Biografie

Rudolph Giuliani

Rudolph Giuliani
Rudolph Giuliani nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia La Mela e lo Sceriffo

Il celebre sindaco di New York Rudolph Giuliani è nato a Brooklyn nel 1944. Le sue origini, come il cognome fa ben intuire, sono italiane e precisamente di Montecatini, località natale dei nonni. Di famiglia modesta, si rivela subito ambizioso. Il padre, emigrato, aveva intrapreso l'attività dell'idraulico ma lui punta decisamente più in alto, vorrebbe diventare avvocato.

Dopo un'adolescenza passata a fare i lavori più vari, si diploma al Bishop Loughlin Memorial di Brooklyn. Come studente Rudolph Giuliani ha sempre primeggiato, ottenendo ottimi risultati. Infatti, dopo una prima laurea al Manhattan College, si laurea anche in legge alla prestigiosa "Law School" della New York University.

E' la fine del 1968 e il determinato Giuliani è intenzionato a fare carriera e ad elevarsi definitivamente dallo stato sociale della famiglia di origine. Inizia il suo lungo tirocinio nell'ufficio del giudice Lloyd MacMahon, che esercitava la sua competenza nel distretto sud della Grande Mela.

Un primo incarico importante lo ottiene a soli ventisette anni quando diventa il Procuratore Distrettuale di Manhattan. Tre anni dopo, grazie alle sue doti organizzative e al suo già visibile stile da "duro" diventa capo del settore narcotici. Nel 1975 è nominato assistente del vice ministro della Giustizia e si trasferisce a Washington.

Il '77 è l'anno del grande ritorno nell'adorata New York dove si impone nell'ambiente forense per le sue brillanti capacità di oratore, lavorando presso un prestigioso studio legale. Nel 1981 è nominato Assistente del Ministro della Giustizia, la terza carica del dipartimento di Giustizia. Due anni dopo il presidente Ronald Reagan lo nomina Procuratore Federale del South District di New York. Qui si conquista il soprannome di "Procuratore di ferro", per la tenacia con cui conduce la lotta alla droga e al crimine organizzato (d'altronde il suo mito e modello è Fiorello La Guardia, indimenticato e inflessibile predecessore del Nostro). Lavora anche con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nelle indagini sulla mafia e il narcotraffico.

Ossessionato dalla "missione" di ripulire New York, ne fanno le spese anche gli artisti di strada e i tassisti pregiudicati. Tale è la sua furia moralistico-giustizialista che si guadagna anche un altro soprannome, quello di "lo sceriffo", usato a seconda delle simpatie, in modo più o meno ironico. Tra le altre sue imprese si contano il taglio delle tasse, la ricerca di lavoro per le persone sovvenzionate dal poco Walfare sussistente in America e l'incremento della prosperità economica generale della città da lui governata, aiutato da un certa dose di fortuna che in quel momento porta il nome di convergenza economica favorevole.

Un altro aspetto fondamentale della politica di Giuliani in questo periodo è la grande attenzione riservata la mondo della finanza. In particolare, passa al setaccio il malaffare che sussiste sottotraccia a Wall Street, con tutti i suoi speculatori, così come la corruzione che alligna negli apparati burocratici.

Nel 1989 abbandona la carica di procuratore e si candida per i repubblicani alla poltrona di sindaco di New York ma al primo tentativo viene sconfitto dal democratico David Dinkins. Nel 1993 ci riprova. Si ricandida e questa volta riesce finalmente a diventare sindaco dell'amata "Grande Mela". Il suo mandato si caratterizza, anche in questo caso, per la pratica della "tolleranza zero" verso il crimine, che si concretizza nel non accettare la benché minima infrazione con lo scopo preventivo di evitare reati più gravi. Senza smentire se stesso "lo sceriffo" impone il suo pugno di ferro alla gestione municipale. I successi non si fanno attendere: si dimezzano gli omicidi e si riducono del 30 per cento i principali reati solitamente commessi a New York. Di fatto, i newyorkesi rimangono stupiti e anche un po' preoccupati dalla sconfitta della criminalità, soprattutto per le incredibile storie che girano circa la violenza della polizia. La sua risposta si basa sui fatti: ora la gente può tranquillamente passeggiare a Times Square senza timore, anche se poi magari vieta ad alcuni cittadini di manifestare sulle scale del municipio. Ad ogni modo, pochi i sindaci della storia che possono contare i suoi atti, i suoi ordinamenti, le sue delibere.

Insomma, pur non essendo esente da critiche, la politica di Giuliani ha dato a New York uno tra i periodi più floridi della sua storia. Non a caso, il suo operato viene premiato con la rielezione nel 1997.

Una norma stabilisce però che non si può essere rieletti più di due volte, così nel 2000 si candida per il seggio del Senato, in una sfida diretta con l'altra "dura" della Grande Mela, Hilary Clinton. Purtroppo, è costretto a lasciare a causa dell'affacciarsi di due gravi problemi. Dopo una normale visita di controllo scopre di avere un tumore a cui si affianca un altro dolore, quello della causa di divorzio intentata della moglie Donna Hanover, giornalista televisiva del programma della Fox Good Day New York, che lo accusa di infedeltà. Giuliani ammette di aver avuto una lunga relazione con la sua assistente Crystie Lategano e si trasferisce in un grande appartamento di Manhattan dove vive insieme ad una coppia di amici di vecchia data. La sua sistemazione fa comunque molto discutere per un motivo molto banale: i due amici sono gay. L'ex sindaco invece è invece legato a Judith Nathan.

Di recente un altro rilancio enorme di popolarità lo ha visto protagonista sui giornali di tutto il mondo dopo l'attentato dell'11 settembre 2001. Il suo slancio e la sua forza morale hanno travolto e commosso tutta la città. Ha seguito instancabile gli scavi, si è prodigato per dare conforto ai parenti delle vittime ma anche ribadito la necessità di rispettare gli arabi. Persino il New York Times, suo eterno bacchettatore, ha titolato: "Giuliani è noi".

Il Times lo ha eletto uomo dell'anno con queste giustificazioni: "Abbiamo scelto Giuliani "per il suo coraggio l'11 settembre e nei giorni successivi, perché un personaggio molto umano ha dimostrato una forza sovrumana in un periodo in cui tutto il paese è stato messo alla prova".

"Per essere stato coraggioso quando serviva il coraggio e brusco quando era appropriato, per essere stato tenero ma non mieloso, per non avere dormito e non avere mollato quando attorno a lui c'era il dolore".

Al suo posto, alla guida della città più problematica e più eccitante del mondo, ora c'è l'editore miliardario Michael Bloomberg.

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