Ultimi commenti alle biografie - pagina 4666

Venerdì 5 luglio 2019 15:02:55 Per: Matteo Salvini

Un suggerimento per risolvere il problema degli sbarchi clandestini. Considerando che tutto il mondo civile si dichiara favorevole alla solidarietà verso chi fugge dall'Africa (e che più di tanti altri lo siamo noi italiani), consiglio al ministro Salvini di favorire la nascita di una flotta di un centinaio di barconi ONG, sparsi lungo le coste libico-tunisine, per raccogliere i migranti in pericolo; dopodiché essi, non potendo dirigersi senza permesso verso i porti chiusi dell'Italia, sarebbero costretti a portare in salvo i naufraghi dirigendosi verso i porti sicuri di Tunisi o di Malta o della Spagna o della Corsica o di Marsiglia, e così via. Credo che sia l'unico modo per mettere alla prova l'ipocrisia di molti, dettata dalla faziosità politica o dagli interessi economici.

Da: Osvaldo David- Monterotondo (RM)

Venerdì 5 luglio 2019 14:46:17 Per: Matteo Salvini

Egregio signor Ministro, sono una sua sostenitrice. Gli ultimi avvenimenti mi hanno scioccata e nauseata. Il messaggio che si è dato agli italiani e al mondo intero è che qualsiasi imbarcazione può forzare un posto di blocco,, entrare in territorio italiano e rimanere impunito. Tutto ciò reso possibile da dei giudici che invece di applicare le leggi sono i primi a violarle. È inaccettabile questo. Si è creato un precedente pericoloso e mi chiedo cosa fare? Bisognerebbe accerchiare le navi in arrivo con più motovedette e impedire il loro ingresso perché appena entrate nella giurisdizione italiana sappiamo che poi verebbero liberate al più presto. È la domanda che mi permetto di rivolgere a lei Signor Ministro.. perché non si può fare ? Noi siamo sempre più numerosi e la sosteniamo in tutto e le chiediamo di non mollare. Lei ha il merito di aver reso comprensibile a tanti ciò che le ong per scopi econonici, politici, intendono fare in appoggio agli scafisti. Grazie comunque per tutto.. noi siamo meno soli. Con immensa stima la saluto e le auguro buon lavoro.

Da: Maria Savelloni

Venerdì 5 luglio 2019 14:22:19 Per: Matteo Salvini

Ciao Matteo,
voglio darti un suggerimento. L'Italia si sta spopolando, siamo sempre meno e sempre più vecchi. Sulle Alpi e Appennini e non solo ci sono paesi che si stanno spopolando. Nel contempo stanno arrivando decine di migliaia di giovani sani e forti. Perchè non utilizzarli? Insegniamo loro a coltivare la terra, ad allevare il bestiame, a curare i nostri boschi. diamo incentivi alle aziende perchè li assumano. Loro si manterranno e verseranno i contributi per pagare le nostre pensioni. Ne trarremmo vantaggio tutti. PENSACI

Da: Annita

Venerdì 5 luglio 2019 13:36:56 Per: Massimo Carlotto

Ciao Massimo, come va ? Ti scrive Maria Carmela da Macomer, penso ti ricorderai di me, frequento la libreria Emmepi ed ero amica del compianto Paolo Medda. Sai che è morto pure il povero Angelino ? Era il socio di Paolo.
Ho saputo da Luciana e Stefania che stai scrivendo un'altra avventura dell'Alligatore, non vedo l'ora di leggerla!!
Però ora ti scrivo perchè quando venisti l'ultima volta comprai e ti feci autenticare il tuo romanzo " La terra della mia anima", cioè la storia di Rossini.
Ora questo libro lo tenni in auto anche il giorno dopo quando la portai dal carrozziere.
Torno a casa, libro sparito !! ! Il carrozziere, figurati ! Lui non aveva preso nulla, chissà dove l'avevo messo io. Un noir macomerese doc ! 1
Quando poi son tornata in libreria, Luciana non trovò un'altra copia del libro: addiritura risultò fuori edizione e stampa.
Non è che tu ne possiedi qualche copia che potresti mandare alla libreria per potermelo comprare? Te ne sarei infinitamente grata. Ti ringrazio fin d'ora, Un abbraccio, Maria Carmela Galistu.

Da: Maria Carmela Galistu

Venerdì 5 luglio 2019 12:55:18 Per: Mario Giordano

Parere di competente: il recupero in mare di migranti non può essere considerato SAR ma trasporto, anomalo finché si vuole, ma pur sempre trasporto. Il responsabile della navigazione deve predisporre attrezzature e mezzi per il supporto prefissando i possibili approdi e non un approdo solo. Tale attività nasce inizialmente da scopi nobili che sono mutati per la facilitazione concesse. Ora, gli effetti hanno provocato reazioni che, senza indugio, bisogna annullare facendo rientrare l'attività di soccorso nel SAR classico distinguendolo dalla disponibilità a concedere aiuti che, individualmente, vanno poi continuati in solido da parte degli aiutanti. Se si vuol esser missionari, bisogna assumerne le vesti in toto senza scaricare sulla comunità gli oneri conseguenti.

Da: Bruno

Venerdì 5 luglio 2019 12:41:21 Per: Matteo Salvini

Ciao Matteo. Ti segnalo che dal 18 giugno Ingdirect mi ha bloccato il conto corrente per problemi interni nella gestione dell'antica riciclaggio imposta da Banca Italia. Io sono uno delle migliaia di persone in questa situazione che si trova a non poter disporre delle proprie risorse (una vergogna e follia).
Mi sento trattato come un mafioso con i blocchi dei beni i senza aver fatto nulla !
Ti sembra normale in un paese come il nostro ? ? ? Nessuno da indicarmi quando verrà sbloccato e intanto le rate del. mutuo, auto, etc. Vanno insolute.
Non posso andare in vacanza perche non posso disporre dei miei soldi. Cazzo, questi sono i problemi che dovete evitare.
Scusami per l'imprecazione ma sono sicuro che capirai. Ciao Michele

Da: Michele

Venerdì 5 luglio 2019 12:31:00 Per: Mario Giordano

Ottima trasmissione. E' tutto vero quello che ha detto Mario Giordano. Complimenti... Purtroppo questa trasmissione non fa bene alla sinistra e che comunque deve ingoiare ed accettare. Forza Mario vai avanti a dire la verità
che fa male ai sinistrossi.

Da: Silvio

Venerdì 5 luglio 2019 12:24:43 Per: Mario Giordano

Buongiorno sig Giordano, grazie per le sue battaglie, la trasmissione da lei condotta FUORI DAL CORO è straordinaria. Ma se non cerchiamo di guardare la verità in faccia non guadagneremo alcun progresso economico, 800 aziende agricole italiane in TUNISIA in cambio dell' olio Tunisino, questa realtà lei non la cambia e nemmeno SALVINI, no non ne usciamo. Per essere davvero competitivi col PD dobbiamo guardare in faccia al problema: dobbiamo tornare a lavorare la nostra terra con le mani, e lei lo sa, serve UN PUBBLICO Impiego AGRICOLO E RESTAURARE TUTTE LE NOSTRE CASCINE questa è la via maestra mi creda, l' unica via. ne parli nelle sue trasmissioni, lo dica, senza fare il mio nome non mi interessa, AL REDDITO DI CITTADINANZA INUTILE E NOCIVO VA SOTITUTIO UN PUBBLICO IMPIEGO AGRICOLO lo STATO TUI PAGA PER COLTIVARE LA TERRA COME SI FACEVA UNA VOLTA solo cosi saremo inattaccabili solo cosi nessuna azienda agricola sarà ceduta a stranieri e per legge on sarà possibile farlo se STATALE. LO DICA GIORDANO, questa è l unica salvezza del nostro disastrato paese, non ci sono altre uscite.

Da: Manfredini Carolina

Venerdì 5 luglio 2019 12:19:18 Per: Mario Giordano

Buongiorno a RADIO 24 Nicoletti ha inserito la mia lettera, con un mio intervento in diretta, in una trasmissione radio che non riesco ad allegare alla presente. nella trasmissione Nicoletti ha anche sbagliato ad interpretare il senso della mia lettera non era pubblico impegno agricolo MA BEN ALTRO. la può trovare su RADIO 24 MELOG GIANLUCA NICOLETTI Radio 24- Sono intervenuta in diretta radio- su invito di Gianluca Nicoletti conduttore della Rubrica Radiofonica Melog, in onda a Radio 24, ore 12. 00 e ore 23. 00- sul tema da me sollevato Giovani e allontanamento dal lavoro agricolo, commento ad una mia lettera trasmessa al Ministro su Giovani e non accettazione-abbandono del lavoro manuale agricolo.

Settembre-2017- http://www. radio24. ilsole24ore. com/programma/melog/rieducazione-2018 agricola-gioventu-bruciata-115439-gSLAsHxkmC#commenti

Da: Manfredini Carolina

Venerdì 5 luglio 2019 12:09:25 Per: Mario Giordano

La Cascina Lombarda: uno scrigno di bellezza, arte e sapienza.

La Cascina: un luogo di socialità e cultura, un universo che ancora oggi racconta la nostra Storia, la nostra cultura del lavoro quello vero fatto di immensa fatica e tanto sacrifico.
La cultura e il lavoro che ha generato, specie nel dopo guerra, la Cascina ha creato ciò che siamo oggi e ciò che abbiamo: ricchezza, tecnologia, scienza sono traguardi raggiunti anche dalla cultura contadina, che ha saputo produrre in Lombardia tanta prosperità e benessere economico.
Oggi le cascine cremonesi, bresciane, mantovane, casalasche sono, in molti casi, avvolte da silenzi tombali, sembrano, a mio avviso, mausolei che gridano parole che nessuno oramai vuole sentire: fatica, lavoro, sacrificio, lento scorrere del tempo, socialità, reciprocità solidale.
Le cascine abbandonate ora sono luoghi della separazione forzata tra ieri e oggi e della quiete forzata.
Ma è davvero questo il futuro che vogliamo riservare a questi mirabili spazi di cultura e di vita?
In questi luoghi, veri microcosmi di economia e di sapere, è nato il lavoro, qui si sono svolte vere e proprie trasformazioni tecniche, artistiche, artigianali, siamo certi che il desiderio di noi lombardi e di noi italiani sia vederle crollare del tutto?
Un tempo non esisteva silenzio tra le sue superbe mura, tra i mattoni e i silos che spiccavano come eloquenti esempi di voglia di fare, di spaziosità costruttive e di pura sapienza contadina.
Ancora oggi ci capita, spesso, di ammirarne le mura o i confini che le marcavano come se fossero città, perché le cascine in effetti erano paesi, talvolta capoluoghi come san Sillo a Corte dè Frati, spazi istituzionali dove dominava la legge unica per tutti: il duro lavoro contadino.
Tra i suoi ampi cortili, le aie o èrè… in dialetto cremonese, fluiva la vita sana, fiumi di solidarietà e amicizia. Convinta che la città non è e non sia mai stata uno spazio di vita salutare, oggi ricordo e mi manca, nella Cascina dove ho vissuto la mia infanzia, il grano steso ad asciugare, le pale e i rastrelli che le donne e noi bambini usavamo per creare dei grandi mucchi, che poi le donne coprivano con teli per proteggerli dall' umidità della notte.
E poi le trombe, pompe per acqua che tutti potevano bere, le mucche nelle stalle e il sano latte, tutto questo microcosmo perfetto ruotava intorno ad una sola espressione, oggi annientata: il lavoro contadino.
Chi, come me, pensa di restituire a questo mondo la vitalità perduta non è un sognatore, un visionario, ma il direttore di uno dei più grandi poli commerciali del mondo, un francese, che non riesce a concepire come mai in Italia le cascine, vere e proprie unità produttive, artistiche e culturali della Lombardia siano oggi semi-abbandonate.
In una pregevole pubblicazione di Antonio Barisani -Mino Piccolo e Liliana Ruggeri dal titolo "Cascine Frammenti del ricordo edita nel 2003 in collaborazione con La Provincia di Cremona Settore Territorio"- le cascine cremonesi vennero catalogate e descritte con foto davvero straordinarie che volentieri ho pubblicato nel mio libro Cascina aperta, immagini dal sapore vivo mai cessato del tutto che rappresentano scenari unici e sorprendenti. Guardando quelle immagini mi commuovo, e continuo a vederci un ritratto splendido di attualità, di dettagli umani e storici, come gli angoli delle misere cucine, o le camere da letto, dove nella povertà più assoluta e nel bisogno estremo di speranza e di futuro i figli si facevano, e poi i bidoni del latte oggi rugginosi o chiusi nei musei a riscrivere, e si spera a narrare, i saperi che abbiamo perso in quel mondo di lavoro sano e assoluto.
Altro che miseria! Oggi ce la sogniamo quella miseria, la vera ricchezza era quella e, se tutto va nella direzione sperata, tornerà a rinascere grazie a progetti di valorizzazione economico-produttiva di questi spazi di vita, di salute e di cibo sano, valori che devono costituire un patrimonio universale.
E' ciò che a mio avviso si dovrebbe realizzare, siamo già in ritardo: la Cascina abbandonata va recuperata e fatta tornare in vita, la Cascina come centro di vendita di cibi a km. zero, la cascina come produzione di una filiera di materie prime vendute da chi le produce, guardando negli occhi chi le acquista, e stabilendo con lui relazioni di fiducia sociale, la Cascina come sito da riscoprire e da amare, come universo di arte, di cultura e perché no di libri. Le biblioteche nelle cascine sono un mio sogno da sempre, ma i sogni devono fare i conti con il denaro, con i progetti e i finanziamenti, con idee e con voglia di fare. Queste mirabili scenografie sapienziali potrebbero costituire una architettura identitaria precisa, riconducibile ai valori che la cascina ha espresso nel tempo, un giusto contenitore dove riunire varie tipologie di sport per adulti, spazi di socialità e di incontro, di ristorazione ma con cibi e materie prime a km zero, eventi culturali ed enogastronomici, musica serale per i giovani, oppure la cascina dove lavorare ancora come si faceva una volta tagliando il grano con la falce, potanto la vite insieme agli anziani e ai nonni per educare le future generazioni a rispettare l' ambiente, a zappare la terra per conoscerla e rispettarne i valori e le esigenze, a tagliare l' erba con agricoltori che potranno, in tal modo, insegnare alle future generazioni che il computer è importante ma il lavoro manuale lo è molto di più.
Sarebbe bello tornare in Cascina per riviverla pienamente, perché questo spazio potrebbe diventare, nel caso risulti abbandonato, davvero di tutti.


Prof. ssa Manfredini Carolina
Docente di Filosofia e Scienze Umane.
Ghedi Brescia
Cell. 339-------

autorizzo alla pubblicazione con mio nome.

Da: Manfredini Carolina