Giuliano Amato

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Biografia

Giuliano Amato nasce il 13 maggio 1938 a Torino. Uomo politico noto per la sua grande intelligenza e capacità dialettica, è stato soprannominato "Dottor Sottile" (così era soprannominato in epoca medievale Giovanni Duns Scoto, filosofo, maestro delle argomentazioni raffinate e ricche di distinzioni).

Giuliano Amato

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Formazione e studi

Si laurea in Giurisprudenza nel 1960 presso il Collegio Medico-Giuridico di Pisa - che oggi corrisponde alla prestigiosa Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant'Anna, l'ateneo più prestigioso d'Italia.

Prima di entrare a far parte attiva del Partito Socialista Italiano, cui è iscritto fin dal 1958, intraprende inizialmente la carriera accademica. Consegue nel 1963 il Master in Diritto Costituzionale comparato presso la Columbia University di New York. L'anno seguente, a Roma, consegue la libera docenza in Diritto Costituzionale.

Carriera accademica

Dopo aver ottenuto la cattedra universitaria nel 1970 e dopo aver insegnato negli atenei di Modena, Reggio Emilia, Perugia e Firenze, nel 1975 Giuliano Amato diviene professore ordinario di Diritto Costituzionale comparato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università "La Sapienza" di Roma. Qui rimane fino al 1997.

Per buona parte della sua vita la politica, Amato rimane sullo sfondo. Privilegia a tutti gli effetti l'impegno in veste di docente e di instancabile ricercatore delle materie che ruotano intorno al diritto.

Carriera politica

Ricopre anche ruoli che lo vedono protagonista nella veste di tecnico. Ad esempio ricopre la carica di capo dell'Ufficio legislativo del ministero del Bilancio negli anni 1967-1968 e 1973-1974. È membro della commissione governativa per il trasferimento delle funzioni amministrative alle regioni, nel 1976.

Dal 1979 al 1981 presiede l'Ires - il centro studi della Cgil.

A metà degli anni '70 si intensifica la presenza di Giuliano Amato anche all'interno del partito. I dirigenti si avvalgono della sua lucida intelligenza e del suo raro acume nell'esaminare gli eventi. La sua importanza all'interno delle alte sfere del partito viene certificata nell'arruolamento del gruppo che produce il "Progetto socialista". Esso è considerato un documento decisivo per quella che viene definita la svolta riformista del Psi. Si tratta della linea politica che tende all'autonomia dei socialisti all'interno della sinistra italiana: questo atteggiamento li vedrà sempre più critici nei confronti del Pci (partito comunista).

Giuliano Amato

Gli anni '80

Nel 1983 viene eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati; riconfermato nelle successive elezioni, è membro del Parlamento fino al 1993.

Prima oppositore di Bettino Craxi all'interno del Psi, Amato diventa suo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, quando il leader socialista diventa premier (1983-1987).

Giuliano Amato è poi vicepresidente del Consiglio e ministro del Tesoro nel governo di Giovanni Goria (1987-1988) e nel successivo, di Ciriaco De Mita (1988-1989).

Amato capo del Governo

Dal 1989 al 1992 è anche vicesegretario del Psi fino a quando il presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro affida al "Dottor Sottile" il compito di formare un nuovo governo.

Il suo Consiglio dei Ministri deve affrontare la crisi finanziaria causata dal crollo della Lira, con la conseguente svalutazione della moneta e l'uscita dallo SME (Sistema Monetario Europeo).

Nei suoi 298 giorni di presidenza, Giuliano Amato vara una finanziaria durissima (la cosiddetta finanziaria "lacrime e sangue" da 93 mila miliardi): è un atto di coraggio che per molti è all'origine della ripresa che segnerà l'Italia negli anni successivi.

Sempre secondo numerosi analisti un altro grande risultato del governo Amato, fortemente voluto anche da Craxi, è l'accordo con le parti sociali per la sospensione della scala mobile (si tratta di uno strumento economico che indicizzava automaticamente i salari in funzione degli aumenti dei prezzi di alcune merci) .

Sempre ad Amato si deve la riforma del pubblico impiego: questa tende ad equiparare i lavoratori pubblici con quelli del settore privato, allo scopo di snellire le procedure burocratiche e le leggendarie lentezze statali con l'introduzione di criteri manageriali all'interno della gestione della cosa pubblica.

Giuliano Amato

Gli anni '90

Giuliano Amato in questi anni lavora duramente, ma di lì a poco si scatena la bufera di Tangentopoli. L'evento cambia il volto della politica italiana. Com'è ben noto il partito socialista, insieme ad altri soggetti politici protagonisti della Prima Repubblica, viene travolto dagli scandali legati alle tangenti, tanto da essere in poco tempo cancellato dalla scena politica.

Amato, pur non essendo toccato da nessun avviso di garanzia, è travolto dagli eventi insieme al suo governo. Così nel 1993 gli subentra Carlo Azeglio Ciampi (futuro Presidente della Repubblica).

L'anno seguente Amato viene nominato presidente dell'Antitrust, l'autorità garante della concorrenza e del mercato. Mantiene questo incarico fino alla fine del 1997, poi torna a dedicarsi al suo antico amore, l'insegnamento.

Ma la carriera politica di Amato è tutt'altro che conclusa.

Nel governo D'Alema (1998-2000) viene nominato ministro per le Riforme istituzionali. Successivamente all'ascesa di Ciampi al Quirinale, Amato è ministro del Tesoro.

Il secondo governo Amato

Dopo le dimissioni di Massimo D'Alema, il 25 aprile 2000 Giuliano Amato viene chiamato per la seconda volta a ricoprire la carica di presidente del Consiglio dei Ministri.

Nell'estate 2000 viene indicato dai partiti di maggioranza, insieme a Francesco Rutelli, quale candidato premier del centrosinistra per il 2001, ma Amato rinuncia, non riscontrando sul suo nome la convergenza di tutte le forze della coalizione politica.

Decide in un primo momento di non candidarsi alle elezioni politiche, poi ci ripensa e sceglie il collegio di Grosseto, dove riesce a vincere. Il suo è fra i pochi risultati positivi ottenuti dalla coalizione dell'Ulivo, sconfitta dalla Casa delle Libertà. Il suo mandato come capo del Governo termina pertanto il giorno 11 giugno 2001. A succedergli è il leader della CdL Silvio Berlusconi.

Giuliano Amato

Gli anni 2000

Nel gennaio 2002 Amato viene nominato vicepresidente della Convenzione UE, presieduta dall'ex presidente della Repubblica francese Valery Giscard d'Estaing e che ha il compito di scrivere la Costituzione europea.

Nel maggio 2006 è nominato Ministro degli Interni dal neopresidente del Consiglio Romano Prodi. L'anno seguente aderisce al Partito Democratico di Walter Veltroni. Nel 2008 però il Pd perde le elezioni politiche.

Vita privata e pubblicazioni

È sposato con Diana Vincenzi, conosciuta sui banchi di scuola e poi diventata docente ordinario di Diritto di famiglia alla Sapienza di Roma. La coppia ha due figli: Elisa Amato, avvocato, e Lorenzo Amato, attore.

Negli anni ha scritto diversi libri e articoli sui temi di diritto, economia, istituzioni pubbliche, libertà personali e federalismo.

Giuliano Amato

Gli anni 2010 e 2020

Il 12 settembre 2013 viene nominato giudice costituzionale.

Dal 2015 è presidente onorario dell'Aspen Institute Italia. Nell'anno successivo è presidente del comitato scientifico del Cortile dei Gentili, dipartimento del Pontificio Consiglio della Cultura.

Il 16 settembre 2020 viene nominato vicepresidente della Corte costituzionale dal neopresidente della stessa Mario Rosario Morelli; alla fine dell'anno viene riconfermata la sua carica dal neoeletto presidente Giancarlo Coraggio.

Il 29 gennaio 2022 viene eletto all'unanimità Presidente della Corte Costituzionale.

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