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Giorno per giorno i profili di miti e personaggi famosi che si sono meritati un posto nella storia

Mauro Corona

Il bosco, la montagna e l'avventura

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Mauro Corona

Mauro Corona nasce a Piné, in provincia di Pordenone, il 9 agosto del 1950. Scultore riconosciuto a livello europeo, specializzato nell'intaglio del legno, alpinista di rilievo, è anche uno scrittore di successo, i cui libri sono tradotti anche all'estero, Germania soprattutto.

La nascita del piccolo Mauro prelude già ad una vita avventurosa. A suo dire infatti, sarebbe nato su un carretto, nel tragitto che porta dal borgo di Piné alla città Trento. Quando nasce infatti, i suoi genitori, Domenico e Lucia, di lavoro fanno i venditori ambulanti. Scampato quasi per miracolo ad una polmonite, il bambino cresce a Piné, almeno fino al 1956, quando lui ha sei anni e suo fratello Felice, cinque. Tornano ad Erto, loro paese d'origine, in piena Valle del Vajont. Qui Mauro apprende da nonno Felice l'arte di intagliare il legno, crescendo completamente immerso nella natura. E' suo padre a trasmettergli l'amore per la montagna e poi per l'alpinismo, portandolo con sé nelle battute di caccia ai camosci sulle alte vette che circondano Erto.

Nel 1963, all'età di tredici anni, il futuro alpinista compie già la sua prima impresa, scalando il Monte Duranno. Cinque anni dopo, nel 1968, diciottenne, apre il primo tragitto sulla cosiddetta Palazza.

Il mosaico riguardante la personalità del giovane Mauro Corona non è ancora completo. Mancano le letture, i libri, la scrittura. Questa eredità la deve alla madre la quale, abbandonata la famiglia dopo la nascita del terzo figlio, lascia in casa un'ottima collezione di libri, da Tolstoj a Cervantes. Il futuro scrittore colma il vuoto lasciato dalla madre con la letteratura.

Intanto però, dopo aver frequentato la scuola elementare di Erto e le medie a Longarone, il 9 ottobre del 1963 la diga del Vajont crolla e la cittadina di Corona, come molte altre, scompare letteralmente. Il giovane Mauro, scampato alla valanga, si trasferisce al Collegio Don Bosco di Pordenone. Qui i preti salesiani incoraggiano la sua passione per la letteratura e per lo studio, ma il futuro scultore ha in mente solo la natura perduta, i boschi, gli spazi aperti cari alla sua gioventù.

Tornato ad Erto, desidera frequentare la Scuola d'Arte di Ortisei, ma i soldi sono pochi e viene iscritto all'Istituto per Geometri Marinoni di Udine, perché gratuito. Ci rimane due anni, poi lascia. Nel frattempo, nel 1968 suo fratello Felice va in Germania a cercare lavoro ma dopo tre mesi muore annegato in una piscina di Paderborn, all'età di diciassette anni. Per il giovane Mauro è un duro colpo e, dopo essersi ritirato dalla scuola, trova un lavoro nella cava di marmo del monte Buscada, come spaccapietre.

Successivamente, con l'automatizzarsi del lavoro, Corona lascia la cava e si trova a fare lo scalpellino riquadratore, nel suo studio di Erto, vicino alla casa dei genitori. Nel frattempo però, sebbene tenendoli nascosti, non ha mai smesso di scolpire il legno. Una mattina del 1975 allora, Renato Gaiotti, uomo d'affari di Sacile, intravede dalla finestra alcune delle opere dello scultore e le compra tutte. Qualche mese dopo, lo stesso Gaiotti gli commissiona una Via Crucis da donare alla Chiesa di San Giovanni del Tempio di Sacile. Il prezzo è di due milioni di lire, cifra importante negli anni '70 e che mai, il giovane ma già bravo Corona, avrebbe immaginato di poter ottenere dai suoi lavori col legno. Con i soldi ricavati dalla vendita poi, acquista l'attrezzatura idonea per lavorare meglio e per fare dell'intaglio ligneo il suo vero lavoro.

Segue, anche se a fasi alterne e per circa dieci anni, il maestro Augusto Murer, grande artista, pittore oltre che scultore, con cui stringe anche un sincero rapporto di amicizia. E, sempre in quell'importantissimo 1975, a Longarone, Mauro Corona organizza la sua prima mostra.

Gli anni '70 segnano l'esplosione di tutte le sue passioni. Nel 1977 infatti, lo scultore diventa anche scalatore. Attrezza le falesie del Vajont, che si affacciano sulla zona disastrata, e comincia la sua carriera nell'arrampicata. Nel Friuli, ogni andito di montagna, porta la sua firma. Si avventura anche in Europa, sino in Groenlandia, per arrivare poi in California, sulle leggendarie pareti della Yosemite Valley. Intanto, un amico giornalista comincia a pubblicare sul "Gazzettino" alcuni suoi racconti.

Per tutti gli anni '80 alterna l'alpinismo alla sua vita di scultore, continuando sempre a scrivere storie. Sceglie personalmente il legno da scolpire trovandolo nei boschi della sua terra e la natura, il rapporto con essa, è sempre al centro delle sue opere, sia scultoree che letterarie. Intanto, come arrampicatore, Mauro Corona apre nel corso della sua carriera qualcosa come trecento nuovi itinerari di roccia sulle Dolomiti d'Oltre-Piave, oltre a molti altri sparsi per l'Europa.

Nel 1997 pubblica il suo primo libro, "Il volo della martora", per la casa editrice Mondadori. A questo seguono molti altri libri, alcuni molto apprezzati, come "Le voci del bosco", del 1998, "Gocce di resina", del 2001, e "La montagna", del 2002. In quello stesso anno poi, l'autore diventa un'opera artistica, quando lo scrittore fumettista Paolo Cossi pubblica "Corona - L'uomo del bosco di Erto". In un ricco libro a fumetti, sono narrate le vicende vissute dallo scultore e arrampicatore Mauro Corona. Nello stesso periodo poi, prende parte al film "Vajont - la diga del disonore", che racconta la vicenda realmente vissuta dallo scultore di Erta.

Continua a scrivere e anzi, la partecipazione al film lo ispira per un altro libro di successo, che si intitola "Vajont: quelli del dopo", uscito per Mondadori nel 2006. L'uomo, la natura, le radici, sono questi i temi della sua opera letteraria, la quale continua con il fortunato "Cani, camosci, cuculi (e un corvo)", del 2007, vincitore l'anno dopo del Cardo d'argento al "Premio Itas del libro di montagna".

L'ultimo libro scritto da Mauro Corona è del 2011 e si intitola "La ballata della donna ertana". Alcune sue opere sono tradotte anche in Cina ed è autore di un libro di favole per ragazzi, "Storie del bosco antico", uscito nel 2005 e ristampato continuamente dalla casa editrice Mondadori.

Ultimo aggiornamento: 17/05/2011
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