare nulla, il reddito di cittadinanza... !!!
Non parliamo poi del decreto dignità. Questi giovani, occasionalmente avevano la possibilità di aderire a contratti temporanei (qualche giorno a settimana magari nei giorni di riposo) per arrotondare. Con il decreto dignità gli è stato tolta anche questa possibilità.
Come fa un giovane in questa situazione a sbarcare il lunario? Mettere su famiglia, stipulare un mutuo ecc ecc.
Confido nella sua attenzione
Giusi

Giovedì 16 gennaio 2020 13:36:44

Caro segretario generale cgl, sono un pensionato. In tutti i dibattiti che si parla di lavoro, pensioni, e salari, è mai possibile che a nessuno sindacato, viene in mente che le pensioni sono bloccate da dieci anni, e il potere di acquisto si è ridotto almeno di un 30 per cento ? Caro Maurizio Landini spero in una sua proposta immediata. Distinti saluti

Martedì 14 gennaio 2020 18:14:06

Spettabile Maurizio Landini,

l'età a cui andare in pensione in Italia è stata innalzata con la motivazione che la speranza di vita si è allungata. Perciò ai diabetici di tipo I (quindi completamente insulinodipendenti) che, secondo l'unica statistica ad oggi esistente, vivono in media tra gli 11 e i 12 anni in meno delle persone sane, la soglia dell'età per andare in pensione dovrebbe essere abbassata di 11 o 12 anni. Il problema è che la gestione del diabete di tipo 1 è molto più difficile quando si deve lavorare a tempo pieno per più di 40 anni; infatti dopo 20 anni di diabete il 90% dei malati ha sviluppato retinopatia, che è la maggiore causa di cecità in età lavorativa. L'articolo 32 della nostra Costituzione dice che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". Che senso ha far lavorare per tanti lustri persone con il diabete di tipo 1 - malattia non dovuta né legata ad un errato stile di vita - fino a quando diventino invalidi gravi, con tutto il carico di spese collettive e di tragica sofferenza individuale che ciò comporta?
Personalmente insegno da 36 anni nella scuola superiore e da 20 col diabete T1 e a causa delle diurne e notturne oscillazioni glicemiche sono veramente agli estremi del logoramento e alla soglia della disperazione, perché non mi posso permettere di cessare di lavorare poiché non posso vivere di rendita e percepirei una pensione misera solo tra 8 anni e forse più, viste le ipotesi ultimamente in circolazione.
Pertanto chiedo che per i malati di DT1, così come si fa per i lavoratori sani, l'età del pensionamento venga rapportata all'effettiva durata media della vita, aggiornata di anno in anno. Perciò sarebbe urgente che il Consiglio superiore di Sanità effettuasse annualmente e rendesse di pubblico dominio la rilevazione dell'età media dei decessi dei diabetici di T1, in base alla quale calcolare la soglia per andare in pensione (N. B. con regime contributivo) ; in alternativa si potrebbe considerare ai fini del computo di tale soglia d'età ogni anno lavorato con il carico della malattia come valente per due anni lavorati dalle persone sane.
So che se Lei conosce personalmente un lavoratore, magari un parente, ultracinquantenne da decenni affetto da DT1 capirà perfettamente che la mia richiesta è assolutamente giusta e giustificata.

Confido nella sua dirittura e giustezza morale.

Leonardo Zappa

Mercoledì 11 dicembre 2019 20:12:14

Caro Segretario, le scrive un pensionato quota 100 della scuola che ha creduto nel D. L. 4/2019 convertito in legge 26/2019, con il quale si garantiva la possibilità di chiedere l'Anticipo del proprio TFS fino ad un max di 45000 euro. Di questa legge nessuno parla più e quanti come me avevano intravisto la possibilità di aiutare i propri figli sono costretti ad attendere anche più di 6 anni per riscuotere il proprio TFS. Ennesima beffa che lo stato ha perpretato ai danni dei suoi cittadini. Le chiedo la cortesia di sollevare il problema. Grazie.

Mercoledì 20 novembre 2019 18:57:40

Vorrei evidenziare al signor Maurizio Landini che la rivalutazione delle pensioni con il sistema degli indici ISTAT è già una penalizzazione per fare cassa sulle pensioni. Prima della riforma Amato la rivalutazione delle pensioni era agganciata, oltre che ai prezzi, anche ai salari, al fine di tutelare il più possibile il potere di acquisto dei pensionati parallelamente a quello di chi era ancora al lavoro, per come è negli altri paesi europei. Oggi oltre alla fregatura delle rivalutazioni con gli indici ISTAT si aggiunge anche il blocco delle rivalutazioni già penalizzate. Questo governo non sta cambiando proprio nulla, continua sempre sulla stessa strada del governo Monti e di tutti i governi che hanno impoverito e continuano ad impoverire i pensionati. Approfittare del fatto che i pensionati non hanno potere contrattuale è una vigliaccheria che si protrae da troppo tempo.

Lunedì 11 novembre 2019 12:53:55

Salve signor Landini, sono Francesco Capodicasa, 37 anni di Corciano in provincia di Perugia. Sono un disoccupato cronico, iscritto da diversi anni al centro per l'impiego e non riesco a trovare nessun tipo di lavoro, né part time, né a termine. Ho sempre lavorato in nero o in modo precario, fra volantinaggio, consegne postali e lavori come fattorino. L'ultima volta sono stato licenziato in malo modo da lavoro nero in volantinaggio e sto facendo una vertenza per recuperare la Naspi. Quest'ultimo anno ho anche svolto un tirocinio come impiegato amministrativo presso ditta di autonoleggi e ho acquisito competenze inerenti al mio titolo di studio, ossia diploma di ragioneria, ma il tirocinio purtroppo non ha avuto sbocchi. Non posso partecipare al momento ad alcun programma di reinserimento lavorativo, ho 37 anni e non ho possibilità di apprendistato o sgravi per essere assunto anche a termine. Ho bisogno di essere aiutato nella ricerca del lavoro, le agenzie interinali non fanno assolutamente nulla, tanto meno il centro per l'impiego, alle candidature online le aziende spesso non rispondono. Mi dia un consiglio su come affrontare tutto questo che mi sta dando depressione, perché l'inattività mi porta a questo. Attendo indicazioni e un cortese riscontro da parte sua. Spero possa ascoltarmi. Un saluto cordiale.

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