Oggi: venerdì 21 novembre 2014 » Presentaz. della B. V. M.
Giorno per giorno i profili di miti e personaggi famosi che si sono meritati un posto nella storia

Ginger Rogers

Danze eterne

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Virginia Katherine McMath nacque il 16 luglio 1911 a Indipendence (Illinois). Il nome Ginger le fu dato da un suo piccolo cugino che non riusciva a pronunciarne il nome, il cognome Rogers dal suo patrigno.

Era già nel pieno del successo quando apparve al suo fianco un ballerino sconosciuto in cerca di successo: Fred Astaire.

La coppia, diretta perlopiù da Mark Sandrich, interpretò nel corso di quindici anni una serie di successi planetari, tra i quali "Cappello a cilindro", "Seguendo la flotta", "Voglio danzar con te".

Una coppia perfetta sullo schermo: bravissimi ballerini affiatati e di successo, nei film si cercano e si amano. Non nella vita reale, però, perché pare che proprio non si sopportassero.

Oltre che da Mark Sandrich, Ginger Rogers fu diretta (in pellicole in cui doveva solo dimostrare la propria grandezza d'interprete, anche drammatica) da grandi registi come Billy Wilder e Howard Hawks. Ricordiamo inoltre "Palcoscenico" (1937), con Katharine Hepburn, diretto da Gregory La Cava.

A 83 anni, con cinque matrimoni alle spalle, Ginger Rogers se n'è andata il 25 aprile 1995, nel suo ranch californiano.

Al di fuori del sodalizio con Fred Astaire ebbe un'intensa carriera, prima teatrale, poi cinematografica (Oscar nel 1940), poi ancora teatrale, con quella pietra miliare della storia di Broadway che fu "Hello Dolly".

Ultimo aggiornamento: 12/07/2004
Foto di Ginger Rogers

Accadde oggi

21 novembre 1783
Il fisico Jean-François Pilatre de Rozier e François Laurent LeVieux, marchese d’Arlandes, pioniere dell’aviazione francese, sono i primi uomini a volare a bordo di un pallone ad aria calda progettato dai fratelli Joseph ed Etienne Montgolfier. In 25 minuti il pallone percorre circa 5 miglia a 3000 metri d'altezza.
Leggi l'articolo:
I fratelli Montgolfier

Ha detto:

«Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti.»
Albert_Einstein
Testo di Stefano Moraschini