James Monroe

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Biografia Mosse sullo scacchiere internazionale

Il quinto presidente degli Stati Uniti d'America, James Monroe, nasce il 28 aprile 1758 da una famiglia di agricoltori benestanti, il padre è Spence Monroe, la madre è Elizabeth Jones. Nella sua famiglia lo zio Joseph Jones, celebre statista, milita in ambito politico partecipando anche come delegato della Virginia al Congresso Continentale del 1777.

Nella sua giovinezza il ragazzo frequenta la Campbelltown Academy e il College of William and Mary. Nel 1776 il giovane James lascia gli studi per partecipare alla guerra d'Indipendenza americana. Combatte in occasione di numerose battaglie con il grado di ufficiale americano.

Quattro anni dopo inizia a studiare diritto, avendo come maestro Thomas Jefferson, il quale nel frattempo ricopre la carica di governatore dello Stato della Virginia. Il giovane James fraternizza con Jefferson, il quale lo influenza con i suoi ideali nella carriera politica. Nel 1782 entra nel Parlamento dello Stato della Virginia, per poi entrare a far parte del Congresso Continentale, dove ricopre l'incarico assegnatogli per ben tre anni.

Nel 1787 Monroe non partecipa ai lavori della Convenzione per l'elaborazione di una Carta costituzionale, poiché dichiara che la nuova Costituzione avrebbe violato completamente tutti i diritti dei singoli Stati americani.

Lo Stato della Virginia comunque ratifica il Testo costituzionale e Monroe, dal 1790 al 1794, ricopre la carica di senatore, schierandosi con il partito democratico-repubblicano contro il partito federalista. Nel 1794, in veste di Ministro, James Monroe viene mandato dal Presidente George Washington in Francia. Il suo soggiorno in Europa dura due anni poiché richiamato dal governo americano a causa del suo atteggiamento troppo entusiasta nei confronti del sistema politico repubblicano francese. Dal 1799 al 1800 viene eletto Governatore della Virginia.

Durante la presidenza di Thomas Jefferson, ricopre ruoli politici molto importanti a livello nazionale. Tre anni dopo torna in Francia come Inviato straordinario, garantendo per gli Stati Uniti l'acquisto della Louisiana. In seguito è inviato a Londra come Ministro per cinque anni.

Sotto la presidenza del democratico-repubblicano James Madison dal 1811 al 1817 ricopre l'importante carica politica di Segretario di Stato, occupandosi della direzione della politica estera statunitense nei difficili anni della guerra anglo-americana.

Nel 1816 James Monroe viene eletto Presidente degli Stati Uniti (succede a James Madison), per poi essere riconfermato in seguito alle tornate elettorali che si tengono quattro anni dopo. I suoi mandati elettorali sono caratterizzati dall'elaborazione del Compromesso del Missouri e dalla celebre "Dottrina Monroe". Nel 1819, sotto la sua presidenza viene acquisita la Florida. Nel novembre del 1820 viene rieletto per il suo secondo mandato.

Il Compromesso di Missouri è un atto che è deciso sotto la sua presidenza per sancire l'ammissione dello Stato del Missouri, parte settentrionale della Louisiana, nell'Unione nel 1821. La Dottrina Monroe, enunciata dal Presidente durante il Congresso del 2 dicembre 1823, è uno degli elementi fondamentali della politica estera americana. Con essa viene resa nota la posizione americana in merito alla decisione di Francia e Spagna di arrestare il processo di indipendenza in atto in America Latina e del tentativo da parte della Russia di spingersi verso sud, oltre il proprio possedimento in Alaska.

La posizione americana è chiara, ovvero la non ingerenza del Paese negli affari europei e la ferma opposizione americana nel caso in cui Francia e Spagna cerchino di occupare gli Stati latino-americani, appena dichiaratisi indipendenti.

L'obiettivo principale della seguente linea di politica estera americana è quello di impedire agli Stati del Vecchio Continente europeo ogni forma di rivendicazione sull'area nord-occidentale dell'oceano Pacifico.

Nella Dottrina inoltre viene esplicitato che nel caso in cui gli Stati europei avessero attentato alla sovranità degli Stati americani con l'obiettivo di creare nuovi possedimenti coloniali, il governo americano non sarebbe rimasto immobile.

Finisce il suo mandato presidenziale nel 1825 e si ritira a vita privata. Il suo successore alla carica presidenziale è John Quincy Adams. James Monroe muore a New York il 4 luglio 1831, all'età di 73 anni.

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