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Madeleine Albright

Falco braccato

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Madeleine Albright

Madeleine Korbel Albright nasce a Praga, in Cecoslovacchia, nel 1937 da un diplomatico ceco, Josef Korbel e della moglie Mandula. E' la prima donna ad aver ricoperto la carica di segretario di stato nella storia degli Stati Uniti d'America. L'incarico ottenuto dal presidente Clinton nel 1997 è solo l'ultimo capitolo di una lunga e prestigiosa carriera al servizio della diplomazia e della sicurezza internazionale.

L'infanzia di Madelaine è segnata dall'avvento della seconda guerra mondiale durante la quale, a causa dell'invasione nazista del suo paese, è spinta insieme alla famiglia a fuggire in Inghilterra per far ritorno in Cecoslovacchia solo dopo la guerra. A seguito dell'avvento del regime comunista nel paese, la famiglia è però costretta a fuggire nuovamente. Questa volta la destinazione sono però proprio quegli Stati Uniti d'America che la vedranno nelle sue alte cariche, paese libero e democratico che assicurava una certa assistenza e possibilità di lavoro agli immigrati.

Sbarca quindi insieme ai suoi genitori nel porto di New York l'11 novembre 1948, all'età di undici anni. La sua condizione di profuga la segna inesorabilmente e peserà non poco sulla sua formazione successiva.

Educata nel collegio di Wellesley, si laurea presso la Columbya University, e si specializza nei rapporti internazionali con l'est europeo. Presto intraprende la carriera politica, lavorando prima per la fallita scalata presidenziale del senatore Muskie, poi per il consigliere della sicurezza nazionale del presidente Carter. Dopo il divorzio dal marito Joseph Albright, editore di giornali, Madeleine cresce da sola le tre figlie pur continuando a frequentare i circoli di politica estera. I suoi forti legami col partito democratico la portano a far parte del team del presidente Clinton, partecipa al consiglio di sicurezza ed ha un incarico a scadenza quadriennale come rappresentante alle Nazioni Unite.

Figlia di ebrei, porta dentro di sé in qualche modo quel "senso di colpa" che affligge tutti i sopravvissuti all'Olocausto. Non a caso, sul piano della discussione storica, è conosciuta nell'amministrazione americana come la maggiore rappresentante del "gruppo di Monaco", ovvero di quell'insieme di politici e di intellettuali convinti che il più grave errore del secolo sia stato quello di non aver fermato Hitler a Monaco nel 1938.

Nello stesso tempo, però, si è anche opposta alle tendenze più facilmente pacifiste di alcuni componenti dell'amministrazione, in specie quelli che hanno avviato una seria e dolorosa riflessione in conseguenza dell'intervento americano nella guerra del Vietnam. I rappresentanti di questa scuola di pensiero (soprannominati in gergo politichese "vietnamiti"), in gran parte costituiti da generali e politici, pensano che mai più, dopo il Vietnam, l'America debba impegnarsi in una guerra.

Il 5 dicembre 1996, il presidente Clinton la nomina Segretario di Stato, decisione poi confermata all'unanimità dal Senato americano. Il 23 gennaio 1997 la Albright diventa così il 64esimo Segretario di Stato degli Stati Uniti. E' il primo Segretario di Stato donna degli Stati Uniti, la più alta carica mai raggiunta da una donna nella storia del governo americano.

Secondo la rivista Time, la Albright è stata la "forza morale" che ha spinto la NATO ad entrare in azione nel Kosovo, propagandando un nuovo ruolo mondiale per l'alleanza nel Terzo Millennio.

Infatti, per Madeleine Albright, la tragedia della popolazione del Kosovo costretta ad abbandonare il Paese è "storia personale" dato che, come sottolinea un articolo pubblicato dal "Times" di Londra, a proposito di pulizia etnica, "ne sa qualcosa". È stata la sua posizione di "falco" a convincere Clinton a ordinare i bombardamenti delle Nato, a ignorare i rapporti dei servizi di intelligence e degli alti gradi del Pentagono sulle scarse possibilità di successo dei raid aerei.

Un giornalista del Washinghton Post ha detto : "Riesce ad essere agli occhi di tutti credibile, capita e rispettata quando parla di politica straniera, dalle persone comuni alle potenze economiche e ai signori della guerra bosniaci".

Ultimo aggiornamento: 14/05/2002
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Presso il Palais Royale Saloon di San Francisco entra in funzione il primo juke-box.
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Ha detto:

«Sappiamo chi noi siamo, ma non sappiamo cosa potremmo essere.»
William_Shakespeare
Testo di Stefano Moraschini