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Friedrich Schelling

Friedrich Schelling
Friedrich Schelling nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia La fasi del pensiero

Friedrich Wilhelm Joseph von Schelling, o più semplicemente Friedrich Schelling, nasce a Leonberg, in Germania, il 27 gennaio del 1775. Grande filosofo, insieme con Fichte ed Hegel è considerato il padre dell'idealismo tedesco, autore di alcune delle opere di filosofia più importanti di sempre.

Il padre del giovane Schelling è un colto pastore protestante. Dell'infanzia del futuro filosofo si può ricordare soprattutto la sua straordinaria precocità intellettuale. Entro gli otto anni infatti il piccolo Friedrich è padrone delle lingue classiche, latino e greco. A quindici anni studia da teologo. Entro i venti anni elabora già un proprio pensiero filosofico, il quale si pone alla base di tutta la sua esperienza intellettuale di studioso e pensatore.

Entro il 1790, come detto, all'età di quindici anni, entra al Tübinger Stift, il famoso seminario di Tubinga, per seguire gli studi teologici. Qui instaura una grande amicizia con il poeta Friedrich Hölderlin e il futuro "collega" Georg W. F. Hegel.

Il nume ispiratore per il giovane studente di teologia è Fichte, che in questi anni ha già gettato i prodromi dell'idealismo. E poi c'è Kant, naturalmente, a cui fare riferimento. Intanto le notizie che arrivano dalla Francia rivoluzionaria finiscono anche per penetrare nel severo istituto tedesco, surriscaldando gli animi dei suoi studenti più arditi, tra i quali c'è, ovviamente, anche Schelling. Insieme con Hölderlin ed Hegel si appassiona alla Rivoluzione Francese e ne diventa un sostenitore, pur nel silenzio e nella segretezza dell'austero collegio.

Tra il 1795 e il 1796, Schelling diventa precettore, nella città di Lipsia, dove si occupa di scienze naturali. Qui frequenta la cerchia dei fratelli Wilhelm e Friedrich Schlegel, soprattutto appassionandosi alle idee romantiche. Del gruppo, più o meno a distanza, fanno parte anche Goethe, Novalis, Schiller e il suo vecchio amico Hölderlin. Secondo alcune fonti sarebbe stato proprio il grande poeta vate della cultura tedesca, Goethe, a fargli ottenere una cattedra presso l'Università di Jena, intorno al 1798, da cui avrebbe condiviso il successo filosofico insieme a Fichte. Lì, ne diventa il successore accademico, insegnando dopo di lui scienze filosofiche. Tra loro tuttavia, nonostante la continuità dal punto di vista del pensiero filosofico, cominciano ad esserci i primi dissapori e le iniziali diatribe teoriche, le cui polemiche si devono essenzialmente all'incapacità di entrambi di mettersi dalla parte dell'altro, facendo proprio l'altrui punto di vista.

In questo stesso periodo Friedrich Schelling si lega in matrimonio con Caroline Schlegel, sua costante fonte di ispirazione. La donna, che in realtà si chiama Caroline Michaelis, è già sposata con Wilhelm August von Schlegel, ma in poco tempo si separa da questi, scegliendo di diventare la moglie del filosofo.

Durante il periodo di Jena, Schelling ed Hegel danno vita alle pubblicazioni del "Giornale critico della filosofia". Risalgono a questi anni i lavori più autentici, per così dire, della filosofia di Friedrich Schelling, almeno dal punto di vista dell'ispirazione filosofica. È del 1797 l'opera "Idee per una filosofia della natura", mentre risale all'anno seguente "Sull'anima del mondo". La sua terza opera invece, si intitola "Sistema dell'idealismo trascendentale", datata 1800. In questi scritti si opera la fusione, in sintesi, tra l'idealismo trascendentale e la filosofia della natura.

Tra il 1803 e il 1806 è alla cattedra di Würzburg. Entro questo decennio porta a compimento la sua filosofia dell'assoluto. Tale sistema filosofico definisce l'assoluto come identità originaria e indifferenziata in relazione a tutti i tipi di opposizione, si tratti di finito e infinito, materia e spirito, reale e ideale. L'arte, la creazione artistica e il risultato dell'arte, viene definita come un'attività sia conscia che inconscia, sintetizzante libertà e necessità. Questa, secondo il filosofo, rappresenta l'unico "organo", come lo definisce, dell'intera filosofia, in quanto il solo mezzo che può raggiungere l'assoluto.

Dopo l'esperienza di Würzburg, alla fine del 1806 si trasferisce per la prima volta a Monaco, accettando l'incarico di Segretario dell'Accademia delle Belle Arti. Qui conosce Baader, che gli trasmette il pensiero di Jacob Böhme, e inizia a riflettere sulla sua stessa filosofia, accentuandone alcuni tratti. L'anno dopo però arrivano le dure critiche al suo sistema ideale da parte dell'amico Hegel, nell'opera datata 1807 dal titolo "Fenomenologia dello spirito". È un duro colpo dal punto di vista intellettuale, cui si aggiunge la morte della moglie Carolina, nel 1809. A questa data però è legata l'opera "Ricerche filosofiche sull'essenza della libertà umana", che di fatto segna l'inizio della seconda fase del suo pensiero filosofico.

Da questo momento comincia un lungo isolamento per Schelling, che lo vede impegnato nella realizzazione di un'opera mai conclusa, dal titolo "L'età del mondo". Il suo sistema di idee cambia ed elabora la cosiddetta "filosofia della libertà", nella quale il principio razionalistico alla base di ogni cosa viene decisamente contestato, mediante tra l'altro concezioni che rivelano influenze, nel filosofo, di idee teologiche precedentemente apprese.

Nel 1812 sposa Paulina Gotter, da cui avrà ben sei figli.

Da 1820-21 al 1826 circa, insegna presso l'Università di Erlangen. Ma dal '26 sceglie nuovamente di trasferirsi a Monaco, occupandosi da quel momento in poi di filosofia moderna, mediante le sue celebri "lezioni monachesi". Viene nominato membro dell'Accademia delle scienze di Prussia.

In questi vent'anni, il pensiero hegeliano surclassa nettamente il suo. Ovunque, la filosofia del suo ex compagno di studi ottiene grande attenzione, fino a porre l'idealismo di Schelling letteralmente ai margini dell'esperienza filosofica tedesca.

Nel 1841 viene chiamato alla cattedra di Berlino, quella occupata in precedenza proprio da Hegel. Da questo momento, fino alla sua morte, elabora l'ultima parte del suo pensiero filosofico, ormai in aperta polemica con l'idealismo di Hegel, sempre più dominante e apprezzato. Trae spunto dalla mitologia, Schelling, ed elabora la sua "filosofia positiva", successivamente di grande ispirazione per gli esistenzialisti. I suoi insegnamenti infatti, vengono raccolti da pochi studenti, ma tra questi ci sono Kierkegaard, Engels e Bakunin, che riveleranno tutti il loro debito nei confronti del vecchio docente. Anche il grande filosofo Heidegger, tempo dopo, sarà tra coloro che ne recupereranno il pensiero, ridandogli nobiltà e importanza.

Abbandonato l'insegnamento, Friedrich Schelling muore quasi nell'anonimato nella piccola cittadina di Bad Ragaz, in Svizzera, il 20 agosto 1854, all'età di settantanove anni.

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