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Giorno per giorno i profili di miti e personaggi famosi che si sono meritati un posto nella storia

Maurizio Costanzo

Trasmissioni coi baffi

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Il potere televisivo par excellence. Dici Maurizio Costanzo e pensi ad un signore che è la quintessenza di tutto ciò che è meno telegenico possibile, ma anche a colui che è riuscito a diventare un po' l'architrave del sistema mediatico. Cresciuto con il giornalismo nel sangue, figlio di un impiegato al Ministero dei Trasporti e di una casalinga, nato il 28 agosto 1938 a Pescara (e non a Roma, come molti credono) dopo qualche anno di impegno a fondo perduto, a soli diciotto anni mette piede per la prima volta nella redazione del giornale Paese Sera. L'anno dopo è redattore al Corriere Mercantile e a partire dal 1960, bruciando letteralmente le tappe, diventa responsabile della redazione romana del settimanale Grazia.

Nel 1962 passa dal tradizionale universo cartaceo fatto di giornali e rotocalchi, a quello costituito dai nuovi mezzi di informazione, ossia radio e televisione. Qui sfoggia in veste di autore una qualità che molti hanno imparato ad apprezzare anche in seguito: l'eclettismo (Maurizio Costanzo è anche autore del testo della famosa canzone cantata da Mina "Se telefonando").

Nel 1963 sposa Lori Sammartini, di quattordici anni più grande di lui, ma con Costanzo, si sa, la parola matrimonio ha un senso labile. Dieci anni dopo è già al secondo matrimonio con la giornalista Flaminia Morandi (che per lui lascia il marito Alberto Michelini) e nello stesso anno nasce Camilla, sceneggiatrice per la Rai, seguita nel 1975 da Saverio, sociologo e documentarista Rai. Un periodo questo che coincide con la vera nascita dell'astro Costanzo. Il grande successo arriva nel 1976 con "Bontà loro", considerato il primo talk-show della televisione italiana. Seguiranno "Acquario", "Grand'Italia", "Fascination" e "Buona Domenica".

Nel 1978 passa nuovamente alla carta stampata, suo pallino di sempre, e accetta la direzione de La Domenica del Corriere. Ma Costanzo, uomo di progetti quant'altri mai, desidera una creatura tutta sua, vuole appuntarsi all'occhiello il nome di una testata che lo veda Fondatore. Neanche il tempo di gustarsi i privilegi della poltrona alla Domenica, che l'anno dopo fonda e dirige L'occhio. Pare però che, infallibile comunicatore quando c'è la lucetta rossa della telecamera accesa, abbia meno polso con il più tortuoso mondo della carta stampata: il giornale non incontra gran fortuna e fallisce presto.

Meglio il video dunque, e così eccolo pronto a dirigere nel 1980 il primo telegiornale privato, "Contatto", per la rete TV della Rizzoli. Ma una tegola - e di quelle pesanti - sta per abbattersi sul suo capo. Nel maggio 1981 viene scoperta la loggia massonica P2, facente capo a Licio Gelli: il giornalista figura fra la lista degli iscritti. Scandalo e ignominia seguono come da prassi, ma le cronache dell'epoca vedono un Maurizio Costanzo sulla difensiva che si proclama estraneo alla faccenda. In seguito racconterà di essere stato inserito d'ufficio nell'elenco e di aver accettato, sicuramente in modo un po' ingenuo, solo per salvaguardare il suo futuro professionale.

Incassato il colpo il furbo giornalista va avanti per la sua strada. A metà degli anni '80 fonda la società di produzione "Fortuna Audiovisivi", il tassello principale del suo "sistema" di potere. Nel 1986 è candidato nelle liste del partito radicale. Strana scelta, dato che si tratta del partito storicamente con meno potere della storia patria. Ma Costanzo è un uomo dalle mille sorprese e un tipo che sa ragionare e agire anche in modo spassionato, contrariamente a quanto si vocifera. Fra le sue disavventure, vi è anche un episodio inquietante: il 14 maggio 1993 a Roma un'autobomba esplode al passaggio della macchina di Maurizio Costanzo, che in televisione aveva osato augurare il cancro ai boss responsabili degli omicidi dei magistrati Falcone e Borsellino.

Nel 1987 inizia l'appuntamento serale a cadenza quotidiana con il fortunato programma Maurizio Costanzo Show (in onda già dal 1982). Il fidato co-autore Alberto Silvestri ha anche la bella pensata di creare una situation comedy all'italiana, che poi è anche la prima girata sul territorio nazionale. E' "Orazio", nella quale recita anche Simona Izzo, terza compagna del dongiovanni Maurizio Costanzo. Proprio quell'anno i due si separano e così Costanzo ha il via libera per impalmare (e tre!) la bella conduttrice televisiva Marta Flavi; lei è apparentemente dolce, lui è apparentemente burbero, sembrano compensarsi a vicenda, invece il matrimonio dura solo tre anni.

Con il suo "Maurizio Costanzo Show" che, con trent'anni di permanenza al Teatro Parioli di Roma (di cui Maurizio è anche direttore artistico), ha infranto ogni record di longevità di un programma TV. Non si contano poi le cariche o le nomine di cui è titolare. Dal 1999 è presidente di Mediatrade, società del gruppo Mediaset che si occupa di fiction televisiva, mentre l'ultima nata tra le sue attività è la società costituita con Alessandro Benetton, la "Maurizio Costanzo Comunicazione". Presente su Internet, ha lo scopo di aiutare le aziende a gestire la propria comunicazione di immagine.

Per studiare l'ultima evoluzione di Costanzo bisogna risalire al 1989 quando conosce Maria De Filippi (incontrata in una società di consulenza sulla comunicazione e sposata nel 1995), autrice di una lenta ma inesorabile sorta di presa del potere televisivo a scapito del consorte. Il quale, al momento, oltre al routinario impegno con il suo talk-show, dal 1996 è tornato a condurre "Buona Domenica", di cui è anche autore.

Autore poliedrico, Maurizio Costanzo ha scritto anche per il teatro: "Il marito adottivo", "Con assoluta gratitudine", "Un amore impossibile", "Un coperto in più", "Vecchi vuoti a rendere", "Cielo mio marito" (quest'ultima scritta con Marcello Marchesi e Anna Mazzamauro e portata al successo da Gino Bramieri). Attualmente è docente di "Teorie e tecniche del linguaggio televisivo" presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione a Roma (La Sapienza) e collabora a varie testate giornalistiche.

Nell'autunno del 2009 conduce l'ultima edizione del Maurizio Costanzo Show, in cui ripropone due volte a settimana filmati tratti dalle precedenti edizioni. Contemporaneamente annuncia il suo ritorno in Rai, dopo quasi trent'anni di assenza, dove lavorerà autore.

Ultimo aggiornamento: 09/12/2009
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