Commenti per Mario Giordano

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Martedì 11 dicembre 2018 20:01:33

Sei un Grande, complimenti per come ti esprimi.
Saluti.
Luca.

Martedì 11 dicembre 2018 00:59:25

buonasera mi rivolgo a lei che è sempre aggiornato e alla ricerca di informazioni sono un pò in imbarazzo perchè ho mandato diverse mail senza ricevere una risposta mi spiego io lavoro a milano e guido il tram da 30 anni a maggio ho fatto 41 anni di lavoro se non sbaglio cera una legge 41 anni usuranti e precoci non capisco perchè ( senza levare nulla a nessuno) i miei colleghi che guidano lautobus sono andati in pensioni con i 41 anni e noi del tram nò eppure stesso lavoro, stessa responsabilità stessa divisa stesso stipendio ecc nessuno sà dare informazioni linps non lo sà, il paronato non lo sà, il sindacato non lo sà in più ho mandato diverse mail se non ricordo male 4 o 5 tra cui una a tito boeri presidente dell inps senza avere mai una risposta. detto questo ci sarebbe unaltra cosa la quota cento non mi è chiara io aprile faccio 59 anni e 41 di lavoro dovrebbe essere 100 a maggio faccio 42 anni di lavoro e dovrebbero esse quota 101 parlavano di 38 anni di lavoro e 62 anni di età con la possibilità di andare in pensione ma con meno soldi nel mio caso come funziona? io ho iniziato a 15 nni a lavorare adesso che dovrebe esserci la possibilità di andare in pensione (penso meritata) non riesco ad avere notizie la scuola lò fatta fino alla terza media e alla mia età era tutta un altra cultura adesso i tempi sono cambati e anche gli insegnamenti per questo mi scuso degli errori d ortografia accento e virgole comprese la ringrazio del tempo che mi ha dedicato leggendo questa lettera spero almeno di riuscire a capire qualcosa di quello che sarà della mia vita e il mio futuro nell attesa di una possibile risposta la ringrazio di cuore

Venerdì 23 novembre 2018 20:00:28

Volevo farti i complimenti per la trasmissione ce bisogno di sbattere la realtà in faccia agli italiani dando notizie vere basta false ipocrisie ci vogliono conduttori così con le ... palle in grado di mostrare la propria faccia per difendere il popolo ti ammiro e rispetto il tuo lavoro e poi mi fai morire dal ridere per la tua schiettezza.

Venerdì 23 novembre 2018 10:25:02

Buongiorno Sig. Mario Giordano, sono una semplice cittadina di 58 anni, che sinceramente non sa più cosa pensare e soprattutto a chi credere, nel luglio 2015 sono rimasta senza un lavoro, perchè la ditta per cui lavoravo, per crisi di mercato, ha chiesto il concordato preventivo, ha lasciano tutti i dipendenti a casa, capisce alla mia età, non è facile trovare lavoro.
Ho 30 di contributi e non ho i requisiti per la pensione, mio marito nel 2012 ha avuto un infarto, operato, ma non percepisce nulla, perchè non ha la percentuale d'invalidità idonea per poter prendere una piccola pensione. E' sbagliato dirlo, menomale che non abbiamo figli, altrimenti non so come potevamo fare, già noi due siamo in difficoltà. Le sembra giusto tutto questo. Le auguro una buona giornata. Annarita e Donato.

Giovedì 22 novembre 2018 20:01:52

Complimenti signor Mario Giordano.
Finalmente una trasmission normale
In tv... condotto da una persona
Semplicemente " normale"
Grazie

Giovedì 22 novembre 2018 01:34:40

Illustre dottor Mario Giordano, seguo sempre (e sempre apprezzo) i suoi interventi profondi e cortesi. Ella è uno dei pochi scrittori in rete che attirano i lettori refrattari al pensiero debole. Mi permette di suggerirle di sfidare la censura costituita dai maestri del luogo comune (ossia dagli eredi del defunto progressismo) e continuare il viaggio nella vivente tradizione italiana.

Distinti ossequi, piero vassallo

Mercoledì 21 novembre 2018 02:36:07

In data 29 ottobre avevo spedito un mio commento alla sceneggiata, tutto sommato divertente, dello scontro televisivo tra Mario Giordano e Vittorio Sgarbi sulla scottante questione della "sacralità" o meno della legge. Siccome non mi sono pervenuti riscontri da Vittorio Sgarbi ritengo che non abbia avuto modo di esprimere il suo parere circa la mia tesi che, peraltro, era a favore della sua tesi: "La legge NON è sacra".
Inoltro a lei le mie considerazioni del 29 ottobre perchè ritengo che la questione sia tutt'altro che peregrina e che meriti anzi un ampliamento del dibattito in sede di opinione pubblica.
Ripensandoci mi sono convinto che, in realtà, l'apparente contrapposizione radicale tra le due posizioni, è assolutamente inesistente.
L'elemento dialettico che chiarisce in modo, a mio parere, inequivocabile l'amichevole disputa è la sua affermazione che "La legge è sacra" - poi però [Mario Giordano] aggiunge una specificazione qualificativa: "Se la si vuol cambiare basta cambiarla".
Il mio nuovo rilievo che rimette tutto in discussione sta in questa specificazione che io trovo contradditoria. La legge - per essere "sacra" dev'essere "indiscussa e indiscutibile"; se la legge può essere criticata - e cambiata - non può essere proclamata come assoluta, e quindi "sacra".
Se fossimo in grado di concordare il significato - giuridico-filosofico - della terminologia utilizzata, a mio parere, l'apparente scontro sarebbe belle che risolto, con buona pace sua, quanto di Vittorio Sgarbi.
Ringrazio entrambi per avere comunque posto un problema che, in ogni caso, richiede ben altre analisi e sviluppi culturali, giuridici e socio-organizzativi, alias, politici, di "alta" politica.
Cordiali saluti.
Francesco Introzzi
__ __ __
Qui sotto riporto il mio abbozzo di messaggio a Vittorio Sgarbi del 29 ottobre.

Francesco Introzzi


Destinatario:
Vittorio Sgarbi
Ferrara

DESACRALIZZAZIONE DELLA LEGGE

Ieri sera, casualmente, ho assistito al replay del suo scontro con Mario Giordano a "Carta Bianca" dove sembrava che l'insistenza di Bianca Berlinguer fosse diretta ad interrompere la sua "eretica" desacralizzazione della legge, piuttosto che a ribadire la "sacralità della legge" affermata - e reiterata invece, con pari veemenza, e all'infinito - da Giordano.

Devo dire che, a mio parere, quello che era sacrosanto, in quella circostanza, non era tanto la contestata positività di una piuttosto che dell'altra affermazione, ma avrebbe dovuto essere la centralità culturale del vostro scontro. Temo che la lealtà professionale della conduttrice, che pure ha tutta la mia stima e simpatia, non abbia colto la portata massima dello scontro che, di per sé, avrebbe invece dovuto essere evidenziato, apprezzato, analizzato e sviluppato al massimo grado.

Ci sarebbe dovuto essere a darle una mano il non mai abbastanza rimpianto Stefano Rodotà, dobbiamo cercare di supplire alla sua mancanza.

Anzitutto dobbiamo prendere atto del fatto che la cultura accademica consolidata è ancora esattamente quella sostenuta da Mario Giordano che io, personalmente giudico, non solo culturalmente superato ma anche socialmente deleterio, e questo ad un livello di gravità inaccettabile. Ne va della possibilità di liberare l'Italia - e l'Europa che cresce da sempre al nostro seguito, come dimostrato che è stato il fascismo a fare da scuola al nazional-socialismo hitleriano e non viceversa, come noi italiani invece vorremmo che la storia fosse raccontata ai giovani europei!

Il sistema giuridico euro-romanistico - fondato su "principi giuridici sacralizzati" - si muove con una pesantezza anti-sociale che ha del "pachidermico", del "soffocante" e del "mortale" col risultato pratico di obbligare la società laica a "scantonare" dalla legge proprio perché la nostra legislazione si propone, proprio nel suo concepirsi come "sacra e (in quanto tale) indiscutibile". Le tanto decantate "norme scritte" fanno del testo scritto, invece di un supporto, una guida, alla soluzione dei casi pratici, un impedimento ad aiutare i soggetti confliggenti a creare quell'accordo tra "persone civili" che dovrebbe esprimere il clima generale, per l'appunto, di una "società civile".
Se le "pandette" romano-bizantine, fanno da remore alla gestione di una giustizia che fatica a rispondere alle esigenze di una società dinamica è l'economia a soffrirne e, insieme all'economia, di riflesso, anche gli stessi rapporti umani, a tutti i livelli fini ad arrivare alla politica e ai rapporti sempre più stringenti fra i popoli del pianeta Terra.

Il dogmatismo religioso esaspera i rapporti umani chiudendoli in trappole maledette che fomentano le incomprensioni interpersonali, inter-gruppi sociali e inter-nazionali. Le contrapposte appartenenze, le diverse fedeltà creano intolleranza per gli "infedeli" e le verità unilaterali" diventano ragione di scontro, di violenza, fanno scuola di scontro armato e di morte seriale (dal "femminicidio domestico al nazionalismo, quello autarchico e quello, contestuale, imperialistico.

Alla "sacralità della legge" dobbiamo contrapporre la "sacralità" di una "libertà assunta in termini civili" liberamente coltivata e responsabilmente assunta da "persone civili". Soggetto etico devono essere (forse sarebbe più corretto dire "diventare") appunto le "persone fisiche" in quanto membri costituenti di un'umanità civilizzata, pacificata in relazioni umane fondate sul rispetto dei diritti civili, in seno ad una società in cui il soggetto relazionato viene aiutato a realizzarsi secondo modalità sue proprie e non imposte, né dal più forte, né dalla forza della legge: fatta salva, naturalmente, la reciprocità generale della "solidarietà morale".
Ma quando il soggetto etico socialmente responsabile diventa la persona umana, nella sua qualificazione civile, in qual momento le strutture sociali - le istituzioni pubbliche - cessano di essere "sacre" - vengono sottoposte ad un vero processo di de-sacralizzazione (che non deve confondersi beninteso con un processo di "dissacrazione" che non avrebbe senso e tanto meno giustificherebbe, da parte di individui responsabili, gesti di intolleranza, di offesa, di violenza verso i titolari di responsabilità pubbliche).
Semplicemente le funzioni pubbliche devono essere assunte non in funzione di "poteri istituzionali" ma in funzione - non sacralizzante - ma in una funzione sociale pratica, rispondente alle esigenze della comunità.

In conclusione credo che la superiorità della "common law" - come sistema giuridico, affidando ai giudici l'applicazione concreta dei termini legali (della legge scritta) si avvicini alla gestione diretta da parte dei soggetti interessati ai contrasti fattuali (alle fattispecie) superando l'incoerenza di termini giuridici "aprioristici e generali" aprendosi (il più possibile) alla "logica pragmatica" aposterioristica" dei fatti sociali nella loro fattuale concretezza (umana, morale, economica, alla ricerca di equilibri - dinamici - sempre problematici e - soprattutto ed è questo l'importante - discutibili (mai "dogmatici).

Forse possiamo, a questo punto, richiamare alcune prospettive filosofiche che non devono sembrare estranei ad un confronto che pare squisitamente giuridico (anche con profonde implicazioni religiose, o almeno storico-religiose).
Nel sistema filosofico greco - anche in presenza di un ordinamento politico democratico - non esiste ancora l'idea di un diritto delle persone fisiche ad essere titolari di "diritti civili". Basti pensare al rifiuto di Socrate d sottrarsi all'applicazione della legge - della sentenza popolare - che lo voleva morto, tramite l'ingestione della famosa cicuta. Socrate si considerava "anche lui" - non soggetto etico - ma oggetto - vittima giudiziaria - della "sacralità della legge". In questo senso Mario Giuliano è un seguace di Socrate e diventa, proprio per questo, un moderno anti-volterriano, nonostante sia un post-illuminista (direi "fuori tempo massimo").
Ma lo stesso giudizio, a mio parere, andrebbe espresso nei confronti di Jean-Jacques Rousseau, questo per via della sua "volontà generale": volontà generale incorporata, all'atto pratico, nelle istituzioni sociali e nei suoi "sacerdoti", che poi sono, ancora oggi, definiti dalla nostra stampa "servitori dello Stato". Servitori dello Stato proprio in quanto soggetti al servizio - non della "società civile" - ma di una "istituzione sacralizzata" - e questo in un solco filosofico che corrisponde ancora all'idea hegeliana di "Stato nazionale". Noi, invece - convinti desacralizzatori delle istituzioni sociali - i nostri funzionari pubblici li avvicineremmo all'idea britannica dei "civil servants". Ossia a soggetti che - all'interno di strutture pubbliche o all'esterno di esse - pongono le loro competenze professionali e il loro senso civico al servizio della collettività. [Analogamente a quanto trovo scritto su internet nel dizionario italiano de "La Repubblica".] Francesco Introzzi
A monte di Stefano Rodotà dobbiamo risalire a Voltaire per trovare un padre all'Europa della libertà e dei diritti civili.
Non meravigliamoci allora se il maggior sito internet dedicato a Voltaire non si trova in Francia ma in Inghilterra.
http://www.voltaire.ox.ac.uk/
https://www.whitman.edu/VSA/websites.html

Martedì 20 novembre 2018 20:17:09

Gent.mo Signor Mario Giordano,

La vaccinazione è un argomento assillante e si obbliga i bambini italiani a sottoporsi ad innumerevoli vaccinazioni. Non appena uno si ammala si dice che è una epidemia scoppiata in quella scuola a causa di un bambino che non si era vaccinato (quindi il vaccino sugli altri bambini non ha funzionato perché l'unico non vaccinato ha comunque fatto ammalare tutti!!!).
Quindi i vaccini sono inutili?

Ma, tutti questi che arrivano con i barconi, sono già vaccinati prima di arrivare in Italia?
Non è che questi portano epidemie e gravi malattie contro le quali il debole organismo degli occidentali imbottita di antibiotici etc. non saprà difendersi?

Parli pf del vero pericolo globale che questi porteranno alla popolazione italiana ed europea.

Una nazione e un continente si possono conquistare con le armi, con il terrorismo, con le epidemie.

Cerchi pf di sensibilizzare tutti i media perché parlino del vero problema futuro che incomberà sulle nostre popolazioni. Non da meno sensibilizzi l'opinione pubblica anche sulla delinquenza e mafia nigeriana a cui a breve saremo sottomessi.

Grazie mille
Nick

Giovedì 15 novembre 2018 18:47:53

Spett/le Sig. Giordano sono Angelo D'agostino 1° Maresciallo della C.R.I. Corpo Militare nel 2004 e 2006 o partecipato alla missione Antica Babilonia in IRAK sotto le forze armate e la missione è stata pagata con buste paga dell'esercito italiano.Ma ad oggi dopo varie ricerche ancora non riesco a trovare i miei contributi (come anche tutti i miei colleghi). Le chiedo se potrebbe aiutarmi a diffondere questa notizia. La ringrazio Angelo

Venerdì 9 novembre 2018 14:41:50

Complimenti per la trasmissione "Fuori dal coro", reputo che sia una mezz'ora spesa bene e un orario che porta molti ascolti. Sicuramente una trasmissione di denuncia, di rivelazioni, che se non ci fosse probabilmente il cittadino comune sarebbe privato di farsi domande come (perchè lui si io no!...). va bene come procede .meno male che ci sono ancora giornalisti nel vero senso della parola!
Roberto

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