Biografie

Roberto Mancini

Roberto Mancini
Roberto Mancini nelle opere letterarie

Biografia Testa e piedi

Roberto Mancini nasce a Jesi (Ancona) il 27 novembre 1964. Esordisce in Serie A nelle file del Bologna il 12 settembre 1981, all'età di 16 anni. Durante il suo primo campionato di serie A mette a segno sorprendentemente 9 gol, ciononostante la squadra retrocede in Serie B per la prima volta nella sua storia. L'anno successivo, per una grande intuizione del presidente Paolo Mantovani, si trasferisce alla Sampdoria che lo paga 4 miliardi di lire cifra importante per quel periodo, dove resterà fino al 1997.

La coppia Vialli-Mancini

Nella Sampdoria forma una delle coppie d'attacco più valide d'Italia in quegli anni, insieme al compagno Gianluca Vialli (i due venivano chiamati "I gemelli del gol"). A Genova vince uno scudetto nel 1991, 4 Coppe Italia (1985, 1988, 1989 e 1994), 1 Supercoppa di Lega (grazie a una sua rete) ed una Coppa delle Coppe nel 1990 (Sampdoria - Anderlecht 2-0, doppietta di Gianluca Vialli).

Nella stagione 1991-1992 Roberto Mancini disputa, per l'unica volta nella sua carriera di calciatore, la finale di Coppa dei Campioni. La Sampdoria viene sconfitta ai tempi supplementari dal Barcellona, che si impone per 1-0 grazie a una rete di Ronald Koeman al 112° minuto.

Via da Genova

Nel 1997, dopo aver giocato con molti campioni fra i quali Enrico Chiesa, Ruud Gullit e Vincenzo Montella, per via di un non facile rapporto con l'allora presidente blucerchiato Enrico Mantovani (figlio dell'ex presidente Paolo) passa alla Lazio.

I successi con la Lazio

L'arrivo di Mancini, seguito da un folto gruppo di ex sampdoriani, a partire dall'allenatore Sven Goran Eriksson e poi da Juan Sebastián Verón, Sinisa Mihajlović, Attilio Lombardo, coincide con l'apertura di un ciclo di vittorie per la squadra del presidente Sergio Cragnotti. Con la Lazio vince lo scudetto nel 1999-2000 (stagione in cui il club compie 100 anni), l'ultima edizione della Coppa delle Coppe (1999), una Supercoppa europea battendo i Campioni d'Europa del Manchester United (1999), due Coppe Italia (1998 e 2000) e una Supercoppa di Lega (1998).

Con la nazionale

Nonostante i successi a livello di club, Roberto Mancini non è mai riuscito a sfondare in Nazionale: i rapporti con allenatori e stampa, fra l'altro, sono sempre stati poco sereni (emblematica la sua rabbia rivolta alla tribuna stampa, polemica nei suoi confronti, dopo aver segnato un gol alla Germania negli Europei del 1988). In Nazionale ha collezionato 36 presenze e 4 gol.

La carriera di allenatore

La carriera di allenatore inizia nel 2000 come vice di Sven Göran Eriksson alla Lazio. Nel gennaio 2001 firma però un contratto di prova per un mese con il Leicester City (Inghilterra), dove partecipa come giocatore a 5 partite: qui così la sua esperienza di calciatore nel paese d'oltremanica.

Alla Fiorentina

Appese le scarpe al chiodo, nel febbraio 2001 Roberto Mancini viene ingaggiato dalla Fiorentina a stagione in corso. L'ingaggio suscita molte polemiche tra gli addetti ai lavori perché Mancini non è ancora in possesso del patentino di allenatore necessario per allenare in Serie A. Con la Fiorentina vince subito una Coppa Italia. Nel gennaio del 2002, dopo 17 partite, si dimette da allenatore della Fiorentina (che poi retrocederà e fallirà) dopo che alcuni tifosi viola lo minacciano accusandolo di scarso impegno.

Alla Lazio

Nel 2002/2003 torna alla Lazio dove ottiene buoni risultati, sebbene la società sia sotto i riflettori a causa di diverse vicissitudini finanziarie che culmineranno con le dimissioni del Presidente Sergio Cragnotti. Mancini vince la Coppa Italia nella stagione 2003/2004, ma viene eliminato dalla coppa Uefa in semifinale con un sonoro 4-1 dal Porto di José Mourinho, che alla fine dell'anno vincerà la competizione.

Nei due anni passati a Roma, Mancini passa da uno stipendio di 1,5 miliardi di lire deciso dall'allora Presidente Sergio Cragnotti a circa 7 miliardi con la nuova dirigenza, sebbene il resto della squadra si riducesse lo stipendi firmando il piano Baraldi, per il salvataggio del club.

All'Inter

Nell'estate 2004 lascia il club capitolino per approdare all'Inter di Massimo Moratti. La prima stagione (2004/2005) di Roberto Mancini sulla panchina dell'Inter coincide con il ritorno alla vittoria di un trofeo per i nerazzurri dal lontano 1998. In campionato la squadra incappa in una serie di pareggi e a novembre è lontana dalla lotta per lo Scudetto. In Champions League viene eliminato ai quarti con il Milan.

A fine stagione arriva la vittoria della Coppa Italia contro la Roma (l'ultimo trofeo vinto dai nerazzurri prima di questa Coppa Italia era la coppa UEFA vinta con Simoni nel 1998).

La sua seconda stagione da allenatore del club nerazzurro (2005/2006) si apre con la vittoria nella Supercoppa italiana (in finale contro la Juventus), battendo i bianconeri a Torino per 1-0 grazie alla rete di Juan Sebastian Veron nei tempi supplementari. In campionato però la squadra a dicembre è già fuori dalla corsa scudetto; il titolo di Campione d'Italia verrà però assegnato all'Inter per decisione della FIGC, all'esito dei giudizi disciplinari relativi allo "scandalo Moggi".

In Champions League arriva una cocente eliminazione ai quarti di finale contro il Villareal. A fine stagione arriva la vittoria nella Coppa Italia (in finale contro la Roma).

La sua terza stagione sulla panchina nerazzurra si apre con la vittoria nella Supercoppa italiana con l'Inter, che batte la Roma con una fantastica rimonta da 0-3 al 4-3 finale nei tempi supplementari. Arriva anche la vittoria sul campo di uno scudetto che mancava ai nerazzurri dal 1989, scudetto vinto con grande margine sulle avversarie e il record europeo di 17 vittorie consecutive in campionato. In Champions League l'eliminazione arriva per mano del Valencia che ha la meglio sull'Inter grazie ad un doppio pareggio (2-2 a Milano 0-0 al ritorno).

La quarta stagione di Roberto Mancini sulla panchina meneghina si apre con la sconfitta nella Supercoppa italiana contro la Roma per 1-0 (rigore nel finale). In campionato la squadra ha una grande partenza ed accumula ben 11 punti di vantaggio sulla Roma, ma nel girone di ritorno accusa un imponderabile calo, anche a causa di numerosi infortuni che hanno decimato la rosa e costretto l'allenatore a schierare diversi giocatori della primavera. Lo scudetto viene comunque conquistato nell'ultima giornata sul campo del Parma grazie a una grande prestazione dell'attaccante svedese Zlatan Ibrahimovic.

In Champions League l'eliminazione avviene per mano del Liverpool (sconfitta per 2-0 a Liverpool e per 1-0 nel ritorno). L'11 marzo, nella conferenza stampa successiva alla sconfitta (e conseguente eliminazione dalla Champions League) subita in Inter-Liverpool 0-1 (andata 0-2), Mancini annuncia le sue dimissioni al termine della stagione, salvo poi tornare sui suoi passi.

Il 18 maggio Roberto Mancini vince il terzo scudetto sulla panchina nerazzurra e poco dopo perde la finale di Coppa Italia contro la Roma. Nei giorni seguenti si fa tuttavia sempre più concreta l'ipotesi di un suo allontanamento da parte della dirigenza. Il 29 maggio viene esonerato dall'incarico.

Un comunicato ufficiale del sito internet dell'Inter adduce come motivazione per l'esonero le dichiarazioni rese dal tecnico dopo l'incontro Inter-Liverpool in Champions League dell'11 marzo precedente. Il 2 giugno al suo posto subentra il tecnico portoghese José Mourinho.

In carriera Roberto Mancini ha vinto 10 volte la Coppa Italia - 4 volte da allenatore e 6 volte da calciatore - stabilendo un primato. Con le sue 120 presenze è anche il giocatore con più presenze in assoluto nella competizione.

In Inghilterra

Alla fine del 2009 firma un contratto triennale con la squadra inglese del Manchester City, che lo ingaggia per sostituire l'esonerato Mark Hughes. Durante l'anno precedente il ventenne figlio Filippo Mancini aveva giocato nel Manchester City, ceduto in prestito dalle giovanili dell'Inter.

Nel mese di maggio, all'ultima giornata, Roberto Mancini porta il Manchester City a vincere la Premier League inglese.

Il ritorno a Milano

Nel mese di novembre del 2014 l'Inter del nuovo presidente Thohir esonera Walter Mazzarri e chiama Roberto Mancini in sua sostituzione. Durante la nuova gestione Mancini assegna il ruolo di capitano al giovane Mauro Icardi. Il nuovo matrimonio con la società dura però solo fino all'estate del 2016. Al suo posto sulla panchina dell'Inter arriva l'olandese Frank de Boer.

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