Biografie

Ultimi commenti alle biografie - pagina 10

Giovedì 14 settembre 2017 00:00:25 Per: Mario Lanza

Proprio la settimana scorsa in una trasmissione musicale RAI si sono risentite tante lodi sulle doti di Pavarotti... Mario Lanza invece sembra non sia mai esistito!

Mercoledì 13 settembre 2017 17:14:49 Per: Diego Della Valle

Buonasera Sig. Diego Della Valle, oggi durante break pranzo l'ho vista casualmente in libreria a Milano. Volevo complimentarmi con lei per l'ottimo lavoro che fa per gli italiani e l'Italia ma non ho voluto disturbare. Cordialità. Simonetta da Milano

Mercoledì 13 settembre 2017 14:45:36 Per: Ermal Meta

Apprezzo stimo seguo Ermal e lo considero ai giorni nostri il più completo autore cantante e cantautore, avendo una preparazione musicale da sempre che si sente, un amore anche per le parole che entrano dentro nonchè una capacità vocale notevole. Non voglio essere patetica ma solo ancora sincera nel sottolineare che
potrei avere l'età di sua madre ma quando l'ho visto ad un recente concerto mi sono vista e sentita come una ragazza paradiso.

Mercoledì 13 settembre 2017 14:17:50 Per: John McEnroe

dopo aver letto soltanto le prime tre righe ho smesso per tutte le baggianate che sono scritte, addirittura che ha battuto Connors in semifinale a 18 anni quando invece lo battè a 21 nell'80 mentre a 18 perse in semifinale con Connors.

Mercoledì 13 settembre 2017 12:26:59 Per: Adolf Hitler

Tra tutte le biografie, questa è la più faziosa e pessima che abbia mai letto. Non siete super partes e questo basta ad estromettervi dal vostro lavoro svolto tra l'altro in maniera al quanto discutibile. Tanto per cominciare: il Mein Kampf può essere anche un semplice manifesto, ma definirlo orrendo mi pare troppo semplicistico, e tra l'altro non è semplice nazionalismo quello che viene trattato in esso, ma patriottismo dinastico, il che è molto diverso. Per quanto riguarda il resto, potrete anche criticare l'uomo, ma Adolf Hitler rimane e rimarrà ad ogni modo la più grande personalità e il più grande statista del secolo scorso, a vostro malincuore.

Mercoledì 13 settembre 2017 12:23:49 Per: Lou von Salomé

Biografia utile e sufficientemente dettagliata per suscitare il desiderio di un ulteriore approfondimento della personalitá di una donna veramente fuori dal comune.

Martedì 12 settembre 2017 15:08:48 Per: Corrado Formigli

Gentile Dott. Corrado, innanzitutto, in bocca al lupo per la sua trasmissione che presto si ri/avvierà.
All'inizio di questo anno, le chiedo di rendere pubblico il mio pensiero, nei limiti delle sue attività.
Con cordialità

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IL PENSIERO DI UNA DONNA AFRICANA

“Il governo libico detiene arbitrariamente i migranti in condizioni vicine alla tortura, li espelle abbandonandoli nel deserto, li cattura in gruppi attraverso retate che incitano alla xenofobia in tutto il paese. L’Unione europea, col governo italiano come tramite, continua a delegare alla Libia una parte importante del controllo della sua frontiera mediterranea, incurante dei metodi adoperati per adempiere a questo mandato”, intervista a Silja klepp, ricercatrice in antropologia culturale presso l’Università di Lipsia, Redazione Melting Pot, 17 maggio 2017.

Tali situazioni sono, oramai, a conoscenza di un numero altissimo di individui e trovo che non si possa fare finta. Hanno parlato gli Operatori umanitari, i rappresentanti delle varie agenzie (ad esempio i Medici senza frontiere, Emergency, etc.), Unicef, Acnur, Oim e molti altri organismi nazionali ed internazionali. noti giornalisti hanno documentato e raccontato i fatti. Essi hanno denunciato lo sfruttamento, la riduzione in schiavitù che le persone sono costrette a vivere, le violenze inumane di ogni tipo in cui, i cittadini africani sono costretti a subire. Voci autorevoli parlano di vere torture e dal ripetersi degli stupri sulle donne e dei bambini.

Domando: a quante coscienze toccano gli episodi sopra descritti?

In qualità di persona umana, di donna, di donna migrante, ma, soprattutto, in qualità di donna africana, non solo rifiuto tali trattamenti, ma, appello vivamente alle coscienze di coloro che hanno il potere di porre fine ai lager dei nostri giorni. Non è tollerabile che in nome della Sicurezza propria, ci si metta a rischio la vita degli altri. Quello che sta accadendo, non è condivisibile in alcun modo, anche se sento i ripetuti plausi dalle varie parti.

Mi rammarica molto che tutto l’intervento, sia promosso dal governo, avente come maggioranza, il partito in cui io mi sono iscritta da anni. Certamente, continuerò leale verso il Partito Democratico, ma, al PD chiedo di rivedere la sua politica sull’immigrazione. Non è concepibile, oggi, la “sottoscrizione” di costruzione di fortezze e lo dico, perché, sono sempre più convinta che esistono i muri alzati con le pietre e altri costruiti a livello mentale e teorico, messi di seguito in pratico con delle azioni che fanno rabbrividire.

L’Africa si trova costretta, a vedere espatriare i suoi figli e le ragioni sono tante e sono a conoscenza di Tutti, ovvero della intera Umanità. Tante sono le cause che hanno provocato le situazioni in cui, i cittadini africani sono obbligati a vivere, ancora oggi: partendo dagli errori commessi durante la colonizzazione dell’intero continente, per passare agli attuali sfruttamenti, senza dispensare i governati locali della loro responsabilità.

La povertà non è una colpa, mentre le guerre, i conflitti, etc., sono provocate, in modo particolare, dalle vendite delle armi ed io non posso che appellare, di porre fine a tali vendite. Questo consentirebbe, almeno, la riduzione delle continue le stragi in cui, siamo costretti ad assistere e, di sicuro, ad un minore spostamento per chi è costretto a scappare dalla propria Terra.

Confesso, in tutto questo, che io non desidero e né voglio continuare ad essere “spettatrice” di simili spettacoli, per non dire dagli orrori commessi, anzi, li rifiuto. Il nostro Pianeta non ha fatto nulla per meritare le tante ingiustizie, men che meno il mio Continente, il quale viene massacrato da secoli.

Trovo anche che ripetersi che sia avvenuta una diminuzione degli sbarchi, è senz’altro un bene per l’Italia e per l’Europa, però, se tutto ciò continua a lasciare a rischio la vita di chi scappa dai conflitti, dalla povertà e dalla miseria, domando: che significato ha?
Anch’io auspico una situazione di sicurezza all’Italia, Paese in cui, vivo da decenni, ma consentitemi, di lasciare un appello che si traduce nelle seguenti parole: con il protagonismo dell’Africano. Andiamo a ri/costruire l’Africa. Sì, tracciamo un piano che veda il coinvolgimento dei cittadini africani, piano che non solo dovrà indicare quali siano le vere esigenze di quei popoli e non i piani fatti a tavolino che, molto spesso, si traduce in: portiamo a loro ciò che abbiamo pensato, li possano servire.

A fronte di tutto ciò, trovo che per raggiungere un buon esito, necessitano fare dei passaggi con chi dà certezza, con chi è in grado di rispettare la Persona e parlo di certezza, perché, le immagini che arrivino dalla Libia, non mi convincono, anzi, esse causano in me una grande preoccupazione. Tali immagini sono sotto gli occhi di tutti e sono sotto i nostri occhi, quotidianamente!

Notizie varie riportano dei contenuti su quanto l’Italia, voglia fare a favore per il continente africano e una delle frasi bollate sui vari mezzi di comunicazione è stato ed è tuttora: “aiutiamoli a casa loro”. Voglio sperare che tutto sia impostato da una nuova strategia per la quale, si intravveda il protagonismo dell’africano, All’interno di ogni piano di cui, si intende implementare in Africa, non può continuare a veder l’esclusione dei suoi figli e lo dico, perché sono certa che, finché l’idea è quella di portare alle popolazioni africane degli aiuti (che non metto in dubbio i buoni propositi), il rischio è di non rispondere alle necessità dei popoli africani.

In passato, ci sono stati effettuati molti interventi in Africa, ma, io dico spesso: anziché aver costruito scuole, ospedali, assieme agli scavi dei pozzi d’acqua, molti si sono limitati a questo ultimo e chiedo: non era e non è importante che gli africani conoscano/conoscessero le tecniche per cercare l’acqua (elemento vitale per ogni essere umano)?

Avviandomi al termine di questo mio pensiero, aggiungo che si ha la necessità di tracciare una analisi che rispecchia e/o fotografa i l Continente africano: partendo dal suo passato storico, leggendo il suo presente, per poter proiettare il futuro con il mio auspicio che si tratti di un futuro migliore e differente del passato. Sono convinta che ciò consentirà una vita migliore ai figli di quelle terre.

Auguro che ci saranno degli interventi, prospettati per la Gente Africana, pensati con la Gente africana e che non siano limitati ed esclusivi ad invii di “aiuti”. Termino, dicendo che a fronte di un primo impatto esso potrà sembrare risolutivo e cioè il voler “sfamare” i Popoli, ma a lungo andare i risultati di tali progetti, potranno svanire, in aria, come una “bolla di sapone”.

Ed infine, dico che le tante denunce (come quelle sopracitate), mi rinfrancano ed auspico che esse riescano a smuovere i tanti cuori umani. Credere di fermare lo spostamento degli uomini (fatto naturale), è di per sé una impresa non facile. Bisogna, dunque, trovare soluzioni migliori, collaborando e confrontando con chi renda possibile la garanzia del Diritto dell’Uomo e laddove venga garantito tutelata la vita della Persona e non viceversa, mettendola a repentaglio.

Maria José Mendes Évora Roma, 12 settembre 2017

Martedì 12 settembre 2017 15:03:26 Per: Massimo Giannini

Gentile Dott. Giannini, buonasera. Le righe che le invio, sintetizzano la mia preoccupazione e sarei felice se lei potesse renderle pubbliche.
Con gratitudine:
IL PENSIERO DI UNA DONNA AFRICANA

“Il governo libico detiene arbitrariamente i migranti in condizioni vicine alla tortura, li espelle abbandonandoli nel deserto, li cattura in gruppi attraverso retate che incitano alla xenofobia in tutto il paese. L’Unione europea, col governo italiano come tramite, continua a delegare alla Libia una parte importante del controllo della sua frontiera mediterranea, incurante dei metodi adoperati per adempiere a questo mandato”, intervista a Silja klepp, ricercatrice in antropologia culturale presso l’Università di Lipsia, Redazione Melting Pot, 17 maggio 2017.

Tali situazioni sono, oramai, a conoscenza di un numero altissimo di individui e trovo che non si possa fare finta. Hanno parlato gli Operatori umanitari, i rappresentanti delle varie agenzie (ad esempio i Medici senza frontiere, Emergency, etc.), Unicef, Acnur, Oim e molti altri organismi nazionali ed internazionali. noti giornalisti hanno documentato e raccontato i fatti. Essi hanno denunciato lo sfruttamento, la riduzione in schiavitù che le persone sono costrette a vivere, le violenze inumane di ogni tipo in cui, i cittadini africani sono costretti a subire. Voci autorevoli parlano di vere torture e dal ripetersi degli stupri sulle donne e dei bambini.

Domando: a quante coscienze toccano gli episodi sopra descritti?

In qualità di persona umana, di donna, di donna migrante, ma, soprattutto, in qualità di donna africana, non solo rifiuto tali trattamenti, ma, appello vivamente alle coscienze di coloro che hanno il potere di porre fine ai lager dei nostri giorni. Non è tollerabile che in nome della Sicurezza propria, ci si metta a rischio la vita degli altri. Quello che sta accadendo, non è condivisibile in alcun modo, anche se sento i ripetuti plausi dalle varie parti.

Mi rammarica molto che tutto l’intervento, sia promosso dal governo, avente come maggioranza, il partito in cui io mi sono iscritta da anni. Certamente, continuerò leale verso il Partito Democratico, ma, al PD chiedo di rivedere la sua politica sull’immigrazione. Non è concepibile, oggi, la “sottoscrizione” di costruzione di fortezze e lo dico, perché, sono sempre più convinta che esistono i muri alzati con le pietre e altri costruiti a livello mentale e teorico, messi di seguito in pratico con delle azioni che fanno rabbrividire.

L’Africa si trova costretta, a vedere espatriare i suoi figli e le ragioni sono tante e sono a conoscenza di Tutti, ovvero della intera Umanità. Tante sono le cause che hanno provocato le situazioni in cui, i cittadini africani sono obbligati a vivere, ancora oggi: partendo dagli errori commessi durante la colonizzazione dell’intero continente, per passare agli attuali sfruttamenti, senza dispensare i governati locali della loro responsabilità.

La povertà non è una colpa, mentre le guerre, i conflitti, etc., sono provocate, in modo particolare, dalle vendite delle armi ed io non posso che appellare, di porre fine a tali vendite. Questo consentirebbe, almeno, la riduzione delle continue le stragi in cui, siamo costretti ad assistere e, di sicuro, ad un minore spostamento per chi è costretto a scappare dalla propria Terra.

Confesso, in tutto questo, che io non desidero e né voglio continuare ad essere “spettatrice” di simili spettacoli, per non dire dagli orrori commessi, anzi, li rifiuto. Il nostro Pianeta non ha fatto nulla per meritare le tante ingiustizie, men che meno il mio Continente, il quale viene massacrato da secoli.

Trovo anche che ripetersi che sia avvenuta una diminuzione degli sbarchi, è senz’altro un bene per l’Italia e per l’Europa, però, se tutto ciò continua a lasciare a rischio la vita di chi scappa dai conflitti, dalla povertà e dalla miseria, domando: che significato ha?
Anch’io auspico una situazione di sicurezza all’Italia, Paese in cui, vivo da decenni, ma consentitemi, di lasciare un appello che si traduce nelle seguenti parole: con il protagonismo dell’Africano. Andiamo a ri/costruire l’Africa. Sì, tracciamo un piano che veda il coinvolgimento dei cittadini africani, piano che non solo dovrà indicare quali siano le vere esigenze di quei popoli e non i piani fatti a tavolino che, molto spesso, si traduce in: portiamo a loro ciò che abbiamo pensato, li possano servire.

A fronte di tutto ciò, trovo che per raggiungere un buon esito, necessitano fare dei passaggi con chi dà certezza, con chi è in grado di rispettare la Persona e parlo di certezza, perché, le immagini che arrivino dalla Libia, non mi convincono, anzi, esse causano in me una grande preoccupazione. Tali immagini sono sotto gli occhi di tutti e sono sotto i nostri occhi, quotidianamente!

Notizie varie riportano dei contenuti su quanto l’Italia, voglia fare a favore per il continente africano e una delle frasi bollate sui vari mezzi di comunicazione è stato ed è tuttora: “aiutiamoli a casa loro”. Voglio sperare che tutto sia impostato da una nuova strategia per la quale, si intravveda il protagonismo dell’africano, All’interno di ogni piano di cui, si intende implementare in Africa, non può continuare a veder l’esclusione dei suoi figli e lo dico, perché sono certa che, finché l’idea è quella di portare alle popolazioni africane degli aiuti (che non metto in dubbio i buoni propositi), il rischio è di non rispondere alle necessità dei popoli africani.

In passato, ci sono stati effettuati molti interventi in Africa, ma, io dico spesso: anziché aver costruito scuole, ospedali, assieme agli scavi dei pozzi d’acqua, molti si sono limitati a questo ultimo e chiedo: non era e non è importante che gli africani conoscano/conoscessero le tecniche per cercare l’acqua (elemento vitale per ogni essere umano)?

Avviandomi al termine di questo mio pensiero, aggiungo che si ha la necessità di tracciare una analisi che rispecchia e/o fotografa i l Continente africano: partendo dal suo passato storico, leggendo il suo presente, per poter proiettare il futuro con il mio auspicio che si tratti di un futuro migliore e differente del passato. Sono convinta che ciò consentirà una vita migliore ai figli di quelle terre.

Auguro che ci saranno degli interventi, prospettati per la Gente Africana, pensati con la Gente africana e che non siano limitati ed esclusivi ad invii di “aiuti”. Termino, dicendo che a fronte di un primo impatto esso potrà sembrare risolutivo e cioè il voler “sfamare” i Popoli, ma a lungo andare i risultati di tali progetti, potranno svanire, in aria, come una “bolla di sapone”.

Ed infine, dico che le tante denunce (come quelle sopracitate), mi rinfrancano ed auspico che esse riescano a smuovere i tanti cuori umani. Credere di fermare lo spostamento degli uomini (fatto naturale), è di per sé una impresa non facile. Bisogna, dunque, trovare soluzioni migliori, collaborando e confrontando con chi renda possibile la garanzia del Diritto dell’Uomo e laddove venga garantito tutelata la vita della Persona e non viceversa, mettendola a repentaglio.

Maria José Mendes Évora Roma, 12 settembre 2017

Sabato 9 settembre 2017 10:12:45 Per: Jack London

non so se è stato riaperto il confronto,in Italia, su questo autore. Se non è stato fatto ancora lo auspico e mi piacerfebbe parteciparvi.

Gravante Pasquale
via S. Giaquinto 1
81100 caserta

Venerdì 8 settembre 2017 21:34:56 Per: Maria De Filippi

Sono totalmente d'accordo con la signora Giuliana Antonioli riguardo all'opinionista Tina che andrebbe tolta dalprogramma.