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Giorno per giorno i profili di miti e personaggi famosi che si sono meritati un posto nella storia

Rocco Siffredi

Dimensioni artistiche

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Rocco Siffredi

Nasce a Ortona Porto in provincia di Chieti il giorno 4 maggio 1964. All'anagrafe il suo nome è Rocco Tano.

Rocco, adolescente, a soli sedici anni si arruola nella Marina mercantile come volontario. Terminerà l'esperienza nel 1982 per recarsi a Parigi per raggiungere il fratello Giorgio.

Nella capitale francese dà una mano lavorando nel ristorante a conduzione familiare ma non disdegna nemmeno di posare come modello. E' in Francia che Rocco Siffredi inizia ad adoperarsi per entrare in quel mondo che lo affascina così tanto e che - da lì a pochi anni - lo vedrà protagonista indiscusso: il mondo dell'hard.

Rocco Tano si trova in un locale a luci rosse quando nel 1985 incontra Gabriel Pontello, attore hard di nota fama durante gli anni '80. I due fanno conoscenza e si crea da subito un buon feeling: Pontello gli apre a Rocco le porte dell'hard. Le prime attività riguardano alcune foto per riviste porno, che saranno utili per presentarlo poi al produttore Marc Dorcel ed al regista Michel Ricaud.

Arriva così il suo primo provino dove, pur non privo di imbarazzo, Rocco supera la prova. Gli viene assegnata una parte: il primo film hard a cui partecipa si intitola "Belle d'Amour".

La sfera sentimentale ? in questo periodo la sua compagna è Tina, splendida modella inglese di diciotto anni - lo coinvolge a tal punto che decide di abbandonare i set cinematografici e tornare sui passi della carriera di modello, strada che aveva già tentato in precedenza.

Vola a Londra con Tina e viene ingaggiato come modello dall' agenzia Gawin's; qui perfeziona il suo inglese e inizia una fase di studio e miglioramento del suo stile, cercando una raffinatezza sempre maggiore.

Dopo circa due anni, terminata la storia con Tina, non sentendosi pienamente realizzato nel campo della moda, Rocco decide di riprovare con il mondo dell'hard. L'occasione gli viene fornita da Teresa Orlowsky, pornodiva tedesca.

Il suo primo film hard italiano è destinato a rimanere un pezzo storico del genere, anche grazie alla presenza (anche nel titolo) della sua protagonista, Moana Pozzi, che diverrà un'icona-simbolo del genere: "Fantastica Moana" (di Carlo Reale) è il titolo del film.

Rocco è deciso a sfondare seriamente: nel 1990 parte alla volta di Los Angeles per bussare alla porta dell'agenzia di Jim South. Incontra il regista John Leslie, che aveva già avuto modo di conoscere qualche anno prima a Roma: per il suo film "Curse of the Catwoman" Leslie affida a Rocco Siffredi un ruolo importante. Il film sarà un successo anche grazie al fatto che rappresenta uno dei primi (pochi) film con una parvenza di trama, nonché interpretato da attori professionisti. Rocco spicca per la sua interpretazione tanto che l'anno seguente riceve a Las Vegas il suo primo "A.V.N. Award" (Premio Adult Video News), per il film "Buttman's Workout" (di John Stagliano); Rocco risulta "Migliore attore hard per scene di sesso a tre".

Dopo alcuni altri film torna in Italia, intenzionato a mantenere ed aumentare il successo fin lì ottenuto. Approfondisce gli studi di recitazione. Le più importanti case di produzione europee chiamano Rocco Siffredi per offrirgli ruoli da protagonista.

Tra i suoi film in questi anni ci sono "Wild Attraction", "Gran Prix Australia", "Dr. Rocco Mr. Sodo" (parodia de "Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde"), "Portrait Passion" (che si rifà al romanzo "Il ritratto di Dorian Gray", di Oscar Wilde), "Ejacula" (di Max Belloccio, dove Rocco interpreta il protagonista vampiro).

John Leslie poi lo richiama negli Stati Uniti e gli affida il ruolo forse più importante per la sua carriera: il titolo del film è "Chamaleons" e si tratta, a detta di molti critici del settore, una delle più belle storie mai realizzate.

Tra il 1992 e il 1993 vince altri quattro "A.V.N. Award" a Las Vegas e due "Hot D' Or" a Cannes.

In occasione del premio di Cannes, nel 1993 conosce Rozsa Tassi (già Miss Ungheria), conosciuta in Italia con lo pseudonimo di Rosa Caracciolo. Con lei interpreta alcuni film, ma diverrà importante nella vita di Rocco soprattutto come moglie e madre dei suoi due figli.

Durante gli anni '90 Rocco si sente abbastanza maturo per iniziare una carriera dietro la macchina da presa. Lavora come regista e produttore arrivando a vincere nel 1996 un "Hot D' Or" come miglior regista esordiente.

L'enorme successo di Rocco Siffredi fa di lui un'icona del genere; va detto che molta della sua notorietà va attribuita alle notevoli dimensioni del pene: 24 cm di lunghezza e 16 cm di circonferenza.

Successivamente crea una propria casa di produzione, la Rocco Siffredi Production. Nel 1997 esce uno dei suoi più importanti e famosi film "Rocco e le Storie Tese I e II", ad alto costo di produzione (con Anita Dark, Anita Blonde, Rosa Caracciolo), e che vede l'eccezionale partecipazione del gruppo musicale Elio e le Storie Tese come simpatico e sonoro contorno a tutto il film.

Nel 1999 viene pubblicato un libro dedicato interamente alla storia di Rocco e del suo personaggio ("Il mito di un uomo italiano", Patrizia D'Agostino, Rocco Siffredi).

Rocco Siffredi recita poi in tre film che si discostano dal genere hard: nel 1999 è in "Romance", pellicola-scandalo di Catherine Breillat, nel 2001 in "Amorestremo" di Maria Martinelli, e nel 2004 in "Pornocrazia", sempre della Breillat.

Annuncia di voler abbandonare il mondo dell'hard e, dopo un breve calo di popolarità, nel febbraio del 2006 torna alla ribalta interpretando la pubblicità di una marca di patatine fritte dove è presente un'audace gioco di parole che vede proprio "patatina", come nomignolo alludente l'organo genitale femminile. Lo spot viene censurato dal Giurì di autodisciplina pubblicitaria per volgarità, indecenza e mercificazione della donna. Successivamente verrà girata una versione alternativa.

Nel settembre 2006 viene pubblicata l'autobiografia dal titolo "Io, Rocco" (Mondatori).

Testo originale a cura di Dizionario Erotico

Ultimo aggiornamento: 02/11/2006
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Ha detto:

«Recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. È una specie di schizofrenia.»
Vittorio_Gassman
Testo di Stefano Moraschini