Biografie

Auguste Comte

Auguste Comte
Auguste Comte nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia

Auguste Comte fu un filosofo e sociologo francese: è considerato generalmente come il padre del Positivismo, in quanto iniziatore di questa corrente filosofica. Fu lui a coniare il termine "fisica sociale".

La vita

Auguste Comte - il cui nome completo è Isidore Marie Auguste François Xavier Comte - nasce il 19 gennaio del 1798 a Montpellier (Francia) in una famiglia cattolica ostile al governo rivoluzionario e al governo di Napoleone. Entrato a sedici anni nell'Ecole polytecnique di Parigi, nel 1817 ha l'opportunità di conoscere il filosofo Saint-Simon, di pensiero socialista, del quale diventa il segretario: è l'inizio di una collaborazione che durerà per sette anni.

Dopo avere pubblicato nel 1822 "Il piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società", Auguste Comte conosce una ragazza di nome Caroline Massin: una prostituta, figlia illegittima di attori di provincia, che si occupa di gestire una sala di lettura. I due si sposano nel febbraio del 1825, ma sin dall'inizio il matrimonio è poco sereno.

A partire dal 1826 Comte tiene in casa propria un corso di filosofia, che tuttavia è obbligato a sospendere qualche tempo dopo a causa di un disagio di carattere psicologico che lo porta alla depressione, provocato essenzialmente dai tradimenti di sua moglie: un problema che lo perseguiterà per tutta la sua esistenza, e che in più di un'occasione spingerà Auguste Comte a tentare il suicidio.

Auguste Comte e il Positivismo

Nel 1830 viene pubblicato il primo dei sei volumi che compongono il "Corso di Filosofia positiva": già dal primo libro l'opera ottiene un grande successo, che però non si concretizza in alcun riconoscimento accademico per l'autore. Lo scritto è dedicato alla costruzione della sociologia: una fisica sociale che si divide in una branca statica e in una branca dinamica.

La prima si basa sul concetto di ordine, perché ha come oggetto le strutture permanenti nella società; la seconda, invece, si basa sul concetto di progresso, perché ha come oggetto le trasformazioni nel corso del tempo.

Nel 1844 Auguste Comte propone "Il Discorso sullo spirito positivo", una delle sintesi migliori del suo pensiero, in occasione di un corso di astronomia popolare: tuttavia proprio in quell'anno egli perde il posto di esaminatore, il che rappresenta per lui un brutto colpo dal punto di vista economico. Da quel momento in poi, Comte riesce a sopravvivere tra grandi difficoltà solo approfittando dei sussidi garantitigli dai suoi discepoli e dai suoi amici.

Comte e la religione

Intanto, lasciatosi alle spalle il suo matrimonio burrascoso, conosce la giovane sorella di un suo allievo, di nome Clothilde de Vaux: ben presto se ne innamora, ma si tratta di una passione che non viene ricambiata, anche perché la ragazza, malata di tubercolosi, rifiuta la sua proposta di matrimonio e muore nel giro di pochi mesi.

Questo episodio finisce per ingigantire ancora di più i problemi di natura psichica di Comte, e inoltre contribuisce a influenzare il suo pensiero orientandolo verso la religione: ma non si tratta di una religione tradizionale, come dimostrato dal "Catechismo positivista", espressione di una filosofia scientista che idealizza la figura di Clothilde e la scienza. È , invece, una religione positivista, frutto della rielaborazione di diverse concezioni ideali e mistiche del romanticismo, private - però - della derivazione cristiana e combinate con una visione illuminista: ne deriva, quindi, una religione scientista e laicista, che si basa su un "Calendario positivista" in cui vengono trasposti gli elementi etici, liturgici e dottrinati della Chiesa dove, però, i nuovi sacerdoti sono gli intellettuali positivisti, i sociologi e gli scienziati.

In gioco è una concezione di Essere Supremo-Umanità, nell'ottica di una triade positivista che è composta dallo Spazio (il cosiddetto Grande Mezzo o Grande Ambiente), dalla Terra (il Grande Feticcio) e dall'Umanità (il Grande Essere).

La religione, insomma, non viene soppressa dall'ateo Comte, ma viene reinterpretata in modo che a essere venerato sia l'uomo e non una divinità: non più il culto dei santi, quindi, ma quello degli eroi della storia civile e della storia scientifica.

Tornato a vivere con la madre, Auguste adotta la domestica Sophie, per poi concentrarsi sulla rivoluzione francese del 1848 che, almeno in un primo momento, lo esalta. Ben presto, tuttavia, decide di prenderne le distanze, nel momento in cui si accorge che la società non viene organizzata in modo ordinato e razionale e dimostrandosi critico verso Luigi Napoleone (Napoleone III), pur sostenuto in precedenza.

Il secondo positivismo

A partire dagli anni '50, egli si avvia verso il secondo positivismo, una fase nuova che si basa su una vera e propria religione della scienza, sulla quale incidono probabilmente anche i disagi derivanti dalla morte di Clothilde. Sofferente di evidenti sbalzi di umore, in questo periodo il filosofo francese spazia dal conservatorismo al progressismo: anche per questo oggi è difficile per gli studiosi capire se questa fase del pensiero comtiano debba essere ritenuta il semplice sviluppo di elementi già presenti nelle prime opere, secondo una linea di indiscutibile coerenza, o banalmente il risultato dei deliri di una mente esaltata: la tendenza più diffusa è quella di propendere per la prima visione, tenendo comunque conto della sovreccitazione e della nevrosi che caratterizzano l'animo e la mente di Comte nell'ultimo periodo della sua vita.

August Comte muore il 5 settembre del 1857 a Parigi, all'età di cinquantanove anni, in seguito a un'emorragia interna dovuta probabilmente a un tumore allo stomaco. Lascia, così, incompiuta la sua ultima opera, intitolata "Sistema soggettivo o sistema universale delle concezioni proprie dello stato normale dell'Umanità". Il suo corpo viene seppellito nel cimitero del Père-Lachaise.

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