Marcell Jacobs

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Biografia

Lamont Marcell Jacobs nasce a El Paso il giorno 26 settembre 1994. Atleta italiano di origini statunitensi è entrato nella storia dell'atletica leggera italiana e internazionale nel 2021, alle Olimpiadi di Tokyo, vincendo la medaglia d'oro nella gara simbolo di questo sport: i 100 metri piani - stabilendo anche il record europeo con 9''80.

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Le origini: padre americano e madre italiana

La mamma di Marcell è Viviana Masini. Il padre è texano, un militare conosciuto da Viviana a Vicenza. Pochi giorni dopo la nascita del figlio, il padre viene stanziato in Corea del Sud. La mamma decide di non seguirlo e si trasferisce a Desenzano del Garda. Ciò accade quando Marcell Jacobs non ha neanche un mese di vita.

L'atletica leggera

Marcell Jacobs inizia a praticare l'atletica leggera all'età di dieci anni. In un primo momento si dedica alla velocità. Solo a partire dal 2011 prova a cimentarsi nel salto in lungo.

Nel 2013 conquista la migliore prestazione italiana juniores nel salto in lungo indoor con 7,75 m, battendo di un centimetro la vecchia misura di Roberto Veglia, ottenuta molti anni prima, nel 1976.

Marcell Jacobs

Due anni dopo, nel 2015, migliora il suo primato personale indoor con un salto di 8,03 metri durante le qualificazioni dei campionati italiani indoor. Jacobs fa registrare la quarta migliore prestazione italiana nel salto in lungo indoor, alla pari con Fabrizio Donato (2011). Vince il titolo italiano promesse nel salto in lungo con la misura di 7,84 m.

Jacobs mette nel mirino le Olimpiadi di Rio del 2016. Deve purtroppo fermarsi per quasi un anno, nel 2015, a causa di un infortunio che gli procura una lesione al quadricipite femorale sinistro. E' dopo questo evento che Marcell decide di concentrarsi maggiormente alla velocità.

A settembre dello stesso anno passato sotto la guida dell'allenatore Paolo Camossi, ex campione mondiale indoor del salto triplo.

La seconda metà degli anni 2010

Nel 2016, ai campionati italiani promesse di Bressanone salta 8,48 m. E' la migliore prestazione di sempre per un italiano. Tuttavia il risultato non può essere omologato come record nazionale a causa del vento a favore di 2,8 m/s (il limite da regolamento è 2,0 m/s).

Ai campionati italiani juniores e promesse indoor (Ancona), nel febbraio 2017, ritocca il suo limite indoor con 8,07 m.

Nel salto in lungo agli Europei indoor del 2017 giunge all'11º posto. Il 1º maggio 2018 corre in 10"15 i 100 m piani a Palmanova, migliorando il proprio record di 8 centesimi, e il 6 maggio successivo si migliora ulteriormente ai campionati societari di Campi Bisenzio, correndo in 10"12 e stabilendo il 5º tempo italiano di sempre.

Marcell Jacobs

Il 23 maggio 2018 corre al meeting di Savona: è molto atteso il confronto con il connazionale Filippo Tortu (primo italiano a correre i 100 metri sotto i 10'').

In batteria Jacobs fa siglare il tempo di 10"04 ma purtroppo con vento oltre la norma (+3,0 m/s); in finale invece ferma il cronometro a 10"08, questa volta con vento regolare di +0,7 m/s, 4º tempo di sempre in Italia.

Il 16 luglio 2019 durante il meeting Città di Padova migliora il proprio personale sui 100 m piani correndo in 10"03 (+1,7 m/s); stabilisce la terza prestazione italiana di sempre alle spalle di Tortu (9"99) e Mennea (10"01).

Ai Mondiali di Doha di settembre dello stesso anno corre in 10"07 in batteria.

Marcell Jacobs

Ecco come Marcell ha raccontato ad Aldo Cazzullo in un'intervista (3 aprile 2022) gli anni di continui infortuni.

Nel 2014 il primo guaio: forte dolore al ginocchio. Risonanza: due buchi nel tendine rotuleo. Per un anno niente salti.

Nel 2015: al primo salto [in lungo] supero gli otto metri, ma mi stiro il bicipite femorale, e perdo gli Europei. Riprendo le gare: primo salto nullo; al secondo salto, dolore pazzesco: si è staccata una parte del tendine, il muscolo è sceso di quattro centimetri. Così decido di cambiare allenatore. E ho trovato lui: Paolo Camossi.

Mi unisco al suo gruppo a Gorizia, e mi trovo bene, io che mi allenavo nelle vigne. Però continuo ad andare in moto con gli amici. Un giorno per movimentare il circuito di enduro costruiamo un salto: ovviamente cado, sfrego la gamba sul pedalino, mi raschio la tibia fino all’osso. Addio moto.

Nel 2016: salto 8 e 48, sarebbe record italiano, ma per una bava di vento di troppo non vale niente. Poi vado ai campionati di Rieti: la pista è la migliore quando non piove e la peggiore quando piove; quel giorno piove, e mi infortuno al tallone, un male da non poter appoggiare il piede. Niente Olimpiade di Rio.

Nel 2017: supero subito gli 8 metri, arrivo agli Europei di Belgrado da favorito. Ma per pigrizia non provo le rincorse, mi ritrovo su una pista molto rimbalzante; stacco con il piede sbagliato, e non mi qualifico. Poi vado in America: Mondiale di staffette alle Bahamas, e stage a Phoenix. Ma ho un dolore al ginocchio che non mi fa correre. Viaggio di ritorno allucinante: Nassau-Charleston-Phoenix-Los Angeles-Roma-Trieste. Sempre maltempo, vuoti d’aria tipo montagne russe. Da allora ho paura di volare.

Ogni salto era una fitta alle ginocchia: cartilagine usurata, continue infiltrazioni di acido ialuronico. Nel 2019 però mi sento finalmente in forma. Europei indoor di Glasgow. Primo salto: lungo, ma nullo. Secondo salto: lunghissimo, ma nullo. Se sbaglio anche il terzo sono fuori. Mi cede la gamba, faccio un saltino. Paolo si mette a piangere; io vorrei, ma non ci riesco. Allora decidiamo di passare alla velocità. Ancora una volta, il problema è diventato una fortuna.

L'anno d'oro 2021

Il 6 marzo 2021 vince la medaglia d'oro nei 60 metri piani agli Europei indoor di Toruń con il tempo di 6"47, nuovo record italiano e miglior prestazione mondiale stagionale.

Il 13 maggio 2021 corre al meeting di Savona, stabilendo in batteria il nuovo record italiano dei 100 metri piani con il tempo di 9"95. Diventa così il secondo italiano, dopo Filippo Tortu, ad infrangere la barriera dei 10 secondi.

Ai Giochi olimpici di Tokyo, nella batteria dei 100 m piani, stabilisce il nuovo record italiano con il tempo di 9"94, primato raggiunto con +0,1 m/s di vento a favore. Nelle semifinali lo migliora ulteriormente correndo in 9"84, con +0.9 m/s di vento a favore, qualificandosi per la finale (primo italiano nella storia dei giochi olimpici) e stabilendo il nuovo record europeo.

Realizza un sogno in finale. Fissa il cronometro a 9''80, come l'ultima vittoria olimpica della leggenda Usain Bolt: Marcell Jacobs è oro olimpico; e come si suole metaforizzare, è anche l'uomo più veloce del pianeta.

Marcell Jacobs

Lamont Marcell Jacobs alle Olimpiadi di Tokyo (1° agosto 2021)

Passano solo pochi giorni e gareggia anche nella 4x100, dove l'Italia compie un'impresa epica: insieme a Lorenzo Patta, Fausto Desalu e Filippo Tortu, consegue il suo secondo oro olimpico.

Filippo Tortu con Marcell Jacobs

La staffetta 4x100 oro olimpico a Tokyo

Gli anni 2020

Il 19 marzo 2022 partecipa ai Campionati Mondiali di atletica indoor a Belgrado: vince l'oro nella gara dei 60 metri stabilendo il record europeo con il tempo di 6''41.

Nel maggio 2022 esce l'autobiografia "Flash. La mia storia".

Vita privata e curiosità

Marcell è padre di tre figli: la prima figlia, Jeremy, è nata da una relazione precedente quando aveva 19 anni. Anthony (2020) e Megan (2021) sono nati dalla relazione con la compagna Nicole Daza.

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