Oggi: martedì 22 luglio 2014 » S. Maria Maddalena
Giorno per giorno i profili di miti e personaggi famosi che si sono meritati un posto nella storia

Anthony Hopkins

Classe cannibalesca

Commenta

Philip Anthony Hopkins è nato il 31 dicembre 1937 a Port Talbot, nella contea di West Glamorgan (Galles), figlio unico di Richard Arthur e Muriel.

Sanguigno di natura, straordinariamente controllato quando occorre: sempre bravissimo. Un veterano che ha conquistato il mondo con la sua interpretazione di uno psicanalista cannibale.

Gallese fino in fondo, nel bene e nel male. Di un'intelligenza addirittura feroce, irrobustita da una determinazione d'acciaio che gli fa affrontare il cinema a testa bassa. Piegandosi forse. Ma mai spezzandosi. Ed è lunatico.

Meglio stargli alla larga quando fa i conti con se stesso schiumando rabbia

solitaria per poi ammettere d'aver commesso un errore. Perche' anche i gallesi possono sbagliare: Anthony Hopkins se n'e' accorto 25 anni fa, quando dovette scegliere se continuare a suicidarsi con l'alcol o mollare il colpo. Ha buttato la bottiglia e ha salvato in extremis la carriera.

Se non lo avesse fatto ci saremmo persi, nel 1991, lo spettacolo del morsicatore seriale Hannibal Lecter: come lui geniale, umorale, vulnerabile. Hopkins ha scelto di diventare attore per reazione: gli era bastato e avanzato fare il bambino "deficiente, pidocchioso e asociale" sono parole sue - ai tempi della Cowbridge Grammar School. Occorrevano attributi gallesi per diventare grande, e il palco sarebbe stato meglio di una seduta dall'analista.

Allora frequenta il Welsh College of Music and Drama di Cardiff, nel 1961 si aggiudica una borsa di studio per la Royal Academy of Dramatic Art di Londra, nel 1963 entra nel Phoenix Teather, a Leicester, e nel 1965 raccoglie i meritati applausi all'Old Vic londinese.

Il battesimo del grande schermo arriva nel 1968, quando ne "Il leone d'inverno" indossa i panni di Riccardo Plantageneto.

Poi alterna poco cinema (ricordiamo "The elephant man", 1980, di David Lynch e "Il Bounty", 1984) e tanti telefilm, sino al botto con "Il silenzio degli innocenti". L'improvvisa, cannibalesca notorieta' è una salutare sferzata che gli fa dare il meglio di se' in pellicole dalle suggestioni viscontiane ("Casa Howard", 1992; "Quel che resta del giorno", 1993) e nei film biografici ("Nixon", 1995; "Surviving Ricasso", 1996).

Come non citare alcuni suoi blitz spettacolari: da "La maschera di Zorro" (1998) a "Mission:Impossible 2" (2000). Distrazioni? No, allenamenti per non trovarsi impreparato al nuovo appuntamento fiorentino con Hannibal, the Cannibal del 2000.

Dello stesso anno è anche "Titus", rappresentazione cinematografica della commedia "Tito Andronico" di Shakespeare; del 2001 "Cuori in Atlandide" che riscuote un discreto successo e "The Devil and Daniel Webster", mai uscito nelle sale, prima per mancanza di fondi per completarlo, dopo perchè diventato prova in una causa giuridica.

Anche il 2002 vede Hopkins alla ribalta; escono "Bad Company - Protocollo Praga", film d'azione che lo vede nel ruolo di un'agente della CIA, impegnato nel recupero di un ordigno nucleare e "Red Dragon", primo film della trilogia che ha per protagonista lo psichiatra antropofago piu' famoso della storia del cinema.

Anche se Hopkins deve l'Oscar alla sua interpretazione di Hannibal ne "Il silenzio degli innocenti", dichiara: "Per favore, andate pure a vedere "Red Dragon", ma non chiamatemi Hannibal Lecter. In comune abbiamo pochissimo: lui ama il sangue come Dracula, io i miei due pianoforti, lui e' estremamente intelligente, io sono un ex ragazzo di campagna, che predilige guardare le stelle con il mio prezioso telescopio, suonare i preludi di Chopin, passeggiare da solo in riva al Pacifico".

Dobbiamo attendere la fine del 2003 per poter vedere "La macchia umana" (The Human Stain), pellicola che lo vede accanto alla bellissima e bravissima Nicole Kidman; qui Hopkins interpreta il professor Coleman Silk, che allontanato dall'incarico per un'insulsa accusa di razzismo, si lega a Faunia (la Kidman), giovane donna delle pulizie segnata da una tragica esperienza. Solo a lei sapra' rivelare il suo segreto.

Anthony Hopkins non può proprio star fermo; il 2004 lo vedrà protagonista di "Proof" nella parte di un matematico che ha per figlia Gwyneth Paltrow e prendere parte al colossal "Alexander" (Oliver Stone), uno dei film piu' attesi della prossima stagione.

Il 12 aprile del 2000 ha ottenuto la cittadinanza statunitense ma gli è stato consentito di mantenere i titoli di Cavaliere britannico e di Sir.

Dopo essersi sposato nel 1968 con Petronella Barker (dalla quale ha avuto una figlia, Abigail) è nuovamente convolato a nozze nel 1973 con Jennifer Ann Lynton. Nel 2002 ha divorziato dalla Lynton per sposare nel marzo 2003 l'antiquaria Stella Arroyave.

Video Anthony Hopkins

Testo originale a cura di Erika Mori

Ultimo aggiornamento: 31/12/2013
Altre frasi di Anthony Hopkins Foto di Anthony Hopkins

Accadde oggi

22 luglio 1991
Viene arrestato Jeffrey Dahmer, uno dei serial killer più noti degli Stati Uniti: nel suo appartamento di Milwaukee (Wisconsin) vengono ritrovati i resti di 11 persone.
Leggi l'articolo:
Jeffrey Dahmer

Ha detto:

«Non c'è blu senza il giallo e senza l'arancione.»
Vincent_van_Gogh
Testo di Stefano Moraschini