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Gustave Le Bon

La folla e l'influenza sociale

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Gustave Le Bon

Nato a Nogent-le-Rotrou il 7 maggio 1841, lo psicologo sociale e sociologo Gustave Le Bon è noto particolarmente per la sua opera "La psicologia delle folle" nella quale indaga il comportamento delle masse, entrate allora prepotentemente tra gli attori della storia con gli sviluppi dell'industrializzazione e dell'urbanizzazione.

Applicando un paradigma di studio scientifico derivato dall'approccio clinico delle patologie mentali elaborato dal professor Charcot alla Salpétrière di Parigi, Le Bon utilizza i concetti di contagio e di suggestione per spiegare i meccanismi della folla che portano all'emergere dell'emotività, dell'istintualità e dell'inconscio altrimenti repressi negli individui dal controllo sociale ordinario.

L'approccio critico e negativo che sottolinea il carattere di minaccia e di distruzione dell'ordine sociale legato all'influenza della folla, segnerà per gran parte del secolo seguente gli studi successivi sul comportamento delle masse. Da Gabriel Tarde a Sigmund Freud, il modello di Le Bon viene ripreso per essere ampliato o modificato, ma il nocciolo centrale dell'influenza sociale della folla come esaltazione ed esplosione dell'inconscio e dell'irrazionalità non viene mai posto in discussione.

Successivamente, sarà l'opera di Blumer a riprendere il lavoro di Le Bon all'interno della sua ricerca tra media e pubblico, per dare vita ad una classificazione della folla che riconosce in essa diverse fenomenologie, nelle quali non sempre il carattere negativo di irrazionalità risulta essere centrale. E proprio all'interno della communication research relativamente agli effetti della comunicazione mediatica sul pubblico l'opera sulle folle conosce una nuova fase di attenzione.

L'interesse di Le Bon tuttavia non si esaurisce nello studio della psicologia della folla, ma si concentra anche sui comportamenti e sulla manipolazione della massa. Le sue idee in questo campo saranno un serbatoio di notevole importanza per i movimenti totalitari del secolo successivo. Inoltre la sua conoscenza spazia anche su differenti aree: dalle teorie sulla superiorità della razza a studi antropologici sull'evoluzione fino ad argomenti di scienza fisica.

Vista la formazione scolastica di carattere medica e antropologica, dopo alcuni viaggi in Asia e Nord Africa darà alle stampe un'opera, "Le leggi psicologiche dell'evoluzione dei popoli", che si inscrive in quel filone dell'antropologia e della sociologia (l'evoluzionismo sociale) che contrapponevano in una legge storica ed evolutiva la staticità delle società extra-europee rispetto all'evoluzione delle società moderne europee, sempre più complesse e differenziate.

Gustave Le Bon, oggi, è considerato uno dei primi esponenti di quell'insieme di teorie che sottolineano l'inconscio come momento critico nella formazione dell'azione sociale ed il suo contributo resta un caposaldo dello studio dei comportamenti collettivi e di massa.

Gustave Le Bon muore il 13 dicembre 1931 à Marnes-la-Coquette.

Tra le opere più note: "Les Lois psychologiques de l'évolution des peuples" (1894), "La psicologia delle folle" (1895).

Testo originale a cura di Manuel Antonini - Sociologia.tesionline.it

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Ultimo aggiornamento: 07/05/2008
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