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Alfred de Vigny

Alfred de Vigny
Alfred de Vigny nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia I valori della letteratura

Alfred Victor de Vigny nasce a Loches (Francia) il giorno 27 marzo 1797 in una famiglia aristocratica: il padre è veterano della Guerra dei Sette Anni; è la madre, di vent'anni più giovane del padre, ad educare Alfred durante i suoi primi anni, traendo ispirazione da Jean-Jacques Rousseau. Come accade per moltissime famiglie nobili francesi, dopo la Rivoluzione anche il tenore di vita dei De Vigny si abbassa fortemente. Solo dopo la disfatta di Napoleone a Waterloo, nel 1814 ritorna la monarchia di Luigi XVIII, fratello di Luigi XVI.

Proprio nel 1814 Alfred de Vigny è sottotenente nei "gendarmi rossi"; la carriera militare prosegue l'anno seguente quando entra nella guardia reale appiedata e nel 1823 quando viene promosso capitano; in qualità di ufficiale è inviato alla frontiera durante la guerra di Spagna; si dimette poi nel 1828. Successivamente si trasferisce a Parigi assieme alla consorte, l'inglese Lydia Bunbury, a cui si era unito in matrimonio nel 1825.

De Vigny diventa un membro del Cenacolo romanticista, circolo di intellettuali che si riunisce presso l'abitazione di Victor Hugo.

Da sempre attirato dalla letteratura, e particolarmente dotato nella storia francese e biblica, Alfred de Vigny inizia a scrivere versi nel 1815. La sua prima raccolta ("Poèmes") appare nel 1822; nel 1826 esce una nuova edizione ("Poèmes antiques et modernes"), dove ne vengono aggiunti altri, tra i quali "Moise" (Mosè), "Eloa", "Le Déluge" (Il Diluvio) e "Le Cor" (Il corno da caccia). Nel 1837 ne aggiunge di nuovi: "La Neige", "Madame de Soubise", "La Frégate", "La Sérieuse", "Paris", "Les Amants de Montmorency".

L'opera in prosa narrativa dal titolo "Cinq-Mars" esce nel 1826: si tratta di un romanzo storico ispirato dal complotto che Enrico di Cinq-Mars, giovane marchese d'Effiat, organizzò per destituire il cardinale Richelieu. Alfred de Vigny, dando molto credito al personaggio di Cinq-Mars, si schiera in favore di un'aristocrazia rimasta fedele a un ideale nobile. L'autore si prende la libertà di modifica sensibilmente gli eventi storici: la sua storia cita che il complotto era stato dettato da ambizioni personali e non dalla fedeltà al re.

Vigny lavora inoltre a quattro mani con Emile Deschamps per produrre una versione di "Romeo e Giulietta" nel 1827; due anni più tardi rielabora "Le More de Venise" (Il Moro di Venezia). Presenta nel 1831 "La Maréchale d'Ancre", la sua prima opera teatrale originale: un dramma storico sugli avvenimenti del regno di Luigi XIII di Francia. In questo periodo conosce l'attrice Marie Dorval che diventa sua amante fino al 1838.

Nel 1835 viene messo in scena il dramma "Chatterton" nel quale Marie Dorval interpreta il ruolo di Kitty Bell. "Chatterton" è considerato uno dei più significativi drammi romantici francesi, tratto da uno dei tre episodi di "Stello" (che aveva già scritto nel 1832) nel quale l'autore sviluppa l'idea del poeta reietto della società moderna.

Sempre dello stesso anno è "Servitude et grandeur militaires" (Servitù e grandezza militari), una rievocazione della lunga esperienza di soldato di Vigny. Nonostante il successo come autore, non è possibile considerare la sua vita personale come felice. Il matrimonio lo delude profondamente: la moglie si rivela presto una donna superficiale, poco interessata alla letteratura e diventa fisicamente obesa; la relazione con Marie Dorval diventa tempestosa e all'insegna della gelosia, tanto che il suo talento letterario ne risulta eclissato da altri.

Dopo la morte della madre nel 1838, Alfred de Vigny eredita la proprietà di Maine-Giraud, ad Angoulême, dove si ritira e dove scrive alcune delle sue poesie più celebri, compreso "La Mort du lup" (La morte del lupo) e "La Maison du berger" (La casa del pastore), che Marcel Proust considera come la migliore poesia del XIX secolo.

Nel 1845, dopo diversi tentativi viene eletto membro dell'"Académie française", contesto in cui Vigny viene ricevuto scortesemente da Molé.

Durante i suoi ultimi anni di vita smette di pubblicare, benché continui a scrivere; il suo diario è considerato dagli accademici moderni un grande lavoro su sé stesso. Vigny si considera infatti un filosofo piuttosto che un autore letterario; è da ricordare anche che è uno dei primi autori francesi ad interessarsi al buddismo. Se la sua filosofia di vita è pessimista e stoica, va considerata l'importanza che dà alla fratellanza tra gli uomini, così come ai valori della cultura, della conoscenza e della solidarietà.

Impiega diversi anni per scrivere il secondo volume di versi "Les Destinées" (I destini) che conclude con il suo messaggio finale al Mondo, "L'esprit pur" (Lo spirito puro); quest'opera viene pubblicata dopo la sua morte, avvenuta a Parigi il giorno 17 settembre 1863, a pochi mesi dal decesso della moglie. Vigny muore a causa di un tumore allo stomaco, all'età di 96 anni, dopo un anno di sofferenze fisiche sopportate con coraggio.

Sepolto nel cimitero di Montmartre, qualche anno dopo la sua morte viene pubblicato il "Journal d'un poète" (1867), una raccolta di note filosofiche, di riflessioni e abbozzi pubblicato da Louis Ratisbonne.

Bibliografia essenziale:

- Le Bal (1820)

- Poèmes (1822)

- Éloa, ou La soeur des anges (1824)

- Poèmes antiques et modernes (1826)

- Cinq-Mars (1826)

- La maréchale d'Ancre (1831)

- Stello (1832)

- Quitte pour la peur (1833)

- Servitude et grandeur militaires (1835)

- Chatterton (1835)

- Les Destinées (1864)

- Journal d'un poète (1867)

- Ouvres complètes (1883-1885)

- Daphné (1912)

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