Biografie

André Derain

André Derain
André Derain nelle opere letterarie Libri in lingua inglese Film e DVD di André Derain

Biografia

André Derain nasce il 10 giugno del 1880 a Chatou (Parigi), da una famiglia borghese benestante. Nonostante i desideri del padre, che lo vorrebbe ingegnere, nel 1898 si iscrive all'Accademia Julian; negli anni seguenti conosce Maurice de Vlaminck e Henri Matisse: entrambi lo persuadono a dedicarsi interamente alla pittura. Al 1899 risale la realizzazione de "Il funerale" (attualmente conservato nella "Pierre and Maria-Gaetana Matisse Foundation Collection" di New York), mentre di due anni più tardi è "La salita al Calvario" (oggi al Kunstmuseum di Berna, in Svizzera).

In un primo tempo, dipinge paesaggi con colori non mescolati, puri, lungo la Senna, influenzato da Vlaminck; a soli venticinque anni ha la possibilità di esporre, tra i Fauves, al Salon d'Automne e al Salon des Independants. In realtà la sua adesione alla corrente fauve non può dirsi totale, sin dalle prime opere, contraddistinte da toni raffinati e scelte cromatiche audaci (come, per esempio, ne "L'Estaque"): André Derain, infatti, ritiene di non potere fare a meno di racchiudere l'esuberanza dei colori nella classica armonia della composizione, sulla scia delle opere dei maestri antichi di cui è un grande ammiratore.

Nel 1905 dipinge, tra l'altro, "I dintorni di Collioure", "Ritratto di Henri Matisse" e "Lucien Gilbert". Dopo un breve periodo di vicinanza a Paul Gauguin (durante il quale si verifica una diminuzione della vivacità dei colori), nel 1909 ha l'opportunità di illustrare un volume di poesie scritto da Guillaume Apollinaire; tre anni più tardi, invece, con la propria arte impreziosisce una raccolta di poemi di Max Jacob. Dopo aver illustrato, nel 1916, il primo libro di André Breton, e - più tardi - le favole di Jean de La Fontaine, Derain realizza le immagini per un'edizione del "Satyricon" di Petronio Arbitro. Nel frattempo, continua a dipingere: ha l'occasione di avvicinare Pablo Picasso (ma si tiene lontano dalle tecniche fin troppo audaci del Cubismo), per poi ritornare al chiaroscuro e alla prospettiva, decisamente più tradizionali. Sulla scia di numerosi altri artisti europei del suo periodo (come Giorgio De Chirico e Gino Severini), è dunque protagonista di un ritorno all'ordine e alle forme classiche, avvicinandosi a quel che accade in Germania con la Nuova oggettività. A partire dal 1911, inizia il cosiddetto periodo gotico di André Derain, caratterizzato dalle influenze della scultura africana e dei primitivi francesi: in questi mesi dipinge nature morte e figure solenni (si ricordano "Il sabato" e "La cena"). A partire dal 1913 l'artista parigino si concentra su quadri di figura: autoritratti, ma anche scene di genere e ritratti.

Dopo essersi schierato, al termine della Prima Guerra Mondiale, contro la diffusione del Surrealismo e del Dadaismo, ritenuti movimenti anti-artistici, si dedica allo studio degli antichi pittori durante un viaggio a Castel Gandolfo e a Roma. Gli anni Venti rappresentano l'apice del suo successo. Nel 1928 André Derain ottiene il premio "Carnegie", concessogli per la tela "La caccia", e nello stesso periodo espone le proprie opere a Londra, a Berlino, a New York, a Francoforte, a Duesseldorf e Cincinnati.

Nel corso dell'occupazione della Francia da parte dei tedeschi, Derain rimane a Parigi, pur essendo corteggiato dalla Germania in quanto rappresentante del prestigio della cultura francese. Nel 1941, rifiutata la direzione della scuola nazionale superiore delle belle arti di Parigi, effettua un viaggio ufficiale a Berlino, insieme con altri artisti francesi, per prendere parte a un'esibizione nazista dell'artista Arno Breker. La presenza di Derain in Germania viene sfruttata dalla propaganda hitleriana, al punto che, dopo la Liberazione, l'artista viene additato come un collaborazionista e ostracizzato da molti di coloro che prima lo supportavano.

Isolatosi sempre di più dal resto del mondo, all'inizio degli anni Cinquanta André Derain contrae un'infezione agli occhi dalla quale non si ristabilirà mai completamente. Muore l'8 settembre del 1954 a Garches, Hauts-de-Seine, investito da un veicolo.

Derain lascia l'eredità di una pittura molto influenzata dal Neoimpressionismo (soprattutto agli inizi del Novecento) e una produzione decisamente vasta non di rado contraddistinta da un naturalismo riconducibile al Caravaggio. Legato all'estetica fauve senza mai aderirvi completamente, André Derain rivela rispetto ad essa un'arte più serena, luminosa e composta.

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