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Léon Gambetta

Léon Gambetta
Léon Gambetta nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia «Il clericalismo? Ecco il nemico!»

Léon Gambetta nasce da padre genovese a Cahors (Francia) il 2 aprile 1838. Compiuti gli studi in legge ed avviatosi alla professione di avvocato, l'attrazione che la politica esercita su di lui lo porta, nel 1869, a pronunciare un pesante e coraggioso atto d'accusa contro l'impero di Napoleone III, prima di candidarsi ed essere eletto deputato di Parigi e Marsiglia. Alla Camera si propone con un programma concepito e formulato autonomamente, e gli eventi del 1870 sembrano dargli ragione. Oratore e scrittore d'eccezione, con la sua azione riesce a convincere una moltitudine di francesi della bontà delle tesi repubblicane, e diviene capo dell'opposizione.

Con la capitolazione di Sedan, nel 1870, egli prontamente annuncia la caduta del II impero ed, insieme a Jules Favre, il 4 settembre proclama la terza Repubblica ed entra nel nuovo governo di difesa nazionale come ministro dell'Interno. Per poter organizzare la resistenza nelle province contro i prussiani, ma non potendo uscire da Parigi perché assediata, escogita la spettacolare via di un pallone aerostatico grazie al quale riesce a lasciare la città.

Approda a Tours, dove si pone a capo di un governo dittatoriale dal quale, però, si dimette poco dopo per mancanza di comunione d'intenti con gli altri componenti. Infuriato per il trattato di pace che, nel 1871, la Francia conclude con la Prussia, e con il quale perde l'Alsazia-Lorena, si dimette dall'Assemblea nazionale e fonda un movimento per il recupero di quelle terre, creando gli slogan "Revanche" e "Pensarci sempre e non parlarne mai", espressioni che rimarranno a rappresentare l'ostilità francese verso i tedeschi fino alla prima guerra mondiale.

Rieletto deputato riprende le redini del partito repubblicano e riesce a mettere insieme tutte le forze della sinistra nella battaglia contro i tentativi di restaurazione monarchica e per la nuova Costituzione del 1875. Vinte le elezioni del 1876, pronuncia alla Camera uno dei suoi memorabili discorsi, la cui espressione più rappresentativa è: "Il clericalismo? Ecco il nemico!", dando con queste parole una poderosa spallata all'ormai traballante governo di Mac Mahon.

Anche grazie alla determinazione di Thiers, debella la Comune, smaschera i progetti di restaurazione monarchica del presidente della repubblica Mac Mahon imponendogli, nel 1879, la scelta "O sottomettersi o dimettersi"; Mac Mahon opterà per le dimissioni.

Presidente della Camera nel 1879 ed ancora nel 1881, il 14 settembre 1881 assurge alla presidenza del consiglio, dando vita ad un governo che vivrà forti contrasti nella messa a punto di una riforma elettorale e che per questo durerà soltanto 72 giorni, guadagnandosi la definizione ironica di "le Grand Ministère". Ritornato all'opposizione e pronto per ricominciare la battaglia per nuove affermazioni elettorali, in seguito ad una banale ferita d'arma da fuoco ad una mano perde la vita a Ville-d'Avray, il 31 dicembre 1882, ad appena 44 anni.

Grande statista, Leon Gambetta è riuscito ad ottenere elezioni democratiche con la presenza dei partiti politici ed ha dato un contributo fondamentale alla trasformazione della Francia in una Repubblica parlamentare anche se la sua politica, fortemente colonialista, è stata definita social-imperialistica. La Francia lo ha riscoperto dopo alcuni decenni dalla scomparsa ed ancora oggi lo considera un protagonista dell'epopea nazionale.

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