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Giorno per giorno i profili di miti e personaggi famosi che si sono meritati un posto nella storia

Renèe Zellweger

La bella favola di Bridget

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Figlia di un'infermiera norvegese e di un ingegnere svizzero, Renée Zellweger è nata il 25 aprile 1969 a Katy, piccola città del Texas non lontana da Houston. Trascorsa l'infanzia nella cittadina, famosa per non avere neanche la TV via cavo (ne un cinema o un teatro), dopo il diploma, si trasferisce ad Austin per frequentare la facoltà di Lettere all'Università del Texas e per divertimento comincia a partecipare agli spettacoli studenteschi e frequentare i corsi di teatro nel club di recitazione "Thespian Society".

Nello stesso periodo si appassiona anche alla ginnastica artistica e tali sono il suo impegno e il suo coinvolgimento che non nasconde il sogno di partecipare un giorno alle Olimpiadi. Per mantenersi gli studi lavora come cameriera al "Sugar's", un topless bar molto rinomato in Austin (Renée si è sempre limitata a fare la semplice inserviente). Dopo un anno finalmente riesce a prendersi un appartamento in proprio.

Qualcuno sembra accorgersi del suo talento: riesce ad ottenere delle parti in alcune produzioni teatrali e viene contattata per girare alcuni spot per importanti compagnie di Birra e Fast Food. Lei ambisce a recitare sul grande e piccolo schermo e per questo motivo si reca spesso a Dallas per partecipare a provini per la TV e il cinema.

Nel 1991 Renée si diploma in radio, televisione e cinema e subito dopo debutta nel circuito del cinema indipendente con il film di Richard Linklater "La vita è un sogno" (1993). L'anno successivo compare in "Giovani, carini e disoccupati" di Ben Stiller e quindi è la protagonista di "Love & una 45", che le fa ottenere la sua prima nomination all'Independent Spirit Award, seguita subito dopo da quella ottenuta per l'interpretazione di Novalyne Price in "The Whole Wide World" (1996).

Dopo il successo conquistato al fianco di Tom Cruise per la sua interpretazione di Dorothy Boyd in "Jerry Maguire" (1996), Renée Zellweger si trova di colpo sommersa dalle offerte di lavoro. L'attrice però non si lascia affascinare troppo dalle grandi produzioni di Hollywood e gira due film indipendenti: "L'impostore" (1997), con Tim Roth e Chris Penn, e "Il gioco dei rubini" (1998) di Boaz Yakin.

Nel 1998 interpreta insieme a Meryl Streep e William Hurt il film di Carl Franklin "La voce dell'amore", poi affianca Jim Carrey sul set di "Io, me & Irene" (2000) e con lui intreccia per circa un anno una chiacchierata love story che finisce poco dopo l'annuncio del loro imminente matrimonio.

Nel 2001 la Zellweger è una delle star più applaudite dell'anno. Dopo aver vinto il Golden Globe per "Betty Love", ottiene infatti uno straordinario successo grazie a "Il diario di Bridget Jones" (2001), dove nei panni della pasticciona e simpaticissima inglesina tratta dai romanzi di Helen Fielding diventa improvvisamente l'icona di tutte le trentenni single del pianeta.

Nel 2002, dopo aver interpretato il drammatico "White Oleander" insieme a Michelle Pfeiffer, Renèe Zellweger mette a segno un altro colpo vincente grazie al musical "Chicago" di Rob Marshall (con Richard Gere e Catherine Zeta Jones), che le fa conquistare un nuovo Golden Globe e le regala una meritatissima nomination all'Oscar come migliore attrice protagonista. Ma i suoi successi non sono finiti qui. Più di recente grazie al film di Anthony Minghella "Ritorno a Cold Mountain", nel quale recita accanto a Nicole Kidman, Renèe Zellweger vince l'Oscar come migliore attrice non protagonista.

Alla fine del 2004 è tornata sul grande schermo con il suo personaggio più noto, nel film "Che pasticcio Bridget Jones!" (con Hugh Grant). Nel 2005 interpreta Mae, la moglie di James J. Braddock (Russell Crowe) nel film "Cinderella Man", di Ron Howard.

Ultimo aggiornamento: 19/01/2005
Foto di Renèe Zellweger

Accadde oggi

18 settembre 1851
Viene fondato il quotidiano statunitense New York Times, da Henry Jarvis Raymond e George Jones.

Ha detto:

«L'arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità.»
Ugo_Foscolo
Testo di Stefano Moraschini