Messaggi e commenti per Mario Monti

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Domenica 13 maggio 2012 17:11:01

LA BORSA È LA ROULETTE DEL MONDO
La roulette permette introiti favolosi al proprietario del casinò, poiché al numero vincente si contrappongono altri 35 numeri perdenti, così la borsa è la roulette del Mondo usata dai finanzieri per carpire ricchezze ai piccoli risparmiatori.
Se la borsa vale 100, il finanziere vende 5 miliardi di prodotti economici portando la borsa al valore 98, il ridotto valore della borsa spaventa un numero consistente di piccoli risparmiatori e pertanto vendono a 98 i loro risparmi, immaginando un ulteriore ribasso che annullerebbe in toto il loro capitale.
Il valore complessivo delle vendite dei piccoli risparmiatori vale 1 miliardo, il giorno successivo il finanziere compera i sei miliardi a 98 portando la borsa ai precedenti alti valori, per ripetere tutti giorni la procedura.
Questo è il gioco della borsa in parallelo alla roulette, nella borsa uno solo ci guadagna ( il finanziere) e tutti gli altri perdono ( i piccoli risparmiatori ).
Per attivare questa metodica in contrapposizione alla logica, una società in attività operativa positiva con un forte portafoglio di lavori per il futuro, oggi vale 10 e domani la farò valere 5 o 15.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Sabato 5 maggio 2012 17:09:18

LA DITTATURA ECONOMICA
La dittatura ha una componente ideologica ed economica accentrata negli uomini guida del Paese.
In Italia le ideologie sono variegate, si dice paese democratico, mentre il potere economico è nelle mani dei politici. in forma diretta ed indiretta.
In forma diretta perché amministrano le società da loro controllate, in forma indiretta perché parte degli utili delle limitate aziende da loro non controllate, sono trasferiti impropriamente ai vari partiti, diminuendo i dividenti agli azionisti.
Le aziende dei politici vengono gestite e auto controllate, perciò funzionano sempre al meglio, se per caso falliscono sono ricuperate con i soldi dei cittadini.
Le società amministrate dai politici, sono le banche, gli ospedali, le università, la televisione, la radio, i teatri, centrali termiche, trasporti ferroviari, tranviari, metropolitani, aeroporti, le centrali del latte, gli ortomercati, le grande aziende, le circoscrizioni, le comunità montane, i comuni, le regioni, le province
( alcuni direttori dei comuni guadagnano circa 400.000 Euro l'anno, ottocento milioni delle vecchie lire, devono avere delle capacità superiori ad Albert Eistain! ),. .
Dal punto di vista economico è uno stato dittatoriale, dove l'economia è in mano ai partiti, ma poiché le componenti ideologiche sono multiple possiamo dire che è uno stato democratico lottizzato dai partiti.
L'amministrazione dell'economia richiede un numero elevato di politici che sono all'incirca un milione e mezzo, con un costo di circa di 180 miliardi annui, considerando la presenza di ben 10 milioni di lavoratori che operano nei servizi, per cui ogni politico ha un costo medio annuale di 120.000 Euro, pari a circa 10.000 Euro mensili
Il quadro generale in costi e numeri uomo sembra parzialmente definito, pertanto è possibile indagare e vedere come meglio ripartire le spese.
Ma prima di fare le nostre considerazioni vediamo nella storia come i grandi imperi sono caduti, la storia è maestra di vita!
I grandi imperi sono caduti per gli enormi investimenti in armi e uomini con un ritorno economico inferiore agli investimenti fatti (Vedi il libro di Paul Kennedy- Ascesa e declino delle grandi potenze - dal quindicesimo secolo ai giorni nostri ).
La metodologia temporale è stata la seguente, per l'investimento in armi e uomini sono necessari una quantità notevole di soldi, per averli la struttura statale aumenta le tasse ai privati cittadini che gestiscono l'agricoltura, le attività artigianali ed industriali, i commerci.
I privati cittadini al fine di ricuperare gli esborsi creati dalle tasse, aumentano i costi dei prodotti, determinando l'inflazione, poiché sono sempre più necessari soldi per acquistare il medesimo prodotto, la domanda monetaria globale supera il valore dei beni.
Il basso valore della moneta, innesta un secondo stadio, il potere centrale chiede crediti alle banche ( debito pubblico ), nei tempi antichi ai vassalli, indebitando lo stato per alimentare le strutture militari e per pagare gli interessi, sempre in forma maggiore fino alla svalutazione della moneta nazionale in confronto alle valute estere, con l'obiettivo finale del fallimento economico del paese.
Nei tempi moderni ad eccezione di due Stati, che investono enormi quantità di soldi per gli investimenti in armamenti, gli altri stati hanno limitati investimenti in armamenti e uomini, per cui non sarebbero in condizioni di probabili fallimenti, ma al posto del numero elevato di armi e militari, hanno un numero elevato di politici, che possono portare al medesimo risultato.
In Italia, come abbiamo visto, abbiamo un politico ogni circa 40 cittadini, i numerosi politici, lautamente pagati, hanno portato ad un debito pubblico di 2000 miliardi.
La struttura politica precedente in Italia era formata da 18 partiti, ora ridotta a 4-5, ma in questo limitato numero, sono confluiti tutti i politici precedenti, mantenendo inalterato il numero ed i costi.
Fatta la diagnosi vediamo come fare lo sviluppo nel paese Italia.
Se si riducesse di un terzo il costo della politica si risparmiano 60 miliardi all'anno, che possono essere utilizzati nel ridurre il debito pubblico ( interessi pagati annualmente per il debito pubblico circa 80 miliardi) o riattivare l'economia riducendo le tasse ai 20 milioni di lavoratori.
I venti milioni di lavoratori possono avere una riduzione annuale di tasse di 3000 Euro e mensile di 250 Euro.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Giovedì 3 maggio 2012 09:22:04

in occasione del 18 aprile ho inviato il seguente messaggio ad alcuni "maitres à penser" e politici italiani . Salvo da INIZIA
INVIATA IL 18 APRILE U.S.
A: SERGIO ROMANO, PAOLO MIELI, PIERO SANSONETTI, BERTINOTTI,
COSSUTTA, GALLI DELLA LOGGIA, A. PANEBIANCO, G.A.STELLA ,
redazione di "RIFONDAZIONE COMUNISTA"
Oggi 18 aprile ricorre il 64 anniversario delle elezioni del 1948 che dando una
netta vittoria alla Democrazia Cristiana e ai partiti della coalizione da essa
capeggiata segno'la sconfitta della coalizione social comunista.
Penso che varrebbe la pena ricordare con impegno, come la sconfitta di
Togliatti e Nenni per opera soprattutto di De Gasperi ( con l'indubbio supporto
del Vaticano) abbia impedito che l'Italia divenisse parte dei regimi del
cosidetto "socialismo reale" dove la libertà era soppressa e i diritti dei cittadini
conculcati.
L e decine di milioni di morti e di imprigionati nei Gulag di Stalin ( per non
parlare delle vittime di Mao ) e il regime di terrore che duro' decine di anni
dimostrano che il comunismo e' stato l'ideologia piu' criminale dlla storia dell'
uomo .
Temo però che la data non verra' ricordata perché scomoda soprattutto a molti
ex comunisti italiani che hanno memoria troppo corta.

A questo proposito vorrei segnalare quanto riportato nel libro "Togliatti e
Stalin "di Victor Zaslawsky e sua moglie Elena Aga Rossi in cui si riporta con la
documentazione relativa, la corrispondenza nei primi mesi del '48 fra Togliatti e
Stalin ( tramite l'intermediazione dell'ambasciatore russo a Roma Kostilev ) in
cui Togliatti - certo della vittoria del suo Fronte Popolare dato per sicuro
vincente nei sondaggi - chiedeva a Stalin l'autorizzazione a prendere le armi (
che evidentemente i partigiani rossi delle brigate Garibaldi si erano ben guardati
dal consegnare alla fine della guerra 3 anni prima ) nel caso i brogli che -
secondo lui - De Gasperi e Scelba avrebbero scatenato per annullare
la "verita' " delle urne .
Stalin fece rispondere - pochissimi giorni prima del 18 aprile - a Togliatti in
senso assolutamente negativo autorizzandolo a prendere le armi " solo se
attaccati nelle vostre sedi ". 
Il povero Zaslawsky sostiene nel suo libro che la ragione di questa decisione di
Stalin era dovuta a due ragioni . La prima e principale : del timore di Stalin che
della rivoluzione proposta da Togliatti chi ne avrebbe avuto il miglior vantaggio
sarebbe stato Tito (con cui Stalin cominciava a litigare in quei mesi), le cui
truppe erano molto piu' vicine di quelle sovietiche ai confini italiani; la seconda :
del timore di Stalin di una reazione armata degli Angloamericani ( le cui truppe
di occupazione nel frattempo pero' avevano gia' quasi completamente
abbandonato l'Italia ) . Reazione che sarebbe stata del tipo di quella greca che
in quei mesi si stava concludendo negativamente per i comunisti.
Comunque da questi fatti riportati sulla base di documenti scritti disponibili -dopo
la caduta del muro - negli archivi del Cremlino risulta una realta' chiarissima :
il PCI essendo al servizio di Mosca era una quinta colonna armata che agiva
contro gli interessi del nostro paese e i suoi esponenti di allora erano dei
criminali ai sensi del Codice penale e della Costituzione .

Senza contare che per il reato di "attentato alle Istituzioni dello Stato" è previsto
l'ergastolo e non vi e' prescrizione.
Perche' molti esponenti della sinistra di oggi (non solo i piu' vecchi
anagraficamente) se ne dimenticano regolarmente ??. 
Attendo con estremo interesse le loro risposte e i loro commenti.
Giuseppe Gloria

RISPOSTA DI BERTINOTTI .(RICEVUTA IL 18.4. SERA)
Gentile Giuseppe Gloria,
La ringrazio molto per avermi scritto. Eludere la sua domanda significherebbe
accettare quell'impoverimento della politica al quale ha così tanto contribuito
chi ha abbandonato l'idea della trasformazione sociale accettando la miseria
dell'esistente. Né basta, a mio parere, per rispondere alle sue importanti
domande, la sottolineatura che noi non abbiamo mai parlato di comunismo ma
di «rifondazione comunista». E la parola «rifondazione» dice della impossibilità
stessa di una continuità e della necessità di ricostruire dalle fondamenta. Ma,
anche perciò, non basta. Noi che ci siamo definiti comunisti abbiamo il dovere
di dire in che direzione intendiamo muoverci e quale sia il senso della nostra
ricerca. Le risposte possono essere incomplete, ma devono essere date. Vale
per noi in questo momento della storia il verso di Montale: «Non domandarci
la formula che il mondo possa aprirti/ sì qualche storta sillaba e secca come
un ramo/ codesto solo oggi possiamo dirti/ ciò che non siamo, ciò che non
vogliamo».
L'esigenza di ridefinirci comunisti nell'oggi nasceva da un'analisi critica della
società contemporanea. Se il movimento operaio fosse un cane morto, se
fosse inscindibilmente legato ad un'epoca storica passata, se fosse figlio
dello sviluppo industriale e non del capitalismo, se fosse consegnato nel ciclo
fordista, non avremmo motivo di esaminare così spietatamente, lucidamente
quello che c'é dietro di noi. O meglio lo faremmo, ma solo per un interesse
tutto storico. Se invece nella società che ci circonda rintracciamo, come
rintracciamo, problemi e bisogni che hanno a che fare con quelli proposti d
dalla nascita del marxismo e del movimento operaio, allora fare i conti con
la nostra storia diventa necessario per sapere che cosa é vivo e che cosa é
morto, per poter di nuovo porre - se non risolvere - il problema della società
futura. L'Angelus novus non é solo una metafora della modernità, ma del
proletariato. Esso guarda le macerie e si rivolge al futuro. In quella torsione
del corpo sta il suo messaggio e il suo avvenire. La possibilità che il pensiero
di Marx sia più di una bandiera o di una nostalgia sta quindi proprio nell'analisi
della società in cui viviamo.
Per noi parlare di uguaglianza significa parlare di idee, culture, processi e
soggetti assai diversi da quelli che hanno caratterizzato il '900. In questo
secolo grande e terribile l'idea di comunismo è stata legata ad una sorta
di ineluttabilità, ad una attesa messianica. Su questa attesa e su queste
certezze si è fondata la strategia, si è puntato alla conquista del potere e alla
costruzione delle società postrivoluzionarie attraverso l'assolutizzazione dello
Stato. Il proletariato si «è fatto» partito organizzando il potere. Il comunismo
reale è stato purtroppo tutto ciò, negli onori e negli orrori che anche Lei
segnala, ma il movimento operaio è stato anche molto altro.

Oggi noi parliamo di processo aperto e indefinito. Un processo nel quale
vediamo i problemi irrisolti, ma non pretendiamo di dare una risposta ora, non
pretendiamo di costruire organicamente e scientificamente una strategia per
sempre e inequivocabilmente vincente. Parliamo di processualità, non di una
ineluttabilità. Siamo consapevoli del fatto che non è detto che ci
vincente. Parliamo di processualità, non di una ineluttabilità. Siamo
consapevoli del fatto che non è detto che ciò proponiamo diventi «storia». Ci
serve un ritorno a Marx, al Marx più radicale nella critica alla politica e nell'idea
di cambiamento e di liberazione della persona.
Un saluto cordiale
Fausto Bertinotti

Mercoledì 2 maggio 2012 18:53:44

mario mario mario...il governo monti ci ha portato a valle con i panni!!!

Sabato 28 aprile 2012 15:15:54

28/04/2012
L'UOMO DELLA PROVVIDENZA
Il Paese Italia è in crisi, ma ogni partito non può proporre di aumentare le tasse già alte ai cittadini poiché scomparirebbe dall'agone politico.
Il presidente della Repubblica intuisce la situazione e trova l'uomo della provvidenza, professionale, equilibrato, di prestigio, di buon senso, che accetta di risolvere la difficile situazione utilizzando un nuovo vocabolo economico, lo spread, che dice della differenza tra il tasso della obbligazione più alta e la più bassa, L'operazione ha successo, lo spread diminuisce con la felicità dei tre partiti di destra, centro e sinistra che non essendo loro coloro che hanno aumentate le tasse, possono ancora vivere di laute prebende ed in alcuni casi particolari di ruberie, dato che sono intoccabili.
Lo spread, ora, invece aumenta anche se le tasse sono aumentate, per cui ora si dice che non è il caso di sovra valutare il valore dello spread.
Si pensa che il cittadino sia un imbecille o uno smemorato?
Se quello è il misuratore della situazione economica, ora l'uomo della provvidenza deve avviare lo sviluppo, riducendo di un terzo le spese della politica, le spese annuali per lo Stato sono di circa 500 miliardi, trascurando la sanità che per altre vie finanziata.
I politici si trincerano dietro i loro privilegi con varie valutazioni, dicono che accetterebbero una limitata riduzione non nel numero, ma solo dei proventi, con un adeguato controllo delle spese fatte.
Così potranno sempre perpetuare il metodo usato per le società gestite dai politici, alla televisione, alla radio, negli ospedali, teatri, banche, centrali del latte, centrali termiche, trasporti ferroviari, tranviari, metropolitani, aeroportuali delle società regionali, provinciali, comunali, che nel caso di fallimento o difficoltà economiche, sanno come riequilibrare, tramite i soldi dei cittadini.
I cittadini si rivolgono all'uomo della provvidenza, operi nel senso utile al paese Italia, i tre partiti si rifiuteranno di votare una riduzione del numero e dei loro introiti.
Lei che ha capacità professionali e pertanto può vivere ugualmente decorosamente, minacci d'andarsene, vedrà che accetteranno la situazione imposta, poiché loro non hanno mai lavorato e non saprebbero cosa fare senza la politica.
In tal caso, i cittadini e non solo i politici ricorderanno l'uomo della provvidenza, che passerà nella storia del Paese Italia.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Sabato 21 aprile 2012 14:45:36

LA RIVOLUZIONE
Per il successo di una rivoluzione sono necessarie tre componenti :
1.La componente ideologica è fornita da una minoranza culturalmente preparata che vede le anomalie del presente e illustra come superarle per avere un futuro migliore .
2.La componente economica numericamente più consistente della precedente e finanziariamente benestante, che chiede l'eliminazione alla guida del Paese del Potere costituito con la sostituzione di una nuova classe dirigente.
3.La terza componente operativa risulta la più numerosa e economicamente poco o nulla tenente , per cui da una rivoluzione può solo ottenere dei vantaggi , ma è coinvolta ideologicamente dalle idee fornite dalla prima componente e sostenuta economicamente dalla seconda .
Nel 1789 il potere era gestito dalla Nobiltà senza limitazioni nei confronti delle tre componenti che avrebbero attuato la rivoluzione .
La parte culturalmente preparata evidenziò gli arbitri e propose un nuovo corso Societario : Voltaire evidenzia le irrazionalità del potere costituito , Rosseau mostra le strade per un nuovo contratto Sociale tra gli uomini , dietro a loro si forma una nuova classe intellettuale con varie sfumature di pensiero rivolte ad un cambiamento istituzionale .
La componente economicamente prioritaria formata dalla nuova classe imprenditoriale chiede di poter guidare il Paese , poiché nelle sue mani si trovano la finanza , l'industria , il commercio , ma manca della forza per battere la classe Nobiliare .
Per avere ragione della forza conservatrice delle istituzioni Nobiliari si utilizza il pensiero degli intellettuali e la forza dirompente della manovalanza , in parte affamata ed in parte ideologicamente formata dai pensieri innovatori.
La Borghesia ha successo sulla Nobiltà e si affermano i nuovi concetti di libertà , fraternità , legalità
Vediamo in Italia se esistono queste tre componenti.
In Italia la componente culturale è data da la quasi totalità della popolazione che vede nella politica dei partiti un solo interesse personale contrario agli interessi della popolazione e pertanto auspica per il futuro un governo tecnico per il superamento degli interessi personali.
Scritti al riguardo possono trovarsi fin dal giugno 2003 a pagina 54 sul libro
" Progettiamo un nuovo Mondo" libro che dal 2004 è nella biblioteca dei Presidenti della Repubblica protocollo SGRP 06/09/2004 0085727 P
Manca la componente economica per il sostegno della rivoluzione, poiché coinvolta con il potere politico attuale.
Manca la componente operativa, poiché i due milioni di disoccupati sono tutelati in parte dallo Stato con le tasse pagate dai lavoratori ed in toto dalle famiglie.
Quando i due milioni di disoccupati saranno alla fame, mancando il sostegno familiare, esisterà la rivoluzione, sempre se il potere economico sosterrà la loro operatività.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Mercoledì 18 aprile 2012 20:14:57

Rispondo a Giuseppe Goria e amici Sono in sintonia con la richiesta fatta il 6 marzo 2012, pure comparsa sul libro " Progettiamo un Nuovo Mondo" pubblicato nel Giugno del 2003,a pagina 54.
Una copia del libro si trova presso la bibbioteca dei Presidenti della Repubblica Italiana, protocolllo SGPR 06/09/2004 0085727 P

Domenica 15 aprile 2012 18:39:53

Caro Professore,le ho già scritto,sono quel suo vecchio compagno del Leone XIII. Oggi comincio ad aver paura sul proseguimento della imperdibile esperienza del suo governo.
Accetti un consiglio da un vecchio esperto di comunicazione: faccia star zitti i ministri. Parli solo Lei di crescita e di sogno. E' una mission impossible, ma Lei è stato chiamato per questo. Verifichi con Napolitano, informi la triplice e poi decreto sempre evitando i voti segreti (ci sarà un modo). Credo che in molti italiani normali ci sia un consenso assai elevato. Serve un concreto elenco di tagli alle spese ministeriali e ai privilegi (ferie, viaggi, consulenze,rimborsi elettorali, organizzazione del lavoro che tenga conto che non serve più la carta si riparta da moderni uffici (computer,firme elettroniche,assunzione di hackers da usare come ispettori).Certo diminuiranno gli impiegati dello stato che ormai creano solo confusione per giustificare la loro stessa esistenza. Confronto dei costi di gestione delle diverse regioni: licenziamento dei parassiti (immediato).Studio accurato della possibilità di eliminare i diritti acquisiti (se non ora, quando?).
tante piccole cose fanno immediatamente un effetto positivo.
335-------

Sabato 14 aprile 2012 14:58:17

I PAESI DELL'EUROPA FALLITI.
I giornali tacciono, le strutture politiche pure, ma la Grecia è fallita, le obbligazioni in scadenza 20 marzo 2012 e le future non sono onorate, il ritardo non è di giorni o mesi, ma unitariamente il debitore allunga il pagamento fino al 2042 ( trent'anni, più di una generazione).
Se questo è il comportamento dei controllori economici Europei, che permettono tali procedure è pensabile che a tempi brevi falliranno pure Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia.
Perché non dovrebbero comportarsi come la Grecia?
In Italia sono in embrione tali comportamenti, i politici hanno chiesto opere agli industriali loro sostenitori, ma per ora si guardano bene d'onorare le spese, per cui alcuni si suicidano non potendo pagare i loro dipendenti, mentre i politici mantengono costanti i tempi e costi dei rimborsi elettorali.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Lunedì 9 aprile 2012 15:43:32

LA RIDUZIONE DELL'ORARIO LAVORATIVO
Le società industriali non ricordano o non capiscono come il mondo si è evoluto e si evolve.
Dal periodo del Padrone delle Ferriere ad oggi il tempo per il lavoro giornaliero si è ridotto a otto ore ( circa la metà ), riducendo la settimana lavorativa a 5 giorni.
Ma vediamo le motivazioni a tale riduzione.Nel periodo del padrone delle ferriere la produzione era limitata, poiché la forza lavoro era praticamente manuale sia nel produrre che nel amministrare la situazione aziendale.
L'uomo forgiava il ferro reso incandescente con il martello e si amministrava tramite lo scritto con la penna d'oca.
Il mondo progredisce e aumenta la produzione poiché per forgiare il ferro si usano le presse e per amministrare si usa la macchina da scrivere, se la produzione aumenta è necessario un numero maggiore di lavoratori, che determinano maggiori introiti all'investitore.
Gli introiti sarebbero stati a solo vantaggio del proprietario se i lavoratori non si fossero associati in una loro rappresentanza"i sindacati", per chiedere un maggior salario e una diminuzione delle ore di lavoro.
I sindacati hanno avuto successo aumentando i salari ai lavoratori e permettendo una diminuzione di ore lavorative.
Il successo è stato possibile solo perché il datore del lavoro ha concesso parte degli aumentati introiti, in parte a se stesso ed in parte ai dipendenti.
In semplici parole, il datore del lavoro ha dato parte degli utili ai collaboratori e la riduzione dell'orario per il lavoro, in caso contrario non avrebbe fornito nessun utile al lavoratore, poiché o si impoveriva o falliva.
Quindi sono le situazioni tecnologiche ed economiche societarie che permettono utili maggiori agli investitori e ai lavoratori.
La scienza e tecnologia progredisce e aumenta la produzione, tralasciamo le varie trasformazioni per arrivare ai giorni nostri dove la produzione viene robotizzata e le procedure informatizzate con una riduzione sostanziale dei lavoratori per una produzione maggiore.
La società è in crisi, poiché bisogna innovare per utilizzare i lavoratori disoccupati e ottenere un maggior utile economico per progredire.
L'innovazione quando si verificherà non sarà sufficiente ad impiegare tutti i lavoratori, poiché la produzione è robotizzata e le procedure sono informatizzate, perciò l'unica soluzione è la riduzione dell'orario e degli stipendi per i lavoratori.
Una settimana di 36 ore per 4 giorni settimanali con l'utilizzo dei 22 milioni di lavoratori italiani
(20 milioni di occupati e 2 milioni disoccupati) con una riduzione dello stipendio medio del 9%, permetterà alla società di proseguire nella via del progresso societario.
Nel secolo scorso la settimana lavorativa si ridusse a 5 giorni, l'attuale secolo potrebbe essere ricordato per la settimana lavorativa di 4 giorni, dimostrando che il progresso operativo delle società evolute, permette ai loro popoli un miglioramento della vita.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

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