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Leonardo Sinisgalli

Ingegno e poesia

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Leonardo Sinisgalli

Leonardo Sinisgalli nasce il giorno 9 marzo 1908 a Montemurro, piccolo paese in provincia di Potenza, da Vito Sinisgalli e Carmela Lacorazza.

La sua casa natale è situata sullo strapiombo del fosso di Libritti, un'intricata boscaglia che in passato fu rifugio di briganti, un luogo a cui il futuro poeta rimarrà molto legato.

Nel 1911 come tanti italiani anche il padre emigra verso l'America: prima è a Brooklyn poi a Barranquilla in Colombia, dove esercita l'attività di sarto con una bottega propria ottenendo discreto successo; torna poi in Italia nel 1922.

Leonardo frequenta la scuola di don Vito Santoro: sarà proprio il maestro, affascinato dalle straordinarie capacità del ragazzo a consigliare alla madre di far continuare i suoi studi. Per convincere la madre sarebbero intervenuti persino il notaio e l'arciprete.

Parte nel 1918 alla volta del Collegio Salesiano di Caserta. Dal Collegio di Caserta passa a quello di Benevento, perché ritenuto più adatto. Consegue la licenza a Napoli nel 1925: la sua media risulterà la più alta dell'intera regione.

Si iscrive poi a Roma presso la facoltà di Matematica. Si appassiona in modo profondo seguendo i corsi di analisi, geometria e matematica. Ultimato il biennio conosce però una crisi personale che gli fa decidere di cambiare percorso di studi e passare ad Ingegneria.

Intanto si innamora delle parole di Sergio Corazzini, il più struggente dei poeti crepuscolari, e a tale poeta, che sempre verrà ricordato con affetto da Sinisgalli, si ispirerà per i suoi primi componimenti pubblicati nel 1927, con il titolo "Cuore".

Viene chiamato da Enrico Fermi nel 1929, il quale voleva avere il brillante Sinisgalli tra i suoi allievi nell'Istituto di Fisica di via Panisperna; tuttavia Leonardo rifiuta l'invito preferendo la poesia alla fisica atomica; sarà poi scoperto da Giuseppe Ungaretti, al quale Sinidgalli si legherà in una lunga amicizia.

Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria elettronica ed industriale, studia per passare l'esame di stato utile per l'abilitazione alla professione: sostenuto l'esame a Padova nel 1932, passa alla conquista di Milano. Ingegnere e pubblicitario, Sinisgalli diverrà collaboratore di varie industrie quali Pirelli, Finmeccanica, Olivetti, ENI e Alitalia, lavorando principalmente tra Milano e Roma.

Nel 1953 fonda "Civiltà delle Macchine", rivista culturale di Finmeccanica; pubblicata fino al 1979, Sinisgalli dirige la rivista fino al 1958.

Il Sinisgalli poeta appartiene a quella generazione inquieta in cui si possono annoverare anche Eugenio Montale, Alberto Moravia, Cesare Pavese, Elio Vittorini, Guido Piovene, i quali formatisi nei duri anni del fascismo, ebbero sempre un angoscioso travaglio intellettuale dettato dalle difficoltà di quegli anni di cambiamento. La poesia di Sinisgalli è caratterizzata da una particolare amarezza di fondo nonché da un senso di insoddisfazione continuo.

L'amarezza è nutrita anche verso la sua condizione di emigrante, costretto a lasciare la propria terra dove non esisteva alcuna possibilità di sbocco professionale, ancor meno intellettuale.

Molto spesso nelle sue opere sono presenti aneddoti e luoghi d'infanzia: talvolta questi elementi appaiono banali, ma di fatto rispecchiano proprio quella inquietudine e amarezza. L'altro aspetto fondamentale della poesia di Sinisgalli è quello del legame intellettuale che deriva dalla sua formazione ingegneristica e matematica, che assieme alle nozioni tecniche di geometria costituiscono un legame che ha molto influenzato le sue opere. Il grande merito e l'originalità di questo poeta consiste proprio nel tentativo di accordare la scienza al sentimento.

Soprannominato dai critici il "poeta ingegnere", Leonardo Sinisgalli muore a Roma il 31 gennaio 1981: la sua salma riposa nel cimitero di Montemurro, nella cappella di famiglia che lui stesso aveva progettato.

Ultimo aggiornamento: 08/03/2009
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