Ultimi commenti alle biografie - pagina 2582

Mercoledì 17 giugno 2020 13:47:11 Per: Mario Giordano

Buongiorno dott. Giordano, denuncio quanto mi è successo.
Al culmine di condotte ritorsive nei miei confronti, nel 2015 sono attinto da grave provvedimento disciplinare da parte di un grosso ente pubblico mio datore di lavoro; successivamente ne seguirà un altro (per comunicazione non sufficientemente concisa) che non impugno per tenuità della sanzione visto che, nel frattempo, la riforma introdotta con il D. Lgs. 25/05/2017 n. 75, aveva limitato il potere di un dirigente di sede alla sola possibilità di irrogare il “rimprovero verbale”.
Il primo, invece, era una sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per 10 gg (danno retributivo diretto netto, circa € 650, 00): sempre il massimo che al tempo un dirigente di sede potesse irrogare.
Questa sanzione viene comminata il giorno prima di un esame che avrei dovuto sostenere per un ruolo di responsabile ed al quale vi era, oltre me, solo un altro concorrente e la sua misura è tale da procurarmi, oltre l’esclusione da quella prova specifica, anche da tutte le procedure di avanzamento retributivo dei due anni successivi che, peraltro era prevista di lì a poco (2016) e, ad oggi, non ve ne è stata una successiva.
La sanzione era irrogata in prossimità della selezione per non darmi il tempo di impugnare il provvedimento in quanto l’impugnazione mi avrebbe ammesso con riserva; né si è atteso il giorno dopo la selezione perché anche in quel caso, eventualmente sostenuta positivamente la prova, l’effetto della prova sarebbe stato ugualmente demandato al giudice. Solo irrogandola in prossimità della prova vi era la certezza che non potessi sostenere l’esame.
Mi rivolgo a un legale per impugnare la sanzione proponendo di chiedere l’annullamento della stessa e il danno da perdita di chance.
L’avvocato ritiene palesemente fondata la prima richiesta ma non la seconda che ci avrebbe condotto alla soccombenza sul punto e quindi a non poter avere la vittoria di spese.
Il legale mi chiede un compenso di € 2. 500 più oneri (C. U., cassa previdenziale, iva), faccio notare come il caso non presenti alcuna complessità; mi invita a firmare quel preventivo con l’impegno che valuterà di poter ridurre l’onorario.
Infatti, accetta la mia proposta e successivamente mi invia una email in cui in accoglimento della mia richiesta di riduzione del compenso, mi ripropone una scrittura identica alla precedente ma con il compenso ridotto a € 2. 000. Non si tratta di una correzione, ma la scrittura è rifatta ex novo.
L’avvocato impiega 7/8 mesi per redigere il ricorso e io invito a far presto perché persa la possibilità della prima selezione importante, possa almeno partecipare (con riserva) alle selezioni per avanzamenti retributivi.
Capisco che sta “lavorando” malissimo, dedicandomi il tempo che trova, puntando su teorie inconsistenti e tralasciando importanti principi abbondantemente affermati dal diritto. Chiedo quanto voglia per fermarsi e perché io possa revocare il mandato ed affidarlo ad altro professionista. Mi chiede € 1. 500 dei 2. 000 totali pattuiti: non mi conviene, persi per persi, meglio proseguire.
L’avvocato attribuisce a me la colpa dei ritardi (?) comunque a maggio 2016 mi fornisce la versione del ricorso confermandomi che non può inserire il danno da perdita di chance perché sarebbe di pregiudizio.
Ci accordiamo perché presenti tale ricorso al più presto perché ormai è in scadenza il termine della selezione degli avanzamenti retributivi.
Passa un’ulteriore settimana ed ormai il deposito del ricorso non è più rinviabile ma l’avvocato me ne presenta una versione diversa con inseriti due punti che aveva consapevolmente detto ci avrebbero portato alla soccombenza.
Tutto quanto detto è documentato per iscritto da corrispondenza email, come anche la mia ulteriore risposta con cui invitavo a presentare la versione precedente visto che si era detto che inserire tali richieste sarebbe stato di sicuro pregiudizio.
Peraltro l’avvocato inserisce tali richieste senza adeguata e strutturata allegazione (per essere sicura della soccombenza ? ?), limitandosi a chiedere circa € 900, 00 di danni, senza sapere perché e senza sapere come avesse quantificato quel danno, in pratica come si chiede 1 kg di arance al fruttivendolo.
L’avvocato non ne vuole sapere di modificare l’atto e lo ritiene definitivo: prendere o lasciare. Ormai non c’è più tempo, il ricorso deve essere depositato, altrimenti, dal mancato avanzamento retributivo avrei subito un danno economico maggiore delle spese legali.
Come previsto la sanzione risulta infondata, il Giudice in verità ravviserebbe una mia minima responsabilità disciplinare (che contesto) con una sentenza strana e illogica, ritiene che debba avere una multa di 2 ore, circa € 30, 00 che, però, non mi preclude avanzamenti di carriera. In pratica è comunque accertato che il datore di lavoro non poteva irrogarmi una sanzione tanto grave e non poteva escludermi né dalla selezione di responsabile né da quelle per avanzamenti retributivi.
Tuttavia compensa le spese per soccombenza reciproca in relazione alla richiesta per perdita di chance, senza operare alcuna istruttoria per eccessiva genericità della richiesta.
In pratica viene accertata la mia ragione quasi totale ma il mio danno passa da € 650, 00 (che peraltro ancora oggi non riesco ad avere dal datore di lavoro) a circa 2. 600 euro, cioè la cifra di spese legali cui controparte non è stata condannata per effetto della compensazione totale delle spese.
Non solo: l’avvocato torna alla carica e vuole riportare il compenso a € 2. 500 più oneri forte del fatto che, nonostante la corrispondenza email, sul secondo preventivo con cui mi riconosceva lo sconto, poiché trasmessomi in pdf, non c’è la mia firma.
Il danno, così, salirebbe a circa € 3. 200, ma io le ho risposto che era lei a dover attivare la procedura assicurativa per risarcirmi delle spese legali mentre lei mi sollecita il pagamento.
Vorrei ricorrere in appello per la sanzione, la vittoria sarebbe quasi certa (salvo l’alea tipica dei processi) perché, a detta di avvocati, gli errori sono evidenti, ma gli stessi mi sconsigliano l’azione perché hanno notato uno strano eccessivo ricorso alla compensazione delle spese (anche illegittima) quando a soccombere sia una pubblica amministrazione. Sarebbe concreto il rischio di ritrovarmi con una ragione piena ma con un danno complessivo che si aggirerebbe attorno ai 7. 000 euro.
Mi sembra come di scivolare nelle sabbie mobili, da cui più cerchi di uscire e più ne vieni danneggiato, oppure come finire vittima dell’usura dove più hai ragione e più ti mangiano tutto.
Ora ho descritto la vicenda sommariamente e nonostante tutto mi sono dilungato, ma è tutto documentato nel dettaglio e spero che qualcuno voglia aiutarmi ed esaminare tutti gli atti e la corrispondenza con me, come sono anche disponibile a fornirmi ogni ulteriore chiarimento e precisazione.
Confidando in un aiuto, ringrazio e saluto

Da: Anonimo

Mercoledì 17 giugno 2020 13:20:12 Per: Veronica Gentili

Posso sbagliare ma il settarismo politico non è ben digerito dalla tua professionalità che comunque ti procurerà meritate soddisfazioni. Buon lavoro e mi piacerebbe essere informato circa la realizzazione della mia previsione.

Da: Saverio

Mercoledì 17 giugno 2020 12:52:37 Per: Massimo Gramellini

Gentilissimo dottor Gramellini,
mi permetto di scriverLe perché, dopo aver letto il suo articolo sulla sua maestra delle elementari, lo. sento come un dovere morale!
Anche io faccio parte di quell'esercito di maestre della scuola pubblica italiana da ormai trent'anni, e la seguo da sempre!
Ho apprezzato quotidianamente il suo "buongiorno", condividendo ogni sua considerazione, l'ho seguita puntualmente da Fazio ed ora continuo a non perdermi il suo "caffè", le "parole della settimana" ed i suoi libri!
In ognuno di questi preziosi appuntamenti mai ha mancato di esprimere solidarietà, comprensione, attenzione e rispetto verso la mia categoria.
La ringrazio con immensa commozione, la stessa che ho provato a leggere della sua maestra Olga,. In metro, a Torino, sono affiorate anche le lacrime, che la. maacherina non ha potuto nascondere!
Sono veramente fiera di appartenere a quella schiera così bistrattata, è vero, ma anche così rispettata ed amata da persone come Lei, di immensa cultura e di profonda umanità!
Ciò ci ripaga deii tanti soprusi subiti.
Non oso dilungarmi troppo, ma concludo con il mio saluto più cordiale, colmo di gratitudine, non solo per Lei, ma anche per ciò che la sua cara maestra Olga ha permesso che Lei diventasse.
Con infinita stima,
Emanuela Rasetto

Da: Emanuela Rasetto

Mercoledì 17 giugno 2020 12:48:46 Per: Eddy Merckx

Dettagliata, precisa, avvincente, mai noiosa.
Letta fino alla fine.
Non sono assolutamente appassionato di ciclismo!
Per l'appunto.
Complimenti.
Un saluto

Da: Giovanni Ceccarelli

Mercoledì 17 giugno 2020 12:41:21 Per: Gianluigi Paragone

Buongiorno Gianluigi Paragone, sono l’Amministratore del Gruppo i Grigi.

Ho necessità di parlare con Lei per pochi minuti,
credo possa essere interessante per entrambi.

In calce i miei riferimenti
Cordiali Saluti
Geom. Salvatore Gargiuli

Mailto: -------
Mobile 335 -------

Da: Salvatore Gargiuli

Mercoledì 17 giugno 2020 12:23:25 Per: Gianluigi Paragone

Buongiorno Senatore Paragone, mi fa piacere che si e dissociato dai cinque stelle perchè hanno sbagliato tutto stanno dando il reddito a persone che non hanno lavorato mai, quei soldi li dovevo investire in lavoro nel Sud perchè qui non c'è lavoro a parte x ilva, agricoltura, edilizia. perchè i nostri parlamentari pensano solo ad arricchirsi e sitemare il famigliari e non hanno mai fatto un bel niente. scrivo dalla provincia di Brindisi. Ho scritto A Giordano, a Belpietro a Mirta Merlino, del mio problema ma nessuno la publicato all'attenzione dell' avvocato del popolo e della sua poltrona, che aveva detto che non avrebbe lasciato nessuno indietro. adesso le spiego il mio problema. sono un ex Guardia Giurata e sindacalista disoccupato io e mia Moglie di anni 61 licenziato dal 2007 per non aver firmato un contratto in nero, licenziato da dei giudici incompetenti e chisà.
non posso percepire nessun reddito perchè il mio isee e alto perchè ho degli immobili e fanno reddito, quindi non ho nessun aiuto, a parte il comune del mio paese mi aiutato con dei buoni spesa e un contributo del 80 % della bolletta luce. Prima del covid lavoravo in nero quando trovavo qualche lavoro adesso si e fermato tutto. come farò a mangiare, mangerò i mattoni della casa, ma come le pensono i decreti con i piedi perche non stanno in mezzo alla gente x per primo i sindacati venduti. e questo lo posso confermare. a 61 anni dovo trovo lavoro chi prende appena mando dei curriculum nessuno mi risponde, in pensione non posso andare perchè nel sud o lavori in nero o ti mandono a casa. questa e l'italia di merda. Ma il presidente Mattarella che fa dorme. Senatore scusa il mia espressione ma a scuola non andavo bene, però sul lavoro ero sempre un dei migliori. cortesemente fai qualcosa per tutti come me sono nelle stesse condizioni. Lascio il mio numero 320-------

Da: Cosimo

Mercoledì 17 giugno 2020 12:13:57 Per: Carlo Calenda

Gentile Signor Calenda, non sono sicuro, se Lei leggera mai queste righe, comunque ci spero, non sapendo anche a chi potrei rivolgermi altrimenti.
Ed anche mi scuso se il mio lessico e un pò semplice, ma sono di estrazione modesta, popolare, contadina. Quindi, vorrei esporle qualche mia considerazione, che non riguarda la "politica" italiana, questo ormai e diventata una prassi collaudata, incapace di migliorare le cose. Appunto questo e il problema, perche malgrado che cambino le formazioni politiche al Governo dell Italia, le cose rimangono quasi immutate? Secondo la mia sensazione, il problema e "culturale", persone di sinistra, di destra. o di centro, sono tutti impregnati della stessa cultura italiota. Io non voglio denigrare questo fatto, però, avendo viaggiato un pochino all estero, e facendo qualche confronto, devo riconoscere, che la maniera "italiota" di pensiero, di comportamento, che condizione quindi le nostre azioni, qualche problema ce lo abbiamo! Mi ricordo una frase di Adenauer (Cancelliere tedesco), che ad una domanda di un giornalista, si era espresso cosi: La ricchezza della Germania, e^ il suo popolo! Aggiungo io, la sua educazione, il modo di porsi, la serietà, ecc. Queste cose non sono innate nelle persone, ma si acquisiscono, nel tempo, dal comportamento degli altri simili, che a loro volta lo imparano dalla famiglia, dalla scuola, dalle Istituzioni, dai sistemi di Comunicazione ecc. Signor Calenda, Lei mi ha sempre ispirato, serietà, capacità, forza decisionale, Mi e anche dispiaciuto, che sia passato all opposizione, diminuendo cosi la possibilità, di influire sui cambiamenti. Non so se ha capito, quello che sento,
comunque, vorrei solo dire che se non cambiamo la Società, nel senso di modificare, influenzare, il comportamento, delle persone, eliminando la troppa volgarità,
esagerata anche nei Media, migliorando la Scuola, il personale negli Uffici, mezzi di Comunicazione ecc. l Italia rimarrà sempre un Paese indietro, rispetto alle altre
grandi Nazioni. Noi abbiamo Secoli di storia, pero anche di valori perduti, e questo e un peccato, e triste! I nostri Intellettuali dovrebbero occuparsi di piu di queste cose, anche... limitando personaggi come Sgarbi, o come la trasmissione "La Zanzara" delle 1900, su "Radio 24", massimo della volgarità.
Non si può pretendere che le cose migliorino, se si trascurano questi aspetti. Stiamo andando alla deriva.
Ci pensi Signor Calenda! Ne parli con Franceschini ! Cordiali saluti Manuele Resasco (SP)

Da: Manuele

Mercoledì 17 giugno 2020 11:29:49 Per: Mario Giordano

Caro Dr. Giordano le scrivo per segnalarle un vero e proprio scandalo della Regione Lazio. Il sig. zingaretti (volutamente minuscolo) non contento di avere regalato milioni di euro ad una ditta fantasma per l'acquisto di mascherine (soldi mai restituiti e su cui la magistratura si guarda bene di indagare) se ne è inventata un'altra. In piena crisi economica, con la gente che resta disoccupata, non riceve soldi non sa come tirare avanti cosa fa? toglie l'esenzione per le visite specialistiche (risonanza magnetica, ECG, MOC, radiografie varie, visite specialistiche ecc.) in parole povere la sanità, nel Lazio, è a totale carico dell'assistito con buona pace degli aiuti ai bisognosi. Naturalmente rimane una categoria che continua ad essere esente, i clandestini. Mi rifaccio a quello che ha detto ieri Paolo Del Ebbio, questi sono completamente disgiunti dalla realtà, non pensano, anche se è logico, per pensare bisogna avere un cervello e non ho ancora trovato un comunista che ce l'abbia. Con stima. Cordfiali saluti ed auguri per le sue giuste battaglie. A. Bertozzi

Da: Alberto Bertozzi

Mercoledì 17 giugno 2020 11:27:59 Per: Gianluigi Paragone

Luca dalla provincia di Ancona, ti seguo da sempre e ho apprezzato molto la tua iniziativa di creare un partito che sia forte e deciso su tematiche nazionali ed europee, se mi posso permettere vorrei offrire il mio appoggio attivo a questa tua nuova avventura.

Da: Luca

Mercoledì 17 giugno 2020 11:17:17 Per: Mario Giordano

Buongiorno sig. Giordano,
dovrei probabilmente chiamarla “dottore”, ma sono abituata a chiamare dottore solo il mio medico e la mia semplicità, oltre che coerenza, mi “forza” a continuare a mantenere le mie abitudini.
Sicuramente, soprattutto in questi mesi, starà ricevendo moltissime lettere di persone che si lamentano, per lo più giustamente, sulle miriadi di cose che non vanno. Ieri sera guardavo la sua trasmissione e mi chiedevo: ma come può un Italiano, che si guarda attorno con occhi e mente aperti, non imbestialirsi? Dove ti giri ti giri ci sono situazioni da brividi: chi non ha preso un centesimo di cassa integrazione, chi si trova a non riuscire più a far ripartire la propria azienda, chi ha perso una persona cara e non è riuscita neanche a dirgli l’ultimo ciao, infrastrutture che cadono a pezzi, decreti che smentiscono il decreto precedente, persone che si fanno spazio insultandone altre, statue divelte, interi settori completamente dimenticati, discoteche prossime alla riapertura ma scuole chiuse. Potrei purtroppo andare avanti all’infinito. Che tristezza questo nostro bel Paese! Che tristezza vedere sprecato tuto quell’ingegno che gli Italiani durante il lockdown hanno documentato, tutta la solidarietà che quotidianamente hanno dimostrato, tutta quell’Unione che si è vista sui balconi, nelle parole di conforto pronunciate e scritte sui social, nelle azioni del vicino che aiutava il più debole. Tutto questo viene buttato nel cestino “dell’indifferenza” non dell’indifferenziata. Mentre guardavo la sua trasmissione pensavo a mio figlio, giovane 15enne; pensavo a quale sarà il suo domani, quali saranno le sue certezze, quali saranno le possibilità e le difficoltà che potrà incontrare nella sua crescita. Che paura, che senso di colpa profondo... figlio mio dove ti ho fatto nascere, dove ti sto facendo crescere! La speranza è sempre dentro di noi, così come lo spirito della sopravvivenza, ma è anche vero che ultimamente siamo un po’ tutti presi dallo sconforto, dallo sconcerto profondo quando ci guardiamo intorno e confrontiamo i discorsi dei “grandi” con la “nostra” realtà (sì perché è la “nostra” realtà, non sicuramente la “loro”).
Pensavo agli stuzzichini che “qualcuno” ha mangiato, al timballo, alle bottiglie di buon vino che sicuramente saranno state aperte e mentre pensavo a ciò, la mia mente vedeva le migliaia di persone che sicuramente in quello stesso momento invece avevano un piatto vuoto davanti, o una minestra scondita, o la solita bolletta da pagare condita solo da un “dove trovo i soldi? ”. Ma come si fa a vivere in due mondi così diversi? Non sono neanche paralleli, questi non stanno neanche nella stessa galassia!
Mi piacerebbe poter incontrare questi “grandi” e potergli parlare della vita vera, non di quella che vivono loro sulle nuvolette che li trasportano in giro, quelle nuvolette che non solo non gli fanno bagnare o sporcare le scarpe, ma non gli danno neanche il senso della durezza dell’asfalto. Non avrei neanche bisogno di parlargli della mia vita (sono convinta che c’è gente che sta peggio di me, sigh!), mi basterebbe raccontargli la vita di persone che conosco personalmente, di piccoli imprenditori, di operai, di studenti, di casalinghe per dargli una foto di quello che è vero, reale, tangibile, una foto di quella vita che sembra non si accorgano, di quelle difficoltà che non fanno parte del loro panorama, dell’importanza delle parole che invece loro tante volte sprecano o utilizzano con una facilità disarmante.
Io so di essere una donna ignorante, ho solo la terza media, non potrei competere con le loro lauree, con i loro paroloni, ma sono certa che non mi metterebbero in scacco e, se mai un sogno si potesse avverare, non metterebbero in scacco neanche i milioni di Italiani che tutti i giorni combattano una battaglia per la sopravvivenza (se davvero li incontrassero). Ma questo giorno non ci sarà mai, passeranno i mesi, gli anni, ma la porta tridimensionale che si apre per quelli che varcano la soglia della politica, perché per forza deve essere una porta che si affaccia dentro ad un’altra galassia altrimenti è inspiegabile la loro cecità nei confronti della realtà, non verrà mai abbattuta. Cambieranno i nomi, i colori, le bandiere, ma il vortice oscuro che ha catturato questi “grandi” non cesserà mai. Ho solo un grande rammarico: non poter andarmene via da questo Paese che non riconosco più, da questo Paese che ho sempre amato, da questo Paese di cui ero fiera di appartenere. Un paese fatto di bellezza, di stravaganza, di semplicità, ma che oggi più che mai è deriso, è violentato, è oscurato.
La prego, lei che può, continui a far sentire le voci di chi, come me, è stanco, è demotivato, è disinnamorato, è profondamente deluso. Forse solo così qualcuno ascolterà, ma realmente ascolterà.
Io intanto aspetto che la storia, con i suoi alti e i suoi bassi, faccia il suo corso.

Laura

Da: Laura Nanni