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Nelson Rockefeller

L'industria della politica

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Nelson Rockefeller

L'enorme fortuna dei Rockefeller ha inizio alla fine dell'800, quando John Davison Rockefeller senior, figlio di un venditore ambulante, fonda la Standard Oil. Ben presto diviene uno degli uomini più ricchi della storia, giungendo a detenere il monopolio mondiale del petrolio.

Il nipote, Nelson Rockefeller, nato l'8 luglio 1908 a Bar Harbor (Maine), è uno degli eredi del suo patrimonio. E' il terzo figlio di Abby Aldrich e John Davison Rockefeller junior, l'unico figlio del patriarca. Gli viene inculcata da subito una profonda etica della responsabilità: chi più ha deve contribuire al bene collettivo. Inoltre, a Nelson e ai fratelli, nonostante l'enorme ricchezza della famiglia, è insegnato che il denaro si guadagna lavorando duramente e che il modo migliore di usarlo è aiutare il prossimo.

A otto anni, Nelson viene iscritto alla Experimental Lincoln School di New York. Con grande delusione dei genitori, i suoi risultati scolastici sono scarsi. Nonostante un'intelligenza vivace, Nelson Rockefeller non riesce a essere produttivo nello studio. Il fatto è che soffre, in un'epoca in cui questa condizione è ancora sconosciuta, di dislessia: non riesce a sillabare le parole e si stanca dopo aver letto poche pagine. Apprende a compensare questa condizione imparando a memoria tutto ciò che deve dire. Farà ricorso a questo sistema anche quando sarà divenuto governatore, per tenere i propri discorsi, e tutte le volte che si troverà a dover parlare in pubblico.

Con grande delusione del padre, quando arriva il momento di iscriversi al college, Nelson non ha conseguito risultati sufficienti a consentirgli l'accesso a Princeton. Viene però accettato a Dartmouth, un piccolo college nel New Hampshire. Qui emerge l'inclinazione per i rapporti sociali che sarà decisiva per il suo futuro. Nelson è una persona molto aperta. Sotto questo aspetto, è diverso dagli altri membri della famiglia Rockefeller che, a cominciare dal padre, sono alquanto riservati. La madre ha invece una personalità dinamica molto più simile a quella di Nelson, con il quale sviluppa un legame speciale: lei lo adora, ed è contraccambiata.

Nei primi anni '30, all'ultimo anno di università, Nelson Rockefeller è già nel consiglio di amministrazione del "museo di mamma", come chiama il Museo d'arte moderna di New York. Il rapporto con i musei e con l'arte in generale segnerà gran parte della sua vita.

Durante le vacanze conosce la futura moglie, Mary Todhunter Clark, figlia di una ricca famiglia di Philadelphia. Nelson e Mary non si presentano come una coppia perfetta: lui è molto più esuberante e vitale, lei è più riservata, in linea con l'educazione ricevuta. Le prime lettere di Nelson sono colme di adorazione e passione, ma forse nel suo corteggiamento c'è un elemento di calcolo: Mary è la moglie ideale per un Rockefeller e Nelson, pur avendo un carattere indipendente, conserva un forte senso della famiglia e si preoccupa di esserne all'altezza.

Subito dopo la laurea a Dartmouth, nel 1931, Nelson sposa Mary. Durante il ricevimento, nella sfarzosa residenza della famiglia di lei, lo champagne scorse a fiumi tra i millecinquecento invitati, nonostante le obiezioni del morigerato padre di Nelson.

Al termine di un viaggio di nozze durato nove mesi, Mary e Nelson tornano a New York. Lui comincia a lavorare nelle imprese di famiglia. L'attività in cui si distingue è la gestione dell'enorme, ambizioso progetto edilizio della famiglia nel cuore di Manhattan: il Rockefeller Center.

Alla fine degli anni '30, Nelson ha messo al mondo cinque figli. Con loro è un padre amorevole, ma spesso assente. Intanto il suo interesse per altre donne indebolisce il legame con la moglie.

Mentre si rafforza il suo ruolo nell'impero di famiglia, Nelson scopre una nuova passione: l'America Latina. Durante una visita agli impianti petroliferi a sud del Rio Grande, comincia a interessarsi alla realtà di questi paesi. Scrive un rapporto dettagliato, che riesce a far giungere al Presidente Roosevelt. Presto è nominato coordinatore delle politiche per l'America Latina della Casa Bianca. Nel 1940, a soli 32 anni, debutta a Washington con il primo importante incarico governativo: difendere gli interessi americani in America Latina. Sarà solo la prima tappa in 36 anni di frequentazione delle stanze del potere.

Intanto Nelson Rockefeller e la moglie Mary si allontanano sempre di più. Nelson ama l'azione e la competitività della politica ed è a suo agio nelle battaglie del capitalismo. Mary preferisce una vita riservata e lo lascia libero di seguire la sua strada. Le differenze tra le due personalità, evidenti sin dai primi tempi del matrimonio, si sono approfondite: ormai conducono vite separate. Lei si dedica completamente all'educazione dei cinque figli; lui, libero da responsabilità, intreccia relazioni con molte giovani dipendenti.

Nel 1952 Rockefeller sostiene la candidatura di Dwight Eisenhower. L'ex generale diventa Presidente e lo chiama al suo fianco. L'ammirazione di Rockefeller nei confronti di Eisenhower si esprime anche attraverso regali insoliti, e talora molto costosi. Sebbene il Presidente accetti benevolmente tanta generosità, Nelson viene allontanato dalla Casa Bianca. Si è infatti inimicato il Segretario di Stato John Foster Dulles, che convince Eisenhower a liberarsene. Così Rockefeller torna a New York, dove i pezzi grossi del Partito Repubblicano gli propongono di candidarsi a governatore. E' l'occasione che aspettava. Vince le elezioni per oltre mezzo milione di voti: un successo travolgente.

Nel 1958 Nelson Rockefeller giura come 53° governatore di New York. La sua sarà un'amministrazione imperiale. Non è semplicemente il governatore, è soprattutto un Rockefeller. Scostandosi dalla politica repubblicana, aumenta subito le tasse per finanziare i suoi ambiziosi programmi. Nonostante i mugugni, i cittadini vedono subito i cambiamenti. Promuove programmi di assistenza sociale tra i più avanzati nel paese. Estende il sistema universitario pubblico e lo rende uno dei migliori d'America.

Nel frattempo Nelson ha conosciuto Margaretta Fitler Murphy, una madre di quattro figli con la passione per la politica. Conosciuta da tutti come Happy, diviene una presenza costante al fianco di Nelson Rockefeller, che in lei trova uno spirito affine. Ben presto nasce un'intensa passione che porta alla separazione da Mary nel 1961. Nel novembre dello stesso anno la vita di Rockefeller è sconvolta dalla tragedia: il figlio Michael, antropologo di 23 anni, mentre è in Nuova Guinea per studiare l'arte delle tribù primitive cade in un fiume e viene trascinato fino al mare. Rockefeller si precipita sul posto. Per 10 giorni rimane in Nuova Guinea a coordinare le ricerche. Ma invano. Michael non sarà mai ritrovato.

Nel 1963 Nelson Rockefeller sposa Happy Murphy. Avranno due figli, ma Nelson non smetterà mai di guardarsi intorno. L'anno seguente pensa seriamente di candidarsi alla presidenza, ma il divorzio e il nuovo matrimonio mettono in discussione la possibile nomination, rinsaldando la sua immagine liberal che lo rende ancor più sgradito in un partito repubblicano che sta svoltando sempre più a destra. Nella convention repubblicana di San Francisco del 1964 che designa Goldwater, Rockefeller subisce una clamorosa contestazione.

Ma il sogno di diventare presidente non lo abbandona. Nel 1968, a sessant'anni, si ricandida. Il partito, però, gli preferisce Richard Nixon. Rockefeller torna a Albany e si concentra su New York. Nel 1970 è rieletto governatore, ma la conquista del quarto mandato non cancella il suo vero cruccio: la presidenza.

Ha lo stato di New York da amministrare, ma per mirare più in alto serve una decisa svolta a destra.

Nel 1971, 1.200 detenuti del carcere di massima sicurezza di Attica si ribellano prendendo 31 ostaggi. Rockefeller rifiuta ogni mediazione e invia i reparti speciali a riprendere il controllo del penitenziario. Gli scontri sono durissimi: muoiono 30 detenuti e 10 ostaggi. Più di 200 sono i feriti. L'assedio di Attica alimenterà dure polemiche per anni. Il quarto mandato, cominciato con la tragedia di Attica, prosegue con l'approvazione di una durissima legge antidroga e una stretta agli sprechi dello stato sociale. Sembra che Rockefeller abbia rinnegato le sue posizioni liberal.

Nel 1973, tra la sorpresa generale, si dimette da governatore. Il paese è sconvolto dal Watergate, e Rockefeller pensa che sia arrivata la sua occasione. Ma c'è una svolta imprevista: Nixon si dimette e il suo vice, Gerald Ford, assunta la carica di presidente, indica come suo vice un nome a sorpresa, quello di Nelson Rockefeller. Rockefeller, come altri vicepresidenti, avrà un ruolo puramente formale. Ancora una volta, le sue speranze restano deluse.

Avvicinandosi la fine del mandato Rockefeller pensa che Ford lo riconfermerà come vice, ma le pressioni della destra del partito lo convincono a scaricarlo. L'incarico di vicepresidente è l'ultimo atto della sua carriera politica.

Rockefeller fonda un'azienda che realizza e vende riproduzioni di opere della sua collezione personale e si dedica a questa attività con la stessa passione mostrata nella vita politica. Ma la sua salute peggiora. La notte del 26 gennaio 1979 ha un grave infarto. E' trasportato d'urgenza al Lenox Hill Hospital, ma tutti gli sforzi per tenerlo in vita sono vani. Il portavoce dichiara che si è sentito male in ufficio, mentre lavorava. Presto emerge che in realtà non stava lavorando nel suo ufficio. Era nella sua casa di Manhattan, e non era solo. Era con una giovane segretaria, e non stava lavorando.

Alcuni giorni dopo la morte, in una cerimonia privata nella tenuta di famiglia, le ceneri di Nelson Rockefeller vengono sparse tra i boschi e le colline lungo il fiume Hudson, dove oggi solo una semplice lapide lo ricorda.

Testo originale a cura di Marco Boria

Ultimo aggiornamento: 05/07/2005
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