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Giorno per giorno i profili di miti e personaggi famosi che si sono meritati un posto nella storia

Enrico VIII Tudor

Mogli, figli e poteri

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Enrico VIII Tudor nasce a Greenwich (Inghilterra) il 28 giugno 1491. I suoi genitori sono Enrico VII Tudor, re d'Inghilterra e la regina Elisabetta di York. In tenera età ottiene numerosi titoli e benefici: all'età di tre anni diventa Conestabile del Castello di Dover, Lord Guardiano dei Cinque Porti e l'anno seguente ottiene il titolo di duca di York. Enrico accumula, negli anni successivi altri titoli importanti, come quello di Conte Maresciallo e di Lord Luogotenente.

Nel 1501 partecipa alla cerimonia di nozze del fratello Arturo, erede al trono d'Inghilterra, con Caterina d'Aragona. Poco tempo dopo però Arturo muore a causa di un'infezione ed Enrico, che ha solo undici anni, diventa l'erede al trono d'Inghilterra. Alla morte del figlio Arturo, il padre decide di far sposare Enrico con Caterina d'Aragona, rimasta vedova. Prima di far unire in matrimonio i due, il re Enrico VII vuole chiedere al papa Giulio II una dispensa in modo tale da dimostrare fino all'ultimo che il precedente matrimonio tra Caterina e il figlio defunto non è stato consumato.

L'obiettivo del re è quindi quello di dimostrare che il matrimonio tra la vedova ed Enrico sarebbe stato legittimo. Giulio II consegna la bolla, consentendo così la celebrazione del matrimonio reale. Nel 1509 muore il padre e diventa re d'Inghilterra con il nome di Enrico VIII Tudor. Sempre nello stesso anno sposa Caterina d'Aragona, così come è stato stabilito negli anni precedenti in seguito a un accordo tra la Corona d'Inghilterra e la Corona di Spagna.

Nei primi anni di regno governa, essendo affiancato dal vescovo di Winchester, Richard Fox, da William Warham e negli anni successivi dal cardinale Thomas Wolsey. L'influenza di quest'ultimo sul sovrano inglese è molto evidente, soprattutto nel momento in cui l'Inghilterra decide di entrare a far parte della Lega Santa promossa dal papa Giulio II per cercare di frenare la campagna espansionistica del re di Francia Luigi XII. Alla Lega partecipano anche Massimiliano I, l'imperatore del Sacro Romano Impero, e Ferdinando II, il re di Spagna. Dopo i tentati assedi delle città di Thérouanne e di Tournay, nel 1514 l'Inghilterra decide di porre fine alle ostilità e di condurre le trattative di pace con il re francese.

Dopo la morte di Luigi XII di Francia, diventa re di Francia Francesco I, che dichiara guerra all'Imperatore d'Austria Carlo V, diventato per il regno francese una forte minaccia. Nel 1520 il sovrano francese, temendo la potenza dell'esercito imperiale, incontra il sovrano inglese; il suo obiettivo è quello di stringere un'alleanza strategica con l'Inghilterra. Questo piano però fallisce nel momento in cui Enrico VIII stringe un'intesa strategica con Carlo V.

In occasione del conflitto tra Francesco I e l'Imperatore d'Austria appoggia quest'ultimo, cercando di sostenerlo con l'ausilio della marina regia inglese.

Le sue preoccupazioni inoltre crescono, poiché la moglie non riesce a dargli un erede maschio per la successione al trono; infatti, Caterina da alla luce due figli maschi e una bambina, Maria. I due figli maschi però muoiono subito dopo la nascita. Considerate le circostanze, nel 1527 valuta l'idea di chiedere al papa Clemente VII l'annullamento della dispensa papale emessa decenni prima sotto il pontificato di Giulio II.

La decisione da prendere non è molto semplice, poiché da un lato Caterina non è riuscita a dargli un erede maschio, per cui Enrico VIII ritiene necessario annullare il suo matrimonio e dall'altro deve tener conto del fatto che la moglie è la zia dell'Imperatore d'Austria.

La trattativa per l'annullamento della bolla papale è condotta dal cardinale inglese Thomas Wolsey e dall'arcivescovo di Salisbury Lorenzo Campeggio. In una situazione così delicata Clemente VII non riesce a trovare una soluzione. Thomas Wolsey cerca di convincere il papa a dichiarare nulla la bolla papale, ma senza ottenere alcun risultato a causa delle pressioni fatte dall'imperatore Carlo V, il quale è imparentato con Caterina. La situazione rimane quindi in una posizione di stallo e nel 1530 Wolsey cade in disgrazia, poiché non gode della fiducia del re.

In questa circostanza il re interpella Thomas Cranmer, un professore universitario della Jesus College di Cambridge, che gli consiglia di chiedere il parere delle altre Università inglesi. Queste ultime sostengono che il matrimonio tra il re inglese e Caterina d'Aragona è da considerare impuro, poiché lei è stata la moglie del fratello e perché non genera figli maschi. Avendo ottenuto il sostegno delle Università inglesi, il sovrano decide di prendere in mano la situazione e l'anno dopo elabora "L'Atto di Supremazia" in cui viene resa nota la sua volontà, ovvero quella di diventare il Capo Supremo della Chiesa britannica.

Nello stesso anno il Parlamento inglese vota a favore dell'entrata in vigore dell'Atto di supremazia e nel 1532 il re, essendo a capo della Chiesa inglese, decide di far pagare i tributi alla Corona inglese ottenendo così che questi non fossero dati alla Chiesa romana. In quello stesso anno Thomas Cranmer viene eletto arcivescovo di Canterbury e Tommaso Moro, che nel frattempo ha preso il posto di Wolsey, si rifiuta di annullare il precedente matrimonio reale, che avrebbe consentito a Enrico VIII di sposare la sua nuova compagna. Moro è costretto a lasciare l'Inghilterra e a partire per Roma.

L'anno successivo il re sposa Anna Bolena e, grazie a un atto emanato mesi prima dichiarante l'autonomia della Chiesa inglese nelle decisioni nazionali, Cranmer garantisce lo scioglimento del precedente matrimonio e riconosce ufficialmente il matrimonio tra il sovrano e Anna Bolena.

Nel luglio 1534 papa Clemente VII scomunica il sovrano inglese, la sua nuova moglie e l'arcivescovo di Canterbury, interdicendo anche l'Inghiterra. Il papa muore nello stesso anno e gli succede papa Paolo III. Sotto il suo pontificato i rapporti con l'Inghilterra peggiorano sempre di più. Nello stesso anno il Parlamento inglese si pronuncia a favore dell'"Atto di successione" con cui viene spostata la discendenza dinastica dalla precedente moglie del re ad Anna Bolena.

Il distacco tra la Chiesa romana e la Chiesa inglese è sempre più forte e due anni dopo il lord gran ciambellano, Thomas Cromwell, grazie all'appoggio del re riesce a far approvare una legge che espropria alla Chiesa cattolica di Roma i monasteri minori posseduti in Gran Bretagna. Anche la nuova sovrana inglese non riesce a dare figli maschi al re, che inizia a frequentare la nobile inglese Jane Seymour. Anna, che nel frattempo frequenta un musico di corte, è condannata a morte con l'accusa di stregoneria e cospirazione ai danni del sovrano nello stesso anno.

Il giorno dopo la decapitazione di Anna, sposa Jane Seymour che gli da l'agognato erede maschio, Edoardo, che però muore all'età di sedici anni. Su consiglio di Cromwell, nel 1540, sposa la principessa tedesca Anna di Clèves. Dopo un breve e burrascoso matrimonio lascia la donna, per sposare nello stesso anno Caterina Howard. Presto quest'ultima viene condannata a morte per adulterio e nel 1543 il sovrano si unisce in matrimonio con Caterina Parr.

Negli ultimi anni del suo regno unisce il Galles alla Corona inglese e conquista l'Irlanda. Con un atto parlamentare, il re diventa anche il Capo Supremo della Chiesa irlandese. Inoltre centralizza il sistema governativo e quello parlamentare, concedendo numerosi privilegi alle due Camere e aumentando i poteri del Parlamento.

Grazie all'intermediazione della sua ultima moglie, nel 1544 Enrico VIII ha modo di riconciliarsi con le figlie Elizabeth e Mary, che con una legge sono nuovamente inserite nella linea dinastica per la successione. Enrico VIII Tudor muore il 28 gennaio 1547 a Londra a causa di una ferita molto grave riportata dopo un incidente.

Ultimo aggiornamento: 23/05/2011
Foto di Enrico VIII Tudor

Accadde oggi

31 agosto 1888
Viene trovata morta la prima vittima del noto serial killer londinese Jack lo squartatore.
Leggi l'articolo:
Jack lo squartatore

Ha detto:

«Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli è servito nascere?". Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo.»
Emil_Cioran
Testo di Stefano Moraschini