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Raoul Follereau

Raoul Follereau
Raoul Follereau nelle opere letterarie

Biografia L'ora dei poveri

Raoul Follereau è stato uno straordinario esempio di generosità e di coraggio, nonché un vero e proprio faro per tutti quelli che hanno a cuore le sorti del mondo e dei diseredati.

Nato il 17 agosto del 1903 a Nevers, in Francia, Raoul Follereau nasce inizialmente come letterato e in particolare come poeta, inclinazione che non ha comunque mai abbandonato nel corso della sua vita.

Numerose sono le pubblicazioni a suo nome, così come moltissime sono le toccanti poesie che portano la sua firma.

A riprova del suo talento genuino e naturale, la cronaca riporta un suo esordio teatrale a soli ventitré anni con una pièce suo nome allestita alla Comédie Francaise. In seguito, dalla sua vena creativa sono scaturiti numerose altre commedie o drammi per il teatro, alcune della quali hanno raggiunto la millesima rappresentazione, ha riprova del fatto che la sua ispirazione è capace di coinvolgere il pubblico fin nel profondo.

Ad ogni modo, fin dalla sua più giovane età, tutte le sue opere sono consacrate allo scopo di combattere la miseria, l'ingiustizia sociale, il fanatismo sotto qualsiasi forma. Le più conosciute sono: "L'Ora dei Poveri" e "La Battaglia contro la lebbra". Per tutta la vita Follereau denuncerà l'egoismo di chi possiede e di chi è potente, la vigliaccheria di "coloro che mangiano tre volte al giorno e s'immaginano che il resto del mondo faccia altrettanto". Senza posa, egli suscita iniziative originali, dichiarando: "Nessuno ha il diritto di essere felice da solo" e cercando di instaurare una mentalità che porti le persone ad amarsi le une con le altre.

1942 ? Da un piccolo villaggio di Francia dove aveva trovato rifugio, Raoul Follereau scriveva: "Alle tragiche ore che noi viviamo, si aggiunge oggi l'ossessiva visione del corteo crudele che fa seguito ad ogni guerra e ne prolunga le conseguenze funeste. Miseria, rovina e disfatta, felicità distrutte, speranze annientate, chi oggi è in grado di ricostruire, sollevare, amare? Non lo sono gli uomini che hanno fatto questo male, ma tutti gli esseri umani possono dare una mano. Ed ho pensato che se si consacrasse ad un sufficiente benessere di tutti una parte sia pur minima di quanto gli uomini sprecano, in sangue, in intelligenza, in oro, per uccidersi l'un l'altro e per distruggere, un grande passo verrebbe fatto sul cammino della redenzione umana.

È a questo scopo che ho fondato l'Ora dei Poveri, che domanda a ciascuno di devolvere almeno un'ora all'anno del suo stipendio a sollievo degli infelici. Gesto semplice, facile a farsi, alla portata di tutti, ma che porta in sé un significato commovente. Infatti, non si tratta di una qualsiasi offerta che si toglie distrattamente dal portamonete per sbarazzarsi di un richiedente".

A servizio di quelli che egli chiama "la sofferente minoranza oppressa del mondo", Raoul Follereau ha percorso 32 volte il giro del mondo, visitando 95 Paesi. E' senza dubbio l'uomo che ha avvicinato, toccato, baciato il maggior numero di lebbrosi. Nel 1952, egli indirizzò all'ONU una richiesta in cui domandava che si elaborasse uno Statuto internazionale per i malati di lebbra e che i lebbrosari-prigione esistenti ancora in troppi Paesi venissero rimpiazzati con centri di cura e sanatori. Il 25 maggio 1954, l'Assemblea Nazionale francese approvava, con voto unanime, questa richiesta e ne domandava l'iscrizione all'ordine del giorno dell'ONU.

Quel documento ha ridonato ai "lebbrosi" la libertà giuridica. Fu così che in quell'anno Raoul Follereau fondò la Giornata Mondiale dei Malati di lebbra. I suoi scopi dichiarati erano due: da un lato ottenere che i malati di quel genere siano curati come tutti gli altri malati, nel rispetto della loro libertà e dignità di uomini; dall'altro "guarire" i sani dall'assurda paura, a suo dire, che essi hanno di questa malattia.

Celebrata oggi in altri 150 Paesi questa Giornata è diventata, secondo il desiderio espresso dal fondatore, "un immenso appuntamento d'amore" che reca agli ammalati, più ancora dei considerevoli aiuti materiali, la gioia e la fierezza di essere trattati da uomini. Dopo una vita intera spesa a rendere giustizia ai malati di lebbra, Raoul Follereau si spense il 6 dicembre 1977 a Parigi.

Alcune opere di Follereau:

Se Cristo domani...

La civiltà dei semafori

Uomini come gli altri

La sola verità è amarsi

Io canterò dopo la mia morte

Il libro d'amore

Frasi di Raoul Follereau

3 fotografie

Foto e immagini di Raoul Follereau

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