Ultimi commenti alle biografie - pagina 3340

Sabato 28 marzo 2020 14:27:08 Per: Massimo Gramellini

#DALLAPARTEDEIBAMBINI

L’11 febbraio 2020 leggevo distrattamente il seguente articolo sulla diminuzione delle nascite in Italia https://www. repubblica. it/economia/2020/02/11/ news/istat_117_mila_italiani_in_meno_poche_nascite _e_il_ricambio_naturale_piu_basso_ in_oltre_un_secolo-248308363/
e pensavo alla mancanza di incentivi per le famiglie, i costi alti degli asili nido, precarietà del lavoro, mancanza di strutture dell’infanzia, reddito basso … insomma nulla di nuovo sotto il sole.

Dopo pochi giorni è arrivata l’emergenza Corona virus ed ho iniziato, come tutti credo, a leggere ed informarmi rispetto alla possibile (poi diventata concreta) pandemia.
Nei primi giorni di smarrimento ho provato a cercare ovunque (media, social, siti …) qualcuno che parlasse dei bambini, qualche documento che li nominasse, qualche decreto che li evidenziasse. Non trovando nulla giustificavo il fatto immaginando che fossero altre le emergenze da affrontare e che, una volta chiuse le scuole, la nostra preziosa infanzia fosse stata messa al sicuro.

La mia vita personale (con 3 figli dai 5 ai 10 anni) e la mia vita professionale (in una cooperativa sociale che si occupa di minorenni e giovani) mi ha portato anche nei giorni successivi ad intestardirmi nella mia ricerca. Nessuno parlava dei bambini! Erano come scomparsi dalle categorie possibili di umanità, svaniti.
Si parlava naturalmente di ammalati, anziani, cittadini, medici, infermieri, commercianti, lavoratori, sportivi, calciatori, politici, contagiati, contaminati, asintomatici, camminatori, disobbedienti, runner, cani e padroni di cani … l’elenco potrebbe continuare per pagine … ma nulla sui bambini.

Spulciando meglio ho trovato alcuni articoli preziosi ed interessanti
https://www. wired. it/attualita/scuola/ 2020/03/17/coronavirus- emergenza-conseguenze-bambini/
https://www. ilfattoquotidiano. it/ 2020/03/23/coronavirus-se-puoi- portare-fuori-il-cane-ma-non-i-tuoi-figli/5744711/
http://www. vita. it/it/article/ 2020/03/22/ci-vuole-subito- un-decretobambini/154600/

Voci coraggiose, seppur rare, che giustamente invocano diritti per questa infanzia dimenticata ai tempi del Corona virus. In particolare per le migliaia di bambini e bambine, ragazzi e ragazze in situazioni difficili che stanno pagando a caro prezzo questo isolamento.

Ma la cosa che mi ha lasciato più di stucco in queste settimane è stata la completa assenza della categoria “infanzia” dai decreti governativi e dalle pagine dei media. Si sono lette specifiche sulle cose da poter o da non poter fare citando numerosissime categorie di persone, ma sull’infanzia non si è spesa una parola. Un neonato può essere portato a passeggiare? Fratelli e sorelle possono andare sotto casa a giocare? E in cortile? E i bambini che non hanno un cortile o un giardino, quelli che sotto casa hanno la tangenziale, quelli che non hanno un terrazzino? Quelli che vivono in 6 in 3 stanze? … anche in questo caso l’elenco potrebbe essere lunghissimo.
Mi sarebbe piaciuto leggere in un decreto o in un’ordinanza disposizioni dedicate all’infanzia: “una mamma o un papà con un neonato di tot. anni può passeggiare a tot. distanza dalla propria abitazione”, “i bambini possono stare all’aria aperta nei dintorni della propria abitazione” o anche “i bambini non possono uscire da casa se non …” “i bambini devono stare a distanza di tot … dalla propria abitazione” …
Magari accanto alle notizie sui droni, sui cittadini delatori, sugli insulti a chi esce di casa, sull’invocare i manganelli … avremmo potuto leggere qualcosa sui bambini ed affrontare le giornate con maggiore speranza nel futuro e nell’umanità.
Finora non è accaduto, ma non dispero possa capitare nei prossimi giorni.

Poveri bambini.
Essere ignorati è peggio che essere bistrattati o incompresi o criticati. Essere ignorati vuol dire essere dimenticati, non essere considerati nelle categorie dell’umano, essere attaccati rispetto allo stesso diritto di esistere.
Dopo questa pandemia guarderò alla denatalità in Italia con occhi nuovi. Forse il problema non sta nella carenza di servizi dedicati all’infanzia, nel reddito basso … forse in questa Italia che produce beni ed intolleranza, individualismo e diseguaglianza, odio e rancore, forse in un’Italia così i bambini non ci vogliono proprio più nascere.

https://www. wumingfoundation. com/giap/2020/03/ bambini-scomparsi-coronavirus/

Da: Riccardo Nardelli

Sabato 28 marzo 2020 14:21:03 Per: Carlo Calenda

Buon giorno Carlo e scusi la confidenza. Ho avuto modo di ascoltare ed apprezzare i contenuti e la competenza di alcune interviste televisive. Idee chiare pratiche e concrete. Si faccia avanti si faccia ascoltare da conte entri come consulente per risolvere il tema della cassa integrazione e degli aiuti ad imprese lavoratori e PIVA. Persone come lei sono una risorsa che questo paese deve impiegare in momenti come questo. Chiami Mattarella scalpiti si faccia promotore. Abbiamo bisogno delle sue competenze. Mi dica se nel mio piccolo posso fare qualche cosa... scivere a qualcuno... Grazie.

Lorenzo

Da: Lorenzo Venturini

Sabato 28 marzo 2020 14:14:01 Per: Matteo Salvini

Caro Senatore, sono un suo ammiratore ed elettore. Il D. L. n. 18 del 17 Marzo 2020 ha previsto la detrazione fiscale del 60% dell'affitto dei negozi C/1 chiusi a favore degli inquilini che pagano l'affitto dando per scontato che tutti paghino l'affitto.. Quasi tutti per non dire tutti hanno inviato o stanno inviando lettere ai proprietari con cui comunicano l'intenzione di non pagare l'affitto per il fatto di essere chiusi e per tutto il periodo di inattività. Ai proprietari cosa viene concesso? quello di perdere il reddito e di pagare le imposte sul non riscosso oltre l'IMU e la Tasi. ?
Orbene Le chiedo di attivarsi al fine di far concedere nei prossimi decreti provvidenze sostanziose a favore dei proprietari che stanno perdendo tutto il loro reddito. Tutti dobbiamo vivere o morire! !
La saluto cordialmente e la ringrazio. Amerigo Grillo da Roma

Da: Amerigo Grillo

Sabato 28 marzo 2020 14:10:21 Per: Maria De Filippi

Ciao maria voglio dirti ke la tua corretteaa è risaputa però nella puntata di ieri sera e qualke volta anke nelle altre sei risultata molto imparziale, premetto ke x me i ragazzi sono tutti uguali, ma sembra ke x te non sia così. ieri hai pronunciato il nome gaya da 15 a 20 volte rivolgendoti sempre a lei x delle opinioni. e gli altri ragazzi ki sono non è giusto come ti comporti, allora x te non sono tutti uguali o forse gaya è di già vincitrice. rivediti le puntate e ti renderai conto ripeto i ragazzi sono tutti uguali ma sembra ke x te non sia cosi. scusa questo mio sfogo ma loreputo corretto, un caro saluto

Da: Giorgio Migliavacca

Sabato 28 marzo 2020 13:59:20 Per: Enrico Mentana

Caro Direttore, forse ricorderà la storia del film Wall-E, l’omonimo robot incaricato di ripulire un mondo mortalmente contaminato mentre il resto dell’umanità attende sulle astronavi, che navigano nello spazio, di poter fare ritorno sulla terra finalmente purificata. Quell’umanità col passare del tempo (circa 700 anni) è diventata, dopo tanta inattività e tanto ottundimento, obesa e incapace di ogni di azione, condannata a trascorrere il suo tempo di indefinita quarantena davanti ad uno schermo.
Dal mio piccolissimo osservatorio avverto il brivido di una sindrome da Wall-E e mi interrogo, fuor di metafora, su quale può essere la mia utilità di attuale e prossimo inutile, mantenuto da quelli che ora ripuliscono e ripuliranno la terra per farmi tornare, forse.
E se questa condizione, con una serie di declinazioni diversamente articolate nel corso del tempo diventasse inevitabile per la nostra sopravvivenza? Immaginiamo, ad esempio, che possano essere le donne under 60, (o solo i giovani under 25) per ora misteriosamente più resistenti, a poter garantire l’ingrasso digitale di tutti gli altri?
Già durante l’ultima guerra per le donne fu così, ma in forma rovesciata: all’interno, nelle fabbriche, negli uffici, negli ospedali, le donne; all’esterno gli uomini, al fronte. Erano dunque per lo più le donne ad assicurare armi, e rifornimenti, e cure, per la salvezza e per la fine del conflitto.
Quale sarà il posto allora delle categorie cosiddette “a rischio” nel prossimo futuro? Quale potrà essere l’utilità, come fin’ora possiamo averla considerata, del mio diventare inutile a 50 anni?
Sarò capace di ridisegnare il mio posto, il mio compito nel mondo prossimo?
Diventa sempre più chiaro, ammesso che non lo fosse già da tempo, che dovremo abituarci a vivere in una condizione di emergenza senza attribuirle date di inizio e fine possibile. E soprattutto dovremo essere in grado di rubricarla e digerirla come una normalità. Accanto allora al ridisegno di un impianto sociale planetario ci sarà urgente bisogno di un rimodellamento del nostro statuto cognitivo non solo per imparare a convivere, per tutto il tempo necessario, in un “deserto del reale”, ma per modellare nuovi strumenti di scambio affettivo, di apprendimento, di riflessione e del fare, che non impoveriscano il nostro essere sociali.
Quanto potrà funzionare uno stadio di puro ingrasso digitale, pur con alcuni innegabili vantaggi, senza condurci ad una obesità morale, etica, affettiva irreversibile? Cosa implicherà muoversi da uomini e donne “mascherati”, o non muoversi affatto? O sapere che saremo sempre estranei l’uno all’altra, portatori insani di qualche cosa di sconosciuto.
Se non vogliamo semplicemente accettare tutto come una palingenesi penso che dobbiamo, a partire dagli attuali “inutili” come me, cominciare a riflettere molto su quale potrà e vorrà essere il nostro modo di essere.
Dubito che ora queste proposte saranno anticipate dalla politica e dell’economia. E credo che pur nel loro straordinario lavoro e sacrificio sia pericoloso consegnare solo alla scienza le chiavi del nostro futuro.
Tutti auspicano la costituzione di una “intelligenza collettiva”. Non è certo un’idea nuova e nel tempo sembra sia stata svilita o depauperata, forse perché abbiamo trascurato di costruirla, persona dopo persona, con pazienza, a volte con dolore e qualche entusiasmo.
Si dice che manchino i maestri per agevolare questo processo. Io non credo, occorre saperli cercare (anche tra modelli di comportamento apparentemente non umani, le piante per esempio) e convincerli ad insegnare e educare. In caso contrario vogliamo davvero consolarci in un mondo di strepitosi tutorials e app. ?
Pensiamo che la capacità di adattamento ci venga sempre in soccorso portandoci a scambiare la qualità della vita con l’imperativo della sopravvivenza?
Nell’ordinamento romano l’istituto dell’esilio comportava il riconoscimento di una pena da scontare: si era riconosciuti come una minaccia e pertanto allontanati dalla vita pubblica. E se fosse la vita pubblica un giorno a diventare una minaccia? Quante isole dovremo abitare, o creare artificialmente, in esilio, per salvarci?
Grazie, un caro saluto e buon lavoro a tutti Voi

Da: Gian Marco De Maria

Sabato 28 marzo 2020 13:53:49 Per: Barbara D'Urso

Ciao Barbara, sono giustamente in casa in questo terribile momento. pongo la domanda agli esperti: la primavera è arrivata (bellissima la poesia che hai letto).
ho 65 anni e ho un giardino da coltivare ma mi hanno messo un dubbio:
ci viene detto di stare in casa ma il giardino posso coltivarlo o anche la terra stessa ha bisogno di non essere coltivata/seminata? ?
grazie ancora per i tuoi servizi

Da: Rita

Sabato 28 marzo 2020 13:19:53 Per: Baby K

Ciao Baby k sono Eva e sto usando il profilo del mio papà. Ho sette anni e vivo a Pescara ma sono nata a Roma. Sono una tua grandissima fan e mi piacerebbe chiacchierare un po’ con te. Se vuoi rispondi. Ti adoro ti voglio un sacco di bene un bacione enorme.

Da: Eva

Sabato 28 marzo 2020 13:07:07 Per: Matteo Renzi

Mi vergogno profondamente per lei. Fatico a commentare la sua stupidità e irresponsabilità dimostrata per l’ennesima volta. Lei non ama questo paese.

Da: Serena

Sabato 28 marzo 2020 13:07:01 Per: Alex Zanardi

Ciao Alex, ho sempre Ammirato la tua grande forza interiore e la tua capacità di fare della resilienza il tuo modus vivendi. Vengo al punto. Faccio parte della Croce Rossa del comitato di Bologna e, come puoi immaginare, per noi sono mesi di fuoco. Per fronteggiare questa grande emergenza stiamo impiegando tutte le risorse umane di cui disponiamo e, per far questo, abbiamo bisogno di quantità ingenti di DPI, che oltre ad essere di difficile reperimento, sono estremamente costosi. Ad oggi abbiamo stanziato una cifra pari all'acquisto di una nuova ambulanza attrezzata e siamo molto lontani dalla fine di questa emergenza. Ho deciso di provare a contattarti in prima persona, perché sento che potrei fare di più dei servizi che giornalmente svolgo. Abbiamo in essere due campagne di crowfunding per racimolare i fondi necessari all'acquisto di disinfettanti, mascherine FFP3, tute Covid e tutto quel che serve per essere operativi in sicurezza. Non chiedo denaro, ma so che un volto che la gente ama e rispetta fa tanto e potrebbe far decollare le nostre campagne fondi.
Puoi aiutarci per favore?
Grazie

Da: Marina Osti

Sabato 28 marzo 2020 13:00:21 Per: Giuseppe Conte

Caro presidente del consiglio vorrei porle una domanda. Sono papà di un bambino di 11 anni e disoccupato da più di un anno e mi trovo in gravi problemi finanziare e costretto a stare in casa per colpa dei tanti decreti fatti. Senza poter uscire per poter quadagnare una pagnotta di pane. Sono rimasto senza più niente ed il bambino chiede babbo quando mi compri una fettina di carne, gli rispondo sempre domani. Ma senza soldi perché lo stato ci ha abbandonato tra poco non posso nemmeno più garantire un piatto di pasta come dobbiamo fare. E da premettere che non ho nessun tipo di reddito, non prendo neanche il reddito di cittadinanza. Cordiali saluti e sperando di avere qualche aiuto.

Da: Ciro Di Napoli