Biografie

Manuel Valls

Manuel Valls
Manuel Valls nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia

Manuel Carlos Valls i Galfetti - questo è il nome completo di Manuel Valls - nasce il 13 agosto del 1962 nel quartiere di Horta, a Barcellona, in Spagna. Figlio di Xavier, un pittore, e di Luisangela Galfetti, originaria della Svizzera, sorella dell'architetto Aurelio Galfetti. Manuel nasce nella città catalana anche se i suoi genitori già da tempo vivono in Francia. Viene battezzato il 24 agosto del 1962 nella chiesa cattolica di Horta, e il suo padrino è lo scrittore italiano Carlo Coccioli.

Nel 1980, a diciassette anni, decide di aderire al Mouvement des jeunes socialistes, il Movimento dei giovani socialisti, con lo scopo di sostenere Michel Rocard. Nello stesso anno incontra all'università Alain Bauer, che più tardi diventerà il padrino del secondo dei suoi figli, e Stéphanie Fouks.

Nel corso dei suoi studi all'Università di Parigi - la Sorbona - Manuel Valls entra nel sindacato degli studenti UNEF-ID e diventa consigliere di Rocard in materia di istruzione.

Manuel Valls negli anni '80

Nel 1981 non può ancora votare per le elezioni presidenziali, dal momento che non dispone ancora della cittadinanza francese, che gli viene concessa l'anno successivo. Nel 1985 lascia la Ligue des droits de l'homme, la Lega dei diritti dell'uomo, per protestare contro l'opposizione di questa organizzazione all'estradizione verso la Spagna dei membri dell'Eta da parte del governo socialista francese.

Dopo essere stato assistente parlamentare di Robert Chapuis, nel 1988 succede a Henri Kaminska alla guida del Partito Socialista di Argenteuil-Bezons. Nello stesso periodo entra a far parte del gabinetto di Rocard, primo ministro dell'epoca, grazie all'intermediazione del direttore Jean-Paul Huchson.

Occupandosi delle relazioni con l'Assemblea Nazionale, Manuel Valls viene scelto come amministratore della MNEF, la Mutuelle nationale des étudiants de France, in qualità di rappresentante del collegio degli studenti. Il 26 aprile del 1989 diventa ufficialmente membro del GODF, il Grand Orient de France, e da allora inizia partecipare regolarmente agli incontri di "Ni maitres ni dieux".

Gli anni '90 e 2000

Tra il 1991 e il 1993 è delegato interministeriale aggiunto ai Giochi Olimpici Invernali di Albertville del 1992, prima di diventare segretario aggiunto nazionale alla comunicazione per il Partito Socialista e primo segretario della federazione della Val-d'Oise.

Nel 2001 viene eletto sindaco di Evry, mentre l'anno successivo abbandona la carica di consigliere regionale dell'Ile-de-France, che manteneva dal 1986, per diventare deputato della prima circoscrizione dell'Essonne.

Dopo aver lasciato, nel 2005, la massoneria e l'affiliazione al Grande Oriente di Francia, e aver pubblicato nello stesso anno il volume "La laicité en face", nel 2006 dà alle stampe "Les habits neufs de la gauche", per l'editore Robert Laffont. Il libro è seguito due anni più tardi da "Pour en finir avec le vieux socialisme… et etre enfine de gauche", pubblicato con lo stesso editore.

Gli anni 2010

Nel 2010 divorzia dalla moglie Nathalie Souliè, con cui stava insieme da metà anni Ottanta, per sposare la violinista Anne Gravoin.

Nel 2012 lascia l'incarico di sindaco e, nel corso della campagna presidenziale, è consigliere speciale di François Hollande, il candidato socialista che vincerà le elezioni presidenziali.

Il 16 maggio del 2012 Manuel Valls viene nominato ministro dell'Interno nell'ambito del governo che vede Jean-Marc Ayrault come primo ministro. Il 31 marzo del 2014 si vede assegnato da Hollande, Presidente della Repubblica francese, il mandato di primo ministro. Tale decisione giunge in seguito alla clamorosa sconfitta alle elezioni amministrative dei socialisti, giunti alle spalle del Fronte Nazionale di Marine Le Pen e del partito di centrodestra dell'MP.

Il 25 agosto dello stesso anno, tuttavia, Manuel Valls rassegna le proprie dimissioni in seguito alle dichiarazioni di Arnaud Montebourg, ministro dell'Economia che si mostra polemico nei confronti dell'atteggiamento dell'esecutivo di Valls rispetto all'austerity che la Germania impone all'Europa.

Il secondo governo Valls

Poco dopo le dimissioni, in ogni caso, egli riceve da François Hollande l'incarico di formare un governo nuovo. Il 26 agosto, così, vede la luce il governo Valls II, che segna un netto rimpasto con l'esclusione dell'ala più a sinistra del Partito Socialista.

Il politico nato a Barcellona dà vita a un governo più spostato verso destra, in modo tale da provare a intercettare le esigenze del centro moderato e liberale: al ministero dell'Economia giunge Emmanuel Macron, socialista liberale ed ex banchiere, che prende il posto di Montebourg, mentre al ministero dell'Educazione e dell'Istruzione arriva, prima donna della storia, Najat Vallaud-Belkacem, che nel governo Valls I era ministro per le Pari Opportunità e che sostituisce Benoit Hamon; al ministero della Cultura, infine, il posto di Aurélie Filippetti viene occupato dall'ex sottosegretario al Commercio Estero Fleur Pellerin.

Vengono confermati, invece, Sègoléne Royal al ministero dell'Ambiente, Michel Sapin al ministero delle Finanze, Jean-Yves Le Drian al ministero della Difesa, Stephane Le Foll al ministero dell'Agricoltura, François Rebsamen al ministero del Lavoro, Bernard Cazeneuve al ministero dell'Interno e Laurent Fabius al ministero degli Esteri.

Gli anni del terrore

Nel 2015, Valls deve fare i conti con molteplici emergenze derivanti dai diversi attentati di matrice islamica che colpiscono il suo Paese. Il 7 gennaio è la volta dell'attacco alla sede di Charlie Hebdo, giornale satirico. Mentre il 26 giugno va in scena l'attentato di Saint-Quentin-Fallavier, che prevede l'attacco al treno Thalys del 21 agosto. La tragedia di proporzioni maggiori, però, si consuma nella notte tra il 13 e il 14 novembre, con gli attentati di Parigi, tra il Bataclan e molti altri punti della capitale. La situazione non migliora nel 2016, con l'attentato di Nizza della sera del 14 luglio che provoca decine di morti.

Alla fine del 2016 Hollande annuncia di non volersi ricandidare per un secondo mandato. In seguito a tale annuncio il primo ministro Valls viene indicato dai più come prossimo candidato alle primarie.

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