Biografie

Calisto Tanzi

Calisto Tanzi
Calisto Tanzi nelle opere letterarie

Biografia C'era una volta un impero del latte

Calisto Tanzi nasce a Collecchio, in provincia di Parma, il 17 novembre del 1938. La sua vita è legata al marchio Parmalat e alla conseguente vicenda giudiziaria che dal 2003 lo ha riguardato personalmente. È stato, in ogni caso, uno dei più importanti e influenti imprenditori d'Italia, il quale ha visto accrescere il proprio prestigio, e la propria prosperità, a partire dagli anni che vanno dal 1970 sino al 2000.

Figlio di Melchiorre Tanzi, Calisto non ha ereditato nulla delle sue future fortune. La sua famiglia si guadagna da vivere gestendo un'azienda piccola, a conduzione familiare, impegnata nella produzione di salumi e conserve, che poi commercializza nelle immediate vicinanze. L'area, inizialmente, è quella di Parma, senza alcune pretese di sviluppo a livello nazionali, né, almeno agli albori, possibilità economiche per credere in un salto di qualità. Melchiorre Tanzi gestisce la piccola azienda insieme con il fratello, facendosi aiutare oltre che da Calisto, anche dagli altri due figli Anna Maria e Giovanni.

Il futuro presidente dell'A. C. Parma, conseguito il diploma di ragioneria, decide di iscriversi alla Facoltà di Economia e Commercio. Ma già nel 1961, poco più che ventenne, deve lasciare gli studi universitari, trovandosi in azienda insieme con lo zio a fare le veci del padre. La sua morte infatti, avvenuta proprio nel 1961, convince Calisto a prendere in mano la situazione. Pochi mesi dopo, sempre entro la fine del 1961, decide di separare i suoi destini economici da quelli dello zio.

Il business dei salumi non sembra la strada migliore al giovane Calisto e ci mette ben poco a dare vita ad una nuova azienda impegnata nel settore del latte. Apprende, proprio in questi anni, la cosiddetta tecnologia Uht, utilizzata nel nord Europa, in particolar modo in Svezia. Si tratta di una tecnica che, portando il latte ad alte temperature, consente di conservarlo per mesi e mesi anche fuori dal frigorifero. Calisto importa la metodologia ma la associa alla tradizione emiliana, decidendo di valorizzare il latte delle campagne parmensi. L'altra idea, che si rivela addirittura rivoluzionaria nel settore, è quella di mettere il latte in quegli strani tetraedri di cartone, il cosiddetto Tetrapak. In pratica Calisto Tanzi lancia in Italia per il mercato del consumo domestico, il latte a lunga conservazione. E con questa identità aziendale, nel 1961, nasce la Parmalat.

L'anno dopo, nel 1962, si trasforma in Parmalat SpA. Calisto Tanzi è l'amministratore Unico, oltre che principale azionista.

Nel 1965 sposa Anita Reggi. Da lei ha tre figli, Francesca, Laura e Stefano. Tutti e tre, com'è ovvio, rientrano nei piani del progetto aziendale paterno. La primogenita, Francesca, si impegna nelle attività turistiche del gruppo, Laura nell'ambito farmacologico e Stefano diventa invece consigliere di amministrazione di Parmalat Finanziaria e presidente dell'Associazione Calcio Parma.

In ogni caso, l'ascesa di Calisto Tanzi si verifica a partire dal 1970. Proprio in questo anno, la sua azienda fattura circa sei miliardi di vecchie lire. Da questo momento in poi, non sono poche le intuizioni che consentono a Tanzi di andare sempre più in alto sulla scala socioeconomica non solo nazionale. Quella di puntare tutto sul marchio ad esempio, costruirlo e valorizzarlo sempre di più. E, anche, quella di andare a produrre all'estero. Senza dimenticare i legami che instaura con la classe politica, su tutti quello contratto con il democristiano Ciriaco De Mita e, dopo, con Silvio Berlusconi, oltre che con il conterraneo Pietro Lunardi, suo amico d'infanzia.

Prima di assumere la presidenza della squadra calcistica di Parma, portandola per giunta a grossi traguardi sportivi soprattutto negli anni che vanno dalla promozione in serie A, datata 1990, fino ai trofei europei di sei o sette anni più tardi, Calisto Tanzi intuisce il potere dello sport come mezzo di sponsorizzazione dei suoi prodotti e investe sugli atleti noti al grande pubblico. Gli sciatori Thoeni, Stenmark e il pilota Niki Lauda, sono solo alcuni degli sportivi che il marchio Parmalat ha sponsorizzato a partire dagli anni '80 in poi. Intanto, sin dal decennio precedente, Tanzi aggiunge al latte anche lo yogurt e, quasi subito, creando il marchio Santal si butta anche nel settore dei succhi di frutta.

Nel 1984, riceve l'onorificenza di Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana. Il passo verso la quotazione in borsa è breve. Il 17 agosto del 1990, quando il gruppo Parmalat è forse all'apice della sua ascesa e dinamicità economica, la quotazione in borsa supera il 45 % del suo stesso capitale. Entro il 2000 poi, arriva la vera e propria internazionalizzazione. Il marchio, in questi anni e dopo, fattura circa 7 miliardi e mezzo di euro con quasi il 70 % fuori dall'Europa.

Quando nessuno sospetta del crac finanziario che di lì a poco investe le aziende che fanno capo a Calisto Tanzi, il gruppo vanta circa 148 stabilimenti in 31 paesi e il suo fatturato è realizzato per un terzo in Europa, per un terzo nel Nord e Centro America e per il restante terzo in Sud America e nel resto del mondo. Nel frattempo, su proposta del Presidente del Consiglio, il 27 dicembre del 1999 riceve l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce con Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

La Parmalat è una multinazionale del latte, la quale lavora mediamente 20.000 quintali di prodotto al giorno distribuiti in 140.000 punti di vendita. Nel 2003 però arriva l'inizio della fine. È il "Crac Parmalat". Calisto Tanzi viene arrestato. Secondo gli atti processuali, avrebbe "creato un sistema perverso dal quale per anni tutti hanno tratto la propria convenienza (politici, banche, giornali), eccetto i piccoli investitori, sui quali si sono riversati gli enormi costi di un'esposizione debitoria accumulatasi negli anni senza essere frenata da nessuno dei soggetti istituzionalmente deputati a vigilare sulla solidità patrimoniale della Parmalat (Consob, Banca d'Italia, società di rating, società di revisione)". Le accuse che gli vengono formalizzate, sono quelle di aggiotaggio e di bancarotta fraudolenta.

Il 18 dicembre del 2008, Tanzi viene condannato in primo grado per aggiotaggio. Ricorre in appello ma il 26 maggio 2010, al secondo grado del processo, gli vengono comminati 10 anni di reclusione a Milano. Il processo per bancarotta fraudolenta invece, si conclude il 9 dicembre 2010, a Parma, con la condanna a 18 anni di reclusione. Nel frattempo, i titoli di Cavaliere elargiti dallo Stato italiano, gli vengono entrambi revocati per indegnità.

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