Ultimi commenti alle biografie - pagina 648

Mercoledì 27 ottobre 2021 20:39:56 Per: Bianca Berlinguer

Gentile sig. ra Berlinguer, il comportamento tenuto dal Suo ospite del CNR e in parte del Suo collega e da Lei stessa nei confronti del prof. Battaglia è semplicemente vergognoso! L’unico che ha spiegato, compatibilmente con l’educazione e l’arroganza “saputella” degli altri suoi ospiti e la Sua stessa ironia fuori luogo, la vera realtà dei problemi energetici!
Io stesso, pur essendo ingegnere nucleare, non ho capito nulla dei vari interventi! Immagini chi non ha dimestichezza con questi problemi! … affidati per la diffusione a ragazzine opportunamente guidate o a fisici del CNR arruffoni e maleducati!
Non mi regalerò mai più la visione del Suo pessimo programma!
Distinti saluti!

Da: Nicola

Mercoledì 27 ottobre 2021 20:25:44 Per: Lilli Gruber

Gentile Lilli Gruber,
Propongo la deputata Sandra Zampa "for President"? Competente ed equilibrata, che ne pensa?
Cordialità

Da: Rosella

Mercoledì 27 ottobre 2021 19:54:37 Per: Massimo Gramellini

Per la verità "ministero degli Interni" non è un retaggio del periodo coloniale ma, più banalmente, la denominazione abbreviata del "Ministero degli Affari Interni" al pari di quello "degli Affari Esteri". Per i territori coloniali c'era il Ministero delle Colonie.

Da: Riccardo Forte

Mercoledì 27 ottobre 2021 19:53:25 Per: Gerry Scotti

Caro Scotti, voglio fare una precisazione sulla trasmissione di mercoledì 27 ottobre 2021. Quando è stato chiesto l’origine dei “casonsei” o cosoncelli, è stato detto che l’origine è veneta. Da buon bresciano ho fatto una ricerca e quelli che ho trovato attestano che l’origine dei casonsei è bresciana forse c’è la giochiamo con i bergamaschi, comunque è un piatto forte dell’alta valle Trompia è bassa bresciana
Cordiali saluti Ruggero

Da: Ruggero Polotti

Mercoledì 27 ottobre 2021 19:08:20 Per: Lilli Gruber

Nel mio commento alla puntata di ieri 26 ottobre 2021, quella con Di Maio, ho dimenticato di sottolineare un aspetto a conferma dell'opinione da me espressa nel commento precedente. Alla domanda della Gruber sulle accuse di omosessualità subite dal ministro Di Maio, lo stesso risponde (o meglio tenta di rispondere perché continuamente interrotto e rimbrottato come uno scolaretto) di aver subito delle offese indegne. La signora Gruber non chiede ma afferma: "le pareva il caso di citare la questione nella sua autobiografia visto che siamo nel 2021? " Anno di grazia nel quale notoriamente "abbiamo raggiunto una emancipazione tale da rendere superfluo persino parlarne". Fortunatamente Giannini nella sua replica ha affermato realisticamente il contrario, ossia che il problema esiste e che bene ha fatto Di Maio ha scriverne.

Da: Salvo

Mercoledì 27 ottobre 2021 18:53:13 Per: Flavio Insinna

Volevo farle presente che nel corso della puntata i oggetto, un concorrente alla domanda di quale città sono gli Orta i, rispondeva, per due volte, Orta, ma la città è Orte. Inoltre gli abitanti di Ravenna si chiamano Ravennati e non Ravegnani come detto in trasmissione. Baci. Buon proseguimento.

Da: Anna

Mercoledì 27 ottobre 2021 18:51:57 Per: Massimo Gramellini

Ringrazio di cuore l'anonimo estensore della precisazione sulla mia erronea definizione di ministero degli interni e, prendendone doverosamente atto atto, ricordo con Gianni Rodari che "gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli; per esempio la torre di Pisa", ricambio i più cordiali saliti.

Da: Giuseppe Costarella

Mercoledì 27 ottobre 2021 17:34:20 Per: Massimo Gramellini

Signor Giuseppe Costarella, con la presente vorrei solo evidenziare che il MINISTERO DEGLI INTERNI non esiste più da tantissimi decenni. Sempre da tanti decenni è Ministero dell'Interno in quanto l'Italia, fortunatamente, ha un solo interno. La dicitura da lei usata risale a quando l'Italia, invadendo altri stati, aveva le colonie e quindi tanti interni.
Cordialità

Da: Vito Domenico Didonna

Mercoledì 27 ottobre 2021 17:01:44 Per: Enrico Letta

Egregio Segretario,
in via preliminare voglio congratularmi con gli artefici del progetto agoràdemocratiche, il cui nome riporta a qualcosa di realmente democratico; è bello avere la possibilità di esprimere i propri pensieri e forse, me lo auguro, di essere ascoltati, cosa ormai rara.
Domenica scorza, al programma di Fazio, ho ascoltato la Sua intervista, con la quale ha toccato lo spinoso argomento delle pensioni, oggi oggetto di discussione, citando anche la famigerata “Opzione Donna”, ed è proprio su questo che vorrei pronunciarmi.
Come correttamente affermato, la donna è stata sempre penalizzata, ma io mi sento di aggiungere, non solo nell’ambito lavorativo; la donna è penalizzata dalla società intera, sin da quando diventa madre, e poi nonna, e poi badante.
Oggi una donna, se decide di uscire dal mondo lavorativo, nel 90% dei casi lo fa per aiutare i figli nella gestione dei loro figli o, cosa ancor più probabile, ad occuparsi dei propri genitori, ormai anziani; questo perché la società non offre quei servizi essenziali a far fronte a tali realtà.
Sarebbe ipocrita dire che tali incombenze siano equamente distribuite tra uomo e donna, non è così e lo sappiamo bene tutti; e allora cosa si fa? Concediamo alle donne di andare in pensione prima, è giusto! Peccato però che ci sia una penalizzazione del 30%! ! E quindi? Cosa cambia, quante sono le donne che possono permettersi di aderire a tale “opportunità”? Dopo trentotto, quarant’anni di lavoro, ritrovarsi con una pensione che supera di poco il noto reddito di cittadinanza, e che non consente certo di vivere serenamente e dignitosamente.
Concludendo, vorrei che chi dovrà decidere per noi, pensi realmente alle donne, e non si riempia la bocca solo di belle parole; vorrei che qualcosa cambiasse realmente, tangibilmente.
La ringrazio per l'attenzione che vorrà prestare a tale argomento.

Da: Anna Martufi

Mercoledì 27 ottobre 2021 16:54:42 Per: Giuseppe Conte

Egregio Presidente,
la chiamo così perché per me rimane sempre il nostro Presidente, vorrei rappresentarLe il mio pensiero sullo spinoso argomento delle pensioni, e nello specifico “Opzione Donna”.
La donna è stata sempre penalizzata, ma io mi sento di aggiungere, non solo nell’ambito lavorativo; la donna è penalizzata dalla società intera, sin da quando diventa madre, e poi nonna, e poi badante.
Oggi una donna, se decide di uscire dal mondo lavorativo, nel 90% dei casi lo fa per aiutare i figli nella gestione dei loro figli o, cosa ancor più probabile, ad occuparsi dei propri genitori, ormai anziani; questo perché la società non offre quei servizi essenziali a far fronte a tali realtà.
Sarebbe ipocrita dire che tali incombenze siano equamente distribuite tra uomo e donna, non è così e lo sappiamo bene tutti; e allora cosa si fa? Concediamo alle donne di andare in pensione prima, è giusto! Peccato però che ci sia una penalizzazione del 30%! ! E quindi? Cosa cambia, quante sono le donne che possono permettersi di aderire a tale “opportunità”? Dopo trentotto, quarant’anni di lavoro, ritrovarsi con una pensione che supera di poco il noto reddito di cittadinanza, e che non consente certo di vivere serenamente e dignitosamente.
Mi dispiace constatare che mai nessun politico, ad oggi, abbia mai pensato alla reale condizione di una donna in pensione.
Vorrei che chi dovrà decidere per noi, non si riempia la bocca solo di belle parole, vorrei che qualcosa cambiasse realmente, tangibilmente..
La ringrazio per l'attenzione che vorrà prestare a tale argomento.

Da: Anna Martufi