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Warren Beatty

Un playboy comunista ad Hollywood

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Warren Beatty

Henry Warren Beaty (con una t sola), meglio noto esclusivamente come Warren Beatty, nasce a Richmond, nello stato del Virginia, in Usa, il 30 marzo del 1937. Attore di grande fascino, noto seduttore, interprete in film di successo, è anche produttore cinematografico, oltre che regista di ampie vedute, dal taglio critico e spesso anticonformista.

La sua carriera prende il lancio grazie alla sorella maggiore Shirley MacLaine (vero nome Shirley MacLean Beaty), già famosissima e amata dal pubblico quando il fratello minore si mette in luce nella sua prima pellicola di successo ("Splendore nell'erba", con Natalie Wood). Da quel momento, la carriera dell'attore americano è stata quasi tutta in discesa, grazie soprattutto al suo riconosciuto talento.

Warren compie i suoi studi in Virginia, presso l'High School di Arlington. Diplomatosi, passa alla Northwestern University, dove si laurea nel 1959. A questo punto, soddisfatte le attese dei genitori, sulla scia della sorella maggiore il bel Warren, che vanta già un fisico da modello forte dei suoi 187 centimetri, decide di iscriversi alla scuola di recitazione di Stella Adler.

Sempre nel 1959, esordisce in tv, nel serial "The Many Loves of Dobie Gillis". In realtà il giovane Beatty abbandona presto questa scrittura, preferendovi i palcoscenici di Broadway, dove già in questi anni si fa apprezzare come uno dei talenti teatrali più interessanti in circolazione. Grazie all'opera "A Loss of Roses", pertanto, riceve la nomination al Tony Award.

Il debutto cinematografico, come detto, il quale segna la svolta della sua carriera, arriva quando ha appena 24 anni. Il grande regista anticonformista Elia Kazan lo vuole nel suo atto d'accusa contro l'etica sessuale piccolo borghese, nell'ottimo "Splendore nell'erba", accanto all'attrice Natalie Wood.

Il film, incentrato sulla love story tra due ragazzi nel Kansas del 1928, sbanca letteralmente al botteghino, divenendo una sorta di manifesto dei giovani progressisti dell'epoca. Inoltre, il bel Warren inizia la sua carriera di "sciupa femmine" e la prima donna a farne le spese è proprio Natalie Wood, che divorzia dal marito Robert Wagner e si butta in un'intensa storia d'amore con il giovane attore del Virginia.

Nel 1961, stesso anno di "Splendore nell'erba", Warren Beatty lavora anche al film "La primavera romana della signora Stone", con Vivien Leigh, altra pellicola molto apprezzata, nella quale il giovane attore statunitense interpreta il ruolo di Paolo di Leo, gigolò fascinoso e spietato, tratto da un'opera di Tennessee Williams e diretto da José Quintero.

L'anno dopo è ancora al cinema con "E il vento disperse la nebbia", di John Frankenheimer. Al termine delle riprese, Beatty dà un saggio del suo carattere, rifiutando di interpretare il film che la Warner Bros vuole produrre per celebrare il presidente John Fitzgerald Kennedy, che sarebbe stato impersonato proprio dal bravo Warren.

Dopo "Mickey One", del 1965, Beatty si fa apprezzare in "Gangster Story", datato 1967, per la regia ancora una volta di Arthur Penn, e in cui duetta con la grande attrice Faye Dunaway. Quest'ultimo film risulta co-prodotto dallo stesso attore, insieme con Jack Warner, che accetta nonostante il rifiuto di cinque anni prima di prendere parte ai lavori. Il film segna il passaggio dalla Nouvelle Vague alla New Hollywood ed è importante perché pone il cinema americano in un contesto di contemporaneità artistica e critica senza precedenti. La storia, in breve, è quella di Bonnie Parker e Clyde Barrow (Faye Dunaway e Warren Beatty appunto), nell'America degli anni '30. Il successo è epocale.

Passano tre anni e l'attore del Virginia torna a temi più leggeri, per quanto impegnativi, con "L'unico gioco in città", del 1970, melodramma d'amore di Robert Stevens, con la ballerina interpretata dall'attrice Elizabeth Taylor. Passa un anno e il regista Robert Altman lo vuole in "I Compari", con Julie Christie nel ruolo di una rude prostituta di una casa di piacere. È un film di rottura, critico nei confronti della società americana del tempo, bissato dal successivo "Il genio della truffa", di Richard Brooks, con l'attrice Goldie Hawn, altro successo.

Il 1975 segna il suo esordio come sceneggiatore, per il film "Shampoo", diretto da Hal Ashby, che lo vede anche tra i protagonisti del film, insieme con Julie Christie e Goldie Hawn, in una pellicola che critica il costume degli anni '60, con il presidente Nixon nell'occhio del ciclone.

Intanto, l'anno prima, Warren Beatty incontra Jack Nicholson, che diventerà suo grande amico, recitando insieme nella commedia amara dal titolo "Due uomini e una dote".

Il 1978 invece è l'anno del debutto in regia, con "Il paradiso può attendere", dove interpreta anche il giocatore di football protagonista della storia, morto per sbaglio prima del Superbowl.

L'incontro con Nicholson è importante soprattutto per il film "Reds", del 1981, grande successo incentrato sulla vicenda del giornalista John Reed, che vale a Beatty la prima statuina della sua carriera, Oscar come miglior regista. Tra l'altro, è un chiaro manifesto delle simpatie comuniste, o di sinistra, del celebre attore e regista americano, per giunta mai nascoste e soprattutto in un'era storica molto delicata, con il presidente Ronald Reagan protagonista.

Dopo "Ishtar", flop della sua carriera, e forse inizio del declino, l'attore e regista torna in auge con un lampo dei suoi, grazie al film "Dick Tracy", datato 1990, nel quale recita al fianco della star Madonna, oltre che con Dustin Hoffman (suo compagno della sfortunata avventura di "Ishtar") e Al Pacino. Prima e durante i lavori del film, Beatty dà sfoggio del suo celeberrimo fascino, e intrattiene una relazione con la celebre cantante di origini italiane.

Nel 1991, dopo tantissimi cuori infranti, Warren Beatty sposa l'attrice Annette Bening. I due si innamorano sul set del film "Bugsy", il quale forse segna anche il suo ultimo ruolo di rilievo, per la regia di Barry Levinson. Nel film, la Bening interpreta il ruolo dell'attrice Virginia Hill, detta Flamingo, di cui si innamora il protagonista, fino al punto di farsi uccidere dalla mafia.

Due anni dopo nasce la sua prima figlia, Kathlyn. Seguirà a lei Benjamin, nel 1994, Isabel nel 1997 ed Ella Corinne, nel 2000. Nel 1994, sempre con la sua dolce metà, Beatty ritorna alla commedia sentimentale, con "Love affaire", commovente melodramma.

Dopo "Bulworth", che lo vede ritornare in regia per una critica alla politica statunitense in piena era Clinton-Lewinsky, l'artista del Virginia dà un ultimo saggio dei suoi mezzi in "Amori in città … E tradimenti in campagna", datato 2001, dal ritmo godibile e incentrato su una storia dolce e amara che vede un architetto newyorchese scoprire il fascino dell'adulterio dopo ben venticinque anni di matrimonio fedele. L'anno prima, nel 2000, riceve l'Oscar alla carriera.

Fa scalpore il dato, secondo una biografia non autorizzata, per il quale per circa 35 anni, l'attore avrebbe avuto un rapporto sessuale al giorno.

Ultimo aggiornamento: 20/12/2011
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Ha detto:

«Recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. È una specie di schizofrenia.»
Vittorio_Gassman
Testo di Stefano Moraschini