Messaggi e commenti per Massimo Gramellini

Messaggi presenti: 192

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Lunedì 10 agosto 2020 09:25:02

Buongiorno Dott. Massimo scusandomi del disturbo mi presento. Mi chiamo Tizzani Piergiorgio e ci siamo conosciuti in Agosto 2012 per un triste evento, il funerale di Giampiero Paviolo e successivamente all’inaugurazione della biblioteca di Angelo e Giampiero Paviolo a cura di Guido Novaria. Mi permetto di condividere con Lei e a nome degli amici d’infanzia di Lu Monferrato il ricordo dell’indimenticabile amico, sempre presente nel cuore. Il 12 di questo mese ricorre l’ottavo anniversario della sua scomparsa.
Il ‘bassista’ come simpaticamente lo ha definito Lei nel suo articolo di allora continua a vivere nei nostri pensieri e momenti di incontro fra noi amici di Lu.
Infine mi permetta un particolare invito, il formaggio non è di suo gradimento, Giampiero forse in qualche occasione le avrà parlato, elogiandola, della ‘soma d’aij’, la specialità di Bigia (la nonna materna di Giampiero). Nient’altro che una fetta di crosta di pane leccata con olio d’oliva e spalmato su di esso un sottile strato di gorgonzola. ‘Un pochino di tutto si gusta meglio’, così ci diceva nonna Bigia, in realtà era per nasconderci la verità (essere oculati nel risparmio e non abbondare).
Un momento irrinunciabile nella merenda delle ore 17 nella nostra cara frazione Martini.
Se ha occasione, nel caso non l’abbia ancora fatto, la provi.
Con l’occasione, nel ringraziarla anticipatamente, buon ferragosto e a nome di tutti cordiali saluti.
Piergiorgio, Cesare, Paolo, Giuseppe, Gianni.

Martedì 28 luglio 2020 13:01:07

Buongiorno Massimo. Ho letto il. tuo libro sul cucciolo, ho 46 anni e un bimbo di 2 anni ad agosto. Con la mamma (infermiera all'Amedeo di Savoia a Torino) non stiamo insieme ma gestiamo in modo egregio il pupo (anche in questo periodo di emergenza sanitaria) perché comunque ci si vuole bene e l'amore c'è anche se non quello passionale. Ti va di sentire una storia assurda e di pubblicarla? È la classica italianata di cui spesso hai scritto sul buongiorno prima e il caffè poi. E la storia di un'azienda che pur essendo a conoscenza della situazione rifiuta la mia domanda di part time per 2 anni a partire dal primo settembre pur dandolo ad altri con meno punteggio. Così a settembre se non riapriranno i nidi avrò di che divertirmi visto che a casa da solo o. legato al palo per strada certo il pupo non lo posso lasciare. Sono un granata e sono disperato, e quando uno è disperato, specie se si parla del figlio, è capace di qualsiasi cosa pur di tutelarlo. Se mi rispondi ti ringrazio, se no ci ho provato... saluti

Lunedì 20 luglio 2020 23:01:13

Salve,
Siamo due sorelle di nome Elisa e Margherita Bruno, di 15 e 13 anni e abitiamo a Torino ma prima a Volvera. Quando nel 2016 i nostri genitori si sono separati abbiamo iniziato ad andare sia da nostra madre sia da nostro padre. Poi però nostro padre ha iniziato ad avere degli atteggiamenti violenti con noi come aveva sempre avuto con mamma. Quando nostro padre ha provocato un trauma cranico a me, Margherita, mia madre lo ha denunciato ma non siamo mai state ascoltate, se non da un ispettore di polizia che è venuto a scuola. Dal quel momento abbiamo deciso che non saremo più andate da lui. Così a inizio 2018 l'assistente sociale Friziero e la Contardi ci hanno obbligato a fare dei progetti con gli educatori e durante questo progetto nostro padre ha aggredito mamma davanti a noi che è finita in ospedale ma il progetto è andato avanti come se nulla fosse. Questi progetti si sono dimostrati inutili, fino a quando nel 2018 abbiamo iniziato la CTU. In quel periodo eravamo ricattate dalla CTU, dottoressa Schiva, che ci diceva che se non fossimo andate da nostro padre saremmo finite in comunità, a quel punto per paura abbiamo accettato di vedere nostro padre nei weekend tutto l’anno, fino alle vacanze. All’arrivo delle vacanze siamo state nuovamente ricattate dalla Schiva. Se non avessimo accettato di andare in vacanza con nostro padre saremmo finite in comunità. Nuovamente abbiamo ceduto a questo ricatto. Con l’aiuto di nostra madre siamo riuscite ad accettare di sopportare la vacanza.
La vacanza è andata malissimo e io, Margherita, ne sono uscita addirittura con lividi. Sono stati 15 giorni d’inferno, di urla e maltrattamenti. In questi 15 giorni abbiamo contattato sia la CTU Schiva sia la CTP di papà Marforio, mandando messaggi in cui imploravamo aiuto. Come al solito nessuna risposta, siamo state abbandonate. Al ritorno della vacanza noi volevamo parlare con la dottoressa Schiva ma lei si è rifiutata di ascoltarci. Mamma, al ritorno delle vacanze, quando ha visto i lividi che avevo io, Margherita, ha fatto un’altra denuncia. A novembre 2019 la dottoressa Schiva ha voluto che mamma facesse passare da casa papà, quando lui si è sentito dire che noi non avremmo avuto nessuna intenzione di vederlo nostro padre ha aggredito mamma. Io, Elisa, ho chiamato aiuto per salvare mamma. Mamma dinuovo in ospedale. A Gennaio abbiamo scoperto dall’assistente sociale Currò che, per decisione presa dalla CTU Schiva, saremo andate da nostra zia come “luogo neutro”, in affidamento, per sei mesi. Questo doveva servire per l’ennesima volta a riavvicinarci a nostro padre. Il progetto non è riuscito, a causa del fatto che nostra zia non solo non era un luogo neutro ma addirittura si arrabbiava con noi quando non volevamo andare da nostro padre, costringendoci a parlare con lui di argomenti che per noi sono molto difficili, per esempio la sua violenza, che anche l’assistente sociale aveva detto di evitare. Adesso lei ha detto che non ci vuole più tenere e così tra pochi giorni finiremo in comunità, separate e tolte alla nostra famiglia senza motivo.
Vogliamo inoltre fare presente che noi abbiamo dei nonni che ci possono tenere, che hanno una grande casa in montagna lontano dalla pandemia. E invece siamo rinchiuse in una comunità dalla quale tra l’altro per via del COVID19 non possiamo nemmeno uscire per vedere i nostri genitori. Allora scusate a cosa serve mandarci in comunità per farci riavvicinare a nostro padre se non possiamo nemmeno vederlo?
Ma invece di imporci un padre violento e bugiardo a tutti i costi non è meglio lasciarci alla parte di famiglia sana cha abbiamo, curarlo e poi un domani vedere: se è cambiato e cosa si può fare?
Dove è il nostro diritto di bambini di avere una vita normale con nostra madre e i nostri parenti?
Dove è la nostra protezione?
Dove è la protezione di nostra madre?
Dopo 4 anni d’inferno siamo arrivate a pensare che era meglio che mamma non trovava il coraggio di denunciare papà per proteggerci, almeno saremmo rimaste insieme e non separate come sta accadendo.
Abbiamo cercato su internet molte persone alle quali mandare questa mail, per mandarvi un grido di aiuto!
Adesso potete ignorarci e mettere nel cestino queste parole, oppure potete aiutarci e lottare contro questa ingiustizia che stiamo vivendo. Subiamo questa ingiustizia proprio perché molte persone: assistenti sociali, educatori, CTU, CTP e giudici hanno fatto male il loro lavoro o sene sono fregati o come la Schiva non sono intervenuti per ascoltarci veramente e proteggerci, quando era solo il loro dovere!!!
Tra 2 giorni saremo in comunità e forse li senza pc e telefoni e non più potremo chiedere aiuto.
Vi preghiamo con tutto il cuore di non abbandonarci anche voi, vi prego aiutateci.

Elisa Bruno, 15 anni, cell: 392-------; mail: -------
Margherita Bruno, 13 anni e mezzo, cell: 392-------; mail: -------
Nostra mamma, Francesca Gallarate, cell: 348-------; mail: -------

Domenica 19 luglio 2020 21:32:23

Apprezzo molto le sue brevi note sul Corriere della sera ma quello che non capisco e che gradirei sapere è cosa le ha fatto l'ex ministro Toninelli per quei suoi commenti che spesso trovo non spiritosi ma solo fastidiosi e insignificanti. Grazie

Giovedì 9 luglio 2020 07:00:33

Leggo e apprendo, con tristezza, il suo "Caffè" di oggi, 9 luglio, che anche Lei si abbandona, finalmente, ai commenti di "pancia" nell'accodarsi alla massa dei denigratori del pubblico servizio tacciandoli tutti, indistintamente, di fannullonismo; Le dico questo da marito di una impiegata di un importante ente pubblico che vedeva, nell'alzarsi alle 5 e 30 del mattino la propria moglie, a casa in smartwork, collegarsi al sito di lavoro per essere tra i primi a disposizione dell'utenza e per sbrigare le pratiche senza problemi di connessione, dato l'affollamento allo stesso sito.
Ecco, Le propongo questo termine: "fannullonismo", dal momento che Lei è, notoriamente, attento alle PAROLE. Con affetto e, spero momentanea, tristezza,
Lorenzo Bini

Sabato 20 giugno 2020 12:09:41

Buongiorno:
Stamattina appena sveglia ho letto l'articolo che raccontava quanto successo ad Alex Zanardi. massimo Gramellini l'ha raccontato nel suo stile, rendendomi partecipe a questa tragedia. Attraverso il suo racconto, mi sono sentita vicino a quest'uomo, alla sua famiglia e ho provato una sana commozione che mi ha portato ad indirizzare tutte le mie forze, energie positive verso l'ospedale di Siena dove attualmente si trova.

Sabato 20 giugno 2020 11:34:58

Meraviglioso l'articolo di oggi su Alex Zanardi, del Corriere il Caffè.
Cinzia di Brescia

Giovedì 18 giugno 2020 13:54:19

Poveri noi. Di Maio "manda" una lettera...
L'unica azione che sottointende il verbo la lascio intuire a chi mi legge.

Mercoledì 17 giugno 2020 12:52:37

Gentilissimo dottor Gramellini,
mi permetto di scriverLe perché, dopo aver letto il suo articolo sulla sua maestra delle elementari, lo. sento come un dovere morale!
Anche io faccio parte di quell'esercito di maestre della scuola pubblica italiana da ormai trent'anni, e la seguo da sempre!
Ho apprezzato quotidianamente il suo "buongiorno", condividendo ogni sua considerazione, l'ho seguita puntualmente da Fazio ed ora continuo a non perdermi il suo "caffè", le "parole della settimana" ed i suoi libri!
In ognuno di questi preziosi appuntamenti mai ha mancato di esprimere solidarietà, comprensione, attenzione e rispetto verso la mia categoria.
La ringrazio con immensa commozione, la stessa che ho provato a leggere della sua maestra Olga,. In metro, a Torino, sono affiorate anche le lacrime, che la. maacherina non ha potuto nascondere!
Sono veramente fiera di appartenere a quella schiera così bistrattata, è vero, ma anche così rispettata ed amata da persone come Lei, di immensa cultura e di profonda umanità!
Ciò ci ripaga deii tanti soprusi subiti.
Non oso dilungarmi troppo, ma concludo con il mio saluto più cordiale, colmo di gratitudine, non solo per Lei, ma anche per ciò che la sua cara maestra Olga ha permesso che Lei diventasse.
Con infinita stima,
Emanuela Rasetto

Martedì 16 giugno 2020 16:31:59

Il caffè di Massimo mi è indispensabile più’ di quello del mattino, è vitale, mi da’ il buonumore ogni giorno. Lui è sferzante, ironico quanto altri mai e dissacrante quanto basta.
Insomma è il mio giornalista preferito, pur apprezzando tante firme del Corriere
Grazie per quanto ci regala ogni giorno, aiuta a sentirmi meno spaesata in questo mondo pazzo, senza alcuna regola, tranne quella del profitto ad ogni costo.

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