Oggi: sabato 23 agosto 2014 » S. Rosa di Lima
Giorno per giorno i profili di miti e personaggi famosi che si sono meritati un posto nella storia

Dustin Hoffman

Un uomo da Oscar

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Dustin Hoffman nasce l'8 agosto del 1937 a Los Angeles. Le sue inclinazioni artistiche si evidenziano fin da giovanissimo quando intraprende inizialmente lo studio della musica iscrivendosi al Conservatorio. Poco dotato dal punto di vista musicale, decide di intraprendere anche lo studio dell'arte drammatica. Nel giro di un anno i banchi del "Pasadena Community Playhouse" lo vedono studente modello e appassionato attore principiante. Nella stessa classe vi era un altro "illustre sconosciuto", tale Gene Hackman, che diventerà anch'egli un altro mostro sacro del firmamento hollywoodiano. Stando a quanto raccontano le cronache i due diventano ottimi amici.

Abbandonata definitivamente la musica Dustin Hoffman si trasferisce a New York per approfondire gli studi di recitazione, in particolare seguendo i corsi del rinomato insegnante Lee Strasberg. Giovane spiantato, come vuole il copione di ogni star che si rispetti, inizialmente svolge una lunga gavetta off-Broadway sempre in ruoli marginali o attraverso qualche apparizione di scarso rilievo (e dire che in seguito avrebbe interpretato un memorabile Willy Loman in "Morte di un commesso viaggiatore", una pièce-capolavoro di Miller). Per sopravvivere si accontenta di svolgere i lavori saltuari più disparati.

Frequentando l'ambiente le acque cominciano a smuoversi. La grande occasione arriva con una pièce che farebbe tremare i polsi a più di un professionista, un titolo-simbolo del teatro del novecento: "Aspettando Godot" di Samuel Beckett (in una produzione proprio di Broadway). Dopo la dura prova, superata brillantemente, è la volta di un altro ruolo impegnativo, quello dell'ufficiale nazista e omosessuale di "Noon and nights". E' proprio in questa grande performance che viene scoperto da Nichols che nel 1967 lo vuole per interpretare un ruolo da comprimario nel torbido "Il laureato"; è solo il debutto, ma con questo film ottiene subito la nomination all'Oscar come miglior attore protagonista.

In questa occasione apparentemente festosa e che qualunque attore vorrebbe vivere, si sancisce il rapporto di Hoffman con queste istituzioni celebrative e con quella dell'Oscar in particolare. In un primo momento a causa del recente omicidio di Martin Luther King che si è consumato a Memphis, Dustin Hoffman avrebbe desiderato che la cerimonia fosse sospesa, cosa che naturalmente non avvenne. A testimonianza della "sensibilità" degli organizzatori, va detto che invece fu solo rimandata. A tal proposito quando Bob Hope ironizzò sull'aver fatto due volte le valigie, Hoffman scrisse una lettera indignata al presidente dell'Academy (allora Gregory Peck), ma non ricevette alcuna risposta in merito: non fu più invitato al gala per molto tempo.

Hoffman non ha perso l'occasione di polemizzare contro la mania di voler attribuire premi, istituzioni, a suo dire, perniciose per il mondo dell'arte e per la mentalità competitiva che instaura fra colleghi. Dichiarazioni, queste, che non gli hanno certo attirato le simpatie dell'establishment cinematografico nè tantomeno quelle dei colleghi, incapaci di scorgere la "nobiltà" di queste convinzioni.

Il suo talento fortunatamente lo ha sempre salvato da possibili ritorsioni poco gradite. Nel 1970 ottiene un'altra nomination per "Un uomo da marciapiede" e poi ancora per "Lenny", fino a vincere il suo primo Oscar per "Kramer contro Kramer", accettato non senza una punta polemica (sembra avesse detto, guardando la statuetta: "Che strano, non ha le palle eppure tiene una spada in mano"). Il film metteva in luce, in un'epoca ancora "calda" per affrontare queste tematiche, i drammi e le lacerazioni causate dal divorzio e dalla disgregazione della famiglia.

Apprezzato sia dal pubblico che dalla critica per i panni di "antieroe" che spesso interpreta, ha sempre avuto rapporti conflittuali con registi e colleghi che lo descrivono come un tipo troppo burbero e severo, molto preciso e professionale. A proposito dei personaggi che sceglie ha affermato: "I non-eroi sono assai più sfumati, più complessi, più umani. I buoni al cento per cento non sembrano neanche delle persone. Forse quando recito una parte faccio vedere cose che non voglio neppure ammettere con me stesso".

Ottiene una nuova nomination nel 1983 per "Tootsie" di Sidney Pollack (con Geena Davis), pellicola in cui letteralmente si sdoppia per affrontare il ruolo di un uomo che diventa improvvisamente famoso in televisione nei panni però di una donna (senza che nessuno sappia che in realtà si tratta di un uomo).

Nel 1989 vince il suo secondo Oscar per la memorabile interpretazione di Raymond, fratello autistico di Tom Cruise in "Rain man", un film drammatico basato sul libro del neurologo Harvey Sacks.

A fianco di questi ruoli impegnativi Dustin Hoffman non ha mai disdegnato anche quello più frivoli come quelli sostenuti in "Sono affari di famiglia" (con Sean Connery), oppure "Dick Tracy" e "Hook - Capitan Uncino" (di Steven Spielberg, con Robin Williams e Julia Roberts).

Sparito per alcuni anni dal grande schermo,ha fatto il suo ritorno con "Sleepers", grande successo al botteghino, mentre nel 1998 arriva una nuova nomination per "Sesso e potere" (film con Robert De Niro).

Attualmente è al suo secondo matrimonio: dopo quello con Anne Byrne si è infatti sposato nel 1980 con Lisa Gottsegen che gli ha dato quattro figli.

Filmografia essenziale:

Come attore

(2003) Confidence. La truffa perfetta (con Andy Garcia)

(2002) Goodbye Hello

(2001) Goldwyn - Narratore

(2000) Giovanna d'Arco

(1999) Essere John Malkovich

(1998) Sfera (con Sharon Stone e Samuel L. Jackson)

(1997) Sesso e potere

(1997) Mad City - Assalto alla notizia (con John Travolta)

(1996) Sleepers

(1996) American Buffalo

(1995) Virus letale

(1994) Jonas in the Desert

(1992) Eroe per caso

(1991) Billy Bathgate - a scuola di gangster

(1991) Hook - capitan Uncino

(1990) Dick Tracy

(1989) Common Threads: Stories from the Quilt - voce narrante

(1989) Sono affari di famiglia

(1988) Rain man - l'uomo della pioggia

(1987) Ishtar

(1986) Private Conversations

(1985) Morte di un commesso viaggiatore

(1984) Terrore in sala

(1982) Tootsie

(1979) Kramer contro Kramer

(1979) Il Segreto di Agatha Christie

(1978) Vigilato speciale

(1976) Il maratoneta

(1976) Tutti gli uomini del presidente (con Robert Redford)

(1974) Lenny

(1973) Papillon

(1972) Alfredo, Alfredo

(1971) The Point - Voce narrante

(1971) Chi è Kellerman?

(1971) Cane di paglia

(1970) Il piccolo grande uomo

(1969) John e Mary

(1969) Un uomo da marciapiede

(1968) Un dollaro per 7 vigliacchi

(1967) The Star Wagon

(1967) The Tiger Makes Out

1967) Il laureato

(1966) The Journey of the Fifth Horse

Come Produttore

(2001) Club Land

(1999) The Furies

(1999) The Devil's Arithmetic

(1999) A Walk on the Moon - Complice la luna

(1978) Vigilato speciale

Ultimo aggiornamento: 10/02/2004
Foto di Dustin Hoffman

Accadde oggi

23 agosto 1939
Viene firmato il Patto Molotov-Ribbentrop tra Germania e Unione Sovietica: si tratta di un patto di non-aggressione, ma contiene anche un'aggiunta segreta per la quale le due nazioni si spartiscono Finlandia, Polonia, e Stati baltici.
Leggi l'articolo:
Il Patto Molotov-Ribbentrop

Ha detto:

«In parte, la salute mentale è una forma di conformismo.»
John_Nash
Testo di Stefano Moraschini