Biografie

David Livingstone

David Livingstone
David Livingstone nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia Alla ricerca delle vie del mondo antico

David Livingstone nasce nella cittadina di Blantyre, in Scozia, il 19 marzo dell'anno 1813. Studia presso la facoltà di Medicina e Teologia di Glasgow e nel 1838 entra nella Società Missionaria di Londra con l'obiettivo di trasferirsi in Cina: a causa della guerra dell'oppio che imperversava in Cina non riesce a realizzare il suo desiderio.

Alla fine dell'anno 1840 viene destinato alle missioni africane, più precisamente al territorio della tribù bantu dei Bechuana, nello stato del Botswana. Raggiunge la sua destinazione nel mese di luglio del 1841.

Tre anni più tardi, nel 1844, David Livingstone si unisce in matrimonio con Mary Moffat, figlia di un altro missionario, Robert Moffat. La moglie rimane con lui nel continente africano per alcuni anni, poi fa ritorno in patria, sul suolo britannico, assieme ai loro figli.

Tra il 1852 e il 1856 Livingstone ha modo di esplorare l'entroterra africano: a lui si deve la scoperta delle cascate che gli indigeni chiamano Mosi-oa-Tunya ("il fumo che tuona") e che lui ribattezza come cascate Vittoria (Victoria Falls, in lingua inglese) omaggiando il nome della Regina d'Inghilterra del tempo.

Di fatto David Livingstone è uno dei primi europei ad aver compiuto un viaggio transcontinentale attraverso l'Africa. Lo scopo ultimo del suo viaggio è quello di aprire nuove vie commerciali e di accumulare informazioni utili circa il territorio africano.

Sostenitore delle missioni e del commercio nell'Africa centrale, secondo Livingstone la chiave fondamentale per gli scambi commerciali è costituita dal fiume Zambesi e dalla sua navigabilità. Torna pertanto in Inghilterra per chiedere aiuti e supporto a queste sue idee; pubblica le sue teorie e i suoi appunti di viaggio in un libro. In questo stesso periodo si dimette dalla società missionaria alla quale appartiene.

David Livingstone torna in Africa guidando una spedizione il cui scopo è quello di esplorare il fiume Zambesi. Nel periodo che trascorre sul fiume, le missioni che aveva fondato nell'Africa centrale e orientale conoscono una fine disastrosa: quasi tutti i missionari muoiono di malaria o di altre malattie. Il fiume Zambesi si rivela intanto difficoltoso e quasi impossibile da navigabile a causa di una serie di cateratte e rapide che Livingstone non aveva calcolato né esplorato nelle sue ricognizioni precedenti.

Fatta eccezione per un ingegnere di nome George Rae, gli altri occidentali - quelli sopravvissuti - appartenenti alla spedizione rinunciano.

La moglie Mary Moffat muore il 29 aprile 1863 a causa della dissenteria. Livingstone, votato al suo obiettivo, continua le esplorazioni. Torna in Inghilterra solo nel 1864. I giornali britannici del tempo classificano la spedizione sullo Zambesi come un enorme fallimento: Livingstone di conseguenza incontra grosse difficoltà per raccogliere nuovi fondi per tornare ad esplorare l'Africa.

Riesce a tornare in Africa, a Zanzibar, nel mese di marzo del 1866. Da qui inizia a cercare la sorgente del Nilo. In precedenza, Richard Francis Burton, John Hanning Speke, e Samuel Baker avevano correttamente identificato come sorgenti del Nilo sia il lago Alberto che il lago Vittoria, ma la questione rimaneva ancora aperta a dibattiti. Per cercare la sorgente del Nilo, Livingstone si spinge eccessivamente ad ovest, fino a raggiungere il fiume Lualaba che altro non è che la parte iniziale del fiume Congo, e che Livingstone erroneamente scambia per il Nilo.

Livingstone si ammala e per i sei anni successivi perde completamente il contatto con il mondo esterno. Solo uno dei suoi quarantaquattro dispacci arriva fino a Zanzibar. Nel 1869 l'esploratore Henry Morton Stanley parte alla ricerca di Livingstone: lo trova nella città di Ujiji, sulle sponde del lago Tanganica, solo il 10 novembre 1871. Lo storico episodio dell'incontro è famoso per le parole con le quali si dice che Stanley abbia salutato Livingstone: "Dr. Livingstone, I presume." ("Il Dottor Livingstone, suppongo"); Stanley e Livingstone, gli unici due europei in Africa nel raggio di centinaia di chilometri, si sarebbero salutati come se il contesto fosse quello di un ricevimento. Questo episodio è rimasto scolpito nella memoria di tutti in quanto spesso utilizzato come esempio di quanto la formale e seria morale vittoriana fosse compenetrata nel tessuto sociale e assimilata dal popolo inglese, tanto da divenire uno stereotipo.

Stanley e Livingstone si uniscono e per un anno continuano assieme l'esplorazione del nord del Tanganica; poi Stanley parte per far ritorno in patria. Nonostante le sollecitazioni di Stanley, Livingstone è determinato a non abbandonare il territorio africano, prima di aver portato a termine la sua missione.

David Livingstone muore il giorno 1 maggio del 1873 in Zambia, dopo aver contratto la malaria, e a a causa di una emorragia interna dovuta a una occlusione intestinale.

La sua salma viene trasportata per oltre mille miglia dai suoi leali assistenti Chuma e Susi, per poi fare ritorno in Inghilterra, dove viene sepolta nell'Abbazia di Westminster; il cuore di Livingstone rimane invece in Africa, sepolto nel luogo della sua morte, sul Lago Bangweulu a Chitomba (Zambia).

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