Messaggi e commenti per Giovanni Floris - pagina 3

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Mercoledì 20 maggio 2020 16:31:43

Gent. mo Floris,
avevo già espresso, con un precedente messaggio, le mie perplessità sulla presenza sistematica, nella Sua trasmissione di alcuni personaggi simbolo di spazzatura intellettuale, antitetica al dovere di autonomia e verità ben oltre i limiti dell'ideologia di appartenenza.
Anche ieri sera, con gli onnipresenti lubrici Sallusti e Senaldi, la trasmissione non si è smentita, rendendosi complice del vergognoso messaggio che Senaldi ha potuto trasmettere ai telespettatori.

GIUSEPPE CONTE RICEVE CONSENSI PERCHE' CON IL LOCKDOWN HA DATO, AD UN POPOLO DI PARASSITI, LA POSSIBILITA' DI STARE A CASA SENZA LAVORARE.

E' del tutto superfluo commentare una simile dichiarazione; resta da chiedere a questa sottospecie del regno animale quali siano i beni primari che egli produce per il paese.
Vuole forse farlo lei, Floris, magari alla prossima puntata?

Distinti Saluti
Egidio Bastianelli

Mercoledì 20 maggio 2020 10:39:59

Buongiorno. Ieri sera, nella trasmissione Dimartedì, lei, palando del tema dell'omofobia, ha detto (cito a memoria, ma il succo è quello) che occorre rispettare le persone che hanno fatto altre scelte. Ma non si è, ad esempio omosesuali per SCELTA ma per condizione. Nessuno sceglie di essere omosessuale o eterosessuale. Gradirei sentire una rettifia. Comunque complimenti per le conduzioni (con la schiena dritta) delle sue varie trasmissioni.
Buona giornata e Buon lavoro.

Martedì 19 maggio 2020 17:06:55

Gent. mo,
mi piacerebbe porre alla vostra attenzione queste tematiche che trovo siano poco considerate nel dibattito del come sarà la fase 2.
In questi giorni ci si appresta all'apertura di tantissime attività, comprese quelle in cui è scontato il contatto fisico ravvicinato, come parrucchieri ed estetisti, per fine mese è probabile la riapertura di centri sportivi, scuole di danza e palestre.
Riprenderanno a celebrarsi le Messe, luoghi di assembramento per definizione... Le attività produttive premono per ripartire.
Insomma tutti scaldano i motori, desiderosi di rimettersi in gioco, con nuove regole, modalità differenti da cui eravamo abituati prima, ma comunque con l'obiettivo di ricominciare.
Tutti tranne il comparto scuola. Tutto rimandato a settembre, forse, chissà come... Perché qui manca completamente l'entusiasmo che invece contraddistingue gli altri ambiti? manca soprattutto da parte degli "operatori", che in media sembra non vedano l'ora che arrivi il fatidico 8 giugno.
Lungi da me fare sconti alla prudenza per ipotizzare fughe in avanti che potrebbero essere pericolose, ma quello che stona rispetto al resto dei comparti è proprio questo silenzio e questa rassegnazione ad una situazione che sembra essere diventata una confort zone che ci accompagnerà per i prossimi mesi: la scuola a distanza adesso, l'assenza di scuola per la stagione estiva, visto che tra giugno e settembre pare che tutto si possa fare fuorché il recupero di quanto perso in questi mesi.
Nonostante gli sforzi fatti in questo periodo da parte dei docenti (non tutti a onor del vero), studenti e genitori (!) è evidente che anche la più avanzata ed efficace didattica a distanza non potrà sostituire quanto fatto in presenza, soprattutto per i piccoli, perché, anche banalmente confrontando l'orario delle lezioni pre e post emergenza, è evidente che alcune lacune ci sono state e ci saranno, al di là della formale conclusione dei programmi previsti.
Insomma lo smart working (tema di un bell'articolo odierno di Patrizia De Rubertis) non vale per tutto e se funziona, anche bene, per le attività amministrative in generale poco o niente si adatta per quelle ove il rapporto e l'assistenza alla persona, in questo caso agli allievi, sono tratti costanti e distintivi della prestazione (ve la vedete la maestra della materna, pur dotata di buona volontà, che assegna, lavoretti manuali da eseguire a casa sotto la guida esperta dei genitori?

Se lei se l'è cavata con un video tutorial inviato via whatsup alla chat di classe il resto del lavoro pratico se l'è gestito la mamma, tra il suo di lavoro e le altre incombenze domestiche...

Inoltre, se le ore fatte prima in classe, in presenza, avevano un valore e non erano sovradimensionate rispetto alla reale necessità di apprendimento, dobbiamo prendere atto che il risultato non potrà mai essere lo stesso. Aggiungo che l'applicazione della didattica sul territorio è molto eterogenea, cambia da scuola a scuola e spesso da classe a classe. Io ho due figlie, la prima ha iniziato la seconda settimana di marzo dopo "solo" 3 settimane di chiusura, la seconda, alla primaria ha iniziato i collegamenti la settimana scorsa, dopo quasi 3 mesi, prima facevamo solo compiti...

E' anche evidente che la capacità di seguire la didattica è disomogenea e cambia a seconda del supporto pratico che può garantire la famiglia.

In questo contesto mi sembrava scontato ipotizzare uno slittamento del calendario scolastico nazionale fino almeno a metà luglio che consentisse, quanto meno nelle regioni ove le condizioni sanitarie fossero compatibili una parziale riapertura della scuola dell'obbligo, anche se con modalità adatte alla nuove esigenze (gruppi ridotti, turnazioni, attività all'aperto magari reperendo altri spazi).

Questa ipotesi, tuttavia, non sembra essere stata contemplata dalla Ministra, che ha rimandato tutto al prossimo autunno, chiudendo così un anno scolastico interrotto a metà.

Si affaccia in questi giorni, tuttavia, a seguito delle legittime pressioni dei genitori, la possibilità di far partire i centri estivi.

La prima domanda è banale: perché i centri estivi, che peraltro comporterebbero oneri per le famiglie, oltre che per le casse dello stato e gli enti locali (visto che sarebbero previsti contributi e detrazioni), potrebbero partire ed invece la scuola no? Quali sarebbero i presupposti sanitari che differenzierebbero questi centri dalla scuola estiva?

Da cittadina mi sembra un'incongruenza inaccettabile: se ci sono degli impedimenti sanitari questi valgono per tutti i settori affini. Perché non applicare il protocollo sanitario previsto per i centri estivi alle scuole? D'altronde mi sembra più semplice mantenere la distanza svolgendo attività didattiche, seduti al banco, piuttosto che con attività ricreative e sportive in movimento. Potrebbe essere un modo, in una stagione più semplice, rispetto all'autunno, visto che ora potremmo contare anche sfruttare spazi all'aperto, per sperimentare come ripartire per il prossimo anno scolastico. Si tratterebbe di un esperimento monitorato con ingressi scaglionati, e solo per la scuola dell'obbligo, partendo da chi ha i genitori che lavorano.

Sembra che la scuola abbia abdicato al suo ruolo, ci dicono che la scuola non può partire per i prossimi 4 mesi, però potremo mandare tranquillamente ai corsi di tennis e di danza i nostri figli... la stessa Prof. ssa Chiara Saraceno, in un articolo pubblicato sabato su "La stampa" ha denunciato la criticità della situazione.

La seconda domanda è semplice quanto pragmatica: perché non si è pensato di modificare il calendario scolastico, dando la possibilità alle scuole di organizzare delle classi a numero ridotto per infanzia/primaria/medie per chi ha i genitori che lavorano fuori casa e magari prevedere delle sessioni di recupero per tutti, anche solo a turno... ?

Io temo che la ragione della mancata ripartenza di questo settore non stia solo nella problematica sanitaria ma nella difficoltà, incapacità o scarsa volontà di smuovere consuetudini calcificate nel sistema scolastico: a metà giugno fine delle lezioni e liberi tutti, a prescindere da tutto il resto, anche se in realtà sappiamo che, alla faccia dello "slogan" proclamato come un mantra "la scuola non si ferma", la scuola si è fermata eccome e sono rari i casi in cui l'offerta didattica a distanza è stata realmente compensativa di quella in presenza.

I ragazzini che non si vedranno a scuola staranno comunque assieme nei parchi "allo stato brado" (consentite l'esagerazione, ma basta fare una passeggiata nel parco per rendersi conto che tutto non è controllabile), concentrati nelle case di chi, non lavorando, potrà accudirli: dai nonni, ai vicini di casa, agli amici, o altre mamme. E' una grande ipocrisia credere che in questi mesi non ci saranno contatti fra questi bambini. Più sicuro, a questo punto, che stiano in maniera ordinata e regolamentata in classi/gruppi ove si inizi a far rispettare quelle regole indispensabili come il distanziamento, l'igiene delle mani, l'utilizzo dei dispositivi.

Ecco a me piacerebbe che, in mezzo ai tanti dibattiti, se ne facesse uno schietto senza ipocrisia, anche su questo tema.
Grazie dell'attenzione.

Donatella Giacoppo

Giovedì 14 maggio 2020 15:25:30

Buongiorno Signor Giovanni Floris,
da quando nel suo programma “dimartedì” gli interventi dei vari ospiti non sono più disturbati dagli applausi del pubblico in sala, la visione è estremamente più godibile. Finalmente si capisce tutto e le voci si sovrappongono meno, cosa che nelle televisioni italiane è uno standard deleterio.
La saluto cordialmente
Pasquale Durante - Lugano (Svizzera)

Martedì 12 maggio 2020 22:05:16

... è mai possibile che nella situazione che stiamo attualmente vivendo si possa ancora invitare un "personaggio come la Fornero.... o meglio è perlomeno triste che si continui a invitare tale figura per semplicemente sbattere in faccia gli Italiani affermazioni prive di qualsiasi contenuto degno di essere tale. Floris che c'è ? sei Fornero dipendente, sai quante persone degne di tale nome potrebbero sostanziare il tuo programma.

Martedì 12 maggio 2020 21:54:49

La prossima stagione estiva comporterà lo spostamento interregionale di centinaia di migliaia di persone. Nel caso si accendessero nuovi focolai di infezione esiste un programma superregionale di gestione delle eventuali conseguenti quarantene? In quali strutture e a carico di chi? Grazie

Martedì 12 maggio 2020 18:29:42

Buona sera,
se fosse possibile, considerato che la professoress Ilaria Capua è una sua gradita ospite, porLe la seguente domanda sulla riduzione dell'agressività del virus:
stabilito che la Scienziata ha più volte indicato che il decorso della malattia del coronavirus dipende anche dalla carica virale con la quale il paziente viene "aggredito", (maggiore la carica=peggiore il decorso della malattia) stabilito che oggi conosciamo il virus e ne limitiamo la circolazione con il distanziamento sociale, mascherine, ecc. ecc., non è possibile che la carica virale, con la quale si potrebbe venire infetaìttati, si è ridotta, proprio per le nostre accortezze, tanto da ricondurre il covid1d-19 ad una semplice influenza/raffreddore e spesso senza sintomi???
Se così fosse, fino all'arrivo del vaccino, dovremmo conviverci, per lo più, senza patemi e/o affanni.

Giovedì 7 maggio 2020 15:30:36

Buongiorno vorrei esprimere mio disappunto x ventilare trattenute pensioni statali io percepisco 1600euro e da marzo sto mantenendo i miei figli 1 partita IVA 1 aspetta cassa integrazione il mio compagno e mia nuora pure abbiamo negozio di estetista e di scale di cui paghiamo affitti penso di avere già dato senza che lo stato mi penalizzi Pensi a dare i soldi promessi grazie e spero trattate argomento che coinvolge molti cittadini zeni m. grazia

Mercoledì 6 maggio 2020 16:50:35

Gent. Floris,
l'emergenza coronavirus è ormai l'unico argomento di cui si parla nei talk-show televisivi.
Nella Sua trasmissione di ieri sera è stato trattato in modo penetrante e razionale sia negli aspetti sanitari, sia negli aspetti economici. Merito delle domande correttamente indirizzate e degli interventi equilibrati e di contenuto tecnico/scientifico elevato, da parte degli ospiti da Lei chiamati a discutere.

Notevoli, per la spiccata capacità divulgativa e per il lessico accessibile anche ai profani del settore, gli interventi della dottoressa Gallavotti, abile a coinvolgere il telespettatore in un campo altamente specialistico come la genetica.

Molto interessante il servizio da Lei condotto sulla Corte Costituzionale ; il colloquio con la Signora Presidente ne ha chiarito compiti, responsabilità e modo di operare.

Nel contesto di positività testè descritto è però difficile comprendere la necessità di ospitare in trasmissione mediocrità con scarse doti d'ingegno, accompagnate da forte intolleranza verso orientamenti socio- politici diversi.

L'imbonitore Sallusti, i cui interventi-contro sono ormai scontati, ha acquisito la forma di virusTV; la sua abituale presenza in tutti i talk-show dell'intera rete televisiva inquina e svilisce il contenuto degli stessi.
Dispiace purtroppo constatare che il primato (in termini di presenze naturalmente) spetta di diritto alle trasmissioni dell'emittente LA7, in particolare al Suo programma ed a quello di Giletti.

Finisco con Luttwak: da cittadino Italiano ritengo disdicevole usare malamente un collegamento trans-oceanico per ascoltare le solite idiozie dal solito co... ne.

Un cordiale saluto
Egidio Bastianelli

Mercoledì 6 maggio 2020 14:50:45

Mi piace l: ex presidente del consiglio Letta con il suo out-out agli ITALIANI ! Guarda un po' I parlamentari fanno ricorso contro i tagli ai loro emolumenti... Sembra che siano loro i poveri che non riescano ad arrivare a fine mese. Proporrei: tutti i parlamentari nuovi, vecchi, in pensione freschi e lontani, tutti i generali, ufficiali, colonnelli di tutte le forze dell'ordine, tutti gli alti dirigenti pubblici e privati nuovi, vecchi, in pensione e non a iniziare da Mastropasqua, e tutti gli alti funzionari cedano i loro interi stipendi per un anno ; vedrete che troviamo i soldi per i piccoli imprenditori, artigiani... Ed ecco la liquidità... Poi pretendere soldi dall'Europa che ci ha spolpato e ci vuole vedere al lastrico... Lei Germania scaltra, furba ci deruba con quello spread creato per creare danno lei che le sono stati abbonati debiti di guerra e della caduta del muro di Berlino per ricostruire lei che vuole sottometterci, lei che sta facendo politica per il suo stato a danno degli altri. Nessuno le urla statalista populista... lei può uscire dall' Europa e dall'euro sarebbe la soluzione Per la scuola confidiamo riprenda dal punto in cui si è fermata la didattica il 21 febbraio 2020. Inizi da settembre a dicembre per recuperare quanto è mancato. Problema distanziamento si utilizzino le aule laboratorio per tenere in classe gli alunni distanziati. Per un anno si faranno laboratori dove c'è disponibilità di spazi. Diversamente per un anno si farà didattica essenziale visto che in questi anni si è persa la qualità. Problema mensa (esistono già i doppi turni) per un anno si potrebbe fare a meno e le ditte, le imprese modifichino orari ai genitori... Tante task-force ??? Creano disorientamento...

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