Rosario Crocetta

Rosario Crocetta
Rosario Crocetta nelle opere letterarie Libri in lingua inglese Film e DVD di Rosario Crocetta

Biografia

Rosario Crocetta nasce l'8 febbraio del 1951 a Gela, in Sicilia, figlio di una sarta e di un impiegato all'acquedotto, fratello minore di Salvatore Crocetta (futuro senatore del Partito Comunista Italiano).

Dopo essersi diplomato, inizia a lavorare nello stabilimento Eni della sua città natale.

In seguito comincia a collaborare con "L'Unità" e con "Il Manifesto".

Gli anni '80 e '90

Nel 1987 dà alle stampe una raccolta di poesie intitolata "Diario di una giostra". Aderisce al Pci per poi entrare a far parte di Rifondazione Comunista, sotto le cui insegne diventa assessore alla Cultura a Gela nel 1996: manterrà la carica per due anni, fino al 1998, anno in cui viene eletto consigliere comunale con la Federazione dei Verdi; nello stesso periodo Rosario Crocetta è nominato consulente di Salvatore Morinello, assessore regionale ai Beni Culturali.

Con questo incarico, che conserva fino al 2000, elabora vari progetti culturali che vedono la Sicilia collaborare con Paesi stranieri.

Gli anni 2000

Iscrittosi al Partito dei Comunisti Italiani, nel 2000 Crocetta è di nuovo assessore comunale a Gela, con delega alla Pubblica Istruzione.

Lascia l'incarico nel 2001, mentre l'anno successivo si candida a sindaco con il sostegno dell'alleanza di centrosinistra.

Le elezioni vedono la vittoria di Giovanni Scaglione, candidato del centrodestra che ottiene quasi 200 preferenze in più rispetto a Crocetta; quest'ultimo, però, presenta un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, il quale ordina un nuovo spoglio dal quale emerge che il candidato del centrosinistra ha ricevuto oltre 300 voti in più rispetto all'avversario, a causa di irregolarità e vari illeciti nel corso dello spoglio iniziale.

Sindaco a Gela

Rosario Crocetta diventa, quindi, il primo cittadino di Gela, anche grazie a una campagna elettorale basata sull'intenzione di contrastare Cosa Nostra e la mafia.

Seguendo questa scia, decide di licenziare gli impiegati comunali in odor di criminalità organizzata e fa svolgere le gare d'appalto per le opere pubbliche in presenza delle forze dell'ordine.

Dopo quattro anni da sindaco, decide di candidarsi nuovamente: le consultazioni amministrative del 2007 lo riconfermano alla guida di Gela, con poco meno del 65% dei consensi raccolti al primo turno.

Nel 2008 Anna Finocchiaro, candidata alla presidenza della Regione Sicilia, propone Crocetta come assessore ai Lavori Pubblici in caso di elezione: la Finocchiaro, però, viene sconfitta, e Crocetta resta sindaco a Gela.

Pochi mesi dopo egli aderisce al Partito Democratico, nato da poco.

L'anno successivo viene candidato nella lista del Pd alle elezioni europee nella circoscrizione Italia insulare: ottiene più di 150mila voti e viene eletto al Parlamento Europeo.

Decide, pertanto, di dimettersi da sindaco e di dedicarsi alla carriera da europarlamentare.

Gli anni 2010

Nell'aprile del 2012 viene nominato vicepresidente della Commissione Speciale Antimafia della Ue, mentre ad agosto dello stesso anno si candida ufficialmente alla presidenza della Regione Sicilia, sostenuto, oltre che dal Partito Democratico, anche dal Psi, dall'Api e dall'Udc.

Alla guida della regione Sicilia

Ottenendo il 30.5% delle preferenze, a ottobre Crocetta viene eletto presidente: il successo elettorale, però, non è tale da garantirgli la maggioranza del Consiglio Regionale, visto che lo porta ad avere solo 39 seggi su un totale di 90.

Il 10 novembre del 2012 egli entra ufficialmente in carica, mentre a dicembre si dimette da europarlamentare.

Nel frattempo, forma la sua Giunta, che comprende tra l'altro Lucia Borsellino (come assessore alla Salute), Antonino Zichichi (come assessore ai Beni Culturali), Franco Battiato (come assessore al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo) e Nicolò Marino, pubblico ministero della Dda (come assessore all'Energia e ai Servizi Pubblici).

Nelle prime settimane da presidente annuncia la chiusura di tredici società regionali, il taglio degli stipendi dei dirigenti regionali, il licenziamento di più di venti giornalisti nominati addetti stampa dai presidenti precedenti e il taglio dei consulenti esterni. Inoltre, decide che la Sicilia dovrà costituirsi parte civile nel processo in corso a Palermo sulla trattativa Stato-mafia.

Nel marzo del 2013 svela l'intenzione di eliminare le province, creando al loro posto dei consorzi tra i comuni: la norma passa all'Assemblea regionale grazie a 53 voti a favore. In seguito, approva una delibera che comporta l'aumento del numero dei dipendenti regionali impegnati nella sede di Bruxelles, da tre a diciotto, e dichiara il proposito di dismettere numerose auto blu.

Nello stesso anno pubblica per Longanesi il libro "E io non ci sto - Dalla Sicilia che vorrei all'Italia che verrà".

I fatti giudiziari

Nell'aprile del 2014 Rosario Crocetta viene indagato dalla procura della Corte dei Conti per un anno erariale di più di due milioni di euro. Nel luglio del 2015 si autosospende dalla carica di presidente in seguito alla pubblicazione di alcune intercettazioni da parte dell'"Espresso" che lo vedono protagonista di una discussa e controversa conversazione con il proprio medico di fiducia (il quale parlando di Lucia Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, avrebbe dichiarato: "va fatta fuori, come suo padre").

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