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Ridley Scott

Ho visto cose che voi uomini...

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Ridley Scott

Tutto si può dire di Ridley Scott ma una cosa è certa: come regista ha conosciuto i suoi alti e bassi e, accanto ad opere di pregio è incappato in vere e proprie cadute di stile. Ma solo per aver girato un capolavoro insieme metaforico e visionario, fantascientifico ma anche terribilmente horror come "Alien", il regista passerà alla storia del cinema.

Ha piazzato nell'immaginario visivo umano anche un'altra perla, e alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del cupo e ormai mitico "Blade runner".

Regista e produttore, il capace e inflessibile Ridley Scott (si dice che abbia un carattere particolarmente tosto) è nato il 30 novembre 1937 a Northumberland, in Inghilterra. La sua carriera è molto articolata e ha potuto esprimersi in più settori.

Dopo aver studiato al West Hartpool College of Art e al London's Royal College of Art, all'inizio degli anni '60 comincia a lavorare come scenografo alla British Broadcasting Company.

In seguito, dirige alcuni show dell'emittente inglese, come il serial poliziesco "Z Cars".

Abbandonata la Bbc, dà credito al suo spirito indipendente e si rimette in gioco come freelance. Apre una sua casa di produzione, con tutti i rischi (soprattutto economici) del caso.

Per mantenersi a galla, il lavoro di quegli anni è forsennato. Realizza centinaia di spot pubblicitari e la mano è già quella di un maestro. Molte di quelle sue iniziali produzioni conquistano infatti premi e riconoscimenti. Nel 1977 debutta come regista cinematografico a tutti gli effetti con il film "I duellanti", interpretato da Keith Carradine e Harvey Keitel.

Il risultato avrebbe incoraggiato anche il più indeciso dei principianti, dato che vince il premio per la migliore opera prima al Festival di Cannes, ma Scott non è certo il tipo da aver bisogno di consensi esterni.

Il film successivo, è ancora più ambizioso. Si tratta del già citato "Alien" (1979), rivoluzionario esempio di cinema di fantascienza. Il personaggio principale è la dura cosmonauta Ripley, interpretata da una convincente Sigourney Weaver. L'alieno è una sorta di creatura biomeccanica che viene disegnato da quel vero e proprio re degli incubi che risponde al nome di H.R. Giger.

Tre anni dopo con "Blade runner", liberamente tratto dal romanzo "Il cacciatore di Androidi" di Philip K. Dick, il regista propone una tenebrosa visione del futuro, poco attenuata dal finale consolatorio imposto allora dalla produzione ma di recente fortunatamente ripristinato; con il suo protagonista Rich Deckard il film contribuisce a rendere sempre più mitico il suo interprete Harrison Ford, già nell'olimpo di Hollywood per la sua presenza nei film di Indiana Jones (Steven Spielberg) e Star Wars (George Lucas).

Gli altri film realizzati negli anni '80, "Legend" (1985, con Tom Cruise), "Chi protegge il testimone" (1987) e "Black Rain - Pioggia sporca" (1989), sono certamente meno originali dei primi, ma nel 1991 "Thelma & Louise" è uno straordinario successo commerciale: ottiene sei nomination dell'Academy Award.

Dopo il clamoroso flop di "1492 - La scoperta del paradiso" (1992), Scott realizza opere che non raccolgono più i consensi di un tempo: "Albatros - Oltre la tempesta" (1996) e "Soldato Jane" (1997), un inquietante esaltazione della vita militare che vede sullo schermo un'irriconoscibile Demi Moore, tutta muscoli e capelli corti.

Il pubblico sembra insomma aver un po' abbandonato il regista inglese ma nel 2000, torna al successo con "Il Gladiatore" (interpretato dal neodivo Russell Crowe), vincitore di cinque Oscar, tra cui quello per il miglior film.

Subito dopo realizza "Hannibal", il seguito de "Il silenzio degli innocenti", prova controversa e oggetto di infinite discussioni tra fan e critici (c'è chi lo denigra e chi invece lo stima grande film).

A questo è seguito il meno fortunato "Black hawk down" (storia della sanguinosa battaglia combattuta dai militari Usa a Mogadiscio nel 1993), che rappresenta il tipico prodotto della discontinuità del regista.

Tra le ultime fatiche di Ridley Scott vi sono il divertente "Il genio della truffa", "Le Crociate" (Kingdom of Heaven, 2005, con Orlando Bloom) e "American Gangster" (2007) film che narra la storia del boss Frank Lucas.

Ultimo aggiornamento: 19/12/2007

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