Messaggi e commenti per Matteo Salvini - pagina 3

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Biografieonline non ha contatti diretti con Matteo Salvini. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Matteo Salvini.

Martedì 19 luglio 2022 13:01:16

Riflessione


Errare humanum est. Cara Sign. ra Liliana lei lo insegna essendo una scrittrice bravissima. Perseverare è diabolico e mi auguro che Matteo non perseveri questa volta anche se mandare I cittadini ad esercitare un loro diritto in questa fase nonostante la sinistra I media e tutti I servizi di informazione remano e pontificano contro è una bella responsabilità. Tanti si fanno abbindolare dalle inutili motivazioni che prevedono sciagura e scenari apocalittici. Unica nota positiva è che un ominicchio diventato premier, ora per fortuna ex è fuori dai giochi. Il Conte solo di nome mercoledì è decisamente ininfluente. Gli attori protagonisti sono in questa fase politica Draghi e Salvini. Mister Draghi si è prestato a questo teatrino per poter esercitare ancora una volta la propria forza e autorevolezza altrimenti le sue dimissioni sarebbero state irrevocabili. In riferimento alle dichiarazioni dei giorni passati, mercoledì uno dei due dovrà smentire se stesso. Draghi nel caso in cui si giovasse di una nuova maggioranza senza M5 e Salvini nel caso in cui fiduciasse un governo con Conte. Mi auguro che Salvini cali il sipario in questa commedia all'italiana... una soluzione che tenga dentro anche chi il voto non vuole... Il problema non è lo scettro della leadership a Giorgina. ELLA, LADY COERENZA, lo avrà anche a marzo. Bisogna non restare con il cerino in mano. Aspettare che Draghi scopra le sue carte e poi agire. Mi fido ancora di Matteo. Il Papeete e la rielezione del Presidente Mattarella due errori gravi ma trattasi non di trasformismo bensì peccati di ingenuità di un politico al quale riconosco passione e umiltà. Sign. ra Liliana lei sicuramente non condivide ma personalmente sono abituata a concedere sempre altre chances a tutti prima di andare via. Cordialmente e con stima i miei saluti.

Lunedì 18 luglio 2022 20:53:50

Salvini pensa bene a quel che fai


Cara sig. ra Maria, mi chiedo come ci si possa ancora fidare del trasformista Salvini, un' opportunista all'estrema potenza, incapace di fare uno più uno. Quando staccò la spina al governo giallo- verde, sbagliando clamorosamente perché ha rimesso l'Italia totalmente in mano alla sinistra, si illuse di poter andare al voto non considerando che la sinistra, con i consensi che Salvini aveva, non gli avrebbe mai permesso di ridare la parola al popolo, adesso che si sta profilando all'orizzonte la possibilità di tornare alle urne come accade in un qualsiasi paese dove la parola Democrazia ha ancora un significato lui cosa fa ? Tende la mano a Berlusconi detentore di un misero 7/8% di voti perché non si rassega all'idea di cedere lo scettro alla Meloni, che di gran lunga ha più consensi e nel rispetto del patto sancito tra le parti e cioè che sarebbe stato premier chi prendeva più voti, patto rispettato dalla Meloni quando Salvini era al top dei consensi ma che oggi per interessi di varia natura narcisismo compreso non intende riconoscere alla Meloni in caso di maggiori consensi affossando non solo la possibilità di andare alle urne, che ritiene ultima spiaggia, e minando la coalizione che inevitabilmente non vincerebbe le elezioni, in caso di scissione, che nella attuale situazione avrebbe già la vittoria in mano. Perdere questa eventualità potrebbe significare per il popolo italiano scordarsi delle urne basta pensare che ci vengono negate da oltre dieci anni con i giochi di palazzo.. La sinistra non mollerà l'osso e lo ha dimostrato in questi lunghi anni, Spero e confido che Conte stacchi la spina coerentemente come auspico la stessa coerenza da Draghi che ha sottolineato a chiare lettere che non resterà al governo senza i 5 stelle perché se aspettiamo per Salvini è battaglia persa. La confusione nella quale annaspa è tale da non capire che adesso sì, è il momento di staccare la spina ma sia per suo ego sia per Berlusconi temo anzi sono sicura che non lo farà.
Spero che Salvini rinsavisca ma ho fortissimi dubbi. Salvini pensa bene con la tua testa a quel che fai, hai già perso molti consensi per seguire i suggerimenti altrui.
Un cordiale saluto

Venerdì 15 luglio 2022 09:20:57

Matteo sta a te


Draghi si è dimesso. Conte confuso e incapace come al solito Letta attonito e impaurito. Matteo non sbagliare stavolta. Siamo stanchi di essere presi in giro Vogliamo tentare di credere ancora in qualcosa.

Venerdì 8 luglio 2022 18:30:33

Anestetizzati


È vero. È sacrosanto vero che i politici di conseguenza il governo fa solo chiacchiere anestetizzati, per chi ancora ci crede, ma il popolo non è da meno visto che oltre a lamentarsi si unisce veramente solo quando l' Italia vince il campionato di calcio ma quando un'associazione che siano balneari o tassisti scendono in piazza se ne resta comodamente in poltrona magari ad applaudire per l' iniziativa ma ci si guarda bene dal dare il proprio supporto. Ognuno pensa al suo orticello e solo quando la protesta ci riguarda personalmente ci si degna di supportarla. Qualcuno un giorno disse: L' Italia è fatta... bisogna fare gli italiani- Sacrosanta verità. Conclusione... ognuno ha il governo che merita. Da sempre unirsi è sinonimo di forza ma noi siamo... vincoli sparpagliati!

Venerdì 8 luglio 2022 08:52:15

Grazie, Signora Savelloni. L'apprezzamento è reciproco.

Venerdì 8 luglio 2022 08:50:08

Una specialità tutta italiana della politica: chiacchiere al polverone


Una specialità tutta italiana della politica: chiacchiere al polverone
Sperimentati ed esauriti tutti i trucchi possibili per convincere gli elettori della validità delle loro fatue promesse e ottenere le agognate preferenze elettorali, gran parte dei nostri fantasiosi politici, visto il successo degli Chefs, hanno deciso di indossare la loro magica casacca immacolata per servirci manicaretti gratuiti fatti di polveroni di chiacchiere a gogo’. Ce li presentano in tutte le salse e a ritmo continuo. L’operazione è meritevole perché testimonia la cura che hanno della nostra salute: la polvere non ingrassa e non provoca picchi di colesterolo, le chiacchiere uccidono solo i fatti. La volatilità dei nostri tribuni ci ha ridotto al lumicino, tra non molto saremo costretti a razzolare nei campi come galline per nutrirci. Tuttavia, questo non accadrà perché a saziarci ci pensano loro somministrandoci ogni giorno “chiacchiere al cartoccio di polverone” fresche di giornata, una specialità che creano al momento per offuscarci la vista e la mente e rendere difficile discernere il vero dal falso. I menu che ci propongono sono ricchi, innovativi, addirittura fantasiosi. Mancando degli ingredienti essenziali come l’intelligenza, la solerzia e la capacità di guidare un paese, questi Chefs improvvisati usano sostanziose dosi di astuzia per fare assumere di volta in volta all’unico piatto che sanno proporre, il polverone di chiacchiere, forme, colori e apparenze diversi. A volte lo servono fumé accompagnato da sottintesi e sfumature devianti, altre lo trasformano in carta moschicida, chiamandolo “ius scholae” o “liberalizzazione della cannabis”, per attirare gli elettori piu’ creduloni e distrarci dai problemi piu’ assillanti dei quali comunque parlano, ma che sul piatto hanno sempre e soltanto la funzione di contorno. Se il bisogno di evitare argomenti spinosi si fa impellente, il piatto deve stupire dunque, lo stesso polverone ci viene servito sotto forma di annunzio-bomba, come scissioni, inaspettati atteggiamenti ostruzionistici o scandaletti vari, complice la grancassa TV-giornali di parte. E’ un modo, come un altro, per fare protagonismo spicciolo e permettere alla confusione, humus naturale della nostra politica, di continuare a regnare indisturbata. lI metodo è scontato: tutti criticano tutti, tutti vogliono rappresentare la “novità”, tutti pretendono di aver ragione, ciascuno vuole farsi credere migliore dell’altro. Molti fondano un bruscolino che chiamano “partito” o “movimento” che pero’, anche se inconsistente, consente loro di emergere dal gregge, interpretare un ruolo da “leader”, fregiarsi di un titolo, essere inseguiti da giornalisti a caccia di un “pezzo” che riempia in qualche modo una pagina da troppo tempo rimasta bianca ma, soprattutto, di disporre e maneggiare a piacimento i finanziamenti, dal mezzo milione di Euro in su che, solo con un partito proprio, riescono ad arraffare grazie al solo due per mille. Il loro interesse viene dal fatto che partiti e movimenti politici sono “associazioni” e quindi, “ai sensi dell’art. 73, 1° comma, lettera c) del TUIR, enti non commerciali dal punto di vista fiscale”. (Cfr. Agevolazioni fiscali per erogazioni liberali ai partiti, G. Visconti) ergo, chi elargisce e chi riceve fondi è esentasse. Da sola, la formuletta del 2/1000, inventata per compensare la soppressione del finanziamento pubblico dei partiti, ogni anno porta nelle casse delle formazioni piu’ importanti fondi che oscillano tra i dieci e i 17.000.000 di Euro ai quali si aggiungono i fondi provenienti dal bilancio della Camera e del Senato. Inoltre, tutti i partiti, grandi, medi, piccoli e piccolissimi, ricevono elargizioni di scopo da privati e imprese. Il costo della politica per i cittadini puo’ raggiungere somme da capogiro. Per queste ragioni i micro-partitini si riproducono all’infinito come un virus infestante nelle cellule vitali della politica e la ammalano. I “capetti” del quasi-nulla valgono poco o niente, ma eccellono nell’arte di cucinare alacremente gli elettori che abboccano negli appositi locali dei palazzi e altrove. Con metodi da grandi Chefs hanno trasformato le celebri, dolcissime chiacchiere in un amaro piatto nazionale da fare inghiottire comunque ai cittadini. Tra una scorpacciata e l’altra, gli italiani vedono le rare buone idee, potenzialmente utili al paese, finire sistematicamente nel cimitero dell’oblio semplicemente perché vengono «dall’altro», il “nemico”, il temibile singolo che emerge dal coro mostrando di voler rimettere ogni cosa al suo posto. In effetti, quando un politico-mosca bianca si staglia all’orizzonte per competenza, efficacia e intelligenza, che producono consenso immediato, i suoi colleghi borsa-d’acqua-calda-scalda-poltrone, levano immediatamente gli scudi. Messa da parte la litigiosità di comodo, si compattano in formazione da coorte romana e, lance in resta, attaccano il pericoloso intruso che potrebbe alterare ii comodo status quo. I manipoli degli inetti si agitano e lo incalzano da tutti i lati per discreditarlo o addirittura farlo sparire il piu’ presto possibile. Una vota neutralizzato il pericolo, si riprende la consueta recitazione politica che incanta il suo disco sul propagandare la ferrea volontà di ciascuno di loro di “difendere gli interessi degli italiani” che in realtà si scoprono regolarmente turlupinati su tutta la linea. Non si pensi che il conseguente disinteresse dei cittadini per le urne preoccupi minimamente i nostri eroi delle maratone chiacchierecce. Ciascuno di loro, grazie a favori e favoretti generosamente elargiti a spese degli involontari, ottimi pagatori, gli italiani, ha la sua piccola cricca su cui contare per mantenere il suo misero 0. 01, uno, due o il “fantastico” tre per cento che gli fa godere la comoda poltrona della visibilità e gli consente di profittare dei sempre lauti proventi esenti da tasse che piovono nelle casse del suo pseudo partito. Quello della nostra politica è un caos organizzato con cura minuziosa, una sceneggiata permanente che, insieme, permettono a tutti di conservare inalterato la baraonda delle alleanze falsamente litigiose, forzate da una legge elettorale iniqua che le consente e che chi dovrebbe e potrebbe si guarda bene dal modificare. Coerentemente, i nostri cuochi, specialisti del fumo, ma non dell’arrosto, anche se privi di stelle continueranno comunque a brillare felici delle indigestioni di chiacchiere che riescono a farci fare. Purtroppo, grazie a questa architettura di cartapesta, con i pochi politici capaci, gli incapaci mandano in malora anche il paese.
Per nostra fortuna, ogni regola ha la sua eccezione. Mai nessuno è riuscito a reggere con tanta fermezza imperturbabile lo scontro con le mezze calzette che pretendono di rappresentarci come il Presidente Draghi. Appoggiato dal previdente Presidente Mattarella, malgrado gli sgambetti e i bastoni tra le ruote, il nostro Angelo Protettore, "Drago" di nome e di fatto, riesce a fare assumere al nostro squinternato paese un ruolo di tutto rispetto sulla scena mondiale.
Una domanda nasce spontanea: e se i mediocri la smettessero di fare solo ostruzionismo e collaborassero? Forse, per una volta, le loro capacità limitate verrebbero premiate e otterrebbero inaspettati consensi perfino senza capriole da saltimbanchi o fantasiosi inganni ai danni degli elettori. “Idiota” non è mai stato e non è sinonimo di "elettore".

Mercoledì 6 luglio 2022 20:26:07

È un piacere leggere i suoi scritti Sign. ra Anna. Complimenti. Nessun bisogno di aggiungere altro. Piena condivisione su tutto. La delusione per il periodo storico che stiamo vivendo é tale che passa la voglia di scrivere. Mi basta leggere le sue attente osservazioni. Grazie.

Venerdì 24 giugno 2022 22:04:20

La guerra in Ucraina: una boa per molti, un allucinogeno per altri


Il corteo organizzato dalla sinistra il 4 giugno acclamava un dittatore che giustifica il massacro che sta perpetrando in Ucraina con la volontà di affrancare le due repubbliche separatiste del Donbass, Luhansk e Donetsk, dall’oppressione del regime centrale nazista. Guidata da un Presidente ebreo eletto con il 73, 5% dei suffragi, la “dittatura nazista” ucraina si sarebbe insediata al potere con un colpo di stato ad opera dei “nazisti” dello Svoboda, un partito che conta 15. 00 iscritti e rappresenta il 2. 5% di una popolazione di 40.000.000 di abitanti. Per liberare il Donbass, che confina con la Russia, l’esercito degli invasori ha puntato direttamente su Kiev, nel cuore dell’Ucraina a quasi 800 km dalla zona da liberare. Questa è la storia, riveduta e corretta, raccontata da un dittatore che mentre fa morire diecine di migliaia dei suoi concittadini, pare non perda occasione per finanziare generosamente l’estrema destra nel mondo, come ha già fatto a supporto della campagna elettorale della francese Marie Le Pen.
Per alcuni, in Italia, i fatti non contano. Mentre ogni occasione è buona per tirar fuori e deprecare il «nazismo», ma soprattutto il «fascismo», identificando quasi i due termini come fossero sinonimi, si difende o addirittura si acclama l’opera di chi nel suo paese si è imposto e mette a tacere ogni voce contraria al suo regime. Secondo il dizionario Hoepli, il nazismo è “nazionalsocialismo” tout court (Hitler, superiorità della razza ariana, ecc.) mentre il “fascismo, o estrema destra, é dittatura, totalitarismo, dispotismo, tirannia e autoritarismo». Curiosamente, le due definizioni messe insieme descrivono perfettamente la forma di governo praticata da una persona diventata protagonista a livello mondiale che si sta prendendo gioco della Nato e dell’intero occidente, nessuno escluso. Il nuovo idolo di certi italiani, si definisce Pietro il Grande redivivo e dichiara di ispirarsi alle sue gesta. In effetti, pare che il noto Zar si dilettasse realmente a giocare con le armi nella piena accezione dell’espressione. Malgrado cio’, è passato alla storia non per il suo spirito guerriero, ma per aver praticato una forma di «dispotismo illuminato, come quello di molti sovrani europei del sec. XVIII, i quali, pur continuando a esercitare il potere assoluto, promossero un complesso di riforme sociali e civili» miranti a migliorare il tenore di vita dei loro sudditi. (Vikipedia). L’attuale Presidente della Federazione Russa sta davvero seguendo le orme del suo illustre predecessore? Merita davvero il plauso urlato, subdolo e concitato di certi nostri “compatrioti”? Di sicuro questi putiniani italiani non si pongono domande quando si scalmanano in sua difesa in cortei o continuano a blaterare in TV surriscaldandosi poco o tanto in nome di una ipotetica pace che dovrebbe essere raggiunta con quanto mai fantomatiche trattative con chi di pace non vuole neppure sentir parlare, rifiuta fermamente ogni possibile interlocutore e quando accetta il “dialogo” stronca con decisione ogni argomentazione sul tema. I nostri “pacifisti “per convenienza, politici e giornalisti riaffiorati dal dimenticatoio, scoloriti dal tempo o semplicemente incapaci, si aggrappano alla provvidenziale boa della guerra in Ucraina per ritornare alla ribalta o far parlare di sé. Per evidenti interessi personali, portano dissertazioni pretestuose supportati da professoroni ed esperti rispolverati per l’occasione e lautamente remunerati. Pace e impellenza del bisogno di trattative a parte, un altro dei loro temi preferiti è la contestazione illogica dell’invio delle armi all’Ucraina, un vero specchietto per le allodole “attira-voti”. L’argomento è falso come una banconota da cento euro mal imitata tanto è palese il basso scopo di agitare le acque per non farsi dimenticare dagli elettori e di confondere le idee agli italiani sperando di riuscire a infinocchiare il maggior numero possibile di creduloni in vista delle temutissime legislative ormai pericolosamente vicine. Questi comportamenti rendono le manifestazioni e i «dibattiti» studiati ad hoc, iniziative senza oggetto che riescono solo a configurarsi come emblematiche della malafede, della stupidità e del basso livello culturale di chi li organizza e di chi vi partecipa. Per continuare a battere la grancassa dissonante, questi stessi individui ignorano volutamente il dettaglio dell’infimo posto che l’Italia occupa nella classifica dei contributi elargiti per armare l’Ucraina che piazza il nostro paese al di sotto della Lituania, un paese che conta in tutto 1. 902.000 abitanti. I finti contestatori come l’On. Avv. Prof. Conte, hanno dimenticano che fu proprio l’Onorevole Conte in persona, alla guida del governo italiano a ribadire l’impegno con la Nato di portare le spese militari italiane al 2% del Pil, al netto degli effetti economici della pandemia.
Ad accentuare l’incongruenza tutta italiana di quanto sta accadendo nel nostro paese, la settimana scorsa è arrivato il sorridente annunzio televisivo della nascita del nuovo partito «Forza Russia», non si è capito bene se ad opera di Di Battista o di Santoro. Se il corteo è stato pressoché ignorato, la notizia della probabile nascita del nuovo partito ha suscitato inaspettate reazioni indirette che si sono focalizzate unicamente sul “grave scandalo” di una lista di nomi di probabili adepti messi in presunta proscrizione dal Copasir. La lista sarebbe pervenuta misteriosamente alla redazione del Corriere della Sera che l’ha pubblicata. A placare le acque, non sono bastati gli interventi esplicativi del Presidente Urso, capo di questo organo di controllo legalmente abilitato a vigilare su ogni attività che si svolga nel nostro paese. Il senatore Urso ha ribadito pubblicamente piu’ volte che il documento, seppure secretato perché di pertinenza esclusiva degli addetti ai lavori e del Parlamento, è solo uno dei consueti rapporti su una delle tante, doverose, indagini conoscitive e di prevenzione che i Servizi portano avanti a salvaguardia della sicurezza della Stato. Sull’accaduto si è scatenato un putiferio di dichiarazioni e di controdichiarazioni in talk shows come sempre promossi su motivazioni a dir poco futili. Nessuno dei nostri media si è affrettato con altrettanta solerzia a sottolineare la gravità dell’annunzio della nascita di un partito che già con la sua denominazione incita un invasore sanguinario a proseguire nella sua opera devastatrice. La notizia, valutata con la superficialità e lo spirito partigiano che contraddistinguono taluni dei nostri giornalisti, non ha suscitato commenti di nessun tipo se non qualche sorrisetto ironico, talora perfino compiacente. Questa vera bomba è stata trattata come fosse un insignificante “fatto curioso” da accantonare immediatamente. Per contro, un rilievo eccessivo e puramente riempitivo è stato regalato alla “scandalosa violazione della democrazia” che si sarebbe materializzata nel mancato rispetto delle “opinioni diverse” espresse dalle persone messe in supposta proscrizione. In un paese normale, le due reazioni sarebbero apparse con veemenza invertita. Un corteo è una manifestazione piu’ o meno pacifica pro o contro qualcuno o qualcosa e, per quanto a volte possa risultare criticabile nei modi, è e resta la libera espressione di una opinione diversa che va rispettata. Altra cosa è l’eventuale fondazione di un partito politico dichiaratamente antitaliano che è un’azione concreta, anticostituzionale e potenzialmente sovversiva. In democrazia sono lecite e vanno considerate tutte le opinioni, anche quelle contrarie al pensare comune ma, proprio per garantire ad ogni cittadino il privilegio della libertà di pensiero e di espressione, anche le leggi piu’ liberali obbligano il monitoraggio di ogni azione minimamente sospetta per poterne prevenire le conseguenze e stroncarla sul nascere qualora si avveri realmente pericolosa. Nel caso specifico, le motivazioni per un approfondimento dei Servizi c’erano tutte. I Servizi e il Copasir hanno fatto il loro dovere e hanno dimostrato una volta di piu’ la loro efficienza e la loro eccellenza. Invece di mettere in discussione il loro operato, dovremmo ringraziarli ed essere fieri del fatto che, grazie a loro, per fare un esempio, solo l’Italia è rimasta indenne dai numerosi attacchi dell’Isis che molti paesi hanno subito. Sarà stata una coincidenza ma, la lista ha, malgrado tutto, portato i suoi effetti: stranamente, dopo il clamore suscitato dalla sua pubblicazione, non si è piu’ fatta parola del nascituro partito non solo ma, intervistato dalla Berlinguer sul soggetto, Santoro ha completamente ignorato la domanda.
Qualcuno, che certamente è un saggio, ha detto che “la comunicazione non è solo informazione, è una vera e propria arma” che puo’ diventare nociva al punto da trasformare in tempi relativamente brevi un governo liberale in dittatura.

Sabato 30 aprile 2022 14:02:28

Chiacchiere e fatti


Le chiacchiere sono molte, i fatti pochi. Politici che da anni sono incrostati saldamente al potere hanno il coraggio di venire a sproloquiare in televisione per ore solo per continuare a turlupinare gli italiani. Questi stessi politici sono quelli che:
hanno provocato il dissesto economico del paese;
hanno asservito l'italia alla Russia e ad altre potenze straniere non solo dal punto di vista energetico;
hanno incrementato le importazioni di ogni tipo, anche di prodotti che ABBONDAVANO in Italia SOLO per interessi personali;
hanno fatto di tutto, tranne che salvaguardare gli interessi del popolo italiano.
Adesso, con incredibili facce di bronzo, vengono a pontificare sugli "errori del passato", ma questi "errori" CHI li ha fatti, il Signor Rossi e la Signora Bianchi O LORO? Dovrebbero solo sparire per la vergogna ma, la vergogna è sconosciuta alla politica in generale, a quella italiana in particolare per la quale la parola d'ordine è salvare la poltrona sempre, comunquee qualsiasi cosa accada.

Giovedì 28 aprile 2022 00:21:31

Vorrei che al governo si parlasse di diplomazia, di pace. No alle armi!..
Responsabilità vi prego

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