Ultimi commenti alle biografie - pagina 3233

Lunedì 6 aprile 2020 19:09:27 Per: Bianca Berlinguer

Buonasera, vorrei chiederle di comunicare in trasmissione il problema del collegamento con il sito Inps per richiedere il bonus di € 600, 00, Sto provando da lunedì della scorsa settimana, prima mi comunicano che per il cambio d'indirizzo devo essere contattata cosa che non avviene, dopo giorni di tentativi recepiscono il cambio residenza ma devo chiedere online nuovamente il pin cosa che tento di fare da giorni e dalle 16. 00 fino a sera tardi ma dopo tutta la registrazione dei dati il sito si scollega e riprova da capo, da capo, da capo fino allo sfinimento. E' un modo per ritardare le richieste o far desistere qualcuno per sfinimento, mi sembra l'ennesima presa in giro. Non sono l'unica in questa situazione e sarebbe utile (forse) segnalarlo ulteriormente. Grazie
P. S. Avrei tante altre cose da segnalare ma mi accontento se ci aiuta a sbloccare questa situazione.

Da: Giusy Guarra

Lunedì 6 aprile 2020 19:00:00 Per: Fabio Fazio

Buongiorno
vorrei segnalare un problema legato al mondo scolastico. Oltre alle scuole statali esiste un sistema di formazione IEFP che vede coinvolti tantissimi studenti in tutta italia che frequentano le scuole professionali.
Svolgiamo una grande funzione sociale, accogliamo studenti che per vari motivi, difficoltà, disagi sociali, riescono a diventare bravi lavoratori con un percorso parallelo alla scuola statale.
Sono dirigente presso un Ente di Formazione accreditato dalla Regione Lombardia e mi piacerebbe che si parlasse di questo mondo molto importante.
Anche noi abbiamo gli esami e non sappiamo ancora nulla, è vero che aspettiamo le direttive dalla Regione Lombardia, ma mi dispiace non si parli dei nostri ragazzi che vengono sempre considerati studenti di serie C neppure B.
La invito a vedere il nostro sito www. ialombardia. it per capire chi siamo e cosa facciamo
Grazie
Elisabetta Larini

Da: Elisabetta Larini

Lunedì 6 aprile 2020 18:45:06 Per: Mario Giordano

Salve sono Eugenio, vorrei chiederla come mai su Facebook girano notizie a riguardo le 5G con degli accostamenti credibili di infezione causate proprio da onde elettromagnetiche emesse. E non se ne parla. E' una bufala o bisogna preoccuparsi?

Da: Eugenio Ciancone

Lunedì 6 aprile 2020 18:38:03 Per: Vittorio Feltri

Buongiorno;
In questo contesto sociale, dove pare che il mondo sia messo in riga dalla natura stessa, oppure da qualcosa di profondamente innaturale...
Io vi presento una storia che forse vale la pena di essere raccontata.
Non so se desto interesse ma riguarda scientology, la mia vicenda e la pazzia della libertà individuale. Una storia pesante.

Da: Enrico Marchesini

Lunedì 6 aprile 2020 18:33:29 Per: Milena Gabanelli

Gent. ma Dott. ssa,
ormai sono anni che seguo le sue inchieste (prima in TV e adesso sul quotidiano) e le voglio esprimere gratitudine per il grande lavoro che svolge per la collettività: con il suo prezioso e serio lavori contribuisce sicuramente ad ad accrescere la consapevolezza dei cittadini sulla realtà che vivono quotidianamente.
In virtù di questa stima, ho deciso di sottoporle alcune mie riflessioni, formulate in questi giorni di prigionia domiciliare su alcuni cambiamenti che penso interesseranno il nostro modo di vivere futuro.
Nel ringraziarla per la sua eventuale attenzione le invio cordiali saluti.
F. to Ing. Giuseppe Acquaro.

Il futuro che ci attende e le scelte da fare.

In questi giorni penso che quasi tutti abbiamo maturato la consapevolezza che il coronavirus - e in generale il rischio legato ad epidemie batteriologiche o virali - cambierà il nostro modo di vivere: il lavoro, la socialità, le modalità di fare acquisti, gli strumenti e i modelli educativi nelle scuole e nelle università, la gestione e la cura della salute e in generale tutte quelle attività umane quotidiane che comportano un contatto con gli altri e nelle quali sarà necessario adottare l’arma del distanziamento sociale.
Tale stato di cose permarrà fintantoché non sarà scoperto un vaccino o una cura sintomatica: ma gli scienziati ci dicono che il virus è di tipo genetico, ossia cambia nel tempo, e quindi il problema si ripresenterà ciclicamente e quando ciò accadrà, ecco che dovremo nuovamente disseppellire l’arma del distanziamento.
In definitiva, possiamo forse ipotizzare che in futuro alcuni cambiamenti saranno transitori, ma altri diverranno permanenti. E come sempre è avvenuto in passato, chi non saprà cogliere per tempo i cambiamenti in atto per adattarsi, subirà un ridimensionamento della propria qualità e stile di vita. Tale regola vale tanto per i singoli quanto per le imprese, le comunità e le nazioni.
Un prestigioso studio di un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra, ha messo in evidenza cosa ci aspetta nell’immediato futuro: misure di distanziamento sociale estreme ogni volta che i ricoveri nei reparti di terapia intensiva iniziano ad aumentare alternate a misure più labili ogni volta che i ricoveri diminuiscono.
La frequenza temporale di questo approccio a “fisarmonica” dipende oltre che dalla quantità di letti disponibili in terapia intensiva, anche dal grado di accettabilità di “sacrificare” la popolazione più anziana o più fragile: al riguardo è significativo osservare le differenze di approccio (almeno iniziale) fra i paesi anglo sassoni e quelli neo latini: più liberisti i primi, più “sociali” i secondi.
In questo approccio a fisarmonica, inoltre, quando la soglia degli “infetti” scenderà al di sotto di una certa soglia (R0<1), le misure restrittive saranno revocate ma le persone “infette” rimarranno comunque confinate a casa.
Qualche autorevole studio ha stimato che il distanziamento sociale comporta una riduzione del 25% dei contatti: questo significa che la chiusura delle scuole dovrebbe essere in vigore per quasi due terzi del tempo (attivo due mesi e un mese in pausa). In questo scenario, per non interrompere il processo di apprendimento e di studio anche durante le quarantene, sarà quindi necessario ripensare il modello didattico di scuole e università.
Uno stile di vita da recluso, però, non è sostenibile (né fisicamente né economicamente) per periodi così lunghi e pertanto si dovrà necessariamente pensare ad un nuovo stile di vita sociale.
Il modello che sta prendendo forma è quello coreano: una sorta di grande fratello che segue ogni nostro movimento in ogni istante della nostra vita quotidiana e controlla lo stato di salute in tempo reale per “avvisare” gli altri ovvero tenerci bloccati. In poche parole sarà formalizzato un “lascia passare” con cui sarà possibile acquisire la libertà di movimento sacrificando il nostro diritto alla riservatezza.
Questo elemento costituisce, a mio avviso, un duro colpo alla cultura liberale occidentale, nella quale i diritti individuali sono una pietra miliare delle democrazie, così come esse si sono evolute nella odierna post modernità. Nella odierna cultura liberale, infatti, siamo divenuti poco inclini a tollerare sacrifici del benessere individuale - libertà individuali - a favore del benessere collettivo, atteso che si considera il secondo come una conseguenza del primo.
Nell’attuale scenario non è assurdo temere il rischio che si possano introdurre nuove forme di “discriminazione” legali. In presenza di tecnologie in grado di identificare chi è a “rischio” e chi no, l’informazione sul nostro livello di rischio, accanto ad un suo utilizzo finalizzato a limitare la nostra libertà di movimento (accesso ai mezzi di trasporto, a grandi spazi, a edifici governativi, a locali pubblici e notturni, ai teatri, ai cinema, nei luoghi di lavoro, ecc…), potrebbe essere utilizzate anche per altri scopi.
Al rischio di mobilità potrebbero associarsi altri parametri per valutare un rischio di tipo “economico” e/o “produttivo” delle persone. Potrebbero, cioè, introdursi barriere legali di “ingresso” e quindi criteri intrinsecamente discriminanti: il tutto accettato in nome di una economia di mercato che non può sopravvivere con soggetti a rischio in circolazione.
Se questo rischio di “discriminazione sociale” è fondato, non vi è alcun dubbio che il maggior costo di questo cambiamento sarà verosimilmente sostenuto dai più poveri e dai più deboli.
E come sempre avviene in occasione di grandi cambiamenti, ci saranno alcuni che ci perderanno più di altri: allo stato attuale delle cose, se non cambieranno alcuni paradigmi fondanti della globalizzazione, è ragionevole ritenere che in futuro a perderci saranno quelli che hanno già perso troppo negli ultimi decenni, ossia quelle fasce sociali che hanno subito negli ultimi due decenni un processo di precarizzazione.
Oggi più che mai diventa importante gestire i cambiamenti traguardando al modello sociale che si vorrà in futuro.
Possiamo continuare a difendere l’attuale modello sociale, basato sul liberismo economico-finanziario, con le sue non regole e i suoi meccanismi di controllo sociale, il quale, negli scenari prima descritti, ci condurrà inevitabilmente verso una società sempre più ingiusta e nella quale agli attuali squilibri economici si affiancheranno inevitabili squilibri nelle libertà individuali (chi ha di più è più libero).
In alternativa possiamo avviarci verso un nuovo modello sociale che, riprendendo il paradigma del secondo dopoguerra, nel rapporto individuo–collettività la priorità sia assegnata a quest’ultima: un modello sociale nel quale, ad esempio, accanto alla prevalenza dell’interesse collettivo su quello individuale, individui chiaramente gli asset strategici che devono essere sottoposti al potere di indirizzo e controllo della collettività.
Un modello in cui l’interesse collettivo (sostenibilità e coesione sociale) è prevalente sempre e comunque sui bisogni individuali. Un modello nel quale, ad esempio, la valorizzazione delle intelligenze e delle competenze sia finalmente considerata una priorità “collettiva” assoluta e per tale ragione la collettività se ne farà carico (anche economicamente), bloccando ad esempio l’esodo dei nostri cervelli, giovani o meno giovani che siano.
Un modello che non dà direttamente (e sempre di più) ai singoli (utilità privata) ma indirettamente e di più a tutti attraverso servizi collettivi strategici per la collettività, come ad esempio una sanità (pubblica) adeguata ai nuovi tempi, una istruzione (pubblica) di più elevata qualità, trasporti e infrastrutture (pubbliche) efficaci ed efficienti e così via; un modello sociale nel quale siano individuati chiaramente gli asset strategici che devono essere sottoposti al potere di indirizzo e controllo della collettività.
Un modello nel quale, ad esempio, l’asset che gestisce le informazioni e i dati sia considerato strategico in quanto la loro manipolazione consente di manipolare la realtà e, quindi, non può essere gestito da mani straniere o, ancora peggio, da multinazionali private che sono o telecomandate dai propri governi o da mercenari che vendono al miglior offerente, ma che in entrambi i casi sono comunque mani in grado di mettere a rischio la stabilità politica ed economica di interi paesi e, in definitiva. La tenuta democratica di un paese.
Analoghe riflessioni si possono fare per altri asset non meno importanti, quali ad esempio i trasporti aerei e navali, la logistica delle merci: asset oggi interamente in mano ai mercati (sovente controllato da azionisti pubblici o privati esteri) e sui quali lo Stato non può non avere il potere di controllo e di indirizzo reale da utilizzare al bisogno, specie nei momenti di crisi emergenziale, come quello che stiamo vivenmdo oggi.
Abbiamo il dovere di lasciare in eredità ai nostri figli una democrazia sana, così come ce l’hanno consegnata i nostri padri.
Voghera, 06/04/2020
f. to Ing. Giuseppe Acquaro

Da: Giuseppe Acquaro

Lunedì 6 aprile 2020 18:32:44 Per: Giuseppe Conte

Cocuzza Patrizia vera apprezza quello che sta facendo in questa emergenza con coraggio e costanza. Le auguro una Buona Pasqua anche se non sarà rosea. Coraggio!

Da: Patrizia

Lunedì 6 aprile 2020 18:30:58 Per: Giuseppe Conte

Buon giorno! Presidente Della Repubblica Italiana! La stimo e ammiro, Con il problema ad oggi Molto grave, ed invisibile Covid-19! 'x Il possibile che Fa, e farà nn è Facile!
Io sarò una di tante che Chiede una mano, un chiarimento! Vivo sola, lavoro part- time, e mi trovo Purtroppo a comprare una casa, a inizio marzo 2019!!! con prestiti seguito!!! ! Immagini.. il mio stato mentale e fisico, con lo stress x pagare, il tutto! Il mutuo x fortuna è sospeso ma, x i prestiti dopo un mese di chiamare, tra banca uno e agenzia l' altro, non mi danno ancora Conferma, di una. sospensione!!! Mi dicono o 1 mese o 2 mesi!!! io come faccio! ? Devo sospendere. almeno fino a ripresa del.
lavoro!!!
Io lavoro in Malpensa Aereoporto.. immagini... x fortuna non, ho contratto il covid-19!!! Ad oggi! Con tutti i cinesi e turisti, che sono passati da noi tra terminal 1 e2??? !!!
Siamo in cassa integrazione dal 1 marzo!!! Io sono impossibilitata, a pagare, i prestiti e mutuo! O pago o mangio! Chi mi può Aiutare, se nn io da Sola! ?
A parte lo Stato con le loro consulenze!!! Farà quello che. Può Immaginò. i milioni di Italiani in difficoltà. ad Oggi!
Grazie di tutto x questo mio Appello!
🇮🇪🇮🇪🇮🇪🇮🇪🇮🇪🇮🇪🇮🇪🇮🇪🇮🇪
Distinti saluti

Da: Maria Grazia

Lunedì 6 aprile 2020 18:30:16 Per: Milena Gabanelli

Ospedali di Roma. Né sicurezza né centralino.

Guardie giurate usate sistematicamente come centralinisti all'Ospedale Sant’Eugenio e Cto (cui talvolta si aggiunge il Pertini) sono costrette a disertare loro malgrado i servizi di sicurezza per svolgere un compito improprio.

Il Responsabile della U. O. C. Direzione Amministrativa Ospedali Dott. Giulio ROSSI, interessato del problema dal SAVIP, pare insensibile e continua nella sua politica di depotenziamento della sicurezza dei nosocomi: sopprime le ronde di sicurezza per adibire le Guardie al centralino.

Tale pessima gestione, avallata anche dall'Assessore Regionale alla Sanità, Alessio D’AMATO, che nulla ha fatto per mettervi fine, fra l'altro scarica sulle Guardie giurate responsabilità e compiti per i quali le stesse non sono formate, non conoscendo le articolazioni vitali degli ospedali e delle istituzioni che, specie in caso d'emergenza, con rapidità devono essere telefonicamente interconnesse. Per contro, i pazienti e le infrastrutture, soprattutto nelle ore notturne, restano privi di sicurezza, lasciando campo libero ai malintenzionati d'ogni risma.

Vorremmo proprio sapere chi ci guadagna da questa palese incapacità di gestire i servizi di sicurezza nell'ambito della Sanità, con evidenti aggravi anche per l'Erario.

Chiediamo anche che anche la Questura di Roma intervenga per mettere fine a questo malcostume, impartendo direttive sui servizi alla ASL competente secondo quanto previsto dalla legge.

Roma 6 aprile 2020
IL SEGRETARIO PROVINCIALE
Enzo Lombardo

Da: Enzo Lombardo

Lunedì 6 aprile 2020 18:26:24 Per: Giuseppe Conte

Gentilissimo Presidente Conte, voglio semplicemente esprimerLe la mia gratitudine per il difficile lavoro che ormai Svolge da giorni e quindi come Medico del 118, nonché come cittadina della nostra Italia, Le dico veramente Grazie infinite.

Dott. ssa Paola C.

Da: Paola

Lunedì 6 aprile 2020 18:20:09 Per: Barbara D'Urso

Perchè oltre lo strazio di questa situazione da incubo dobbiamo anche essere sottoposti allo strazio di stare lontani dalla persona che amiamo?
perchè in questa situazione già pesante di suo viene fatto pesare il fatto di vivere in due comuni diversi?
Perchè ci è stato tolto anche il diritto di amare e di essere amati?
Perchè è visto come un crimine mettersi sulla propria auto solamente per prendere la persona che si ama e portarla nella propria abitazione?

Comprendiamo tutto quello che succede ed il grave momento che sta affliggendo l'umanità intera e per questo

non vogliamo passeggiare in centro città come se nulla fosse
non vogliamo andare al mare
non vogliamo sottoporci a rischi
non vogliamo andare contro le regole
non vogliamo pensare che forse potrebbe non esserci un'altra possibilità di rivederci ancora perchè qualcosa potrebbe andar male

Vogliamo solo
poter continuare ad amarci senza interferire con nessuno e senza che nessuno possa interferire con noi

Vogliamo solo ri-avere i nostri momenti
Vogliamo solo poterci amare

scusa lo sfogo ma siamo davvero a pezzi. Stremati da quanto stà succedendo. I nervi faticano a reggere e la positività comincia ad andare via... nonostante il sole abbiamo iniziato a scaldare le giornate i nostri cuori cominciano a gelarsi.

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Marcel & Regina

Da: Marcel