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Menotti Lerro

Menotti Lerro
Menotti Lerro nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia Fresca poesia

Menotti Lerro nasce ad Omignano, in provincia di Salerno il 22 febbraio 1980. Dopo essersi diplomato, decide di seguire la sempre più crescente pulsione letteraria e si iscrive al corso di laurea in Lingue e Letterature Straniere, presso l'Università degli Studi di Salerno. Si laurea a pieni voti nel 2004, con una tesi sulla poesia di Eugenio Montale e Thomas Stearns Eliot e, dopo essersi iscritto all'albo nazionale dei giornalisti pubblicisti, lavora per la redazione "Narrativa Italiana e Straniera" della casa editrice Mondadori a Milano.

La sua prima poesia in assoluto - come egli stesso ha dichiarato - risale al 1996, "Ceppi incerti" scritta vicino al camino di casa sua: "avevo 16 anni e scrissi i miei primi versi davanti ai legnetti che ardevano lentamente nel camino di casa mia. Quei ceppi che facevano così tanta fatica a bruciare e a riscaldarmi, mi sembravano simboleggiare perfettamente la mia esistenza, le mie incertezze esistenziali, la mia anima." Quella poesia, poi, darà titolo alla prima raccolta in versi di Lerro: "Ceppi incerti", pubblicata dal Caffé letterario fiorentino Giubbe Rosse; caffè letterario che il poeta era solito frequentare sin da ragazzino. 

A Firenze conosce molti poeti, tra cui Mario Luzi e Roberto Carifi. Quest'ultimo si occuperà frequentemente della poesia di Lerro, redigendo vari articoli sul noto mensile 'Poesia' e scrivendo prefazioni a più libri del poeta salernitano. Carifi lo definisce "uno dei poeti più interessanti dell'attuale panorama italiano" ('Poesia', maggio, 2012).

Nell'anno 2005 viene pubblicato il libro "Passi di libertà silenziose" (Plectica), un testo che raccoglie tutta la produzione artistica di Lerro riguardante il periodo universitario: molte poesie inedite e molti scritti in prosa che saranno poi ripubblicati in altri libri. 

Nel gennaio del 2006, viene data alle stampe la raccolta che Lerro scrive nella città di Milano: "Senza cielo" (editore Guida di Napoli). Essa rivela l'assenza totale di Dio nei luoghi, negli oggetti e negli uomini; un'assenza irrimediabile, avvertita dal poeta in questa città grigia e opprimente. Quest'esperienza di vita, e non solo, sarà narrata in modo esaustivo nel testo autobiografico intitolato "Augusto Orrel. Memorie d'orrore e poesia" (Joker). Si delinea il percorso esistenziale partendo dall'infanzia, momento percepito come gioioso e al contempo doloroso, "un sogno irripetibile che non vorrei ripetere" dichiarerà l'autore in un'intervista.

Nel 2007 si concretizzano numerosi progetti: ottiene una borsa di studio presso l'Università degli Studi di Salerno per un corso di perfezionamento all'estero e, dunque, si reca a Reading (ricordiamo che Lerro aveva, già nel 2003, studiato ad Oxford) dove conseguirà un 'Master of Arts', The Body and Representation, concernente il ruolo del corpo in letteratura e nella società contemporanea. Nel frattempo, vive un momento di intensa pulsione artistica e vengono dati alle stampe i seguenti libri: "Tra-vestito e l'anima"; "I Battiti della notte"; "E' per questo che non ti scrivo"; "Storia di un cilentano in giro per il mondo" (con lo pseudonimo di Serse Monetti); "Aforismi"; "Storie" (con lo pseudonimo di Augusto Orrel); "Sento che ne è valsa la pena"; "Essays on the body"; "The body between autobiography and autobiographical novels"; "I poeti senza cielo" e "Aforismi di una notte", quest'ultimo datato 2008.

Nello stesso 2008 pubblica con la casa editrice (Ilfilo) la raccolta "Primavera" (con prefazione di Roberto Carifi) che segna la fine di un periodo importante per l'autore, "sia come uomo che come giovane artista", così come egli stesso puntualizza nella premessa al testo. Lerro avverte il termine di una 'stagione' e l'avanzare della maturità, percependo dentro sé piccoli ma incessanti cambiamenti. 

Dopo aver insegnato presso istituti superiori (in provincia di Vercelli), ottiene l'ammissione al Ph.d in Italian Studies presso l'Università di Reading. Il dottorato sarà ultimato in Italia (2008-2011), presso l'Università di Salerno, grazie al conseguimento di una borsa di studio. La sua ricerca è incentrata sulla poesia autobiografica inglese e spagnola contemporanea. 

Nel 2009 l'autore salernitano, che da qualche anno aveva stretto amicizia con il poeta conterraneo Gianni Rescigno, pubblica con quest'ultimo una raccolta di poesie a quattro mani: "Gli occhi sul tempo" con prefazioni di Giorgio Bàrberi Squarotti e Walter Mauro. Il libro è un successo di critica e Lerro viene premiato come finalista al prestigioso "Premio Internazionale Alfonso Gatto". Al medesimo periodo risale la pubblicazione, per la casa editrice Zona di Arezzo, della raccolta in prosa dal titolo "Il Diario di Mary ed altri racconti", con prefazione di Erminia Passannanti.

Seguono il testo di componimenti in versi "I dieci comandamenti" (Lietocolle), con prefazioni di Giuliano Ladolfi e Vincenzo Guarracino e il saggio critico "L'Io lirico nella poesia autobiografica" (Zona), con interviste a rilevanti critici e poeti contemporanei. 

Nel 2009 diviene Cultore della materia presso la cattedra di Letteratura inglese della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, dell'Università di Salerno. Del gennaio 2010 è la raccolta poetica "Profumi d'estate" (Zona, 2010), prefatore Luigi Cannillo; ancora del 2010 sono i testi: "La tela del poeta", saggio critico sull'epistolario inedito di Gianni Rescigno (Genesi editrice); "Poesias elegidas", selezione di poesie tradotte in lingua spagnola da Ana Marìa Pinedo Lopez, con introduzione di Carla Perugini, note critiche di Alessandro Serpieri e Gabriela Fantato (Zona editrice) e la raccolta "Il mio bambino" (Genesi editrice): poesie dedicate al padre che - come afferma Lerro - "con gli anni e con i suoi problemi di salute è diventato sempre più mio figlio, 'il mio bambino'". 

Tutte le recensioni alla raccolta "Gli occhi sul tempo" (Manni, 2009) sono state raggruppate nel testo critico "Gli occhi sulla critica" (Zona, 2010 - a cura della sottoscritta) . 

Ha ottenuto diversi riconoscimenti e premi: primo classificato al Premio "Renata Canepa" (2010) con la raccolta Primavera; primo classificato al Premio "L'Aquilaia (2010)" e Premio "Aquila d'oro" con la raccolta Profumi d'estate. Premio "Andropos"; premio "Amicizia";  premio "Raccontami Erasmus" bandito dall'Università degli Studi di Salerno; finalista al premio "Renata Canepa" (2008); segnalazione di merito al premio "Città di Sassuolo" (2008); terzo classificato al premio "Giuseppe Longhi" (2009); tra i quattro finalisti - sezione opera edita - al premio "Città di Leonforte"; ottiene una 'menzione speciale' al premio David Maria Turoldo (2010) e nei tre finalisti del premio "I Murazzi" (2012) con il libro "Il mio bambino", (Genesi 2010).

Nel 2011 in Inghilterra esce, per la Cambridge Scholars Publishing, un libro edito da Andrew Mangham dedicato alla sua poesia, dal titolo "The Poetry of Menotti Lerro" (ripubblicato nel 2012 nell'edizione paperback).

Nel 2012, pubblica la raccolta di poesie "Nel nome del Padre", con una nota critica di Giuseppe Gentile e la monografia "Raccontarsi in versi. La poesia autobiografia in Inghilterra e in Spagna (1950-1980)", Carocci editore.

È del gennaio 2013 il poemetto di 1254 versi intitolato "Gli anni di Cristo", definito da Giorgio Bàrberi Squarotti come "opera grandiosa e drammatica: visionaria, accesa di una religiosità corrusca di straordinaria intensità e verità." Nello stesso giudizio, il noto critico torinese ha aggiunto: "Tutto il discorso poetico è altissimo, fra tragicità e luce. Mi sembra che la Sua poesia sia giunta a un culmine ben raro nei nostri tempi (e anche in passato)." A dicembre dello stesso anno Lerro pubblica il romanzo distopico "2084. Il potere dell'immortalità nelle città del dolore" e la raccolta "Aforismi e pensieri. Cinquecento gocce dal mio mare" in cui l'autore salernitano definisce l'aforisma come "la peggiore delle forme letterarie" in quanto "nasconde dietro l'essere lapidario tutta la sua imperfezione." Dichiara che quei brevi testi rappresentano "la parte migliore e peggiore di sé". In questo volume di "pensieri" Lerro non risparmia niente e nessuno, finanche se stesso e il genere che propone, in linea con quella visione disillusa, dissacrata e dissacrante dell'esistenza, che caratterizza ampia parte della sua produzione.

Ancora 2013 è datato il volume di poesie tradotte in lingua romena "Poeme alese", progetto coordinato da Lidia Vianu dell'Università di Bucarest.

Dopo un anno di rumorosissimo silenzio, il 2014, Lerro torna alla scrittura alla sua maniera, in un modo dirompente e inarrestabile. Al 2015, infatti, appartengono ben quattro importanti lavori. Il primo è di poesia "Entropia del cuore" con prefazione di Carla Perugini. È questo inoltre l'anno dell'approdo al teatro. Il primo testo fa capire subito, se ancora vi fossero stati dubbi, che Lerro non ha paura di confrontarsi con i grandi capolavori del passato. Il testo "Donna Giovanna" è la versione femminile del mitico personaggio inventato da Tirso de Molina. Introdotto da Francesco D'Episcopo, con una postfazione affidata al suo eteronimo Augusto Orrel, il testo racconta la storia di una meravigliosa antieroina omosessuale che sfida la società e le convenzioni sociali del suo tempo. Ancora un giudizio critico del Maestro Bàrberi Squarotti per presentarla: "Geniale è la Sua versione modernamente femminile del Burlador di Siviglia, saporosamente e paradossalmente capovolto e diventato donna in perfetta armonia con la situazione attuale degli uomini confusi, incerti, sessualmente indeboliti. La "trovata" è originalissima e grandiosa." La seconda pièce, pubblicata nello stesso anno, si intitola "Il gorilla" e narra la storia tragicomica di un uomo attraversato da una dolce, innocua, devastante, eroica follia.

Ma la vera novità inaspettata, spiazzante e stupenda che Lerro presenta nel 2015 è l'approdo alla musica lirica con il CD musicale "I Battiti della Notte" musicato dal compositore polacco Tomasz Krezymon e presentato con enorme successo, in concerti sponsorizzati dall'Istituto Italiano di Cultura, a Danzica (teatro del municipio della città vecchia) a Cracovia (Villa Decius) e a Varsavia (Castello Reale).

Ancora nel 2015 il poeta nato a Omignano risulta essere uno dei vincitori del prestigioso premio letterario Cetonaverde. È del gennaio 2016, invece, l'ultima sua raccolta di versi, dal titolo "Pane e Zucchero", pubblicato e prefato da Giuliano Ladolfi; testi che raccontanno il sogno sublime dell'infanzia "Sogno irripetibile che non vorrei ripetere" si legge in apertura del volume.

Dal 2012 dirige la collana di poesia per la Genesi editrice di Torino dedicata ai "Poeti Senza Cielo". Dal 2013 è presidente di giuria del "Premio Letterario Giuseppe De Marco" organizzato annualmente dall'istituto scolastico superiore "Ancel Keys" di Castelnuovo Cilento.

Attualmente insegna Cultura e Civiltà Inglese in un istituto universitario di Milano.

Concordando con Andrew Mangham, il quale ha parlato di Lerro come di "uno degli autori più interessanti dell'Europa moderna", si può sostenere - considerando anche l'intensa biografia alla luce della giovane età dell'autore - che questo poeta rappresenti senza alcun dubbio una delle voci più importanti della contemporaneità. 

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