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Giorno per giorno i profili di miti e personaggi famosi che si sono meritati un posto nella storia

Ipazia di Alessandria

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Ipazia di Alessandria

Ipazia di Alessandria, prima donna a dare un contributo sostanziale allo sviluppo della matematica, era la figlia del matematico e filosofo Theon di Alessandria ed è quasi sicuro che ella studiò matematica sotto la guida e l'istruzione di suo padre. Nata nel 370 è importante sottolineare che Ipazia diventò il capo della scuola platonica ad Alessandria, circa nel 400 d.C. Qui, tenne lezioni di matematica e filosofia, in particolare insegnando la filosofia del Neoplatonismo. Ipazia basò i suoi insegnamenti su quelli di Platone, il fondatore del Neoplatonismo e Iamblichus, che fu uno sviluppatore del Neoplatinismo, vissuto intorno al 300 d.C.

Platone insegnava che esisteva una realtà ultima, che andava oltre il raggiungimento del pensiero o del linguaggio. Lo scopo della vita è di mirare a questa realtà ultima, che non può essere descritta in modo preciso. Platone mise in rilievo il fatto che le persone non possiedono la capacità mentale necessaria a capire completamente sia la realtà ultima, sia le conseguenze della sua esistenza. Iamblichus distingueva livelli più lontani di realtà, in una gerarchia posta al di sotto della realtà ultima. Esisteva un livello di realtà corrispondente ad ogni singolo pensiero, di cui la mente umana fosse capace. Ipazia insegnò queste idee filosofiche con un'enfasi scientifica maggiora rispetto ai seguaci del Neoplatinismo. Viene infatti descritta, da tutti i commentatori, come un'insegnante estremamente carismatica.

Ipazia simboleggiava la dottrina e la scienza, che i primi Cristiani identificavano con il paganesimo. Comunque, tra gli uomini a cui insegnò ad Alessandria, c'erano molti Cristiani importanti. Uno dei più famosi è Synesius di Cirene, che divenne, in seguito, il Bishop di Ptolemais. Molte delle lettere che Synesius scrisse a Ipazia furono conservate e sappiamo che molte furono piene di ammirazione e riverenza per il suo sapere e le sue abilità scientifiche.

Nel 412, Cyril (dopo St Cyril) divenne il patriarca di Alessandria, mentre il prefetto romano di Alessandria era Orestes. Cyril e Orestes diventarono acerrimi rivali politici, come chiesa e stato, che combattevano per il controllo del territorio. Ipazia fu un'amica di Orestes e questo, insieme al pregiudizio che avevano i Cristiani nei confronti del suo punto di vista filosofico, la rese il punto focale dei tumulti tra i Cristiani e i non-Cristiani. Ipazia, scrive Heath: "...attraverso la sua eloquenza e autorità...ottenne una tale influenza, che la Cristianità la considerò una minaccia...".

Alcuni anni dopo - nel mese di marzo dell'anno 415 - in accordo con quanto riportato da fonti autorevoli, Ipazia fu brutalmente uccisa dalle scimmie Nitrian, una setta cristiana fanatica, che supportava Cyril. Secondo un'altra testimonianza (di Socrates Scholasticus), ella fu uccisa da una folla alessandrina, sotto il comando del lettore Peter. Comunque, fu sicuramente assassinata dai Cristiani, che si sentivano minacciati dalla sua cultura, dalla sua sapienza e dalla vastità della sua conoscenza scientifica.

Non esiste alcuna prova che Ipazia abbia intrapreso una ricerca matematica originale. Comunque, ella assistette suo padre, Theon di Alessandria, nella stesura del suo commentario, in undici parti, sull'Almagest di Tolomeo. Si pensa anche che ella abbia assistito suo padre nella produzione di una nuova versione de "Gli Elementi di Euclide", che diventò la base per tutte le edizioni successive delle opere di Euclide.

In aggiunta al lavoro svolto con suo padre, siamo informati, attraverso Suidas, che Ipazia scrisse commentari sulla Aritmetica di Diofante, sulle Coniche di Apollonio e sulle opere astronomiche di Tolomeo. Il riferimento di Suidas non è molto chiaro e alcuni storici dubitano che Ipazia abbia scritto commentari su Tolomeo, altri sui lavori che compose in unione al padre.

Tutto il lavoro di Ipazia è andato perduto, eccetto i suoi titoli e alcuni riferimenti ad essi. Comunque, non si conosce alcun lavoro filosofico puro, ma soltanto opere di matematica e astronomia. Basandosi su questa piccola quantità di testimonianze, Deakin, sostiene che Ipazia fu un'eccellente compilatrice, editrice e conservatrice delle prime opere matematiche.

Come detto sopra, esistono alcune lettere scritte da Synesius a Ipazia. Queste chiedono il suo consiglio per la costruzione di un astrolabio e di un idroscopio.

Charles Kingsley (meglio conosciuto come l'autore di "The Water Babies") fece di lei la sua eroina per una delle sue novelle Ipazia, o Nuovi Nemici con una Vecchia Faccia.

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Ultimo aggiornamento: 05/09/2010

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