Flavio Cobolli

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Biografia

Flavio Cobolli nasce il 6 maggio 2002 a Firenze, ma trascorre appena il primo anno di vita nel capoluogo toscano prima che la famiglia si trasferisca a Subiaco, piccolo comune della provincia di Roma immerso tra i monti Simbruini.

È in questo contesto laziale, lontano dai grandi circuiti del tennis, che cresce il bambino destinato a diventare uno dei protagonisti del tennis italiano degli anni Venti.

Suo padre Stefano Cobolli è un ex tennista professionista, e questo dettaglio plasma in modo determinante la traiettoria sportiva del figlio: fin dalla più tenera età, Flavio respira l'aria del tennis, ne conosce i ritmi e i sacrifici ancor prima di comprendere appieno cosa significhi essere un professionista.

La famiglia lo avvicina per la prima volta alla racchetta all'età di tre anni, quando riceve in regalo una racchettina e una maglietta di Francesco Totti: un gesto apparentemente casuale che finisce per indirizzare un percorso di vita intero.

Cobolli comincia a muovere i primi passi sul rettangolo verde del Tennis Club Parioli, uno dei circoli più storici di Roma, e da subito mostra un'attitudine naturale per il gioco.

Il soprannome con cui lo conoscono tutti gli appassionati italiani è «Cobbo», affettuoso e immediato, perfettamente in linea con la personalità schietta e genuina del ragazzo.

Flavio Cobolli

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L'amore per il calcio e il bivio con il tennis

La storia sportiva di Flavio Cobolli non inizia esclusivamente sul campo da tennis.

Per gran parte della sua infanzia e adolescenza, il calcio occupa uno spazio enorme nella sua vita, tanto da diventare per un certo periodo l'opzione più concreta per il futuro sportivo.

Cobolli entra nel settore giovanile dell'AS Roma, uno dei club più importanti d'Italia, ricoprendo il ruolo di terzino destro e dimostrandosi un elemento di valore nel panorama calcistico giovanile capitolino.

Cresce sotto la supervisione tecnica di Bruno Conti, leggendario ex calciatore della Roma e della Nazionale italiana, campione del mondo nel 1982, che dirige il settore giovanile giallorosso in quegli anni.

Cobolli ci gioca fino all'età di tredici anni con serietà e dedizione, raggiungendo livelli che lo rendono una vera promessa nella sua posizione.

La scelta definitiva in favore del tennis arriva non per una questione di talento mancante nel calcio, ma per una ragione profonda e personale: il tennis gli trasmette emozioni più intense, una sensazione di controllo totale sul proprio destino agonistico che il calcio, sport di squadra, non riesce a restituirgli allo stesso modo.

Un confine sottile, quasi filosofico, che segna però la differenza tra due percorsi di vita radicalmente diversi.

La sua amicizia con Edoardo Bove, centrocampista della Fiorentina ex Roma, è l'ultimo legame vivo con quella stagione calcistica: i due rimangono grandi amici nel tempo, a testimonianza di quanto quel capitolo abbia lasciato il segno nell'identità di Cobolli.

Flavio Cobolli

Gli anni giovanili nel tennis: la costruzione del talento

Cobolli inizia a competere nel circuito ITF Junior a partire dal 2017, quando si affaccia per la prima volta alle competizioni internazionali di categoria.

Ad aprile di quell'anno vince il primo titolo in un torneo juniores di doppio di Grade 5, primo assaggio di quella fame di successi che accompagnerà la sua intera carriera.

Nel 2018 viene selezionato per rappresentare l'Italia alla Coppa Davis Junior, facendo coppia con Lorenzo Musetti e Luca Nardi, due nomi che diventano poi figure di spicco del tennis italiano degli anni successivi.

In quella competizione Cobolli vince sei degli otto incontri disputati, portando la Nazionale italiana fino alle semifinali, dove gli azzurri vengono eliminati dalla Spagna di un certo Carlos Alcaraz, futuro numero uno del mondo, che conquisterà poi la manifestazione.

Nel 2019 arriva il primo titolo in singolare nel circuito juniores, conquistato in Ecuador in un torneo di Grade 1, e al Roland Garros Juniores di quell'anno raggiunge i quarti di finale nel singolare, perdendo però la finale del doppio in coppia con lo svizzero Dominic Stricker.

A gennaio 2020 raggiunge l'ottava posizione nel ranking mondiale juniores, il miglior piazzamento della sua carriera di categoria.

Flavio Cobolli

Il coronamento dell'esperienza giovanile arriva in ottobre 2020, all'ultimo impegno da juniores: Cobolli vince il torneo di doppio al Roland Garros, ancora in coppia con Dominic Stricker, conquistando il titolo di Grade A più prestigioso del circuito under 18.

Chiude l'esperienza tra i juniores con nove titoli in doppio e uno in singolare, un palmarès che certifica la qualità del giocatore e prepara il terreno per il passaggio tra i professionisti.

L'esordio tra i professionisti e la scalata al ranking

Il passaggio al tennis professionistico avviene con gradualità e intelligenza tattica, senza bruciare le tappe.

Cobolli si affaccia al circuito ITF dal 2017 in poi, disputando inizialmente tornei di doppio in Tunisia, poi le prime gare di singolare a partire dal 2019.

A settembre di quell'anno disputa la prima finale ITF a Santa Margherita di Pula, in Sardegna, dove viene sconfitto in due set, assaggiando per la prima volta il sapore amaro della sconfitta in un momento decisivo.

Il 2020 è l'anno in cui comincia a giocare con continuità tra i professionisti: raggiunge le semifinali in doppio nei Challenger di Todi e Trieste, e a settembre affronta le qualificazioni degli Internazionali d'Italia, venendo subito eliminato dal tedesco Dominik Koepfer.

Il 2021 segna la vera svolta: ad aprile alza il primo trofeo da professionista in singolare vincendo un torneo ITF M15 ad Adalia, in Turchia.

A maggio, grazie a una wild card, esordisce nel circuito ATP principale al torneo ATP 250 di Parma, dove al primo turno sconfigge il numero 82 del mondo Marcos Giron al tie-break del terzo set, un risultato che fa capire al mondo del tennis che il giovane romano può fare sul serio.

Nel corso di quell'anno colleziona altre esperienze nei Challenger, raggiungendo le finali a Roma e Barletta, e a ottobre conquista il primo titolo Challenger in doppio al Murcia Open, in coppia con Raul Brancaccio.

Chiude il 2021 alla posizione numero 203 del ranking ATP di singolare, guadagnando ben 671 posizioni nel corso dell'anno.

La crescita nei Challenger e il debutto nello Slam

Il 2022 è l'anno in cui Cobolli consolida il proprio status di prospetto credibile nel tennis internazionale.

Affronta per la prima volta le qualificazioni di uno Slam agli Australian Open, dove supera due turni prima di essere eliminato dall'argentino Tomás Martín Etcheverry.

Vince il suo primo titolo Challenger in singolare sulla terra rossa di Zara, in Croazia, una superficie che si rivelerà nel tempo la sua più naturale e congeniale.

Nell'ottobre dello stesso anno ottiene il primo successo nel circuito maggiore sconfiggendo un top-100, e chiude la stagione intorno alla posizione 120 del mondo.

Il 2023 rappresenta un altro passo in avanti significativo: debutta nel tabellone principale di uno Slam al Roland Garros, dove al primo turno affronta e perde contro Carlos Alcaraz, già numero uno del mondo e campione del torneo, uno scontro impari ma che gli vale una grande visibilità internazionale.

Continua a mietere risultati nei Challenger europei e migliora progressivamente il proprio ranking ATP, affermandosi come uno dei giovani italiani più promettenti della sua generazione, in una National Team che in quegli anni vive una stagione d'oro senza precedenti.

Flavio Cobolli

La consacrazione nel 2024 e il primo grande palcoscenico

Il 2024 è l'anno in cui Flavio Cobolli fa il salto definitivo di qualità e si afferma come un giocatore di primissima fascia nel panorama ATP.

Agli Australian Open raggiunge per la prima volta il terzo turno in uno Slam, superando i primi due ostacoli nel tabellone principale del Major australiano.

All'US Open replica il risultato con un altro terzo turno, dimostrando che la sua crescita non è un fatto isolato ma una tendenza solida e consolidata.

Il momento più spettacolare dell'anno arriva all'ATP 500 di Washington, dove Cobolli raggiunge la finale del torneo, mettendo insieme una serie di vittorie di altissimo livello prima di cedere in finale all'americano Sebastian Korda, risultato che lo proietta definitivamente nell'élite del tennis mondiale e lo porta a lambire la top 30 del ranking.

La finale di Washington è la prova che il suo tennis è ormai maturo per i grandi appuntamenti: il rovescio bimane solido, il dritto pesante e penetrante, la capacità di reggere gli scambi prolungati e di alzare il proprio livello nei momenti decisivi.

Chiude la stagione 2024 intorno alla posizione 30 del mondo, il suo best ranking fino a quel momento, e partecipa per la prima volta alla Coppa Davis come membro della Nazionale italiana, inserendosi in un team che già aveva scritto la storia conquistando il titolo nel 2023 e nel 2024.

Flavio Cobolli

Il 2025: la svolta della carriera e i primi titoli ATP

Il 2025 è l'anno che trasforma definitivamente Flavio Cobolli da grande talento in campione affermato.

Pur con un avvio di stagione non brillantissimo, la primavera regala le soddisfazioni più grandi della sua vita sportiva.

Ad aprile vince il suo primo titolo ATP in assoluto al Tiriac Open di Bucarest, torneo ATP 250 sulla terra rossa rumena, sconfiggendo in finale l'argentino Sebastián Báez con il punteggio netto di 6-4, 6-4, senza cedere un set per tutto il torneo.

Una settimana più tardi, ad Amburgo, alza il livello in modo sensazionale: nell'Hamburg European Open, torneo di categoria ATP 500, batte in finale il russo Andrey Rublev, testa di serie numero uno, con un secco 6-2, 6-4, conquistando il titolo più importante della sua carriera fino a quel momento e dimostrando di essere in grado di battere i migliori giocatori del mondo nei momenti che contano.

In estate arriva il terzo risultato che incendia definitivamente l'entusiasmo degli appassionati italiani: i quarti di finale a Wimbledon, il primo in assoluto in un torneo del Grande Slam.

Cobolli vince quattro partite sull'erba londinese, superando avversari di rilievo tra cui il veterano croato Marin Cilic, prima di fermarsi in quarto di finale contro Novak Djokovic, il maggiore campione della storia del tennis maschile.

Arrivare ai quarti di Wimbledon per un tennista italiano è già di per sé un traguardo storico, raggiunto solo da un ristrettissimo gruppo di giocatori tricolori nel passato.

Ma il 2025 riserva ancora il suo atto più drammatico e memorabile: la finale della Coppa Davis, giocata a novembre.

Flavio Cobolli

Cobolli, primo singolarista del team italiano insieme a Matteo Berrettini, disputa contro il belga Zizou Bergs un match di semifinale entrato nella leggenda del tennis azzurro, salvando sette match point in un tie-break del set decisivo di 32 punti totali, strappando la maglietta di dosso per festeggiare una delle rimonte più clamorose nella storia della competizione.

L'Italia conquista la Coppa Davis per il terzo anno consecutivo, un'impresa mai riuscita a nessuna nazione dal 2001, e Cobolli è uno dei protagonisti assoluti di questa pagina storica.

Flavio Cobolli

Il 2026 e il salto verso la top 10

Il 2026 inizia con qualche difficoltà: Cobolli perde al primo turno in Australia e nelle prime settimane della stagione fatica a trovare continuità, cedendo anche contro avversari di livello inferiore nella classifica mondiale.

La svolta arriva a febbraio: il 1° marzo 2026 conquista il suo terzo titolo ATP vincendo l'Abierto Mexicano Telcel di Acapulco, torneo di categoria ATP 500, battendo in finale l'americano Frances Tiafoe con il punteggio di 7-6, 6-4.

Si tratta del suo primo titolo su cemento, superficie sulla quale dimostra di essersi adattato in modo convincente, e il primo italiano in assoluto a vincere il Mexican Open.

Questo successo lo porta a sfiorare il quindicesimo posto nel ranking mondiale, il suo nuovo best ranking personale.

A Indian Wells, qualche settimana più tardi, porta a casa un ulteriore primato: vince il titolo di doppio misto in coppia con la svizzera Belinda Bencic, battendo in finale le teste di serie numero uno Gabriela Dabrowski e Lloyd Glasspool.

È il suo primo titolo nel doppio nel circuito professionistico, arrivato su uno dei campi più famosi del mondo.

Al Roland Garros 2026 scrive un'altra pagina della propria storia personale, raggiungendo per la prima volta i quarti di finale al torneo parigino sulla terra rossa, la sua superficie preferita, avvicinandosi concretamente all'ingresso nella top 10 mondiale.

Il gioco: caratteristiche tecniche e stile di tennis

Cobolli è un mancino rovescio in un destrimane, nel senso che gioca con il dritto come arma principale con la mano destra e usa il rovescio bimane come muro difensivo e come colpo di costruzione tattica.

Alto 183 centimetri per 74 chilogrammi, ha una struttura fisica atletica e agile che gli consente di coprire il campo con grande efficacia senza sacrificare l'esplosività nei movimenti rapidi.

Il dritto è indubbiamente la sua arma più devastante: pesante, penetrante, carico di rotazione, capace di spingere l'avversario fuori dal campo e di aprire varchi per i vincenti lungo la riga o in diagonale profonda.

La terra rossa è la sua superficie naturale, quella su cui esprime il meglio del proprio tennis: il ritmo alto, l'intelligenza tattica negli scambi lunghi, la capacità di costruire il punto con pazienza senza fretta né improvvisazione esaltano le sue qualità su questa superficie.

Ha dimostrato tuttavia di saper adattare il proprio gioco anche sul cemento, come dimostrano la finale di Washington nel 2024 e il titolo di Acapulco nel 2026, e sull'erba di Wimbledon, dove i quarti di finale del 2025 hanno mostrato una versatilità tattica non scontata per un giocatore cresciuto sulla terra rossa.

Sul piano mentale, la sua evoluzione nel corso degli anni è stata forse la crescita più significativa: Cobolli parla apertamente di essere diventato più capace di gestire la pressione, di reggere la lontananza da casa, di affrontare i momenti difficili con maggiore lucidità.

La sua base di allenamento è la Rome Tennis Academy, dove lavora quotidianamente insieme al padre Stefano, con cui condivide non solo il legame familiare ma anche un'intesa tecnica e umana rara nel mondo del tennis professionistico.

Il suo tennista preferito, quello da cui si è ispirato fin da ragazzo, è Novak Djokovic, sette volte campione a Wimbledon e detentore del record di settimane trascorse al numero uno del mondo.

Flavio Cobolli

Il rapporto con il padre-allenatore Stefano Cobolli

Uno degli aspetti più originali e affascinanti della storia di Flavio Cobolli è il legame con il proprio allenatore, che è anche suo padre.

Stefano Cobolli è stato a sua volta tennista professionista, e questa esperienza diretta sul circuito ATP gli consente di trasmettere al figlio non solo nozioni tecniche e tattiche, ma anche la conoscenza profonda dell'ambiente, delle pressioni, dei meccanismi mentali che il tennis professionistico richiede.

Il duo padre-figlio è basato alla Rome Tennis Academy nella capitale italiana, una struttura moderna che ospita tra i suoi allenatori e tesserati alcuni dei migliori giovani tennisti del paese.

Il fatto che il coach sia il padre pone inevitabilmente domande sul confine tra il rapporto professionale e quello personale, ma i risultati ottenuti da Cobolli certificano l'efficacia di questa collaborazione, che appare solidamente strutturata su una comunicazione diretta, sulla fiducia reciproca e sulla capacità di separare i ruoli quando necessario.

Stefano porta al rapporto con il figlio una prospettiva privilegiata: conosce il suo carattere, le sue paure, i suoi punti di forza e le sue debolezze meglio di qualsiasi altro allenatore esterno potrebbe fare, e questa intimità diventa un vantaggio competitivo concreto nei momenti di crisi o di pressione.

Vita privata: la fidanzata Matilde Galli e gli amici famosi

Sul fronte della vita privata, Flavio Cobolli è fidanzato con Matilde Galli, una ragazza coetanea con cui condivide una relazione stabile e discreta fin dal 2021 circa.

I due stanno crescendo insieme, come lui stesso ha scritto in più di un'occasione sui propri profili social, condividendo il percorso di vita in una fase complessa e stimolante per entrambi.

Matilde Galli mantiene un profilo Instagram privato e non compare nei circuiti mediatici, scegliendo deliberatamente di tenere la propria vita lontana dai riflettori che inevitabilmente illuminano il compagno man mano che la sua carriera cresce.

Cobolli ha parlato di lei in varie interviste con grande naturalezza e affetto: in una conversazione del gennaio 2024, dopo una vittoria a Parigi, aveva spiegato che era venuta tutta la famiglia a seguirlo, mancava solo la fidanzata, che doveva sostenere gli esami universitari.

In un'altra occasione ha confessato che la lontananza da casa, con le settimane trascorse in giro per il mondo da un torneo all'altro, non lo pesa particolarmente, ma che l'unico vero scoglio è la mancanza di Matilde.

I due hanno condiviso vacanze assieme, tra cui un viaggio alle Maldive, sempre in un clima di riservatezza che rispecchia la personalità schiva di entrambi.

Oltre alla fidanzata, nella vita di Cobolli occupano un posto importante le amicizie con personaggi del mondo sportivo italiano: la più nota è quella con Edoardo Bove, il centrocampista della Fiorentina, retaggio della comune stagione nelle giovanili della Roma, ma Cobolli frequenta anche il pilota motociclistico Fabio Di Giannantonio, detto Diggia, con cui condivide la passione per le due ruote e lo spirito competitivo dei giovani sportivi italiani di punta.

La sua management è curata da Back to Next, la società di Talent Marketing & Management fondata da Fabio Fognini, ex numero 9 del mondo, ulteriore segnale dell'attenzione che il mondo del tennis italiano ripone nel suo futuro.

Curiosità su Flavio Cobolli

Nonostante la sua giovane età, la biografia di Cobolli è già costellata di episodi e dettagli curiosi che ne arricchiscono il ritratto umano e sportivo.

È stato il regalo di una racchettina e di una maglietta di Francesco Totti a far nascere in lui la passione per il tennis, un aneddoto che appartiene alla mitologia familiare dei Cobolli e che il giocatore stesso ama raccontare.

Ha giocato nelle giovanili della AS Roma come terzino destro fino ai tredici anni, sotto la guida di Bruno Conti, campione del mondo nel 1982 con la Nazionale italiana.

Nel 2018, nella Coppa Davis Junior, ha incrociato Carlos Alcaraz in semifinale: il giovane spagnolo avrebbe vinto la manifestazione, e qualche anno dopo sarebbe diventato uno dei più forti tennisti del pianeta; Cobolli lo ha ritrovato poi avversario al Roland Garros 2023 nel tabellone principale.

All'edizione 2025 della Coppa Davis ha salvato sette match point contro il belga Zizou Bergs in un tie-break del set decisivo durato 32 punti, strappandosi la maglia di dosso per la gioia: quel gesto spontaneo di liberazione emotiva è diventato uno dei momenti iconici del tennis italiano di quegli anni.

Ha vinto il titolo di doppio misto agli Indian Wells Masters 2026 in coppia con Belinda Bencic, la campionessa olimpica svizzera, diventando il primo tennista della propria generazione a conquistare un titolo ATP nel doppio misto su quel palcoscenico.

È stato il primo italiano nella storia a vincere il torneo ATP 500 di Acapulco, il Mexican Open, battendo in finale Frances Tiafoe nel 2026.

Il suo tennista preferito è Novak Djokovic, lo stesso giocatore che ha fermato la sua corsa ai quarti di finale di Wimbledon 2025: un incontro con il proprio idolo sul palco più importante, simbolo di un percorso crescita che procede spedito verso le vette più alte del tennis mondiale.

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Foto e immagini di Flavio Cobolli

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Biografieonline non ha contatti diretti con Flavio Cobolli. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Flavio Cobolli.

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