Gustavo Rol

Gustavo Rol
Gustavo Rol nelle opere letterarie

Biografia Tentare di spiegare i sensi e le illusioni

Gustavo Adolfo Rol nasce a Torino il 20 giugno 1903. Sensitivo, mago, illusionista, prestidigitatore, spiritista, chiaroveggente, fattucchiere. Sono solo alcune delle definizioni che lo hanno riguardato nel corso della sua lunga vita. Antiquario stimato, dopo aver lavorato come giornalista e bancario, si è dedicato per tutta la vita alla sua grande passione, l'occulto, divenendo una delle personalità in quest'ambito più chiacchierate e famose di sempre.

I suoi sostenitori gli hanno attribuito proprietà paranormali, i suoi critici hanno parlato di "mentalismo", una branca dell'illusionismo consistente nella simulazione di facoltà fuori dal comune. Rispetto alle definizioni di cui sopra, Gustavo Rol si è sempre dichiarato semplicemente un ricercatore e sperimentatore, avente quale unico obiettivo quello "di incoraggiare gli uomini a guardare oltre l'apparenza e a stimolare in loro lo spirito intelligente".

La famiglia nella quale nasce appartiene alla ricca borghesia torinese. Il padre Vittorio è un noto avvocato, nominato nel 1909 direttore della Banca Commerciale Italiana torinese, che guida per circa vent'anni. La madre Martha Peruglia appartiene anche lei alla parte colta e agiata della città: è figlia dell'avvocato Antonio Peruglia, a sua volta presidente del tribunale di Saluzzo.

Il fatto di essere benestante sin dagli albori e per tutta la vita, consente a Gustavo Rol di dedicarsi alle occupazioni a lui predilette le quali, inizialmente, in tenera età, si rivolgono verso le arti, la musica e la storia. Il piccolo Gustavo, sin da bambino, scrive poesie e si interessa di arte pittorica. È un bimbo schivo, introverso, al quale piace soprattutto la figura di Napoleone, delle cui gesta si invaghisce sin da subito, con letture importanti e ricercate, che ne rivelano la personalità atipica.

Secondo alcuni racconti appartenenti alla famiglia, la passione per il generale francese sarebbe arrivata sin dall'età di due anni, quando il piccolo Gustavo viene trovato aggrappato di fronte un'immagine di Napoleone nell'isola di Sant'Elena, in lacrime per l'esito toccato al suo nuovo e futuro eroe. Già in terza elementare, è un appassionato cultore e biografo dell'Imperatore, mentre al liceo è un narratore appassionato delle battaglie che lo hanno riguardato, senza tralasciare particolari minuziosi e ricercatissimi.

Rol ha due fratelli più grandi, Carlo e Giustina, oltre ad una terza sorella, la quale arriva solo nel 1914, Maria.

Trascorre l'infanzia e la giovinezza tra Torino e San Secondo di Pinerolo, nella residenza di famiglia risalente al 1700. Dopo i primi risultati scolastici, affatto modesti, comincia ad interessarsi alla musica, imparando a suonare il pianoforte senza aver mai preso lezioni e, inoltre, perfezionando la conoscenza acquisita sullo studio del violino. Al liceo conosce Pier Giorgio Frassati, poi beato cattolico. Ma, soprattutto, si lega per tutta la vita a sua sorella Luciana, futura apprezzata poetessa, di cui rimane profondo amico per sempre.

Nel 1921, terminati gli studi, intraprende la carriera del giornalismo. Due anni dopo, nel 1923, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza frequentando le lezioni presso la Regia Università di Torino, dove si laurea solo dieci anni dopo, nel 1933. Il ritardo è dato dall'aver intrapreso contemporaneamente e per venire incontro ai voleri paterni, la carriera di impiegato di banca, cominciata nel 1925.

Il tirocinio bancario porta Rol in giro per l'Europa, da Marsiglia a Londra, da Edimburgo a Casablanca. Proprio durante uno di questi soggiorni lavorativi, vive il momento di svolta della sua vita e anche della sua carriera di illusionista, almeno stando ai suoi diari e ai suoi stessi racconti. Durante la permanenza marsigliese infatti, tra il 1925 e il 1926, Gustavo Rol conosce un personaggio di origine polacca, il quale gli fa vedere alcuni giochi con le carte. Questi, inizialmente ateo, si converte davanti agli occhi di Rol durante una guarigione accaduta a Lourdes. In un primo momento, il futuro sensitivo torinese non crede a ciò che vede, ma dopo inizia ad approfondire alcuni studi spirituali e arriva a formulare una teoria metafisica che mette insieme suoni, colori e altri elementi. È un momento di grande importanza per lui, tanto che dopo una breve permanenza a Parigi, nel 1927, si ritira in un convento.

Grazie anche al sostegno della sua famiglia riesce a ritornare alla vita laica, mettendo al servizio degli altri le sue potenzialità sensitive. Dagli anni '30 in poi, incontra e "confessa", per così dire, i più importanti personaggi della storia italiana, da Mussolini alla famiglia Agnelli.

Nel 1934 muore suo padre. Gustavo Rol lascia la banca e, inizialmente giornalista, decide di dedicarsi all'antiquariato. Da questo momento diventa uno dei più importanti collezionisti di oggetti antichi e storici, soprattutto napoleonici.

Durante il secondo conflitto bellico si arruola come alpino. Al contempo, si batte anche per la Liberazione, portando in salvo non pochi partigiani.

Appena terminata la guerra, dedica le sue energie ad un negozio di antiquariato, che tiene fino agli anni '60. Da questo periodo in poi è la pittura, suo primo amore con la musica, il suo unico coinvolgimento. All'arte però affianca l'approfondimento degli studi spirituali. La sua casa di via Silvio Pellico allora, diventa la meta scelta da una serie di personaggi italiani e stranieri di grande fama.

Federico Fellini lo definisce "sconcertante", legandosi a lui con una profonda amicizia. Ma oltre al grande regista, Rol riceve personalità come John Cage, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Rota e Alberto Sordi. Fino ad alcuni presidenti della Repubblica Italiana, come Saragat ed Einaudi. La sua fama divampa anche all'estero e la regina Elisabetta II, durante gli anni '50, lo vuole a Londra. Rol incontra anche Padre Pio, a cui è da sempre devoto, e nel 1964 incontra ad Antibes l'Imperatore d'Etiopia, Hailé Selassié.

La sua fama arriva anche negli Stati Uniti, grazie prima di tutto a Walt Disney, che desidera incontrarlo. Il presidente John Fitzgerald Kennedy, nel suo unico viaggio in Italia, si reca a Torino con il fine, a quanto si racconta, di incontrare proprio il sensitivo torinese. Kennedy non è l'unico capo di stato americano che si dimostra interessato alle sue capacità; nel 1981 il presidente Ronald Reagan avrebbe inviato a Rol un telegramma nel quale lo avrebbe ringraziato per il suo aiuto, in occasione della liberazione del generale statunitense James Lee Dozier.

A scalfire e in larga parte attenuare il suo successo, sono le inchieste dei giornalisti Piero Angela e Tullio Regge, i quali formulano una serie di critiche all'interno di alcuni articoli, atti a porre fine alla sua fama di sensitivo, di "uomo paranormale". Entrambi i giornalisti assistono alle prodezze del sensitivo ma, alla fine, lo definiscono soltanto un abile ed elegante prestidigitatore, facendo rientrare le sue facoltà nel campo dell'illusionismo e della magia in genere.

Intanto, dagli anni '50 agli anni '80, la stampa lo descrive come un uomo letteralmente fuori dal comune, parlando di telepatia, precognizione, bilocazione, viaggi nel tempo e molti altri fenomeni a lui attribuiti.

Gustavo Rol muore il 22 settembre del 1994, a Torino, presso l'ospedale San Giovanni Battista "Molinette".

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