Gerry Scotti

Gerry Scotti

Gerry Scotti

Biografia

Gerry Scotti, il cui vero nome è Virginio Scotti, nasce il 7 agosto del 1956 a Camporinaldo, frazione del comune di Miradolo Terme (Pavia), figlio di una casalinga e di un operaio impiegato alle rotative del "Corriere della Sera".

Cresciuto a Milano, frequenta il liceo classico e l'università, studiando Giurisprudenza.

Nel frattempo si avvicina al mondo delle radio, lavorando prima a Radio Hinterland Milano2 e successivamente a NovaRadio. Quindi passa, a fine anni Settanta, a Radio Milano International, dove cura le rubriche "Il mercatino delle pulci" e "Il puntaspilli", prima di guidare la trasmissione "La mezz'ora del fagiano".

Gli anni '80

Nell'estate del 1982 Gerry Scotti viene chiamato da Claudio Cecchetto a Radio Deejay, grazie alla quale approda anche in televisione l'anno seguente con "DeeJay Television", la prima trasmissione tv a mandare in onda videoclip musicali.

Nel 1985 prende parte a "Zodiaco" e a "Video Match", versione estiva di "DeeJay Television", mentre nel 1986 è al "Festivalbar": non come conduttore, ma come cantante. Dopo avere presentato "Candid Camera" e "Deejay Beach", nell'autunno del 1987 è alla guida di "Smile", programma che gli regala un notevole successo. Quindi conduce "Candid Camera Show" e torna al "Festivalbar", questa volta in veste di presentatore.

Gli anni '90

Dopo "Azzurro", del 1989, sostituisce Raimondo Vianello a "Il gioco dei 9", mentre nel 1991 (anno in cui si sposa con Patrizia Grosso) è con Cristina D'Avena e Massimo Boldi in "Sabato al circo".

Dopo avere vestito i panni di Porthos nel musical per la tv "I tre moschettieri", nel 1992 è al fianco di Natasha Stefanenko in "La grande sfida", mentre il suo programma del mezzogiorno "Ore 12" viene aspramente contestato perché ritenuto una copia delle trasmissioni di Raidue di Michele Guardì.

Nel 1993 Gerry Scotti è su Italia 1 a "Campionissimo", prima di essere affiancato da Nino Frassica e Valeria Marini in "La grande sfida", giunto alla seconda edizione. Prende, inoltre, le redini di "Buona Domenica", il varietà della domenica pomeriggio di Canale 5 che presenta insieme con Gabriella Carlucci; a quel periodo risalgono anche "ModaMare", "Donna sotto le stelle", "Bellissima" e la prima edizione de "Il Quizzone".

Gerry Scotti nella seconda metà dei '90

Nel 1995 con Paola Barale conduce "La sai l'ultima?", gara di barzellettieri, per poi approdare a "Super", nuova versione del "Superclassifica Show" di Maurizio Seymandi. Colleziona, nel frattempo, anche due flop: "Non dimenticate lo spazzolino da denti", condotto su Italia 1 insieme con Ambra Angiolini, e "Adamo contro Eva", proposta del mezzogiorno di Rete 4 chiusa per scarsi ascolti.

Dopo avere presentato nel 1997 "Striscia la notizia" insieme con Franco Oppini, Gerry Scotti viene affiancato da Natalia Estrada in "Scopriamo le carte" e da Mara Venier in "Forza papà"; intanto, è protagonista di una sit-com, intitolata "Io e la mamma", in cui recita con Delia Scala.

Nel 1999 debutta in un nuovo quiz della fascia preserale, chiamato "Passaparola", e torna a "Striscia La Notizia", accanto a Gene Gnocchi: nella prima puntata del tg satirico, sfonda il bancone della scenografia saltando su di esso. Nello stesso periodo recita in "Finalmente soli", con Maria Amelia Monti: la sit-com è lo spin-off di "Io e la mamma". Negli anni successivi il successo di "Passaparola" è molto grande, tanto che dal programma nascerà il fenomeno di costume delle "Letterine", un gruppo di vallette da cui usciranno numerose ragazze diventando dei personaggi tv di rilievo, tra cui ricordiamo: Ilary Blasi, Caterina Murino, Alessia Fabian, Alessia Ventura, Daniela Bello, Ludmilla Radčenko, Silvia Toffanin, Francesca Lodo, Elisa Triani, Giulia Montanarini.

Gli anni 2000

Nel 2001, dopo avere portato al successo il format internazionale "Chi vuol essere miliardario?" (che ha ispirato anche il celebre film "Il Milionario"), viene scelto dalla vedova di Corrado Mantoni, Marina Donato, come nuovo presentatore de "La Corrida (dilettanti allo sbaraglio)"; l'anno successivo, si separa dalla moglie Patrizia Grosso (la sua nuova compagna sarà poi Gabriella Perino).

Nel 2004 è accanto a Michelle Hunziker in "Paperissima - Errori in tv", programma di Antonio Ricci giunto alla nona edizione; con la showgirl svizzera, l'anno successivo presenta "Chi ha incastrato lo zio Gerry", sorta di remake di "Chi ha incastrato Peter Pan?". Attore in "Il mio amico Babbo Natale", in cui recita anche Lino Banfi, Gerry torna a "Paperissima" nel 2006 e si conferma attore in "Finalmente Natale", film tv spin-off di "Finalmente soli" (ne seguiranno altri due: "Finalmente a casa" e "Finalmente una favola").

Nel 2009 propone un nuovo programma preserale, "La stangata", che non ottiene il successo sperato, mentre l'anno successivo è alla guida di "Io canto", che vede sfidarsi bambini dotati di grandi abilità canore; sempre nel 2010, è uno dei giudici di "Italia's Got Talent".

Gli anni 2010

Dopo avere presentato "Lo show dei record" (trasmissione che ruota intorno al Guinness dei primati), torna con "IGT" e "Io canto" anche nel 2011, anno in cui propone su Canale 5 un nuovo gioco per il preserale, "The Money Drop"; quindi viene chiamato a condurre il talent show "The winner is". A partire dalla primavera del 2014, Gerry Scotti si alterna con Paolo Bonolis alla guida di "Avanti un altro!".

Nel 2014 torna a condurre "Lo show dei record" e questa volta assieme a lui lavora anche il figlio, Edoardo Scotti, che per la trasmissione fa l'inviato esterno. Nel 2021 è di nuovo a Striscia la Notizia, ma con una nuova partner: Francesca Manzini.

Frasi di Gerry Scotti

3 fotografie

Foto e immagini di Gerry Scotti

Commenti

Nota bene
Biografieonline non ha contatti diretti con Gerry Scotti. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Gerry Scotti.

Lunedì 4 marzo 2024 20:53:42

Un ragazzo speciale vorrebbe conoscerti


Ciao gerry scotti
sono valentino ho 15 anni e vengo da rimini e frequento la seconda superiore del liceo scienze umane
la mia materia preferita e’ ginnastica
quella che mi piace di meno e’ latino
una mia altra passione sono le scale mobili dei centri commerciali dove ho anche fatto una esibizione musicale
ho una passione per lo sport infatti durante l’inverno pratico atletica e calcio
un'altra mia passione e’ la musica infatti io suono il pianoforte e mi piacciono molto le canzoni di vasco rossi e alcune le so suonare anche con il pianoforte e la tastiera
per me sarebbe un grande sogno poterti incontrare dal vivo e partecipare ai programmi televisivi come ad esempio the wall il gioco del muro dove ci sono le sfere colorate oppure caduta libera e rispondere alle domande e ad aprire i leccalecca con il piede bianco e nero come la juventus che e’ la mia squadra di calcio del cuore
quando ti posso incontrare? attendo cortesemente una tua risposta grazie
un saluto e tanti abbracci
valentino

Lunedì 12 febbraio 2024 18:44:46

Rispetto del tuo amico Baccan verso coloro...


Salve Gerry mi chiamo Leonardo e sono un meridionale ti ho inviato al tuo indirizzo mail che ho trovato su Facebook con ricezione fallita come mai? comunque il messaggio che ti avevo inviato te lo invio qui, ho visto la performance sui social che tu e dell’altro individuo che io non definisco persona mi riferisco ad Andrea Baccan (pucci) presso il ristorante di A. Cannavacciuolo almeno credo x mangiare la pizza, tu ti chiederai x che questo tizio mi importuna su una persona penso che sia un tuo amico presto detto quel tizio che io rispettavo come persona e comico da qualche mese non più, per che non ha rispetto verso coloro che io definisco superiori a noi persone umane parlo dei Diversamente Abili dove il Baccan x i suoi interessi economici in uno spettacolo davanti a persone cretine ha offeso un tizio o ragazzo nel video che ti posterò, (la buonanima di mia Madre diceva figlio mio ricordati che i guai e sciagure non si comprano ma è Cristo e dietro l’angolo che si trovano).

A tutt’oggi il Baccan non si è degnato di fare le scuse Ufficiali a quelle persone che sono 100000 volte superiori a lui e la sua famiglia.

Ti allego l’indirizzo della performance: ht t / w. facebook. com/reel/2763756 81658641

Ti Saluto Cordialmente

Leonardo.

Martedì 6 febbraio 2024 12:36:30

Buongiorno, la presente per chiederle gentilmente se può inviarmi un videomessaggio di auguri per i miei genitori Pietro e Angelantonia che festeggiano 50 anni di matrimonio. Ne sarebbero felicissimi in quanto la seguono da sempre.
Certa di un riscontro positivo, la ringrazio anticipatamente
Saluti Loredana

Giovedì 25 gennaio 2024 19:50:04

Associazione malati Alzheimer Melegnano


Non ti arriverà mai ma ci provo.
Caro Amico Jerri sono Natale volontario a Melegnano dell'associazione A.ma.me
Associazione malati Alzheimer melegnano, vorremmo fare la festa del tesseramento per dare più aiuto ai nostri ospiti e ai loro caregivor, la tua presenza aiuterebbe sicuramente tutti (ammalati, familiari e noi volontari) conosco la tua sensibilità a questi problemi, te ne saremmo grati, spero tanto che questo mio messaggio ti arrivi, confido in una tua risposta grazie

Lunedì 1 gennaio 2024 18:13:02

Caro.. Zio Gerry... complimenti per il programma di canale 5 " IO CANTO GENERATION"... Grazie all' autore Roberto Cenci.. che ha ideato questo talent... a favore del bel canto.. Grazie a te Zio Gerry che con grande simpatria e maestria hai condotto queste serate coinvolgendo famiglie e tante persone... Benvengano questi programmi che educano all' ascolto.. allo stare insieme all' armonia e che donano emozioni a tutti... in questo mondo ormai privo di sentimenti... Sono stati momenti unici.. perché la musica ha un linguaggio universale.. unisce tutti in questi tempi difficili dove regna individualismo e indifferenza e non c'è tempo di comunicare.. Ecco che allora la Musica riesce ad abbattere ogni barriera... Un grande abbraccio... una tua simpatizzante... che ama il canto.. la musica e cantare in coro,.. ti aspettiamo al villaggio Flover 🎹🎼🌲💫Stella

Venerdì 29 dicembre 2023 13:39:59

Buongiorno Gerry Scotti sono una donna disperata avrei bisogno di un aiuto da un uomo sincero e buono come te. Se ti arriva questo messaggio potresti gentilmente contattarmi? Ti ringrazio di cuore se troverai il tempo per scrivermi la mia mail è ------- grazie

Sabato 23 dicembre 2023 23:55:11

Animali randagi


Salve, non scrivo per partecipare alla trasmissione, ma per chiedere se fosse possibile che Il sig. JERRY SCOTTI faccia un intervento a favore degli animali randagi e di quelli rinchiusi in canili lager e gattili lager. Come noi tutti anche loro soffrono la fame, la sete, il freddo, il caldo, le botte, ecc. ecc.
Magari fare un appello per donare soldini, cibo, coperte di lana e maglioni dismessi per difenderli dal freddo visto che da soli non possono farlo. Fare un appello ai comuni e a chi di competenza per costruire rifugi NON LAGER.
Ci sarebbe ancora molto da dire, come l'istituzione di ambulanze veterinarie.
Concludo dicendo che il tutto è riferito non solo agli animali ma anche ai bambini e ai disagiati.
Vi ringrazio di avermi letto e sspero possiate soddisfare la mia richiesta, visto che il sig. SCOTTI è seguitissimo.
Cordiali saluti.
Arcangelo De Riso
Via -------, 53
80053
Castellammare di Stabia (NA)
Recapito telefonico e wappi
328-------
Cortesemente preferirei, nel caso, essere contattato via mail o via wapp. Grazie.

Martedì 7 novembre 2023 18:45:34

Sig. Muzj, la frase giusta di Dante l'ha trovata?
Ma, tanto per dire, ieri il suo caro amato Scotti lo ha detto 4 volte "ciapa no". A lei sta bene?

Sabato 4 novembre 2023 09:04:34

E allora sig. Muzj...
Ha trovato la frase?
Io non indosso camice rosse, indosso umiltà che è nata anche da un bagaglio di intelligenza che mi ha fatto capire da sempre che bisogna essere quello che si è e non forzare le apparenze e prendere in giro la gente.
La frase la cerchi, quella esatta le farà capire molto...

Venerdì 3 novembre 2023 11:09:08

Sig. Muzj, allora la ricorda la frase esatta ?
Si addice a persone come il sig. Scotti.
La trovi e si renderà conto di quello che intendo dire.
Divina Commedia, Inferno.

Venerdì 3 novembre 2023 08:02:06

Giuseppe, la frase citata è sempre stata una grave offesa a Dante Alighieri. Conosci quella esatta citata nell'Inferno della Divina Commedia e detta da Virgilio?

Giovedì 2 novembre 2023 23:22:07

Caro Gerry, mi spiace quando ti additano tante cose che fai, per me sono quelle persone che portano la camicia rossa, come segno distintivo, vorrei consigliarti un vecchio detto: Non ti curar di loro ma guarda e passa!

Giovedì 2 novembre 2023 18:30:47

Scotti smetta di vantarsi


E allora carissimi...

Nessuno di voi condivide quanto ho scritto su Gerry che spesso parla il meneghino, fa finta di stupirsi e poi "io, io, io...".
Ma per cortesia Scotti, finisca la commedia e dica ai concorrenti di non far segno di sapere la risposta, è una forma irrispettosa nei riguardi dell'avversario che nel frattempo pensa alla risposta.
E poi Scotti smetta di vantarsi...
Arrivederci

Stasera 2 novembre.
Cosa fa Scotti?
Cita il nome di un ristorante che ha consigliato al campione.
Ma non è pubblicità?
E poi in provincia di Messina gli manca di conoscere il paese delle due signore del pubblico, il resto conosce tutto, in tutta Italia.
Se magari si smonta.

Ora, 18: 50, altra frase in meneghino.

Traduci: Paru nu cantaru chinu

Mercoledì 1 novembre 2023 09:20:26

Oggetti del Passato


Caro Virginio in arte Gerry, ricordo sempre la battuta di Mike, quando ti disse: il mio nome è proprio Mike, il tuo è il nome artistico, ricordo molto bene gli oggetti del passato, ieri sera dicevi a proposito dell'autoradio che sotto un braccio c'era l'autoradio e sotto l'altro braccio, la propria ragazza, io ho avuto nel 2000 un autoradio con la card con il microchip, che si poteva estrarre solo con una chiave tipo fisher di bloccaggio, senza la card la radio non poteva funzionare, la card la mettevo nel portafoglio e l'autoradio era al sicuro, chiunque l'avrebbe voluta rubare avrebbe distrutto l'autoradio per estrarla, che senza quelle chiavi particolari non sarebbe stata estratta, avrei voluto partecipare a Caduta Libera ma essendo più pesante di 80Kg non è stato possibile. Un Cordiale Saluto Giuseppe Muzj

Domenica 8 ottobre 2023 21:40:52

Il caro sig. Scotti continua con le sue espressioni meneghine mancando di rispetto a chi non comprende per esempio "l'e' lu"... e tante altre.
Sono certo che in molti condividono e qualcuno potrebbe anche scrivere la sua senza vergogna.
Dialetto per dialetto, caro Scotti, legga questa e traduca: "paru nu cantaru chinu".
Alla prossima e cerchi di essere un po più naturale, di non far finta di non sapere le risposte e camuffarsi dietro espressioni di falsa meraviglia. Lo sappiamo che conosce le risposte.
Saluti

Venerdì 6 ottobre 2023 23:43:51

Zia Annamaria di 80 anni


Caro Gerry, vorrei farti conoscere la mia zia Annamaria di 80 anni che e' come una mamma per me., che ti adora. Non sono riuscita a farla partecipare come pubblico a caduta libera, per il momento. Sono disposta a portarla a Cologno, oppure dove tu pensi ci si possa vedere 5 minuti.
Sei veramente un grande.
Ti ringrazio e spero possa arrivati il mio messaggio.
Sonia anni 61 Rimini

Venerdì 6 ottobre 2023 19:35:09

Ne mancano ancora


Caro Gerry, fai parte della mia vita perche sei sempre in tv con tanti quiz e simpatia.
Ma a Caduta libera, continui a dire"... gliene mancano ancora Nn "
Mentre dovresti dire che ne ha ancora Nn, perché la gara finisce sempre prima dei 10 in lizza. Non è per farti le pulci, ma perché è una imprecisione costante.
Ci siamo parlati a Milano alla tua trasmissione coi bambini, anni fa.
Grazie Gerry, sei unico.

Lunedì 2 ottobre 2023 10:11:02

Mia storia


Versa l’integrazione
Ezio, un Marziano senza poteri speciali

Nato nel 1963 fa in un paesino chiamato Pettorazza Grimani in provincia di Rovigo nel Veneto sulle rive del fiume Adige da genitori operai agricoli.
All’età di quattro anni sono stato messo in un istituto dai miei genitori perché credevano che potesse succedere un miracolo; poi quale miracolo possa accadere in un istituto, questo non lo so. Immaginate cosa possa significare per un bambino venire sbattuto in un istituto: un trauma enorme che mi ha creato molte difficoltà nella vita oltre ai tanti problemi nella comunicazione.
Questo istituto era situato sulle colline bolognesi, al primo piano di un seminario, ai piani superiori c’erano seminaristi ai primi passi verso la conversione sulla via di San Paolo. Nella parte posteriore dell’edificio c’era la sede del vescovo di Bologna; uno stile settecentesco parigino che dava un’aria misteriosa ed affascinante con i suoi giardini profumati, mi ha sempre affascinato questa parte dell’edificio, purtroppo era proibito visitarla e questo accendeva le mie fantasie di esploratore: mi chiedevo sempre quali arcani segreti poteva custodire.
La prima volta che mi sono trovato nell’istituto, portato dai miei genitori su di una FIAT 500, è stata una tragedia inondata da un mare di lacrime, soprattutto quando vedevo i miei genitori scomparire dietro la porta d’uscita ed io rimanevo nelle mani estranee di una persona con divisa bianca e blu, altre mani avevano il velo bianco e incutevano suggestione che talvolta sfiorava la paura.
La vita in questo istituto era abbastanza difficile anche se sembra che fosse uno dei migliori in Italia; io non ho paragoni, per fortuna. In questo ambiente istituzionalizzato c’erano tutti i tipi di disabili: fisici e psichici. Io ero (e sono purtroppo) un disabile fisico essendo affetto da tetraparesi spastica infantile con molte difficoltà a comunicare verbalmente. In questa situazione come fare a comunicare con altri bambini se presentavano gli stessi problemi miei? La scuola mi ha insegnato solo a disegnare e basta. La comunicazione era vista come imparare a parlare. Ricordo molte lezioni noiose di logopedia a insegnarmi a parlare attraverso solo la fonetica delle parole e non attraverso il loro significato.
Io credo che la mia principale difficoltà cognitiva sia stata capire il significato delle parole e costruirne mentalmente il loro suono, cosa non facile per chi non sa comunicare verbalmente. Ero molto intuitivo, specialmente a scuola, ed estremamente espressivo attraverso gli occhi per cui riuscivo a fammi capire, anche se a volte venivo frainteso e questo mi faceva arrabbiare.
Le ore quotidiane passate in questo istituto erano molto difficili e molto noiose per uno che non sapeva parlare. Ricordo, finita la scuola e quando non c’era la fisioterapia, ore e ore parcheggiato in una specie di salotto guardando nelle palle degli occhi le altre persone che avevano le mie condizioni psico-fisiche, aspettando o di mangiare (o meglio di essere imboccati) o di andare a letto. Peccato non aver posseduto le facoltà telepatiche, si sarebbero potuti fare dei bellissimi dialoghi tra di noi.
Crescendo, questa vita mi soffocava e mi procurava non poca sofferenza, intuivo che dovevo trovare una strategia per non soccombere all’ambiente dell’istituto.
All’improvviso ho scoperto che frequentare le ragazze più grandi di me poteva essere una ottima strategia, è così è stato. Infatti, stando con loro sentivo di poter affrontare l’ambiente istituito, ho imparato tante cose da loro come le favole, mi leggevano le storie, mi facevano da insegnanti dopo scuola, mi raccontavano del mondo esterno; provavo molto affetto per loro ma dovevo stare molto attento a manifestarlo, rischiavo sempre la mia incolumità perché era proibito ogni gesto d’affetto (baci, abbracci, carezze ecc. .) in nome della santità delle mani velate, ma io me ne fregavo, valeva la pena di correre il rischio per avere un piccolo gesto d’affetto. Ricordo che c’era un’infermiera alta, bella, capelli lunghi biondi che emanava un profumo fragrante di coccole che quando mi prendeva in braccio per portarmi in bagno, una mia scusa, io me la abbracciavo forte, le davo tanti baci, me la stringevo tanto da sentirmi rinascere fra le sue braccia. Questo episodio è uno dei pochi che ricordo con nostalgia e con molto affetto della vita dell’istituto.
Un altro aiuto mi è venuto dai ragazzi che venivano da fuori, i cosiddetti volontari, fra di loro molti seminaristi con la benedizione delle mani velate. Per fortuna c’erano anche molti ragazzi e ragazze di natura laica, e fra loro c’era una ragazza molto buona e carina che sarà determinante per la mia crescita interiore. Infatti, quando c’era lei mi parlava come nessuno altro, era molto attenta ai miei sì e miei no, mi raccontava di cose meravigliose del mondo esterno e di come avessi le possibilità anch'io di vivere fuori dall’istituto. Lei e gli altri ragazzi, che poi sono diventati amici per tutta la vita, mi hanno insegnato a scrivere sul giornalino dell’istituto; scrivevo piccoli racconti, i miei sentimenti, tutti rigorosamente a mano con il lapis e con molta fatica. Ero molto geloso di loro, anche fin troppo ma per un bambino che non sa parlare trovare qualcuno da poter dialogare è un miraggio.
Finalmente, all’età di 12 anni riuscii ad uscire, per mia volontà, dall’istituto; quando è arrivata la cartolina di rientro nell’istituto ho incominciato a piangere, gridare e sbattere i piedi costringendo i miei genitori, molto spaventati, a non farmi rientrare.
Malgrado il clima poco socievole e pieno di pregiudizi nei miei confronti, incominciai a frequentare la vita del mio paese, posto sulle rive del fiume Adige. La tappa fondamentale di questa nuova vita è stata l’integrazione scolastica, grazie anche alle nuove disposizioni di legge (legge 118 del 30. 03. 1971) dello stato italiano, che è incominciata in quinta elementare essendo risultato, dalla pagella della quarta elementare dell’istituto, promosso nonostante le mie difficoltà cognitive ma grazie alla mia grande intuizione che mi ha e mi avrebbe aiutato molto per gran parte della mia integrazione scolastica.
I miei genitori erano molto restii e pieni di paura con qualche cenno di vergogna che io frequentassi la scuola del paese, ma io intuivo che quella era la scelta fondamentale per la vita futura, per cui ho lottato fino a fare lo sciopero della fame per un giorno costringendo i miei genitori, spaventati a morte, a mandarmi a scuola.
l’integrazione scolastica nella scuola dell’obbligo è stata positiva perché ho trovato degli insegnanti molto bravi e soprattutto compagni che mi hanno fatto sentire a mio agio: io con loro giocavo, andavo in giro e comunicavo segnando con la mano le lettere dell’alfabeto sul tavolo. Anche nel rendimento scolastico ero abbastanza bravo nonostante le difficoltà nella comprensione della parola scritta, ma la mia magica intuizione e, soprattutto, l’aiuto di mia madre che, oltre a lavorare in campagna, studiava con me leggendomi pagine e pagine dei sussidiari che memorizzavo; mi permetteva di ottenere buoni risultati nelle interrogazioni e nei compiti in classe. Ero abbastanza bravo con i numeri ma avevo molte difficoltà nello scrivere, continuavo a farlo a mano con il lapis, questo ha ritardato il mio sviluppo psico-cognitivo.
Su piano umano, la scuola dell’obbligo, è stata una stagione meravigliosa e ricchi di scoperte come l’amicizia, i turbamenti d’amore, i corteggiamenti e i litigi; alcune compagne di classe era molto affettuose con me ed accettavano i miei gesti d’affetto senza timore. Con il compagno di banco eravamo diventati amici: giocavamo insieme, facevamo i compiti a casa, discutevamo ma anche litigavamo in modo brusco per via delle mie difficoltà a parlare, volevo che mi considerasse come tutti gli altri suoi amici, che si confidasse con me, ma mi rendo conto solo adesso che era una situazione molto difficile avere un amico che non sa parlare; le condizioni ambientali e culturali di tradizione cattolica bigotta non lo aiutavano ma, devo dire, non ci sono grossi ostacoli da parte della gente del paese che vedeva il nostro rapporto come un atto caritatevole nei miei confronti. Comunque il rapporto d’amicizia è stato molto importante perché ho respirato, con lui, tutti i profumi e odori dell’infanzia perduti negli otto anni passati nell’istituto.
Purtroppo, quando si cresce si perde una parte profonda d’amicizia che lega due persone che si conoscono dall’infanzia; l’amicizia acquista altri significati legati per lo più ai ruoli sociali; legati agli interessi, talvolta egoistici della persona, e non ai rapporti spontanei e sinceri che sono propri della vera amicizia.
In seconda media è avvenuto un fatto importante: la macchina per scrivere, il mio primo ausilio, che usavo con un cartoncino messo in mezzo a una fila di tasti facendo scivolare il mio dito sul cartoncino andavo a battere il tasto desiderato; un meccanismo un po’ complicato ma un po’ più veloce del lapis e, soprattutto, la scrittura era chiara e ben definita. Con la macchina da scrivere ho incominciato a scrivere delle cose personali: poesie, sensazioni, lettere ecc. ; ma soprattutto ho cominciato a dialogare con i professori. C’era una professoressa di italiano che mi dedicava alcune ore del tempo libero durante la scuola; mi leggeva alcuni libri famosi, saggi di storia; cercava di dialogare con me, mi parlava dei problemi dell’adolescenza. Il suo aiuto assieme alla macchina da scrivere sono stati un tassello importante nel mio sviluppo psico-cognitivo futuro.
Terminata la meravigliosa stagione della scuola dell’obbligo con il conseguimento della licenza media con giudizio distinto, si poneva il problema cosa fare dopo. Il mio sogno era di studiare al conservatorio e diplomarmi in composizione perché adoravo la musica, ma date le mie condizioni fisiche gravi che mi impediscono di suonare uno strumento musicale, non ho potuto entrare in questo tipo di scuola. Seguire i propri sogni è sempre difficile, specialmente per chi ha problemi fisici e comunicativi; non si dovrebbe mai rinunciare ai propri sogni neanche in condizioni di estrema gravità perché i sogni sono il sale della vita.
Con il sogno della musica infranto sugli scogli della mia condizione fisica, mi sono trovato a frequentare le scuole superiori, più precisamente l’Istituto Commerciale per ragionieri di Adria (Rovigo), una scelta di ripiego.
L’impatto con l’ambiente delle scuole superiori è stato molto duro, pieno di pregiudizi nei miei confronti; mi sentivo tutti gli occhi giudicanti, professori e compagni, addosso, sembravo venissi da Marte, Ezio il marziano, purtroppo senza poteri speciali.
L’ambiente scolastico delle superiori era impreparato accogliere un disabile grave come me. A livello didattico non c’era nessuna programmazione, solo numerose riunioni sterili su di me, ma senza il diretto interessato; mi domando: come si fa a voler risolvere i problemi di una persona senza coinvolgere la stessa cercando di trovare delle soluzioni insieme? come si fa a decidere senza conoscere il soggetto delle proprie decisioni? Infatti avevo delle difficoltà oggettive come la lentezza nello scrivere, la complessità di combinare lo studio di materie molto difficili e fare i compiti a casa; mia madre aveva grosse difficoltà ad aiutarmi a studiare per la complessità dei libri, e quando facevo i compiti a casa, potevo raramente studiare e viceversa, e questo, i professori, non lo comprendevano.
La complessità delle materie da studiare e la ottusità dei professori hanno avuto risvolto positivo nel mio sviluppo psico-cognitivo: all’improvviso, come se un raggio di sole avesse incendiato una parte grigia del cervello, riuscivo a comprendere il significato delle parole scritte, è come se il loro suono vibrasse dentro di me, una sensazione meravigliosa; dal quel momento tutti i libri del mondo erano miei, li divoravo come se fossero uno squisito tiramisù.
L’affrontare la complessità di questo tipo di scuola e, soprattutto, la mancanza di supporto didattico da parte dei professori mi stimolò a trovare delle soluzioni ai miei problemi oggettivi, come un metodo per velocizzare la scrittura che consisteva in un casco funzionale abbinato alla macchina per scrivere elettrica che mi ha consentito di superare d’esame di maturità con voto 42/60, un voto abbastanza buono dato il percorso tortuoso e pieno di insidie e data la scarsa collaborazione dei componenti della scuola che ha rischiato di fammi abbandonare la mia futura carriera scolastica; solo grazie alla mia enorme paura di rimanere isolato perdendo qualsiasi libertà di persona mi hanno spinto, con l’appoggio della famiglia, a resistere e lottare ogni anno per essere promosso seppur con dei voti sudatissimi e ad volte solo se rientravo nelle grazie dei professori.
Il rapporto con i compagni era molto superficiale, basato solo sulla frequenza scolastica. Infatti, non ci frequentavamo durante la vita quotidiana, soprattutto non c’era il confronto durante i compiti a casa, mi toccava sempre farli da solo rischiando di rimanere indietro nel seguire le lezioni; il dialogo con loro era scarsissimo, mi sentivo sempre escluso dai loro giochi da adolescenti, me ne stavo in disparte guardando la bellezza delle mie compagne che amoreggiavano in un imbarazzante aggroviglio di sguardi di compassione e di pietà verso di me tanto da farmi desiderare di ritornare nel pianeta da cui ero riuscito a sfuggire: l’istituto sulle colline bolognesi.
Forse questo mancato rapporto d’amicizia era imputabile a due fattori: l’età adolescenza, io avevo 4 anni più di loro; la mia difficoltà a comunicare verbalmente con loro. La scuola non mi ha aiutato affatto a costruire un vero rapporto d’amicizia perché era impreparata ad accogliere un disabile grave come me all’interno della sua struttura.
Constatato l’impossibilità di avere rapporti d’amicizia con i miei compagni di scuola, avevo l’esigenza di cercare delle persone con cui confrontarmi a livello umano, e di conseguenza crescere interiormente in modo da conoscere quali erano le mie potenzialità di persona in condizione di disabilità nei confronti della società. L’occasione l’ho avuta nell’estate 1982, quando ho conosciuto un gruppo di ragazzi di Bologna con cui sono andato in vacanza in campeggio nelle montagne del Trentino. È stato un momento molto importante nella mia vita perché ho incominciato a prendere coscienza della mia condizione di disabile, valutando se accettarla o no. Sempre in questo periodo è iniziata la mia vera ispirazione poetica. Infatti, in questo periodo ho scritto le poesie “Oh mio Signore”; “Amico forte” e “Lassù sulla montagna”.
Gli anni successivi ho continuato ad andare in vacanza con questo gruppo di Bologna. Ricordo con particolare piacere l’estate 1983 quando siamo andati in vacanza nel bellissimo mare della Calabria a Capo Rizzuto. Quest'ambiente marino mi ha fatto esplodere interiormente la voglia di divertirmi e di esprimere i miei pensieri come non avevo mai sentito prima. L’odore ubriacante del mare della Calabria è stato complice del mio ardente innamoramento di una bellissima amica di Modena; occhi scuri e grandi, capelli lunghi e neri come la pece. A lei ho dedicato la poesia “Notte di S. Lorenzo”.
Sempre il gruppo di Bologna è stato fondamentale nei miei primi anni di carriera universitaria. Infatti, nel 1985 mi sono iscritto, dopo avere concluso il percorso di studi superiore presso un Istituto Tecnico Commerciale per ragionieri, al corso di Pedagogia alla Facoltà di Magistero dell’Università di Bologna. Il mio più grande desiderio sarebbe stato quello di poter frequentare attivamente le lezioni, per potermi creare una autonomia quasi completa nei rapporti con altre persone. Pensavo all’Università come a una possibilità di sganciarmi in qualche modo anche dalla mia famiglia, punto di riferimento importante per me, ma altrettanto importante crearmi nuovi spazi personali. In realtà non avevo l’obbligo di frequentare le lezioni e se questo da un lato può essere vista come una facilitazione, dall’altra parte ha voluto dire meno possibilità di mettermi alla prova. Forse si è trattato di un’occasione persa.
Ero costretto a rileggere i libri più volte e confidare nella mia memoria. Per fortuna attorno a me si era creata un’importante rete amicale, che mi ha permesso di mantenere rapporti costanti con i professori. Gli amici andavano personalmente a concordare le modalità da mettere in atto per permettermi di sostenere gli esami nel miglior modo possibile. La disponibilità dei professori è stata fondamentale.
Nello studio non mi avvalevo certo di mezzi informatici: una matita per sottolineare e la mia grande memoria. Ho sempre avuto l’incoraggiamento da parte della mia famiglia, in particolare da mia madre, nei momenti di sconforto.
I primi esami li ho sostenuti con il caschetto funzionale scrivendo le risposte mediante macchina per scrivere elettrica. Le domande dei professori erano sintetiche, come altrettanto erano sintetiche le mie risposte, grazie ai pochi strumenti che potevo utilizzare per esprimermi. Ma ero bravo nello scrivere, tanto bravo che i docenti stessi mi commissionavano alcune tesine da trascrivere
Il corso in pedagogia è stato un passo importante verso ulteriore stato di conoscenza interiore, soprattutto per quanto la mia condizione fisica di disabile: ero ad un bivio:

Condizione fisica

Accettata Non accettata

ma in fondo intravedevo un barlume di luce.
Contemporaneamente all’Università ho frequentato due corsi di operatore informatico all’istituto Don Gnocchi di Roma. Questi due corsi a Roma, lontano da casa, oltre a svelarmi i misteri dell’informatica, mi hanno permesso di affinare la mia comunicazione con l’Etran, tavoletta alfabetica trasparente, che mi permetteva di esprimermi più compiutamente e nello stesso tempo comunicare con molte più persone, non necessariamente amici che già mi conoscevano bene. La vita in istituto ha fatto crescere in me una forte ribellione: ho iniziato a far uscire realmente la mia rabbia di sentirmi un disabile in gabbia.
Questo mi ha indotto a considerare l’accettazione della condizione fisica di disabile una gran trappola della società, per far subire tutti i suoi soprusi nei confronti dei disabili e di chi soffre. Tramite l’accettazione e sfruttamento della sofferenza fisica e psichica, la società sopprime ogni libertà della persona. Solo un’approfondita conoscenza delle proprie potenzialità interiori e un’attenta valutazione delle proprie scelte di vita rende la persona veramente libera. Chi è incapace a compiere tutto questo, per la propria condizione fisica e psichica, va aiutato a farlo; è un dovere sacrosanto di ogni persona sana di mente e di corpo se si vuol costruire una società basata su il rispetto e sulla tolleranza di ogni singola persona.
Su questo principio si doveva basare la mia vita quando sarei uscito dall’istituto Don Gnocchi di Roma. Diventare un ricercatore della mia persona interiore e non accettare la condizione fisica subita.
Una mano fondamentale in questa ricerca mi è stata da una persona molto speciale che sarebbe diventato il mio migliore amico. Lui si chiama Andrea Lusetti e abita a Modena; ci siamo conosciuti tramite amici comuni con cui andavo in vacanza. Lui mi ha aiutato e insegnato nella mia vita. Innanzi tutto mi ha aiutato a laurearmi in pedagogia. Infatti, è stato lui il mio portavoce con i professori nella discussione della mia tesi ottenendo 110 e lode.
Dopo essermi laureato abbiamo cominciato, lui ed io, a fare dei bellissimi viaggi per l’Europa.
Durante uno di questi viaggi ho conosciuto l’amore di una donna. Infatti, il clima di assoluta libertà di Amsterdam è stato complice del mio primo bacio sulla bocca di una donna. Una sorpresa straordinariamente rivelatrice, non mi aveva mai baciato una donna, ma soprattutto non sapevo se ero capace di farlo, e invece sì, ero stato capace di baciare una donna e questo sconvolse il mio più intimo animo di persona al di là delle mie condizioni fisiche disabile. La vita avrebbe potuto mettermi infiniti ostacoli di fronte, ma li avrei superati tutti con solo un battito di ciglia, realizzando il sogno di libertà anche dove non ci fosse neanche libertà materiale. È stata una sensazione bellissima quella vissuta sotto il cielo di Amsterdam, sembrava che Van Gogh l'avesse dipinto per me.
I vissuti di queste mie esperienze di viaggi mi hanno insegnato a costruire la mia libertà anche dentro casa, stimolando la gran voglia di autonomia. Infatti, ora so fare delle cose che prima non sapevo fare, come ad esempio, amare, stare da solo e saper svolgere tutti quei piccoli compiti quotidiani che mi fanno sentire vivo anche in condizioni fisiche di estrema gravità. Io, oggi che non viaggio più frequentemente, amo la mia casa ed amo stare con i miei familiari riuscendo ad esercitare la mia libertà nelle decisioni essenziali per la mia vita presente e, spero, anche futura.
Dopo essermi laureato nel 1992, entrai a far parte del mondo del lavoro.
Ero molto timoroso nell’affrontare questa nuova esperienza di vita, soprattutto per via delle mie difficoltà comunicative. Infatti, ero il primo disabile non parlante ad essere inserito nel mondo del lavoro nel mio territorio. Per un disabile nelle mie condizioni fisiche non era e non è tuttora facile trovare un posto di lavoro adatto, soprattutto perché è un mondo pieno ancora di pregiudizi per quanto riguarda i disabili in gravi condizioni fisiche e comunicative; lo dimostrano i pochi colloqui di lavoro che ho sostenuto: duravano 2 minuti ed ero etichettato non collocabile.
In questa situazione l’unico modo di entrare nel mondo del lavoro era di affidarsi ad un servizio inserimento lavorativo disabili (SILD) dell'azienda socio-socio locale (ULSS) sperando di trovare un lavoro vero e proprio per soddisfare le mie esigenze economiche e personali. Così, verso la fine del 1992, dopo un colloquio con la responsabile del servizio a cui, attraverso l’etran supportato da un operatore sociale che mi era stato assegnato mesi prima dalla mia ex fisioterapista, ho esposto le mie aspirazioni lavorative, fui inserito in un tirocinio lavorativo presso la segreteria dei servizi sociali dell’ULSS.
Il primo giorno di lavoro quando entrai nell’ufficio della segreteria dei servizi sociali della mia USL, accompagnato dalla responsabile del servizio SILD, mi sono trovato di fronte a quasi tutte colleghe e questo mi fece molto piacere. Il primo compito che mi fu assegnato è stato quello di inserire le ferie al terminale affiancato da una collega bella, molto simpatica e disponibile a dialogare con me.
Oltre a lavorare ad inserire le ferie al terminale, mi facevano scrivere delle lettere o inserire dei dati al computer affiancato certe volte da una educatrice, altre volte lavoravo da solo chiedendo aiuto ai colleghi quando non capivo una parola o una frase; loro mi capivano molto bene anche perché io ero molto esplicito nel chiedere le spiegazioni scrivendo al computer o segnando la parola che non capivo.
Mentre stavo lavorando, ho presentato un progetto, alla responsabile del SILD, di uno sportello informa handicap nella mia zona, il Basso Polesine. I motivi che mi hanno spinto a presentare questo progetto sono due.
Il primo motivo era di carattere professionale; non vedendo sbocco nel mondo del lavoro reale; non era facile assumere un disabile nelle mie gravi condizioni fisiche ma soprattutto con le mie competenze intellettuali: ero laureato ed avevo competenze informatiche; questo mi ostacolava paradossalmente ad essere assunto definitivamente perché si doveva trovare un posto di lavoro adatto a me e con il livello di competenze in possesso per cui vuole dire occupare un posto di responsabilità, ma chi era o che è disposto a dare un posto di responsabilità ad uno nelle mie condizioni fisiche, soprattutto che non sapeva parlare? In questa situazione, anche spinto alle esigenze economiche; con il lavoro che facevo prendevo una borsa lavoro di 200.000 L. al mese, troppo poco per le mie esigenze; dovevo trovare, quasi inventare, un posto adatto alle mie condizioni psico-fisiche con qualche gratificazione economica in più.
L’altro motivo per cui ho presentato il progetto sportello informa handicap è di carattere culturale. Il territorio in cui vivevo, il Basso Polesine, si trovava in una situazione culturale di chiusura per quanto riguardava la disabilità; esistevano ancora molti pregiudizi nei confronti dei disabili, esistevano ancora molte situazioni di disabilità chiusa in casa, ma soprattutto mancava un punto di riferimento informativo per le famiglie e disabili.
Spinto da questi due obiettivi e appoggiato dalla responsabile SILD, che nel frattempo aveva ricevuto una circolare alla Regione Veneto in cui si prospettava l’apertura dei punti informativi nel Veneto per le famiglie e disabili, mi sono buttato a capofitto per la realizzazione del progetto informa handicap. Ho incontrato non poche difficoltà burocratiche nell’apertura dello sportello. Ricordo i continui scambi di corrispondenza tra me e la dirigenza dell’ULSS, i continui colloqui chiarificatori con loro con l’etran.
Finalmente, nel tardo 1993, fu assegnato, a me ed un altro disabile che mi avrebbe aiutato nella comunicazione con gli utenti, un ufficio per l’apertura dello sportello. L’incarico ci fu assegnato tramite una borsa di lavoro un po' più sostanziosa della precedente. Sempre nello stesso periodo mi fu assegnato un obiettore di coscienza che mi avrebbe aiutato non solo sul lavoro ma anche nelle faccende quotidiane come il trasporto.
I primi tempi dell’avvio dello sportello furono difficili perché ci mancava quasi tutto, avevamo a disposizione solo un tavolo, delle sedie, un telefono e degli scaffali da riempire con il materiale informativo. Ricordo molti giorni passati in ufficio a dialogare con i miei compagni di lavoro su svariati temi della vita e su come procedere all’allestimento dello sportello; esprimevo il mio fastidio per la lentezza burocratica attraverso l’etran anche con la dirigenza: è molto difficile ottenere credibilità per uno che non sa parlare, bisogna essere pronti a cogliere l’attimo fuggente e fare di necessità virtù, basta essere coerenti con se stessi anche se a volte è molto difficile perché ci sono situazioni soprattutto comunicative che non sono spontanee ma sono mediate per cui bisogna stare attenti a dire certe cose e, soprattutto, bisogna stare attenti nel modo di comunicarle per non suscitare collera altrui. Certe volte penso che sia una fortuna non sapere parlare per me che amo la spontaneità; altre volte, la maggior parte, penso che sia una fregatura non sapere parlare perché la parola parlata è arma di difesa efficace contro i pregiudizi e le scarse opportunità di uscire dalle situazioni svantaggiose.
Nonostante questi pregiudizi e queste situazioni svantaggiose legate soprattutto alla comunicazione verbale, io, con gli anni, posso dire di avere raggiunto una buona integrazione, non ottimale, attraverso la gestione di un ufficio denominato sportello informa handicap all’interno dell’attuale Azienda ULSS 19 di Adria con una borsa lavoro che mi permette di soddisfare delle mie piccole esigenze personali. Ogni giorno entravo in contatto con colleghi e, soprattutto, con gli utenti dello sportello, che mi chiedono informazioni; io cerco il modo più efficace di soddisfarli per essere più credibile a loro occhi. Solo attraverso questa credibilità, io ho avuto e sto avendo delle opportunità di comunicare anche senza parlare nel mio ambiente di lavoro. Questa credibilità non è sempre facile ottenerla, anzi; a volta mi sembra di essere ascoltato senza essere compreso.
Questa mia credibilità ho avuto come banco di prova l’esperienza di Consigliere del Direttivo ISAAC Italy (International (International Society for Augmentative ed Alternative Communication) tra il 2001 e il 2014.
Volevo portare avanti il discorso di coinvolgimento delle persone “non parlanti” nei propri problemi e cercare di trovare delle soluzioni assieme; in tal senso io auspicavo un forte coinvolgimento di persone che utilizzano strumenti di caa anche al livello decisionale nell'ISAAC Italy; purtroppo non ci sono riuscito e questo ha messo a dura prova la mia credibilità; c’è ancora la mentalità di lavorare per la persona disabile e non con la persona disabile in modo da farla sentire parte integrante della soluzione dei propri problemi ed aumentare la sua autostima.
L’integrazione mi ha permesso di prendere decisioni autonome fondamentali per la mia vita. Confesso che non è facile, anzi, la strada è sempre piena di insidie e di grandi momenti di sconforto che possono indurmi a mollare tutto. Ma la sete di libertà, la voglia di affermarmi della vita e, soprattutto, la paura che qualcuno potesse indirizzarmi in percorsi sbagliati mi hanno costretto ad andare avanti, vedere sempre una luce in fondo al tunnel, anche se questo è un tunnel infinito perché l’integrazione è una lotta quotidiana, fatta di successi e di insuccessi, fatta di scelte e di non scelte, di opportunità anche spesso mancate, ma la consapevolezza che la strada dell’integrazione sia l’unica per avere dignità e libertà di persona fa trovare forze interiori inaspettate.
Oggi, questa mia integrazione, è messa a dura prova perché sto vivendo in una struttura privata per via della mia grave situazione familiare: mia mamma, 85 anni, è alla fine della sua vita perché é stata colpita all’ictus cerebrale; mio papà, 90 anni, malato di cuore (3 bypass) e un tumore all’orecchio; mia sorella, 53 anni, con gravi problemi anche lei. In questa situazione, non trovando nessuno che mi accudisse nella mia amata casa, sono stato costretto ad andare a vivere in questa struttura che accoglie per lo più disabili con gravi problemi mentali.
Questa struttura, denominata Borgo Vita, si trova nelle campagne in provincia di Rovigo; nonostante che l’ambiente molto accogliente e gli operatori molto bravi, per me è molto difficile e dura vivere in questa struttura anche per il costo elevato, 100 € al giorno, 31000 € al mese; ci sono, sì, i finanziamenti regionali, ma non bastano, devo aggiungere la mia pensione di invalido con cui devo anche comprare da vestire, pagare l’auto attrezzata, pagare la benzina ecc. …
Mi è sempre affascinato viaggiare molto, ma con la nuova situazione di vita mi resta ben poco in tasca per viaggiare e questo mi getta nello sconforto totale, tanto che la sera vado a dormire sperando di svegliarmi più.
Il mio sogno è di ritornare a casa, nel mio ambiente respirare aria di libertà, ma so che questo è quasi impossibile allo stato attuale delle cose; spero solo di avere abbastanza soldi per vivere con dignità e con un po’ di libertà in questa struttura.
Ogni persona ha il diritto di sentirsi integrato nella società in cui vive senza pregiudizi legati alle condizioni psico-fisiche e non sentirsi un marziano.

Ezio Bettinelli

Venerdì 18 agosto 2023 11:56:35

Scotti...
Entrambi gli Scotti.
Pubblicità pasta dovrebbe essere modificata in quanto viene detto qualcosa di ridicolo.
"... la puoi condire come vuoi... "
Perché le altre marche non possono essere condite come si vuole?
Oltre al fatto che è una cosa scontata.

Giovedì 17 agosto 2023 18:39:46

Compleanno zia anni 80 come incontrare 5 minuti Gerry Scotti


Salve per il compleanno della mia zia Anna Maria di anni 80, volevo datle la sorpresa di farle incontrare Gerry Scotti che adora. Possiamo arrivare nei studi o a Milano in quanto e' una fonna ancora in gamba. Ho mandato anche una mail a Mediaset per Cafura libera. Oppure se in qualche modo Gerry che e' sempre carino, può trasmettere gli auguri, la, farebbe super felice. E' una persona che ha fatto tanto per me che ora ho 61 anni, ma che ha perso in due anni entrambi I genitori (una era la sorella) Maria Luisa nel 1986 e Rinaldo Francesco nel 1988.
Se non fosse possibile, potete comunicarmelo?
Grazie.
Cilio Sonia Rimini

Lunedì 14 agosto 2023 23:29:39

Sig. Scotti so che si trova a Scicli le scrivo in quanto sono un malato terminale e vorrei tanto poterla abbracciare prima di lasciare questa terra io mi trovo a Ragusa

Domenica 6 agosto 2023 10:47:04

Puntata di ieri, 5 agosto.
Ho solo ascoltato la prima domanda degli ultimi 10 passi che è stata sul fiume che bagna Praga.
Non ho sentito la risposta in quanto in altra stanza per cui chiedo se qualcuno può scriverla.
Solo per curiosità, grazie

Sabato 5 agosto 2023 19:30:56

Comportamento poco sportivo


Poco sportivo, il tuo campione! Non sapeva la soluzione ed ha approfittato dello sfidante. Poteva lasciargliela.

Venerdì 4 agosto 2023 20:41:01

Signor Scotti, anche stasera espressioni tipicamente meneghine.
"Lazarun"...
Ancora complimenti, bravo e rispettoso.
Ora gliela dico io una parolina in un dialetto diverso:
"Cantaru"...
Traduca...

Giovedì 3 agosto 2023 19:55:53

Aiuti spudorati


Gerry Scotti fai prima a dare la risposta completa invece di suggerimenti nemmeno troppo velati. Adottalo e portatelo a casa.

Mercoledì 2 agosto 2023 19:48:47

Campione cadutalibera


Sarebbe opportuno che il campione evitasse di fare i suoi commenti ad ogni mezza frase

Mercoledì 2 agosto 2023 11:26:01

Considerazione


Buongiorno.
Esprimo con questa una mera considerazione sul signor Scotti.
Preciso che non sono mai stato un suo ammiratore per il solo e semplice motivo che non mi è sembrato mai "naturale" nell'assumere determinate espressioni non del tutto rispettose nei riguardi di chi lo segue.
A cosa mi riferisco?
In "Caduta libera" per esempio spesso assume atteggiamenti di meraviglia in un modo che lascia intravedere chiaramente che fa finta di non sapere la risposta quando tutti sappiamo che è il contrario.
E ancora, riprendendo un mio commento dello scorso anno, non si capisce il motivo per cui continua a pronunciare frasi in dialetto lombardo mancando di rispetto a quelle persone che lo seguono ma che perdono il filo del discorso non comprendendo quello che dice.
Chiacchierando con amici ho scoperto che non sono il solo a non guardare più i programmi con il signor Scotti in quanto cominciano ad essere privi di senso, vuoti in pratica.
Ripeto, ciò è una mera personale considerazione ma i produttori dovrebbero dire che si parla l'italiano.

Non nutro particolare simpatia per il Signor Scotti.
In Caduta Libera assume atteggiamenti non proprio veritieri per quello che vorrebbe dimostrare.
In particolare quando fa commedia, meravigliandosi di una risposta che dice di non conoscere.
E poi, quello che fa un po arrabbiare, credo un nutrito numero di telespettatori, è quando pronuncia delle frasi in dialetto lombardo.
Caro Signor Scotti, manca di rispetto agli italiani che la seguono e si sforzi quindi di parlare in italiano.
Almeno per chi la segue, non per me che guardo ben altro.

Martedì 1 agosto 2023 15:12:41

Mia figlia per me canta benissimo vorrei che la sentiresti cantare a 13 anni canta inglese anke koreano

Domenica 30 luglio 2023 19:25:27

Comportamento


Non è giusto che venga aiutato in modo spudorato il Campione che gode della sua simpatia!

Martedì 18 aprile 2023 08:47:06

Buongiorno all'attenzione del signor Gerry Scotti, cortesemente non cestinatemi,
Ciao Gerry mi chiamo Nives Tuccillo ho 68 anni vorrei sapere se tu potresti aiutarmi a risolvere una situazione economica, avrei bisogno di soldi per sanare una situazione che ne io e mio marito riusciamo, Viviamo in affitto e con la pensione di mio marito non siamo in grado di sanare un debito se puoi e se vuoi potresti aiutarci? abito a como provincia, quindi se mi daresti la possibilità di incontrarci spiegherei meglio la situazione, puoi far prendere informazioni per garantirti che è storia vera e siamo una famiglia per bene, rispondimi per chiedermi indirizzo di dove abito e puoi cosi confrontare che è tutto vero. Grazie e ascolta per dare voce a questo mio bisogno di aiuto

Domenica 15 gennaio 2023 15:51:48

Ciao grande uomo che esiste nel mondo sono ahmed khalifa ho 26 anni abito a terni sono un papà di 3 figli piccoli.
Io avrei bisogno di parlare con lei sarà un piacere per me ti lascio mio numero 389-------.

Venerdì 6 gennaio 2023 19:03:43

Sono più impegnative le domande di Avanti un altro


Ma Canale 5 regala i soldi a Caduta libera? Domande a cui pure i bambini sarebbero in grado di rispondere. Perché non vengo io allora? Per superato limite età per partecipare alla trasmissione. "Davvero" un gran campione il signor Michele!!! Quasi quasi sono più impegnative le domande di Avanti un altro

Lunedì 28 novembre 2022 20:21:09

Ciao Gerry, mia nonna ti segue tutte le sere, si chiama Edvige Tangredi, ha 81 anni ed è di Casalbordino (CH) se potessi salutarla una sera so che ne sarebbe felicissima, quindi grazie mille in anticipo se lo farai.

Venerdì 18 novembre 2022 20:05:43

Non mi sembra giusto


Signor Gerry Scotti, sono stata sempre una sua estimatrice della sua persona, per il garbo che l'ha sempre contraddistinta. Mi sento però di farle un appunto: le sembrano giusti gli aiuti che fornisce sempre al campione Michele? A me no, considerando anche la facilità delle domande. Inoltre il dott Michele non lavora mai? Che medico è? Credo che ci dovrebbe essere un po' più di rigore nel gioco, ritenendo già alla portata di molti le domande.
Volevo solo dirle questo.
Cordialità

Venerdì 15 aprile 2022 20:59:50

Autografo di Gerry Scotti


Gent. le Gerry,

Sono una nonna che abita in provincia di Bergamo. Vorrei tanto esaudire il desiderio della mia nipotina Giorgia che per la sua prima comunione desiderebbe un suo autografo con rispettiva fotografia. Le sarei immensamente grata se lei esaudirebbe questo desiderio della mia cara nipotina. Se lei avresse intenzione di esaudire questo desiderio la invito a contattarmi sulla mia email (-------) per ricevere gli eventuali dettagli riguardanti l'indirizzo di spedizione.

Cordiali saluti,

Giuliana

Venerdì 4 marzo 2022 12:42:53

Una situazione di vita disperata


Gent. le Gerry
mi permetto di disturbarti per chiederti un aiuto a mia cugina, Morena Santi di 62 anni, e Giorgio Mariotti di 64 anni. Si sono conosciuti frequentando la scuola media, ed il loro rapporto è arrivato fino ad oggi, attraversando diverse situazioni difficili, che ora sono diventate insormontabili. Giorgio ha manifestato fino da giovane una salute precaria, avendo in più di una occasione episodi di crisi epilettica; per questo motivo i medici gli avevano consigliato una vita molto serena senza forti emozioni. E’ figlio più giovane di un grosso concessionario Mercedes-Benz per Marche e Abruzzo, e faceva parte della società con il padre ed i fratelli. Quando si sposarono, il padre gli aprì una concessionaria Mercedes a Pesaro. Con il passare del tempo, la vendita di mercedes calò a tal punto che lui e i fratelli consigliarono il padre ad ampliare la gamma di marche di automobili in vendita, cosa che lui rifiutò di accettare essendo il socio di maggioranza.
Avendo forti costi di gestione delle filiali e del personale, i conti cominciarono ad andare in rosso, ma lui non accettò mai consigli e portò l’azienda al fallimento, su questo spinto dalle banche che, a causa del suo disinteresse, gli applicavano tassi usurai. Nel frattempo ero morto di cancro il fratello a cui Giorgio era più affezionato, e questa disgrazia gli aveva già provocato un preoccupante peggioramento di salute. Quando poi avvenne il fallimento, le condizioni peggiorarono a tal punto che ora gli è stata diagnosticata una patologia neurodegenerativa progressiva incurabile, che lo costringe in un letto, con la sola possibilità di muovere gli occhi. E’ assistito giorno e notte dalla moglie Morena, che è costretta ad alimentarlo tramite un sondino nasale. A tutto questo si è aggiunta l’operazione che ha dovuto subire Morena 2 anni fa per l’asportazione di un tumore maligna al seno e 18 linfonodi ascellari, ed è in attesa di effettuare l’ennesimo intervento per l’asportazione dell’utero. Come se non bastasse, l’appartamento ove abitano, acquistato dal padre di Morena, quando si sposarono non fecero la separazione dei beni, perciò in conseguenza del fallimento metà dell’appartamento, essendo di proprietà di Giorgio, è già andato una prima volta all’asta e in breve ci tornerà, facendo temere a loro la possibilità di rimanere in mezzo alla strada, non avendo le necessarie risorse economiche per riscattare la sua metà. Aprendo un sottoscrizione su Change. org, siamo riusciti ad ottenere l’interessamento di giornali e tv locali di Ancona che hanno fatto servizi visibili su youtube, e la trasmissione di canale5 condotta dalla D’Urso ha effettuato 2 dirette per sensibilizzare sulla situazione, ottenendo un buon riscontro, che non ha però ancora dato i frutti necessari alla soluzione di acquisto della casa.
Mi rivolgo a te confidando che tu possa dare un aiuto alla soluzione di questo doloroso problema.
Per dare un aiuto, puoi farlo facendo una donazione a favore di Morena Santi su questo iban:
IBAN: IT-------

Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato, e ti invio un forte abbraccio.
Giuseppe Tugnoli
-------
cellulare e whatsapp: 339-------

Sabato 19 febbraio 2022 12:13:16

Musica e amore


Sono un papà che sta cercando di aiutare sua figlia a realizzare un sogno (s'è possibile). Mia figlia è cantautrice e vorrei trovare qualcuno per collaborare per farla emergere. Se mi può aiutare questo è il mio numero 349-------, se volete ascoltarla lei si chiama MICHELLE, THE LISTLESS, ci sono dei suoi brani pubblicati, oppure se mi manda un indirizzo email vi mando i file. Vi ringrazio anticipatamente

Mercoledì 16 febbraio 2022 18:08:08

Nicola, bellissima poesia...
Gerry show !
Caspita, ma da dove ti è venuta fuori questa armoniosa danza di parole che toccano il cuore...
E allora ti chiedo, visto che sei così bravo, di dedicare una poesia ad un'altro Gerry, mio amico, nato a Catanzaro.
Fa l'infermiere, si alza alle 5: 00 e spesso dopo il turno di notte torna a casa alle 7: 00.
Immaginalo in corsia a curare i malati con siringa, garze, disinfettanti ecc...
Parla del suo lavoro, parla dei suoi 1.200 euro al mese...
Metti tutto in rima, avrai un gran successo come poeta ma soprattutto come uomo.

Martedì 15 febbraio 2022 18:51:46

Gerry Show


Nasce in provincia di Pavia,
in un paese, di periferia
da famiglia, modesta
con tante speranze, in testa.
Madre casalinga e padre operaio
con volontà, d'acciaio
si trasferì a Milano,
per cercare un futuro, sano.

Studia al classico e dopo la maturità
si iscrive alla facoltà,
di giurisprudenza,
che lascia, per trovare l'indipendenza.
Inizia in radio, pian piano
nell'hinterland di Milano
con annunci e rubriche varie
con umiltà e poche arie.

Scoperto da Cecchetto
per un suo progetto,
sì confidò a mamma,
ambizioni e programma.
Viso simpatico e voce coinvolgente,
conquistò subito la gente,
dalla radio alla televisione,
fu la sua, "esplosione".

La carriera, di Gerry Scotti
tra musica e programmi condotti,
passando per cinema, varietà
e qualche, pubblicità,
non accenna a rallentare,
neanche con l'esperienza, parlamentare.
Molti premi e riconoscimenti,
tanti complimenti.

Lo "zio Gerry" di Mike, l'erede,
fa tutto, in cui crede
è attivo nel sociale,
per i bimbi che non hanno il natale.
Campione di quiz a premi,
con stile e senza problemi,
ha portato fortuna ai concorrenti,
consigli e insegnamenti.

Auguri, per la nuova grande sfida,
come nonno, sarai un guida,
un privilegio, importante
dopo una carriera, eccitante.
Ora che è anche commendatore,
come gran, lavoratore,
non pensare alla pensione,
non è pronta, la televisione.

28/03/2021 Nicola Zanovello

Mercoledì 2 febbraio 2022 11:33:50

Brenno: un progetto lasciato ai genitori


Buongiorno sig. Scotti. A febbraio 2020 mio figlio Brenno Marani ha partecipato al suo spettacolo Chi vuol essere milionario. Credo lo ricorderà: era un ragazzone che studiava veterinaria con una bella faccia tosta. Era evidente che lei lo aveva in simpatia. Non ha vinto molto però. Domenica scorsa ha perso tutto: un incidente stradale ha bloccato i suoi progetti futuri ed è morto.
Un progetto ha però lasciato ai noi, genitori a pezzi: fare qualcosa per i suoi amati animali. Abbiamo iniziato una raccolta fondi per un progetto ancora non definito (una macchina ecografica per una clinica veterinaria, per un ente di protezione cani, etc) -
Le scrivo il dettaglio, senza impegno. Solo quello di ricordare la sua faccia simpatica. DONAZIONE IN MEMORIA BRENNO MARANI - ht ts: //gofund. me/fc7865d9.

Grazie per la sua attenzione e buon lavoro. Massimo Marani

Venerdì 28 gennaio 2022 07:15:39

Enciclopedia Parlamentari Socialisti


On Mauro Del Bue sta per pubblicare l’Enciclopedia dei Parlamentari Socialisti, ha scritto anche la sua biografia e vorrebbe sottoporla alla sua approvazione.
All’opera hanno già aderito circa 170 parlamentari eletti dal 1983 in poi.
Verrà presentata al Senato grazie al patrocinio del Sen Nencini Riccardo.
Le lascio i contatti dell’On
Cell 335 -------
Mail -------
Grazie
Saluti
Canali Ilva
Segretaria

Domenica 23 gennaio 2022 08:33:21

Leggo una delle tanti frasi di Gerry... che cita che per quanto ha lavorato sembra avere 80 anni...
Vale per tutti coloro che hanno lavorato soprattutto per quelle persone che hanno svolto e svolgono lavori pesanti, stressanti e socialmente utili, per quelle categorie che vanno in pensione con pochi soldi e magari non arrivano a fine mese.
Questi VIP parlano di quanto lavorano ma di quanto guadagnano non dicono nulla.
Che stessero almeno zitti.
A questo aggiungiamo anche che molte di queste persone sono di un'ignoranza proverbiale, magari con livelli di cultura molto limitati.
E se pensiamo che quelli che lavorano per le reti RAI sono mantenuti anche dal canone che paghiamo, il cerchio si chiude.

Sabato 22 gennaio 2022 13:24:02

Spero che questo mio messaggio ti sia recapitato dal tuo staff. Caro Jerri sono un pensionato di anni 72 vivo a Roma, ti seguo sempre in TV. Ascolta Jerri so' che voi vip fate spesso opere di benificena, leggi con il ❤ quello che sto' per scriverti. Vivo con 1000 euro al mese, ho mia moglie che sta male ed e invalida. Purtroppo tra affitto, bollette e via dicendo ed anche la restituzione di rate di prestiti presi per curarla, sono arrivato a non farcela piu' a tirare avanti. Avrei bisogno di un aiuto potresti fare una beneficenza per me? Basterebbero qualche migliaia di euro. Mi chiamo Fabrizio abito a ------- 139 il mio telefono è 340-------. Spero che il tuo ❤ prenda in considerazione tutto ciò ed in attesa di una tua ti saluto cordialmente. Aspetto con ansia. Un bacio.

Sabato 8 gennaio 2022 08:27:57

Ciao sing gerry scotti vorrei entrare nel mondo dello spettacolo come posso fare

Domenica 2 gennaio 2022 17:01:40

Caro sig, Scotti, scrivo per conto di mio nipote che risiede a napoli, lei e'un idolo per lui, il suo piu grande desiderio per i suoi 18 anni e' avere un suo saluto, spero di fargli questo gran bel regalo!
grazie mille semmai gli arrivera' questo messaggio.
Cordiali saluti
Mimmo Marrazzo

Sabato 1 gennaio 2022 19:42:16

Amalia, con cui c'e' da complimentarsi, ha corretto ma tanto servirà a poco.
Ieri Gerry ha detto, per pubblicizzare la scatola del gioco, che una nonna l'ha chiamato. o comunque contattato.
Ma se non si hanno contatti diretti?
Se ci sono potete informamii a tal proposito?
Così gli scrivo direttamente per dirgli che in Italia si parla l'italiano e il lumbard solo in Lombardia.
Ieri ha detto " le lu '"...
Bravo !!!

Venerdì 31 dicembre 2021 19:49:02

Errore dito piccolo del piede


Caro Gerry preciso che il dito piccolo del piede non si chiama mignolo ma mellino
alluce... illice... trillice... pondolo... mellino
Buon 2022

Giovedì 30 dicembre 2021 19:18:10

Trasmissione del 30/12


Vorrei precisare che per la sanità Americana non chiedono la carta di credito... chiedono quale assicurazione hai.
Buon Anno! 😊

Mercoledì 29 dicembre 2021 23:32:19

Ovviamente auguro un ottimo 2022
vorrei presentarti un'dea per un probabile nuovo programma in tv fin'ora inedito.
per questioni di riservatezza sull'idea, non intendo ovviamente svelarne il contenuto qui, ma se ti riterrai interessato, quanto meno a volerne scoprire il contenuto, potrai contattarmi o farmi contattare da qualcuno del tuo staff.
grazie e ciao.

Martedì 28 dicembre 2021 19:17:11

Precisazione


Gerry, ma che str***ate dici !
Stasera, 28 dicembre, oltre alle tue solite citazioni meneghine, hai citato Jolanda Gigliotti come francese.
Dalida, nata in Egitto dove il padre lavorava, era di origine calabrese.
In Francia è andata molto dopo.
Perdonatemi tutti ma devo dire ciò che
penso.
Se fosse stata di origine "lumbard" Gerry lo avrebbe detto..
Ciao

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